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Economia e gestione delle imprese

Elisa Schiavi
Anno accademico: 23/24

Fondamenti dell'attività economica

L'attività economica

L'attività economica è la parte dell'attività umana legata alla produzione, scambio e consumo di beni e servizi per soddisfare i bisogni umani. Per essere considerata economica, deve rispettare due principi chiave: l'efficienza, mirata a minimizzare le risorse impiegate per un obiettivo, e l'efficacia, la capacità di raggiungere un obiettivo in modo tempestivo e completo.

Comprende cinque fasi fondamentali:

  • Produzione, realizzazione di beni/servizi economici;
  • Scambio, trasferimento ad altri soggetti di beni/servizi economici;
  • Consumo, utilizzazione di beni/servizi economici allo scopo di soddisfare un bisogno;
  • Risparmio, rinuncia temporanea al consumo di beni/servizi economici allo scopo di utilizzarli nel futuro;
  • Investimento, impiego di risorse destinate a fornire utilità economica nel futuro.

Gli attori principali includono imprese, famiglie, lo Stato e la Pubblica Amministrazione, e il resto del mondo.

Bisogni, beni e servizi

Il bisogno è uno stato di insoddisfazione umana legato a esigenze materiali o spirituali. Quando si avverte un bisogno, si cerca di soddisfarlo attraverso l'acquisizione e il consumo di beni o servizi. I bisogni sono illimitati, saziabili temporaneamente e tendono a ripresentarsi una volta soddisfatti.

Variano tra individui e possono cambiare con le condizioni climatiche e l'epoca storica. Dal punto di vista economico, si distinguono i bisogni primari (legati alla sopravvivenza come cibo, vestiario e abitazione) dai bisogni secondari (legati allo sviluppo sociale, tecnologico, alla moda e non essenziali per la sopravvivenza). Un'altra distinzione è tra bisogni individuali e collettivi, dove i primi sono personali e possono essere primari o secondari, mentre i secondi sono connessi alla partecipazione a una comunità organizzata, come lo Stato.

I bisogni vengono soddisfatti attraverso il consumo di beni e servizi, riducendo e, in alcuni casi, annullando il bisogno stesso. I beni sono oggetti materiali che soddisfano i bisogni, e quelli economici sono limitati in quantità, richiedendo sacrifici o un pagamento per ottenerli. I servizi sono prestazioni immateriali utili a soddisfare un bisogno, caratterizzati da immaterialità, intangibilità e simultaneità tra produzione e consumo.

I beni possono essere di consumo (durevoli o non durevoli), di investimento (materiali o immateriali), complementari (usati insieme per soddisfare lo stesso bisogno) e succedanei (usati alternativamente per soddisfare lo stesso bisogno). La produzione di servizi si distingue dalla produzione di beni per la simultaneità tra produzione e consumo, l'intangibilità, l'interazione personale significativa e la forte dipendenza dalle risorse umane.

L'utilità

L'utilità

L'utilità economica, definita come la capacità di un bene o servizio nel soddisfare un bisogno, presenta caratteristiche soggettive e mutevoli che variano da individuo a individuo e da luogo a luogo. Lo studio dell'utilità si articola in tre profili principali:

  • Utilità iniziale: Rappresenta la soddisfazione derivante dalla prima dose del bene/servizio a disposizione.
  • Utilità totale: Indica la somma delle soddisfazioni fornite dalle dosi complessive del bene/servizio disponibili. Sebbene l'utilità totale cresca, gli incrementi per ogni dose aggiuntiva diminuiscono progressivamente.
  • Utilità marginale: Corrisponde alla soddisfazione fornita dall'ultima dose consumata del bene/servizio. Questa rappresenta l'utilità aggiuntiva ottenuta dal consumatore mediante l'uso di un'unità aggiuntiva, mantenendo costanti gli altri consumi.

La regola generale è che, per la maggior parte dei beni, l'utilità marginale diminuisce all'aumentare delle dosi consumate, poiché l'utilità di un bene è strettamente legata all'intensità del bisogno. L'andamento dell'utilità marginale e totale varia rispetto alle unità del bene consumate: l'utilità marginale decresce all'aumentare della quantità consumata, fino a diventare negativa, mentre l'utilità totale cresce almeno finché l'utilità marginale rimane positiva, dopodiché inizia a decrescere a causa della disutilità provocata dalle dosi aggiuntive del bene.

