Capitolo 1: Il modello di bilancio
Classificazione delle voci e schemi formali
Il bilancio d’esercizio è la modalità di rappresentazione generalmente più utilizzata dalle aziende per illustrare i valori derivanti dalle operazioni di gestione. L’azienda si delinea come “ente” se l’osservazione punta ad evidenziare l’insieme di “beni e persone” di cui è composta. Ha obiettivi di carattere economico e presenta natura giuridica pubblica o privata; si può quindi definire come l’istituto economico, dotato di autonomia e proiettato nel tempo, in cui si coordinano una molteplicità di risorse per il raggiungimento dei fini stabiliti dal soggetto istituzionale. L’azienda è anche l'insieme delle attività svolte dall’istituto nell’ambiente economico, cioè si configura come il variegato sistema di azioni poste in essere che si traducono in scambi con i terzi finalizzati al raggiungimento di un fine economico.
La classificazione delle voci
I beni (e i servizi) oggetti di scambio hanno la caratteristica dell'utilità, finalizzata al soddisfacimento degli interessi delle persone, e della scarsità, che ne determina il valore economico oggetto di transazione e di rilevazione. Dall'insieme degli accadimenti si identificano quattro fasi del circuito della gestione aventi diversa classificazione in relazione alla natura e alla determinazione. Le fasi del circuito della gestione corrispondono alle operazioni di:
- Finanziamento: attiene al reperimento delle risorse finanziarie necessarie all'azienda al fine di acquisire i fattori utili all'espletamento dell’attività.
- Acquisizione dei fattori produttivi: in questa categoria si intrecciano fattori “patrimoniali” (di capitale) costituiti da investimenti in fattori produttivi che permangono in azienda per il prossimo o per i successivi esercizi e fattori “reddituali” (di esercizio) costituiti da acquisti di fattori produttivi che esauriscono immediatamente la loro utilità in un unico ciclo produttivo.
- Impiego dei fattori per la realizzazione dei prodotti: l'impiego sarà integrale per i fattori di esercizio, sarà frazionato (parziale) per le risorse pluriennali. Da tali operazioni sorgono i costi di competenza dell’esercizio.
- Realizzazione vendita dei beni/servizi: la valutazione del magazzino prodotti finiti e il valore delle vendite dei prodotti (ricavi).
Le operazioni compiute nelle diverse fasi del circuito della gestione si traducono in valori e questi dati sono illustrati secondo una duplice ratio:
- La natura dei valori, cioè il loro profilo. La modalità di rilevazione dei valori avviene secondo il metodo della partita doppia, e si distinguono:
- Valori finanziari: che esprimono l’aspetto originario delle operazioni.
- Valori economici: che esprimono l’aspetto derivato delle operazioni e determinano la ricchezza dell’azienda, distinguendo tra:
- Valori economico-patrimoniali, che determinano la consistenza della ricchezza a una certa data attraverso le voci economiche;
- Valori economico-reddituali, che esprimono la variazione della ricchezza in un determinato periodo.
- La determinazione dei valori, che assume carattere oggettivo o soggettivo:
- È oggettiva nei valori derivanti dagli scambi conclusi con terze economie (operazioni di esterna gestione).
- È soggettiva per i valori oggetto di valutazione a fine esercizio: essi si traducono in stime e congetture e rappresentano le operazioni ancora in corso al termine dell'esercizio (operazioni di interna gestione).
I sistemi contabili generali (la contabilità generale) riguardano i fatti di gestione che interessano l'azienda nel suo complesso e fanno riferimento agli scambi che l'azienda gestisce con i terzi, sia esterni (fornitori), sia interni (dipendenti). Questi sistemi rilevano durante l’anno le operazioni di esterna gestione, che danno luogo a valori oggettivi, a cui si affiancano le operazioni di interna gestione; queste ultime rappresentano le operazioni in corso non ancora concluse in uno scambio e le operazioni di rettifica di operazioni di scambio. Danno luogo a valori soggettivi, in cui permane un elemento di incertezza nella loro determinazione. Entrambe le operazioni formano il “modello di bilancio”.
