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DIRITTO DEL LAVORO 9 DICEMBRE

STORIA DEL PENSIERO POLITICO FALCHI 10 DICEMBRE

SOCIOLOGIA GENERALE 11 DICEMBRE

STATISTICA SOCIALE 12 DICEMBRE

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA 16 DICEMBRE

Il riferimento che abbiamo fatto ieri al lavoro autonomo in quanto un contratto di

lavoro che stabilisce il confine della dell'ambito di applicazione della disciplina del

lavoro subordinato, oggi è opportuno soffermarsi sul lavoro autonomo per via. Sempre

maggiori implicazioni e delle sempre maggiori interconnessioni che questa fattispecie

tende ad avere con quella che poi è la nostra, l'oggetto appunto della nostra

trattazione. Ossia con il contratto di lavoro subordinato. Allora ieri abbiamo abbiamo

parlato di qualificazione. Soprattutto con riferimento a quelle zone grigie, cioè quei

contratti di lavoro che nella pratica, quindi quei rapporti di lavoro che nella pratica non

è è difficile ricondurre alla fattispecie di lavoro subordinato o alla fattispecie di lavoro

autonomo. E abbiamo stabilito tutta una serie di para. Tre che in qualche modo, anche

se non in maniera dettagliatissima, ci consentono oggi di fare. Di stabilire una linea di

confine, per chiarire meglio questa linea di confine e anche per capire queste

interconnessioni che di fatto stanno rendendo fumo. Cosa questa linea di confine

appare opportuno soffermarsi sul lavoro subordinato, sul lavoro autonomo abbiamo

anche detto poi che la subordinazione questo ieri a chiusura di lezione, abbiamo detto

che la subordinazione, per quanto ancora esistente, come nozione abbia acquisito nel

corso degli anni specialmente. L'entrata in vigore della normativa legislativa sul lavoro

agile quindi sono smart working delle caratteristiche che sono proprie e tipiche del

lavoro autonomo, così come abbiamo visto che il lavoro autonomo in alcuni casi ha

acquisito caratteristiche che invece sono proprie del lavoro subordinato. Allora

partiamo dalla definizione di lavoro autonomo. Che cosa abbiamo detto ieri? Che cos'è

il lavoro autonomo? Il concetto di lavoro autonomo si desume dalla. Dalla riferimento

alla subordinazione si considera lavoro autonomo tutto quell'insieme di contratti di

lavoro che sono privi del. Della subordinazione. Ora abbiamo dei riferimenti legislativi?

Assolutamente sì. Questi riferimenti legislativi ci sono e si trovano ancora una volta nel

codice civile del 1942, che è, come sappiamo, il codice civile vigente. Allora questi

riferimenti legislativi? Si trovano nel Libro quarto del codice civile e poi nel libro quinto.

Nel libro quarto abbiamo quelle che vengono normalmente considerate come le

fattispecie tipiche di lavoro autonomo e sono il contratto di mandato, il contratto di

trasporto, il contratto di deposito, il contratto di agenzia e il contratto di mediazione.

Nel libro quinto sempre del codice civile abbiamo invece il contratto d'opera al quale

abbiamo fatto riferimento ieri e che è definito dall'articolo 2222 del codice civile e poi

il contratto d'opera intellettuale articolo 2002, definito dall'articolo 2002 e 2229. Del

codice civile ieri ho detto che il concetto di lavoro autonomo si desume in qualche

modo dall'articolo 2222, perché c'è lì un riferimento proprio all'assenza di

subordinazione, anche se poi in realtà il 2222 concerne più in maniera più specifica. Il

contratto d'opera? Anche se poi, in realtà il suo ambito di applicazione viene esteso

oltre i confini dello del contratto d'opera, tanto da attrarre al suo interno tutta una

serie, tutte quelle ipotesi di tutti quei casi di contratto di lavoro autonomo che non

trovano. Che non hanno fondamento giuridico nelle nelle figure tipiche, quindi nei

contratti tipici che abbiamo nominato in precedenza, che sono appunto quelli

contenuti nel Libro quarto del dello del codice civile, e poi il contratto. Dopera

intellettuale che abbiamo detto, come ho detto prima, e definiti dall'articolo 2229

sempre del codice civile, la caratteristica, diciamo il minimo comun denominatore di

tutte queste figure contrattuali? Esatto, dal fatto che sono escluse dall'applicazione

della normativa sul lavoro subordinato, quindi della normativa legislativa sul lavoro

subordinato, perché? Fondamentalmente perché sono prive del appunto, come ho

detto prima, del vincolo di subordinazione, quindi. Qual è il succo? Il succo è che. Se