Questo concetto di utilità può essere applicato anche a sistemi complessi, come i settori economici, grazie alle prescrizioni fornite dalla teoria dei giochi, che si distingue per l'interazione strategica tra i soggetti e fu creata da Von Neumann e Morgenstern nel 1944. La teoria dei giochi mira ad aiutare professionisti in diversi campi, come economisti, sociologi, biologi, politici e psicologi, a comprendere e prevedere le dinamiche di interazione in varie situazioni. Sebbene il suo campo principale sia l'economia, la teoria dei giochi trova applicazioni anche in analisi strategiche competitive e militari, biologia, sociologia e psicologia.

Un esempio emblematico proviene dalla scena del film "A Beautiful Mind", in cui John Nash applica la teoria dei giochi per suggerire una strategia di corteggiamento tra lui e i suoi amici nei confronti di cinque ragazze. Nash propone l'ottimo paretiano, indicando che ognuno dei cinque dovrebbe corteggiare una ragazza diversa per massimizzare l'utilità complessiva, evitando così di intralciarsi reciprocamente.

Tuttavia, viene sottolineato che l'ottimo paretiano, sebbene collettivamente razionale, potrebbe non essere razionale a livello individuale, come evidenziato nel "Dilemma dei prigionieri". In questo scenario, due criminali devono decidere se accusarsi a vicenda o rimanere in silenzio, con implicazioni sulle loro pene detentive. Nonostante l'ottimizzazione collettiva suggerisca di rimanere in silenzio, le motivazioni individuali portano entrambi ad accusarsi a vicenda, risultando in una soluzione uniformemente peggiore per entrambi.

Il Dilemma dei prigionieri coinvolge due criminali sospettati di un crimine maggiore. Nonostante l'ottima soluzione collettiva sarebbe non accusarsi a vicenda, la razionalità individuale li porta ad accusarsi reciprocamente, risultando in una pena più lunga per entrambi. Questo esempio illustra come, in alcune situazioni, le motivazioni individuali possano prevalere sulla razionalità collettiva.

Casi esplicativi sul concetto di utilità

A titolo esemplificativo, possiamo affermare che per la generalità dei beni l’esperienza di consumo del consumatore segue la legge dell’utilità decrescente. Ipotizziamo il consumo dell’acqua. I primi bicchieri d’acqua danno ad un assetato un notevole piacere; la soddisfazione, però, sarà via via minore all’aumentare del numero di bicchieri bevuti, poiché la sete diminuirà. Quando l’individuo avrà completamente soddisfatto la sua sete, l’utilità dell’ultimo bicchiere sarà pari a zero; altri bicchieri, addirittura, provocheranno fastidio: avranno cioè utilità negativa.

Valore e mercato

Equilibrio del consumatore

Il consumatore, al fine di massimizzare la soddisfazione con il suo reddito limitato, agisce in modo razionale pianificando i suoi acquisti in base alle necessità. Cerca di ottenere la massima soddisfazione distribuendo il reddito in modo che le utilità marginali di tutti i beni siano uguali. Questo principio di uguaglianza delle utilità marginali guida la scelta quando i beni hanno lo stesso prezzo.

Tuttavia, nella realtà economica, i beni hanno prezzi diversi. Quindi, il consumatore deve considerare l'utilità marginale ponderata, che tiene conto sia dell'utilità marginale che del prezzo del bene. La massima soddisfazione si ottiene quando tutte le utilità marginali ponderate dei beni sono uguali, rispettando il "principio di uguaglianza delle utilità marginali ponderate".

Il consumatore deve anche considerare il "vincolo di bilancio", che impone che gli acquisti totali non superino la parte del reddito destinata al consumo. Graficamente, l'equilibrio del consumatore è rappresentato dal punto di tangenza tra la "curva di indifferenza" (rappresentante le combinazioni di beni con la stessa utilità) e la "retta di bilancio" (rappresentante le combinazioni di beni possibili date reddito e prezzi).