Il modello economico-finanziario
Il modello economico-finanziario è lo strumento che consente di misurare e rappresentare l’economicità, intesa come il simultaneo equilibrio economico, patrimoniale e finanziario-monetario, nel rispetto delle condizioni di efficacia (raggiungimento di definiti obiettivi) e di efficienza (congruità delle risorse consumate rispetto ai risultati raggiunti). Il modello di bilancio rappresenta la forma più utilizzata del modello economico-finanziario per le operazioni gestionali; rappresenta un sistema di rilevazioni ed elaborazioni del dato elementare derivante dalle operazioni di esterna e interna gestione e utilizza le rilevazioni in partita doppia. Si distingue il modello in chiave consuntiva (la rilevazione delle operazioni “effettuate”) dal modello in una proiezione preventiva (secondo il modulo budgetario). Il funzionamento della gestione si snoda sulla linea orizzontale che collega i consumi delle risorse (che danno origine ai costi) con i risultati raggiunti mediante la vendita di beni e servizi (che danno origine ai ricavi); dalla contrapposizione dei ricavi rispetto ai costi si forma il reddito (l'utile o perdita).
La gestione caratteristica rappresenta lo svolgimento delle operazioni per cui l'azienda è stata costituita e che rappresenta il core business della sua attività.
- I costi rappresentano il consumo di risorse (nei termini di materie e servizi utilizzati) funzionale alla creazione del servizio/prodotto verso cui è finalizzata la gestione. Rappresentano l’aspetto causale del corrispettivo monetario in uscita (o del debito) necessario per acquistarli.
- I ricavi costituiscono la contropartita per la cessione di beni e servizi a terzi e rappresentano l'aspetto causale che ha determinato un'entrata monetaria (o il sorgere di un credito).
La gestione economico-reddituale, che procede lungo la linea orizzontale (dai costi verso i ricavi) rappresenta l’attività generatrice di nuova ricchezza (il reddito) - che deve essere “sostenuta” dalla gestione economico-patrimoniale, che investe risorse finanziarie in attività necessarie allo svolgimento della gestione caratteristica. La gestione delle attività, nel momento del suo formarsi determina “fabbisogni finanziari” che sfociano in uscite monetarie che incidono sulla liquidità dell'impresa. Le fonti di risorse finanziarie costituiscono, le forme tecniche prescelte per il finanziamento degli impieghi; esse hanno una duplice origine:
- Esterna, rappresentato dal capitale di terzi, avente natura di debiti finanziari o debiti operativi;
- Interna, derivante dalla proprietà (capitale sociale) ed altri apporti non legati da vincoli di debito; si aggiunge l'eventuale reddito prodotto e non distribuito (autofinanziamento).
Vi è il modello numerico di bilancio il quale si compone:
- Conto Economico: espone analiticamente costi e ricavi ed indica una sintesi per la determinazione del reddito.
- Stato Patrimoniale: indica impieghi e fonti cioè le componenti attive e passive.
- Rendiconto Finanziario: indica la variazione di liquidità quindi le variazioni di fonti ed impieghi, contenendo in un solo prospetto la liquidità dell’azienda. Se vi è un aumento degli impieghi cioè fabbisogni finanziari (uscite monetarie), se vi è aumento delle fonti cioè coperture finanziarie (entrate finanziarie).
Prospetti numerici del modello di bilancio
L'oggetto del bilancio si qualifica in un insieme di valori economici e finanziari che derivano dalle operazioni di gestione e che si esprimono variazioni delle risorse acquisite e impiegate, aventi carattere:
- Economico-reddituale: in relazione al loro immediato utilizzo nella gestione; il documento che organizza e compendia tali variazioni è il Conto Economico;
- Economico-patrimoniale: in relazione all'investimento in fattori produttivi non immediatamente utilizzati nella generazione del reddito d'esercizio, ma aventi un’utilità prospettica; il documento che raccoglie è lo Stato Patrimoniale;
- Finanziario: sia nei termini di consistenza a una certa data delle fonti e degli impieghi finanziari, sia in relazione alle variazioni, in un determinato periodo, delle risorse finanziarie che vengono originate; le prime sono accolte nello Stato Patrimoniale, le seconde trovano composizione nel Rendiconto Finanziario.
Conto Economico: Espone analiticamente i costi e i ricavi dell’esercizio e ne opera la sintesi nella determinazione del reddito. Nel documento economico trovano composizione:
- I valori reddituali (economici) che generano costi e ricavi di esercizio e che determinano il risultato reddituale di breve periodo.