dovessimo limitarci alla definizione di lavoro autonomo, una definizione molto blanda

che è quella appunto che poggia sull'assenza del vincolo di subordinazione, allora

potremmo dire che l'ambito di applicazione della disciplina legislativa sul lavoro

subordinato. È molto chiaro e molto ben definito. In realtà non è così. Non è così

perché tra le due fattispecie, da qualche decennio a questa parte si stanno verificando

degli scambi reciproci, come ho detto prima, che tendono a rendere la questa linea di

confine molto difficile da individuare. Il il presupposto del lavoro autonomo è dato EE

quindi il presupposto del lavoro autonomo e quindi della mancata applicazione della

disciplina legislativa sul lavoro subordinato è costituito dalla presunta parità

contrattuale tra le parti del rapporto, vale a dire tra il committente. Del lavoratore

autonomo. In realtà abbiamo visto ieri in maniera molto veloce che anche il alcune

tipologie di contratto di lavoro autonomo presentano delle sono si presentano delle

situazioni in cui i lavoratore, soprattutto i lavoratori. Lavoratore autonomo,

caratterizzato da monocommittenza, si pensi alle partite IVA, che che operano, che

agiscono, che lavorano per conto di un unico committente. Faccio l'esempio può che

può essere anche astratto, però dà l'idea, rende l'idea, l'esempio dei degli autisti. Che

di Amazon, che. Ci portano tutti i giorni a casa, abbiamo vediamo spesso i furgoni

Amazon prime che ci portano a casa i prodotti che noi acquistiamo attraverso la

piattaforma di Amazon, Ebbene. Fino a prova contraria, anche secondo poi quello

adesso la legislazione italiana sui rider è molto complessa però. Fino a qualche anno fa

questi lavoratori erano considerati lavoratori autonomi e anche oggi ancora non

adesso, lasciando da parte le pronunce della giurisprudenza della Corte della Corte di

Cassazione, che in realtà ha un po ribaltato i riferimenti legislativi. La legge comunque

la legge in materia è entrata in vigore nel 2019 con un decreto legge tende a tende,

stabilisce che questi Raider sono o lavoratori. Eh, organizzati. Vedremo poi in che cosa

significa, che cosa intendiamo con l'espressione lavoratori e terrorizzati oppure

lavoratori parasubordinati o autonomi. Quindi la legge è molto, molto, molto blanda,

quindi tutt'altro che precisa questo proposito però. Questo riferimento legislativo ci

aiuta a capire perché ci il il motivo per cui, o meglio, ci aiuta a farci un'idea chiara

proprio dal punto di vista pratico di della tipologia di lavoratori autonomi che si

trovano in condizioni di. Di inferiorità economica, oltre che evidentemente contrattuale

rispetto al committente, lavoratori che noi abbiamo davanti agli occhi proprio perché li

vediamo operare nei nostri confronti per conto di Amazon e lavoratori che se noi non

studiassimo il diritto del lavoro. E non ci ponessimo questi problemi, probabilmente noi

considereremmo come subordinati alla stregua di tutta una serie di altre figure

contrattuali che con le quali in figure contrattuali persone non legate da rapporti di

lavoro subordinato al proprio datore di lavoro. Nelle quali noi interagiamo

quotidianamente. Questo appunto per sottolineare che il contratto di lavoro autonomo,

nonostante la presunzione di parità contrattuale tra le parti, si caratterizza invece

nella pratica in virtù di una serie di casi di situazioni di inferiorità. Economica del

lavoratore autonomo rispetto al committente. Allora Eh, se fino ad un certo periodo di

tempo, sostanzialmente fino agli anni 60 del secolo scorso, la distinzione tra lavoro

autonomo e lavoro subordinato è stata netta, ad un certo punto si è. A livello

legislativo si è cominciato a intravedere il principio di quella che oggi è

un'interconnessione, allora è importante fare questi riferimenti legislativi, perché

intanto stiamo parlando di disposizioni legislative in parte ancora vigenti, quindi

disposizioni legislative che regolano ancora oggi, nonostante sia decorso del tempo.