La retta di bilancio rappresenta il vincolo di bilancio (o vincolo di portafoglio), ovvero il luogo delle diverse combinazioni di beni che un consumatore può acquistare dato un certo reddito e dati certi prezzi. L'equilibrio si verifica quando le utilità marginali ponderate sono uguali, e qualsiasi altra combinazione di beni porterà a una minore soddisfazione. Secondo Pareto, il consumatore può preferire diverse combinazioni di beni in base alle sue preferenze individuali, e l'analisi grafica aiuta a individuare il punto ottimale di acquisto per massimizzare la soddisfazione.

Le principali dimensioni del valore

Il valore può essere suddiviso in tre categorie: valore d'uso, valore di scambio e valore sociale.

  • Valore d'uso di un bene o servizio si basa sulla percezione dei consumatori riguardo alla sua capacità di soddisfare i loro bisogni. Esso supera i costi sostenuti per ottenerlo, creando un surplus del consumatore. Comprendere il valore d'uso richiede una conoscenza approfondita delle esigenze dei clienti. I consumatori valutano le utilità dirette di beni o servizi per soddisfare i propri bisogni.
  • Valore di scambio di un bene o servizio è misurato dal prodotto della quantità per il prezzo unitario di mercato, influenzato dall'intersezione delle curve di domanda e offerta. Per aggiungere valore all'impresa, il valore di scambio deve consentire di ottenere un margine-surplus (profitto) dopo aver remunerato tutti i fattori produttivi, compresa la remunerazione dei capitali propri.
  • Valore sociale esprime l’attitudine di un bene/servizio a soddisfare bisogni e valori collettivi e misura l’impatto positivo o negativo che l’intera attività esercitata dall’impresa esplica nella comunità in cui opera. Se i costi sociali superano i benefici sociali, possono entrare in gioco meccanismi di protezione sociale, talvolta impedendo all'impresa di operare, come nel caso dello sport con problemi di sicurezza e violenza negli stadi.

Il mercato

Il mercato, dal punto di vista tecnico-economico, rappresenta l'insieme delle transazioni che si verificano nel tempo e nello spazio tra acquirenti e venditori di beni e/o servizi. Le principali forme di mercato includono:

  • Concorrenza perfetta: Caratterizzata da un elevato numero di venditori e acquirenti, nessuno dei quali può influenzare prezzo o quantità, con completa libertà di entrata e uscita dal mercato, prodotti omogenei e perfetta trasparenza.
  • Monopolio: Si verifica quando un singolo venditore controlla l'offerta di un bene/servizio, stabilendo il prezzo. Barriere all'entrata sono presenti e il prodotto è unico.
  • Oligopolio: Caratterizzato da pochi venditori, ognuno con capacità di influenzare il prezzo, e presenza di barriere all'entrata.
  • Concorrenza monopolistica: Si ha quando le imprese offerenti hanno un potere sui prezzi, anche se limitato; infatti sono in grado di decidere il prezzo di mercato del bene/servizio venduto perché il loro prodotto è differente rispetto all’analogo prodotto venduto dalle altre imprese. La differenziazione può derivare da qualità oggettive o soggettive, consentendo alle imprese di esercitare un certo controllo sui prezzi, con libertà di entrata nel mercato.

Il sistema produttivo

La domanda

La domanda di un bene o servizio rappresenta la quantità di esso che un individuo è disposto ad acquistare a un determinato prezzo in un dato periodo di tempo. Secondo la legge della domanda, la quantità domandata è inversamente proporzionale al prezzo del bene: se il prezzo aumenta, la quantità domandata diminuisce e viceversa. Questo fenomeno è rappresentato dalla pendenza negativa della curva di domanda.

Diversi fattori, oltre al prezzo, influenzano la domanda, tra cui il reddito del consumatore, le preferenze personali, i prezzi di altri beni, le aspettative riguardo ai prezzi futuri e il numero di acquirenti. Un concetto chiave è l'elasticità della domanda, che misura la reattività della quantità domandata alle variazioni del prezzo. Se la variazione percentuale della quantità domandata è inferiore a quella del prezzo, la domanda è definita anelastica o rigida. Se la variazione percentuale della quantità domandata è superiore a quella del prezzo, la domanda è considerata elastica.

