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Diritto dell'Unione Europea

14/09/2021

Oggetto del corso: studio ordinamento giuridico

L’Unione Europea è venuta in essere attraverso il diritto. Il progetto di integrazione UE è un progetto politico che ha origini risalenti. Dopo la seconda guerra mondiale si è sentita questa esigenza, aveva devastato l’economia e la popolazione europea. Queste devastazioni avevano fatto sì che i leader politici dell’epoca sentissero come stringente l’esigenza che questo non accadesse mai più.

Questo processo politico inizia negli anni '50, inizia con i Trattati di Parigi nel 1952 e il Trattato di Roma nel 1957. L’idea di creare un’unione politica era ambiziosa e nacque come processo settoriale legato al settore specifico del carbone e dell’acciaio. Si è dato vita a un processo di integrazione che ha usato lo strumento economico per cooperare sul piano dei mercati (carbone e acciaio).

Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA)

1951 Trattato di Parigi in vigore nel 1952. Produzione di carbone e dell’acciaio e metterle a disposizione comune e fare gestire la loro commercializzazione tra gli stati sul mercato da un’autorità sovranazionale ossia Alta Autorità (sarebbe il predecessore dell’odierna Commissione Europea), di queste due materie prime, fondamentali per fare cosa? Le armi, strumenti della guerra e cominciare a denazionalizzare e renderle assoggettate a una politica comune, a un quadro istituzionale comune che ne avrebbe gestito la produzione e la distribuzione agli stati membri era il modo che su questi temi non si tornasse a fare la guerra. Dall’idea dell’integrazione economica di carbone e acciaio, poi si è estesa ad altri ambiti.

Quali sono gli stati fondatori della comunità economica dell’acciaio e carbone? Italia, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Lussemburgo. No Regno Unito (ma primo paese ad aderire), quindi no stato fondatore ma primo che si è unito, e primo allargamento nei suoi confronti, anche se è stato partecipativo (1971 a 2020 partecipazione Regno Unito).

Trattato di Roma (CEA)

Comunità economia europea 1957: estende il modello della CECA alla generalità del mercato (integrazione economica alla generalità del mercato), si crea a prescindere un mercato comune a prescindere dal settore > copre tutti gli ambiti del mercato > attraverso la liberalizzazione dei fattori della produzione (merci, persone, capitali, servizi). > rimuovere gli ostacoli che impedivano la liberazione degli scambi commerciali. Attraverso un’interdipendenza economica si riteneva di perseguire le finalità politiche di pacificazione europea (idea: se scambi intesti e liberalizzati non ci faremo più la guerra), da quegli anni in Europa di guerre tra stati membri non ne abbiamo più avute.

Oggi la Comunità economica europea non esiste più. Oggi esiste solo Unione Europea, non è altro il frutto degli sviluppi e modifiche apportate a quei trattati originali, tutto è nato lì. Alcune caratteristiche sono rimaste inalterate ma si è aggiunto molto nel tempo attraverso trattati di riforma dei trattati istitutivi originali che hanno portato, a seguito del Trattato di Lisbona, alla situazione attuale.

Effettività delle norme dell'UE

Occorre capire la gradualità del processo di integrazione, il tempo è fondamentale perché le norme nel tempo vengono attuate e si verifica se le norme corrispondono, se funzionano e se sono efficaci, quindi il successo del processo di integrazione si misura sul livello dell’effettività delle norme (molto elevato più di altre norme sul piano internazionale). In questo senso, sull’effettività delle norme, possiamo dire che è stato un grande successo, come esperimento di tipo giuridico.

Gli avvocati, la Corte UE e gli stati hanno capito che se le norme UE non potessero applicarsi direttamente negli ordinamenti non avrebbe funzionato, è quindi questa capacità di trovare applicazione diretta dentro gli ordinamenti interni a vantaggio degli individui, quindi i cittadini possono invocare le norme UE tutte le volte che hanno un diritto in base alla norme es. in tema di dazio e eventuali violazioni. Ci sono meccanismi interni ai trattati che possono essere applicati a chi non attua la normativa UE, questo permette > l’effettività.

La Corte di Giustizia ha svolto un’attività creativa, ma le corti applicano il diritto e non possono inventarselo, quindi per arrivare ad affermare che il diritto UE è così speciale e così forte da applicarsi negli ordinamenti interni anche se gli stati membri così hanno voluto con i trattati originari, ha dovuto agganciarsi ai trattati ed è nella sentenza "Van Gend en Loos": (IMPORTANTE!)