Tutta una serie di figure che andremo a esaminare. Poi ci servono proprio per capire

quanto sia malleabile questa linea di confine e quanto sia importante per noi

conoscere il lavoro autonomo. Perché questa adesso è una mia, diciamo una mia

previsione. Da studiosa del diritto del lavoro posso dire oggi che non mi sorprenderei

se. Tra qualche anno, forse tra qualche decennio, considerata la lentezza

dell'evoluzione della legislazione italiana, considerate che la legislazione

tendenzialmente si adatta alla realtà. Quindi prima cambia la realtà, poi la legge si

adatta. Beh, la legge italiana è molto lenta. Il legislatore è lento in generale in tutti i

paesi, in Italia più che altrove. Ebbene, io non mi sorprenderei. Se un giorno questa

linea di confine venisse a cadere, perché oggi già oggi abbiamo gli esempi, esempi

che, come vi dicevo, cominciano a manifestarsi già negli anni 70. Infatti il primo, il

primo tentativo del legislatore di dare rilevanza giuridica. A queste ipotesi di lavoro

autonomo, che nella pratica sono caratterizzate da uno statuto, da una situazione di

inferiorità economica del lavoratore rispetto al committente, il legislatore quindi

comincia a. Ha, diciamo a intravedere la necessità di riconoscere loro di riconoscerle,

appunto, anche formalmente a livello legislativo, con la modifica dell'articolo 409 del

codice di procedura civile da parte della legge numero 533 del 1973. Allora qui

andiamo, dobbiamo capire l'articolo 409 e seguenti del codice di. Gli articoli 409

seguenti del codice di procedura civile riguardano il processo del lavoro, quindi il

processo del lavoro che caratterizzato da una regolamentazione specifica. Rispetto al

processo civile in generale. Ebbene, nel 1973 il legislatore ha modificato l'articolo 409

estendendo la normativa sul processo del lavoro fino ad allora applicata solo ed

esclusivamente alle controversie derivanti dai contratti di lavoro subordinato,

estendendola ad una serie di altre figure. Contrattuali non non riconducibili diverse

distinte dal lavoro dal contratto di lavoro subordinato, vale a dire il contratto di

agenzia, il contratto di rappresentanza commerciale e poi il contratto di collaborazione

coordinata e continuativa, quello che noi conosciamo come. Il contratto di

collaborazione coordinata e continuativa ha una serie di caratteristiche che sono

ancora oggi descritte dall'articolo. 409 del codice di procedura civile. La peculiarità di

queste figure è l'esigenza del datore di è legata all'esigenza, diciamo è il presupposto

che ha, che sta alla base dell'esigenza del del legislatore dell'epoca di estendere la

disciplina legislativa, la disciplina codicistica sul processo del lavoro subordinato.

Anche a queste figure e in che cosa consiste questa particolarità? Consiste nel fatto

che queste figure si caratterizzano, consiste, riguardano, quindi regolano, o meglio si

riferiscono a relazioni giuridiche in cui il lavoratore, pur non essendo subordinato, si

trova in una condizione di. Libri economico rispetto al committente e soprattutto

svolge la sua attività lavorativa in una maniera che se secondo modalità che ricordano

molto da vicino il lavoro subordinato. Infatti, quali sono le caratteristiche della

collaborazione coordinata e continuativa? Lasciamo perdere. Il contratto di agenzia, il

contratto di rappresentanza commerciale che sono figure a se stanti, a noi interessa il

Co Co, il contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Ebbene, le sue

caratteristiche si desumono dalla dalla locuzione che viene utilizzata per definirlo e

sono la continuità. Il coordinamento e la prevalente personalità. Che cosa vuol dire

continuità? Vuol dire che i lavoratori, il collaboratore coordinato e continuativo, è

chiamato a svolgere la sua attività lavorativa non una tantum, ma seguendo un ma

con una certa continuità nel corso del tempo, quindi sostanzialmente in maniera non

occasionale. Questo è il primo aspetto. Il secondo aspetto è costituito invece dalla

coordinamento. Il coordinamento ricorda un po la collaborazione del lavoro

subordinato, quella che abbiamo visto ieri, e si riferisce al CPA, nesso che Lega il

collaboratore coordinato e continuativo con l'organizzazione. Produttiva del

committente o comunque con il committente a seconda delle situazioni. Il terzo

elemento invece, dato dalla prevalente personalità dell'attività lavorativa. Che cosa

vuol dire? Vuol dire che quello che emerge nella nell'ambito della collaborazione tra il