Scopo: rappresentare tutte le operazioni di interna ed esterna gestione che attengono alla creazione del reddito, relative alla produzione tipica dell'impresa (gestione caratteristica) e alle altre aree gestionali (gestione patrimoniale accessoria, finanziaria attiva e passiva, e fiscale). Oggetto: è la genesi del reddito, della nuova ricchezza prodotta e dai fattori produttivi utilizzati nella sua creazione, nonché, in parte, la sua distribuzione verso l'amministrazione finanziaria (attraverso le imposte di competenza).
Stato Patrimoniale: dà compiuta indicazione degli impieghi e delle fonti, cioè delle componenti attive e passive del capitale e della loro sintesi nel patrimonio netto. Nel documento patrimoniale trovano rappresentazione:
- I valori finanziari (denaro, crediti e debiti di regolamento e di finanziamento);
- I valori economico-patrimoniali derivanti dall'acquisizione di fattori produttivi che hanno un'utilità prospettica, contribuendo alla determinazione del reddito dei successivi esercizi (rimanenze, beni pluriennali etc.);
- I valori economico-patrimoniali che esprimono il valore “residuo” del patrimonio netto, definito nei termini di bilanciamento residuale dell'eccesso delle attività rispetto ai debiti e alle altre passività dell'impresa. Il patrimonio netto è composto dal capitale sociale, le riserve, il reddito d'esercizio.
Scopo: mettere in luce le forme di finanziamento e di impiego delle risorse finanziarie acquisite dall'impresa. Oggetto: il capitale di funzionamento dell'impresa nella sua espressione di somma degli impieghi effettuati (la cui utilità è ancora presente e “spendibile” nei successivi esercizi) a fronte delle fonti di finanziamento ricevute (proprie e di terzi).
Rendiconto Finanziario: rende “dinamica” la rilevazione dei valori esponendo le variazioni degli impieghi e delle fonti, ricostruendo e integrando, in un unico prospetto, i movimenti economici, i movimenti patrimoniali e quelli finanziari. Nel rendiconto finanziario trovano illustrazioni le variazioni, intervenute nell'esercizio, nelle grandezze economiche e finanziarie, rilevate come fabbisogni e fonti (flussi finanziari) rispetto alla quantità-fondo di riferimento.
Scopo: evidenziare la dinamica finanziaria, derivante dalle elaborazioni dello Stato Patrimoniale del Conto Economico. Oggetto: il rendiconto delle “variazioni di liquidità” esponi fabbisogni e le coperture di liquidità intervenute nella gestione reddituale, degli investimenti e dei finanziamenti.
La classificazione delle voci nei documenti-base del bilancio
Vi è una duplice ratio classificatoria:
- In base alla natura (al profilo) dei valori: in tal senso distinguiamo:
- Valori finanziari: riguarda solo lo Stato Patrimoniale. Attengono alla liquidità, ai crediti ed ai debiti che derivano:
- dalla concessione o dall’ottenimento di prestiti – crediti e debiti finanziari;
- dall’operatività della gestione reddituale – crediti e debiti operativi.
- Valori economici: presenti sia nel prospetto del Conto Economico, sia nello Stato Patrimoniale. Fanno riferimento:
- dall’investimento in fattori produttivi da utilizzare in periodi successivi;
- all’utilizzo dei fattori produttivi e al loro consumo per la creazione del prodotto;
- al reintegro delle risorse tramite i proventi della vendita dei prodotti e delle attività disponibili.
- Valori finanziari: riguarda solo lo Stato Patrimoniale. Attengono alla liquidità, ai crediti ed ai debiti che derivano:
- In base alla determinazione del dato contabile: questa può avvenire in modo oggettivo (dando origine a dati certi) o soggettivo (da cui emergono stime e congetture). Fa riferimento:
- Ai rapporti di scambio con i terzi (operazione di esterna gestione) che generano valori oggettivi (dati certi);
- Ad operazioni ancora in corso a fine esercizio (operazioni di interna gestione) che determinano valori soggettivi (dati stimati e congetturati).
Nello Stato Patrimoniale troveremo:
- Dati oggettivi, nelle disponibilità liquide e nei debiti (operativi e finanziari);
- Dati soggettivi, nella classe dei crediti; nelle rimanenze, nelle attività finanziarie e nelle immobilizzazioni, per l’Attivo; nei fondi rischi e oneri e nel patrimonio netto, per il Passivo; e inoltre nei ratei e risconti (attivi e passivi).