"Van Gend en Loos" sentenza caso di dazi doganali (leggerla su aula web), la Corte UE motiva molto le sue decisioni, la trasparenza dei ragionamenti delle motivazioni sono fondamentali, le merci circolano liberamente attraverso l’inserimento delle eliminazioni di dazi tra stati membri (imposizione pagamento alla frontiera della merce, prima misura adottata dall’UE) e ne consegue che se vi è dazio la merce costa di più. Attraverso un dazio si può proteggere la merce nazionale. Un mercato liberalizzato funziona molto meglio. Il divieto di dazi è una delle prime norme per la libera circolazione delle merci, il trattato primario già imponeva tale divieto, sin dalle origini, ma all'origine non era un proprio divieto di dazi, il divieto iniziale fino alla fine del periodo transitorio era quello di non incrementare i dazi esistenti ma ridurli in un arco di tempo fino ad eliminarli, le norme UE richiedono periodi transitori per i grandi cambiamenti.

Sentenza "Van Gend en Loos"

CASO: La Van Gend and Lost era un’impresa che importava merci soprattutto dalla Germania, e l’Olanda imponeva dazi su queste merci superiore a quello previsto dai trattati UE e quindi la Van Gend en Loss si rivolse al giudice olandese impugnando il provvedimento dell’imposizione del dazio ed invocava l’illegittimità del provvedimento in forza della norma europea sul divieto di dazi per gli stati membri. Il giudice olandese di primo grado respinse il ricorso ritenendo di applicare il diritto nazionale e quindi quelle norma interna c’era e respinse, soprattutto essendo il periodo iniziale di effetto dei trattati.

Viene impugnato e portato al secondo grado, tale giudice il quale si rivolge alla Corte di Giustizia (strumento del rinvio pregiudiziale= il giudice nazionale sospende il procedimento nazionale e si pone un quesito interpretativo alla Corte di Giustizia, come la norma UE deve essere interpretata), il giudice richiede come si interpreta la norma.

Quesito: 'Il giudice nazionale è tenuto a dare applicazione al divieto UE previsto dai trattati essendo un obbligo nazionale ossia quello di non imporre dazi ma che poi non rispetta che l’Olanda si è assunto ma che effetto può avere tra privati?'

Ps. L’Olanda sosteneva per difendersi che l’Olanda si era assunto un obbligo ma tra stati non tra privati in quanto non era stata armonizzata la normativa nazionale.

Risposta: la Comunità economica europea costituisce un ordinamento giuridico di nuovo genere nell’ambito internazionale a favore del quale gli stati hanno rinunziato seppur in settori limitati ai loro poteri sovrani e al quale sono soggetti non solo gli stati ma pure gli individui, il diritto comunitario quindi indipendentemente dalle norme emanate dagli stati membri nello stesso modo in cui impone loro obblighi attribuisce loro dei diritti, dei diritti soggettivi, tali diritti sorgono non solo allorché il trattato espressamente li prevede ma anche quale contropartita di precisi obblighi che il trattato impone ai singoli, alle istituzioni, agli stati.

Quindi la corte dice che un diritto di un individuo esiste anche a fronte di un obbligo dello stato quindi lo stato ha l’obbligo di non imporre dazi ecco che l’individuo ha il diritto a vedersi non imporsi dazi. Da quell’obbligo per gli stati deriva il diritto dei singoli a vedere rispettato l’obbligo. Da Obbligo a Stati deriva un diritto dei singoli, quindi la norma divieto dei dazi essendo norma chiara e precisa, non condizionata. Il diritto comunitario osta a una norma nazionale e quindi il giudice olandese deve disapplicare il dazio nazionale e annullare il provvedimento che lo prevedeva. È rivoluzionario, ha origine internazionale.

