Economia aziendale 29/09
Esistono dei bisogni/necessità delle persone che possono essere risolti attraverso dei beni e dei servizi. Le attività di consumo sono coloro che hanno la necessità e dei bisogni e devono procurarsi beni e servizi per soddisfare i loro bisogni. L’attività di produzione invece serve per produrre beni e servizi che possono essere usati dal consumatore. L’unità di produzione è formata dalle aziende/imprese. Esse hanno come fine la produzione di beni e servizi per soddisfare la domanda.
Le imprese attraverso l’interfaccia del mercato espongono il loro prodotto/servizio al consumatore. I consumatori hanno accesso al mercato (di tutti i generi) e sviluppano una domanda scegliendo di comprare o non comprare. Decidono quindi il rapporto q/p del prodotto/servizio. Il consumatore decide dove allocare le proprie risorse sul mercato. Nasce quindi un primo vincolo, ovvero la difficoltà a trovare compratori sul mercato. La funzione dell’impresa è vendere e da ciò nasce la necessità di dover trovare consumatori. Vi è quindi un processo di trasformazione delle risorse in un prodotto che deve essere venduto.
Gli asset dell’azienda sono i capitali e il lavoro. L’imprenditore deve coordinare a sistema i due asset. Il sistema opera in modo coordinato per ottenere i massimi risultati. Il problema dell’imprenditore è quello di dover trasformare le risorse e creare un prodotto con costi di produzione la cui copertura sia consentita dai ricavi ottenuti sul mercato. Tutti questi fattori determinano un fattore di rischio secondo il quale gli investitori scelgono se investire e quanto.
Valutazione del rischio e ruolo del bilancio
Come fa il mercato a valutare i rischi dell’impresa? Leggendo il bilancio l’impresa viene valutata dal mercato, e se solida otterrà prestiti e lavoro. Attraverso il bilancio i clienti, gli acquirenti, le banche ottengono informazioni preziose per valutare. I consumatori diventano lavoratori o risparmiatori che mettono a disposizione il loro lavoro o risparmio all’impresa. Le banche fungono da intermediari tra i due attraverso prodotti finanziari come i mutui, utili per le imprese. Le aziende hanno come obiettivo quindi di soddisfare i bisogni attraverso il consumo.
Per ottenere consumatori, l’impresa li cerca sul mercato. L’azienda senza consumatori non può avere vita propria. Le imprese invece hanno come obiettivo di rendere disponibili beni e servizi per soddisfare i bisogni. Attraverso la produzione di beni e servizi a prezzo favorevole rispetto al mercato e attraverso la successiva vendita l’impresa ottiene il proprio fine. Per esistere non deve sprecare risorse e non disegnare un processo produttivo che costi di più dei ricavi. Necessita quindi di remunerare tutti i fattori dell’azienda (lavoratori, fornitori, ecc...).
Tipologie di aziende e loro obiettivi
Le aziende si dividono in aziende private ed aziende pubbliche. I problemi che devono affrontare sono per lo più gli stessi, anche se quelle private hanno più controllo e capacità. Il problema principale delle private è quello del capitale di rischio che è l’ultimo problema dopo aver sostenuto i costi. Il capitale di rischio sono le remunerazioni congrue che vanno date se avanza qualcosa a coloro che hanno investito. Poi vi è la customer satisfaction, ovvero l’offerta di qualcosa che funziona per i clienti. Infine vi è l’efficienza ed efficacia dei processi e lo sviluppo delle risorse umane.
Nelle aziende pubbliche invece, la customer satisfaction è orientata verso gli utenti e non più i clienti e vi è un vincolo esterno dovuto alla politica economica, ma anche alla normale politica. Rimane il problema, come nelle private, dell’efficienza ed efficacia dei processi e dello sviluppo delle risorse umane. I principi generali di gestione rimangono invariati ma sono presenti elementi in più isolati che differenziano le due parti. L’azienda pubblica per esempio non ha la remunerazione del capitale come quella privata ma ha un vincolo di equilibrio economico-finanziario nei confronti dello stato.