L'offerta

L'offerta di un bene rappresenta la quantità che i produttori sono disposti a vendere a un certo prezzo unitario in un determinato periodo. L'offerta aumenta all'aumentare del prezzo di vendita. I fattori che influenzano l'offerta includono i prezzi delle risorse che influenzano i costi di produzione, la tecnologia che può ridurre i costi per unità di prodotto, le aspettative dei venditori riguardo ai prezzi futuri e il numero dei venditori, con un maggior numero che aumenta l'offerta.

Il prezzo di equilibrio è il prezzo in cui la quantità offerta è uguale alla quantità domandata. In altre parole, è il prezzo in cui i produttori riescono a vendere esattamente ciò che sono disposti a offrire e i consumatori riescono ad acquistare esattamente ciò che desiderano a quel prezzo.

Il sistema produttivo

Il risparmio è l’atto con il quale si decide di non consumare tutti i beni disponibili per soddisfare i bisogni immediati, conservandone una parte per far fronte ai bisogni futuri. La produzione è l'attività economica finalizzata a fornire beni/servizi per soddisfare i bisogni dei consumatori, ottenuta attraverso la combinazione dei fattori produttivi.

Il sistema produttivo comprende quattro settori: primario (agricoltura, pesca), secondario (industrie manifatturiere), terziario (commercio, servizi tradizionali) e terziario avanzato (servizi ad alto contenuto tecnologico). I fattori produttivi includono lavoro, capitale (industriale, finanziario, scorte), risorse naturali (terra), organizzazione (gestione imprenditoriale), e lo Stato come regolatore dell'attività economica. Il lavoro rappresenta ogni attività umana utilizzata per scopi produttivi; il capitale include beni strumentali, mezzi finanziari e scorte; le risorse naturali provengono dalla terra; e l'organizzazione è responsabile della combinazione e gestione dei fattori produttivi da parte degli imprenditori. Lo Stato svolge un ruolo regolatore nell'economia di mercato, disciplinando l'attività economica attraverso leggi e ordinamenti giuridici.

La misurazione della produzione aggregata in un sistema economico avviene tramite il Prodotto Interno Lordo (PIL), una grandezza di flusso che convenzionalmente misura la capacità di produzione di un Paese in un determinato periodo di tempo, solitamente annuo o trimestrale.

Definizione di impresa e modelli di governance

L'azienda

L'azienda è un istituto economico destinato a produrre che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione, il procacciamento e il consumo dei beni e dei servizi. L'economia si occupa di gestire la scarsità di risorse per soddisfare i bisogni umani illimitati. Le attività economiche coinvolgono produzione e consumo, che devono avvenire in modo efficiente per evitare sprechi. Con l'evolversi dei bisogni umani, le attività economiche diventano più specializzate e complesse, portando alla necessità di organizzazioni come le aziende per coordinare le risorse.

Un'azienda può essere definita come un sistema organizzato di persone e risorse economiche, dedicato a produrre beni e servizi in modo coordinato e efficiente per soddisfare i bisogni umani. Le attività di consumo, invece, sono generalmente svolte dalle persone all'interno delle famiglie.

Gli elementi essenziali di un'azienda includono l'organizzazione stabile, le persone, i beni/servizi economici, le operazioni e lo scopo. Le aziende possono essere classificate in base al fine perseguito (profitto o no profit) e alla natura dei soggetti promotori (pubblici o privati). Il fine generale delle aziende è il soddisfacimento dei bisogni umani attraverso l'attività economica di produzione. Tuttavia, alcune aziende perseguono il profitto come fine diretto, mentre altre considerano la produzione di beni e servizi come un mezzo per raggiungere un fine ulteriore, come la generazione di profitti.

Le principali categorie sono le aziende a scopo di lucro (imprese) e le aziende non a scopo di lucro (no profit), che possono essere ulteriormente suddivise in aziende private o pubbliche. Le aziende si possono classificare in aziende di produzione, di erogazione e composte. Lo Stato interviene nella produzione di risorse economiche destinate a soddisfare bisogni collettivi, come sanità e giustizia, mentre lascia la libertà all'iniziativa privata per i bisogni individuali. L'intervento dello Stato può avvenire attraverso il controllo di imprese orientate al profitto o direttamente attraverso soggetti di diritto pubblico. L'iniziativa privata si manifesta attraverso imprese a scopo di lucro come Telecom Italia e Fiat, e senza scopo di lucro come Airc e WWF.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisch97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof D'Angelo Eugenio.
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