Ordinamento europeo di origine internazionale

Un Ordinamento europeo di origine internazionale quindi istituito da un trattato internazionale, che segue le logiche del diritto internazionale e non istituisce uno Stato ma è un’organizzazione internazionale ma il modo in cui il trattato internazionale hanno creato un ordinamento che secondo la Corte ha qualcosa di speciale. Questa capacità di produrre effetti diretti in capo anche agli individui degli obblighi UE deriva da una serie di ragionamenti e sono 3 elementi che la Corte mette in luce portandola a ritenere che le norme UE producono effetti ulteriori rispetto alle norme di diritto internazionale:

  • Il fatto che l’allora Comunità europea è governata da istituzioni che non sono il luogo dove sono rappresentati solo gli stati ma alcune istituzioni europee sono composte da individui che risiedono nell’istituzione a titolo individuale e personale, indipendenti e NON rappresentano lo stato membro di cui hanno la cittadinanza (es. Commissione e Parlamento UE), ma in quanto cittadini europei nell’interesse dei cittadini europei e del processo di integrazione nel suo complesso e NON nell’interesse nazionale. > organi di individui.
  • Questi organi (Commissione e Parlamento UE) decidono quasi sempre a maggioranza cioè opera indipendentemente dagli stati, non serve che tutti gli stati siano d’accordo ma serve la maggioranza e una volta che la norma è entrata in vigore la norma si applica a prescindere da chi ha favore o meno, è vincolante per tutti, quindi il diritto UE non dipende solo dagli stati.
  • Sistema di controllo giurisdizionale previsto nei trattati, tutti gli atti adottati dalle istituzioni UE possono essere verificati da una fonte giurisdizionale, la corte di giustizia, è stato creato un meccanismo autonomo di controllo degli atti, i giudici della corte non rappresentano nessuno stato, sono soggetti tecnici e controllano la legittimità del diritto UE, sono atti vincolanti.

Principi del diritto dell'UE

Da questa sentenza ne deriva che la Corte afferma un principio innovativo (= il diritto dell’UE si comporta in modo diverso da quello internazionale ed è vincolante e lo fa prevedendolo dai trattati), anche a prescindere dalla volontà degli altri.

Principio dell’effetto diretto.

Principio del primato del diritto UE.

L’ordinamento giuridico europeo è in una certa misura incompleto, nel senso che possiede dei meccanismi molto solidi per la produzione delle norme attraverso il lavoro delle sue istituzioni, queste norme grazie all’interpretazione della corte producono effetti concreti negli ordinamenti nazionali a prescindere dagli stati membri ma l’unione europea non è dotata di giudici e dell’autorità esecutiva per l’applicazione di queste norme quindi capiamo che il diritto dell’unione europea senza gli stati membri non va da nessuna parte, chi sono i giudici dell’Unione europea? I giudici nazionali, che danno applicazione al diritto UE.

Nell’UE abbiamo una ripartizione di competenze ma i giudici sono sempre i giudici nazionali. L’UE ha origini internazionali dai trattati, ha competenze alcune federali. Ci sono competenze date all’unione su cui gli stati membri non hanno più decisione, es. la competenza monetaria è affidata alla BCE, o al diritto dei consumatori, al diritto della privacy, e altri aspetti, quindi elementi di forte federatività (norme comuni, competenze esclusive UE) ma poi manca la PARTE ESECUTIVA perché l’attuazione di queste norme spetta ai giudici nazionali applicare le norme UE e farle prevalere sulle nazionali, quindi occorre collaborare.

Collaborazione perché gli stati membri erano tutti politicamente convinti nell’integrazione europea, ed è da 50 anni che si collaborano. In linea teorica se non ci fosse convergenza di continuare l’unione europea non avrebbe la capacità di autoimporsi, le forza di mantenersi non avendo organi esecutivi e organi di polizia > Interdipendenza.

Oggi le istituzioni europee legiferano su moltissimi ambiti, ma l’ordinamento europeo non può prescindere dall’ordinamento giudiziario nazionale. (conosciamo categoria dello stato federale e quella internazionale, ma nessuna è esclusiva dell’UE, > ordinamento di nuovo genere e sui generis cioè a sé).

Il giurista tende sempre a leggere la realtà secondo le caratteristiche che conosce:

  • Categoria stato federale
  • Categoria stati internazionale

Entrambe alcuni aspetti per descrivere il fenomeno dell’unione europea. Un genere a sé, SUI GENERIS. Evolve in funzione di se stesso, sviluppare caratteristiche che gli consentano di continuare ad esistere.

Mattarella ha evocato dopo crisi con Afghanistan, anche l’esercito europeo non esiste perché gli Stati non hanno voluto.