Il ruolo della pubblica amministrazione è quello di stabilire le regole di politica economica, attuare iniziative di politica monetaria e partecipare direttamente all’attività produttiva. Alcuni settori ad esempio, sono regolati dalla p.a in quanto monopolistici (es. Trenitalia, Autostrade, Rfi, Enel). L’Autorità di regolazione trasporti ad esempio regola le tariffe dell’Autostrada e di tutto ciò che ne dipende.
Partecipazione statale e ruolo delle imprese
Esistono imprese in cui lo stato (il tesoro) ha una quota di partecipazione essendo ritenute critiche. Negli anni '30 dopo la crisi di WS le banche italiane avevano molte difficoltà tuttavia non vi era una legge bancaria. Infatti molte banche avevano molte partecipazioni in grandi aziende come quelle produttrici di armi. Perciò nacque l’IRI (istituto di ricostruzione industriale). L’IRI partecipò direttamente alla parte produttiva anche di banche commerciali.
L’obiettivo preponderante delle imprese è la produzione di beni/servizi per il mercato. Non ha alcun obiettivo di tipo sociale e benefico. È necessario un equilibrio tra costi e ricavi. Vuol dire acquisire fattori, trasformarli e prestarli a prezzo adeguato. L’imprenditore acquisisce le risorse, le immette nel processo produttivo e così ottiene prodotti e servizi. Il ruolo delle aziende è di trovare cosa produrre (scelta prodotto/servizio), come produrre (scelta tecnologia) e per chi produrre (individuazione del mercato di sbocco).
Divisione delle imprese
- Di produzione, quindi industriali (manufacturing-produzione fisica)
- Di servizi, quindi commerciali (GDO, grossisti, dettaglianti), banche e intermediari finanziari, compagnie di assicurazione, utilities, società di consulenza e gestione di infrastrutture (autostrade, acquedotti, aeroporti, ferrovie, reti elettriche e gas).
Sistema dell'impresa
Il sistema dell’impresa è sempre quello degli input e degli output. I fattori produttivi (capitali) vengono posti in processi produttivi per diventare output. Vi sono poi vincoli e condizionamenti esterni che l’imprenditore deve rispettare per svolgere il processo produttivo. Quando vi sono questi fattori a risentirne o giovarne sono i costi.
Anche gli stakeholders hanno interesse e quindi peso. L’impresa se ha un gran peso può a sua volta porre dei vincoli e dei condizionamenti. Si influenzano ad esempio le tecniche per imporre uno standard. Il sistema dell’impresa è complesso. Essa è l’insieme di strumenti differenti che devono esser coordinati. È anche un sistema sociale in cui l’elemento umano è fondamentale. È anche finalizzato ad un obiettivo. È inoltre un sistema aperto in cui l’ambiente interagisce col mercato. Ciò lo rende un sistema dinamico. Il sistema dinamico ad esempio è influenzato dalle banche e dalle politiche monetarie. Infine è un sistema articolato in sub-insiemi che interagiscono.
Principi generali e evoluzione tecnologica
I principi generali sono invariati e sono l’interconnessione tra elementi del sistema. Sono cambiate solo le tecnologie essendo cambiato l’ambiente e gli sviluppi. Dall’industria 1.0 (meccanizzazione, en. Idroelettrica, macchine a vapore) si è passati alla 2.0 (prod. di massa, linee di montaggio, en. Elettrica), poi alla 3.0 (computer, automazione delle singole macchine) per arrivare alla 4.0 (sistemi di prod. Integrati e intelligenti, IoT, big data). Oggi siamo quasi nella 5.0.
Inizialmente le industrie erano presso i corsi d’acqua ma col tempo si sono potute spostare grazie a nuove tecnologie che non presupponevano la vicinanza ad un corso d’acqua. Infatti si passò dalla forza motrice dell’acqua a quella dell’elettricità. Tutte le evoluzioni sono consentite dallo sviluppo della tecnologia. I principi generali di amministrazione rimangono gli stessi ma i modelli di business vengono ridisegnati grazie a nuove tecnologie che permettono di fare meglio il processo come le competenze digitali, big data, cloud computing, realtà aumentata, robotica e sensori, integrazione tra impianti, identificazione e tracking dei semi-lavorati, stampa 3D e sicurezza informatica.