Nel Conto Economico troveremo valori oggettivi derivanti dai rapporti di scambio con economie terze.
Capitolo 2: La riclassificazione degli schemi di bilancio
Criteri e analisi
I documenti-base del bilancio (Stato Patrimoniale e Conto Economico) sono oggetto di una ri-organizzazione delle voci derivante da una ri-classificazione sulla base di criteri omogenei, funzionali all'analisi e alla formazione di ratios significativi. Esistono due tipologie di riclassificazione del bilancio:
- In base alla durata: criterio di riclassificazione finanziaria. Tale criterio è applicabile solo allo Stato Patrimoniale e ha come parametro di riferimento “la durata” cioè la scansione temporale in cui prevedibilmente gli impieghi di risorse finanziarie ritorneranno in forma liquida per effetto della gestione o della vendita e le fonti richiederanno mezzi di pagamento per la loro estinzione. Nell’attivo immobilizzato si trovano le immobilizzazioni:
- Finanziarie: titoli e partecipazioni;
- Materiali: beni fisici di durata pluriennale;
- Immateriali: risorse intangibili di impiego pluriennale. Le immobilizzazioni materiali ed immateriali vengono esposte al netto dell’ammortamento.
Il MOL (Margine Operativo Lordo) costituisce un rilevante punti di congiunzione della dinamica economica con quella finanziaria, infatti, nel suo calcolo rimangono escluse quelle componenti dei costi di produzione che non hanno un diretto impatto sulla dinamica finanziaria, in quanto non sono destinate a tradursi successivamente in uscite per i pagamenti. Per tale motivo viene interpretato come un flusso finanziario potenziale, se il MOL dovesse essere negativo allora molto probabilmente pure il reddito sarà negativo, a meno che non vi siano proventi finanziari che coprono tale valore finanziario negativo insieme agli oneri finanziari ed altro.
- Impieghi (attività): esprimono le attuali forme di impiego di risorse finanziarie dalle quali ci si attende per il futuro un ritorno in forma liquida. Presentano una liquidità (o liquidabilità) crescente (o decrescente) in relazione al tempo in cui si tradurranno in forma liquida. Sono costituiti da:
- Attivo corrente (o capitale circolante lordo): rappresenta le voci di bilancio aventi un veloce ciclo di realizzo.
- Attivo immobilizzato: comprende gli impieghi durevoli di risorse finanziarie per i quali si prevede il ritorno in forma liquida in un periodo superiore ai 12 mesi.
- Fonti (passività): esprimono le fonti di finanziamento, utilizzate per far fronte ai fabbisogni presenti. Richiederanno mezzi liquidi per essere rimborsate in “tempi diversi” (entro l'anno o più a lungo) e con modalità differenti, solitamente mediante utilizzo di disponibilità liquide o mediante una maggiore espansione dell'indebitamento finanziario. Sono costituite da:
- Passivo corrente: costituito da tutte le fonti di finanziamento da rimborsare entro il successivo esercizio (ad esempio i debiti verso fornitori nel breve periodo).
- Passivo consolidato: comprende le fonti da estinguere in tempi superiori a 12 mesi (ad esempio le quote dei finanziamenti ricevuti).
- Patrimonio netto: è una fonte di finanziamento virtualmente illimitata, dal momento che persiste fintanto che esiste l'azienda e deve essere rimborsato solo in caso di liquidazione dell'azienda.
Quest’ultimo rappresenta i mezzi propri dell’azienda che possono derivare dai soci derivante dal capitale conferito mentre gli altri due punti identificano le fonti di finanziamento provenienti da terzi. Lo Stato Patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario consente di esprimere tra i principali tipi di giudizio, oltre a consentire di formulare delle considerazioni sul raggiungimento dell’equilibrio patrimoniale, che riguardano:
- La composizione e la struttura degli impieghi: maggiore è l'incidenza dell'attivo corrente, maggiore sarà l'elasticità della struttura degli impieghi. Un'azienda dotata di buona elasticità strutturale è generalmente in grado di adattarsi più flessibilmente ai mutamenti dell'ambiente in cui opera.
- Composizione e struttura delle fonti di finanziamento: cioè il peso del capitale di terzi rispetto al capitale proprio. Maggiore è il livello...
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