CO, il collaboratore e il committente. Risulta essere il non tanto il, i macchinari, i

capitali o altro, quanto la. Il fatto che l'attività lavorativa si svolta personalmente dal

committente. Almeno per la maggior parte, questo vuol dire che, in sintesi, in realtà il

committente può anche per un minimo di attività lavorativa alla quale, obbligato nei

confronti del committente, può anche servirsi di aiuti. Da parte di altre persone, ciò

che conta, affinché si configuri questa fattispecie, che il lavoro del committente

costituisca sia svolto per la maggior parte da lui personalmente, quindi. Un primo

riferimento, un primo 1 1 prima consapevolezza del legislatore rispetto alla necessità

di prestare attenzione, quindi, a queste ipotesi da lavoro autonomo, caratterizzate da

inferiorità economica. Lavoratore si manifesta per la prima volta nel 1973, ripeto, con

la modifica. Dell'articolo 409 del codice di procedura civile e l'estensione della

normativa sul lavoro sul processo del lavoro subordinato anche a figure di lavoro

autonomo che presentano delle analogie con il lavoro subordinato medesimo, che oggi

prendono il nome di lavoro parasubordinato. Eh, ma il secondo step dal punto di vista

legislativo, sul piano cronologico, sempre con riguardo alle collaborazioni coordinate

continuative, si ha nel 1995. Perché? Perché in quell'anno la legge numero 335

introduce quella che noi oggi ancora conosciamo e che conosciamo. La gestione

separata inps, vale a dire ehm implicante l'assoggettamento dei contratti di

collaborazione coordinata e continuativa. Essendo funzionale alla tutela del lavoratore,

ma soprattutto perché, come si evince da questa disciplina di carattere previdenziale,

la collaborazione coordinata e continuativa costa meno al. 5 introduce quella che noi

oggi ancora conosciamo e che conosciamo come gestione separata inps vale a dire

implicante la particolare contribuzione previdenziale. Sappiamo infatti che il lavoro

subordinato, la contribuzione previdenziale, è totalmente a carico del datore di lavoro.

Invece, in caso di collaborazione coordinata e continuativa, questa legge ancora oggi

vigente, prevede che un terzo un terzo di contributi siano a carico del collaboratore.

Due terzi dei contributi siano a carico del committente. Questa, questa legge ha

determinato un'esplosione proprio, un ricorso notevole rispetto al passato, alle

collaborazioni coordinate continuative, tanto che si è manifestata l'esigenza a partire

da quel periodo, da metà degli anni 90. Per il legislatore di evitare di trovare 1 1

escamotage giuridico che consentisse che consenta anzi di evitare che i committenti o

comunque gli imprenditori e datori di lavoro o utilizzino il Coco, la collaborazione la

Coco. Collaborazione coordinata e continuativa per mascherare dei rapporti di lavoro

subordinato. Perché? Perché come vi dicevo ieri, la collaborazione coordinata e

continuativa, essendo un'ipotesi di lavoro autonomo una particolare tipologia di lavoro

autonomo, non è soggetta. Alla gran parte della disciplina legislativa sul lavoro

subordinato, che talvolta è molto rigida per il datore di lavoro essendo funzionale alla

tutela del lavoratore, ma soprattutto perché, come si evince da questa disciplina di

carattere previdenziale, la collaborazione coordinata e continuativa costa meno. Al

all'imprenditore rispetto al al lavoratore, al lavoro subordinato costa meno proprio

perché un terzo dei contributi previdenziali è a carico del collaboratore, mentre nel

caso del lavoro subordinato. Di contributi, come vi dicevo, sono totalmente a carico del

datore di lavoro. Il terzo passaggio è successivo di e risale al 2003. Succede quindi è

consegue e successivo di pochi anni rispetto appunto a quello che abbiamo analizzato

adesso è sì, lo possiamo ancorare alla le al decreto legislativo numero 276 del 2003.

La cosiddetta legge Biagi, il decreto legislativo 276 del 2003 è noto come legge Biagi,

Ebbene che cosa succede? Succede che con che proprio questo? Con il il decreto

legislativo 276 del 2003, allo scopo di evitare che la collaborazione coordinata e

continuativa. Utilizzata in maniera illegittima per mascherare dei rapporti di cioè per

diciamo qualificare come autonomi rapporti di lavoro che poi nei fatti si configurano

come rapporti di lavoro subordinato, il legislatore del del tre ha ben pensato di

introdurre. Una figura contrattuale che voi conoscete sicuramente e che si configura

che costituisce una species del genus collaborazione coordinata e continuativa che

che il contratto di lavoro a progetto, quindi il contratto di lavoro a progetto, consiste in

una fattispecie di lavoro parasubordinato. In un'ipotesi di collaborazione coordinata e

continuativa che si distingue dalla dalla dalla collaborazione coordinata e continuativa

tour per l'esistenza di un progetto, un progetto all'interno del quale è il secondo.

Quella legge era dico, era uso il l'imperfetto. Che è il con la. Il

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

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