L’industria 4.0 è caratterizzata da una fabbrica intelligente con macchinari integrati e software di intercambio dati e da prodotti intelligenti (google glass, metaverse, auto a guida autonoma). Allo stesso modo attraverso le interazioni dei dati si può creare valore nel mercato dei servizi (airbnb, amazon, google, uber, spotify). Un ruolo importante in questo settore lo hanno i big data. Tutto ciò fa cambiare il business model, aumentare la produttività e interazione tra sistemi. I risultati si riflettono sul conto economico dell’impresa e sono molteplici, come un miglioramento della logistica, una maggiore attenzione alle esigenze dei clienti, una maggiore sicurezza sul lavoro, una gestione di minor volume di produzione. Una conseguenza è che il costo del lavoro è in crescita mentre il costo dei robot è in calo. Ciò porta a dei problemi riguardanti le persone sostituite da robot. Le istituzioni pubbliche dovranno assumere un ruolo per definire le nuove cornici in cui dovranno operare le imprese.
Fattori produttivi e organizzazione aziendale
I fattori produttivi di un’azienda sono il capitale e il lavoro. L’imprenditore combina ed organizza i fattori produttivi. Il capitale e il lavoro si legano all’impresa e si combinano con un obiettivo. Il capitale si può legare all’impresa con due possibili vincoli legati alla dimensione del rischio che si assume alla base del legame. L’investitore in base al rischio che si vuole assumere sceglie l’investimento. Un’attività d’impresa può essere portata avanti da un imprenditore individuale.
Nella società di persone tutti i soci partecipano alla gestione e sono tutti responsabili della gestione. Le società in accomandita semplice ci sono alcuni soci che si occupano della gestione (accomandatati) e poi ci sono alcuni soci che si occupano solo del capitale. Quindi alcuni hanno la responsabilità piena e alcuni solo quella dei capitali. Le società di capitale sono di due tipi. Hanno la caratteristica che è quella di avere una responsabilità limitata rispetto ai creditori e alle banche. Ogni socio risponde della sua quota.
Le s.r.l. è divisa in quote e l’attestazione della proprietà è scritto. Per quanto riguarda le società per azioni (s.p.a) le quote sono divise in titoli. Ogni azione ha un valore e rappresenta un pezzo del capitale sociale della società. Quando due soci vogliono costituire una società vanno dal notaio e decidono una serie di regole. Definiscono il contratto e lo statuto societario. Solitamente si parte dai soci promotori che poi allargano l’azienda. Questo atto pubblico è registrato. Viene nominato l’amministratore dai soci. Egli gestisce il processo produttivo. Vi possono essere anche altri amministratori oppure un consiglio di amministrazione.
Vengono definiti i sistemi di controllo che possono essere due: il collegio sindacale che ha il compito di alta sorveglianza ovvero devono verificare e rispondere ai soci sulle azioni dell’amministratore. Possono anche nominare una società di revisione dei conti che ha il compito di revisionare il bilancio per attestare se il bilancio è corretto e giusto per le aspettative dei soci. Il bilancio è l’importante momento in cui gli amministratori presentano ai soci i risultati dopo diverso tempo. Il bilancio formale si fa una volta all’anno. Il bilancio va sempre approvato. La società di revisione fa un lavoro di controllo contabile e crea una relazione affiancata al bilancio. Il collegio sindacale riguarda quindi le scelte mentre le società di revisione riguarda la contabilità e i principi contabili. I principi contabili sono sia nazionali che internazionali.
Il bilancio rappresenta l’unico strumento per l’azionista (soprattutto di minoranza) per capire la bontà dell’investimento. Una volta all’anno viene convocata l’assemblea dei soci e sottopongono all’assemblea il bilancio per l’approvazione o la disapprovazione. I soci fanno le loro valutazioni. Sulla base del bilancio i soci, se il bilancio ha un utile, decidono se distribuire il dividendo o no remunerando il loro investimento.