Trattato EURATOM e storia dell'integrazione europea

In concomitanza con la creazione della comunità economica europea (CEE) è stato firmato il trattato EURATOM ossia il trattato per l’energia atomica firmato a Roma, sempre trattato settoriale MAI STATO ABROGATO, a differenza del trattato CECA (durata 15 anni), quindi nel 2001 è scaduto, quindi la comunità economica europea di carbone e acciaio non esiste più mentre esiste il trattato EURATOM, marginale.

Il Trattato CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio) aveva durata 50 ennale, scaduto nel 2001, le sue competenze sono assorbite nella comunità europea. Prima CECA, CEE e EURATOM.

Queste 3 comunità condividevano la Corte di Giustizia e l’assemblea (parlamentare). Mentre avevano ciascuno istituzioni proprie in particolare per la commissione europea e il consiglio dei ministri, negli anni ‘60 per cui 10 anni dopo si è deciso di unificare il sistema istituzionale, unico. Attraverso il trattato di unificazione degli esecutivi.

DA 3 a 1 quadro istituzionale > ad oggi invariato. Oggi le istituzioni principali UE continuano a essere il Parlamento UE, assemblea parlamentare, il consiglio e poi aggiunti di nuovi.

Motivi dell'evoluzione del processo di integrazione

Il processo di integrazione si è poi evoluto per 3 motivi:

  1. Ampliata la base geografica da 6 a 27 Stati Membri. Primo allargamento 1971 Regno Unito e 1973 Irlanda e Danimarca, poi ’81 Grecia, ’86 Spagna e Portogallo, ’95 Austria, Finlandia e Svezia (=paesi neutrali). Nel 2004 “infornata paesi orientali” influenza sovietica, paesi baltici, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia e Ungheria. Allargamento geografico: Nel 2004 ‘Big Bang allargamento’ paesi orientali: entrano i paesi influenzati sovietici (Lettonia, Lituania e Estonia) e altri come Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia e Ungheria, questa per una scelta politica, scelta criticata, scelta legata alla caduta del muro di Berlino perché si voleva evitare si creasse un confine interno nel continente europeo tra paesi membri e non e riassorbiti dal polo sovietico, evitare frattura geografica > comportando problematiche per la non totale conformità e solidità dei mercati di questi paesi nel mercato unico, problemi sociali nella manodopera e costi bassi. Allargamento pianificato per lungo tempo, realizzato nel 2004, ma idea già dalla caduta del Berlino muro 1989. Ancora oggi scelta criticata perché ha disperso energie economiche delle istituzioni per fare entrare paesi non ancora pronti. Insieme a questi paesi sono poi entrati poi Malta e Cipro. Romania e Bulgaria sono rimaste fuori fino al 2007, considerati gli ultimi entrati fino al 2013 con l’ingresso della Croazia (primo paese balcano). L’adesione dei paesi balcanici sono programmate e candidati all’adesione, alcuni di questi sono in lista. Oggi L’ultima adesione 2013 Croazia e la prima uscita dal processo di integrazione è quella del Regno Unito 2020 (con l’accordo di recesso 001/02/2020 con il periodo transitorio finito nel dicembre 2020 e poi si è redatto l’accordo per regolare le relazioni future, oggi il Regno Unito è uscito ma gode anche di uno status regolato dall’accordo sulle relazioni future tra UE e Regno Unito al fine di evitare che potesse preservare i vantaggi del mercato comune senza pagarli, lo pone fuori). È stato fissato l’accordo sulle relazioni future, tagli fuori il Regno Unito fuori dal mercato.
  2. Allargamento competenze: Fin dal 1986 le competenze si sono incrementate, cioè perché gli stati membri hanno voluto conferire nuove competenze all’UE in quanto alla luce del successo dell’Unione soprattutto per il successo del mercato comune. All’inizio era un esperimento poi riuscito bene. > hanno aggiunto competenze. Nel 1986 date altre materie come la politica sociale (importante per la libera circolazione dei lavoratori), aspetto dei lavoratori lavoro, tutela dell’ambiente e promozione della ricerca e sviluppo tecnologico (in relazione alla politica industriale). Ma punto di svolta nell’ambito dell’espansione delle competenze è nel 1992 con il Trattato di Maastricht in vigore nel 1994. Siamo poco dopo la caduta di Berlino, il processo di integrazione UE aveva già iniziato ad alla...
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesca.123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Cellerino Chiara.
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