Teoria e critica della letteratura – MODULO A
Introduzione: Kubrick, 2001: Odissea nello spazio (1968), scena iniziale
Scena che rappresenta un racconto delle origini -> come è nata l’umanità, gesto fondativo è uso di un oggetto
come arma: continua con 2 scimmie che usano l’osso per combattere e una uccide l’altra. Poi osso alzato in
aria e con montaggio diventa satellite: inizio del percorso della civiltà umana.
Racconto delle origini = storia spesso raccontata per spiegare l’origine della civiltà.
Ursula Le Guin (Le Ghin)
1986: The Carrier Bag Theory of Fiction, una traduzione è uscita l’anno scorso: La teoria letteraria del
sacchetto della spesa.
Non è un saggio, è a metà saggio e racconto: discorso teorico che vuole spiegare come nasce e a cosa serve la
lett e lo fa raccontando una storia dell’origine; uguale ma opposta a quella di K…
Immaginiamo un mondo preistorico in cui antenati si nutrivano di vegetali in zone dal clima temperato. Per
fare questo bastavano poche ore a settimana e allora resta molto tempo per fare altro: chi non aveva prole,
pensa di andare a caccia di Mammut; con le loro lance tornano con carne del Mammut e un’altra cosa, più
importante -> storia di come hanno affrontato un Mammut e sono tornati a casa vittoriosi.
Storia che colpisce perché ha 2 elementi fondamentali:
- Azione: impresa eroica;
- Eroe: chi ha ucciso il Mammut ed è tornato a casa.
> Così è strutturato il racconto delle origini.
[Testo]:
- Commenta la scena del film, appena vista: novità, raccontare la storia del contenitore al posto del
contenuto;
- Continua argomentando perché la storia del contenitore funziona e propone una teoria della lett su
immagine del contenitore;
- Parte dal romanzo che di base è quasi racconto anti-eroico; può contenere di tutto: racconto di una
giornata in cui non accade nulla a Dublino, racconto senza azioni o eroi (anti-canonico);
- Dal romanzo arriva alla sua idea di fantascienza (sotto-genere di cui si occupa come scrittrice), lei dice che
è genere realistico, anche se di uno strano realismo ma la realtà è strana.
Questo testo non è il classico saggio teorico, lei ci racconta una storia e questo ci aiuta a capire come procede
la teoria della letteratura.
SI pone domande, perché si scrive lett, quali valori vengono trasmessi da storie, stabilisce relazione tra generi e
mondo, si interroga su alcune strutture di base e mito e che relazione ha questo con il modo in cui agiamo…
In sostanza fa 3 cose:
1. Decostruisce = idea sulla lett radicata, racconto delle origini e fa vedere cosa sta dietro, propone una
prospettiva diversa;
2. Interroga = si chiede il valore antropologico della letteratura facendosi domande su grandi questioni
generali;
3. Costruisce categorie = categorie specifiche come il genere del romanzo, sottogenere fantascienza…
DECOSTRUZIONE
David Foster Wallace
In un suo discorso racconta una storia:
«Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta,
fa un cenno di saluto e dice: "Salve, ragazzi. Com'è l'acqua?" I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno
guarda l'altro e fa "Che cavolo è l'acqua?"»
Che cavolo è l’acqua? Stessa domanda che si pone la Teoria: COSA È LA LETTERATURA?
È una nozione che appartiene al senso comune ma ci si chiede cosa sia veramente.
Domanda centrale che si pone chi si occupa di teoria e ancora oggi non abbiamo una risposta.
à
Quindi…
TEORIA DELLA LETTERATURA, alcune caratteristiche:
- Nemica del senso comune, prende ciò che diamo per scontato e mostra che non c’è nulla di “normale” ->
nozioni normali sono frutto di processi storici e sociali, inter-negoziali. Sfida le concezioni ovvie, mostra
che le cose normali non lo sono. Chiede alla CRITICA di rendere espliciti i presupposti di quello che sta
facendo: rendere conto di quello che dice e degli strumenti che usa.
- Si pone domande a cui cerca di dare risposta: dalle più generali cosa è lett/poesia/endecasillabo fino alle
minute: cosa è un chiasmo…
- Mette a punto categorie per studiare questi fenomeni (es. realismo, narratore) -> dà strumenti teorici per
capire, nella pratica, i testi.
Noi cercheremo di problematizzare le questioni e capire come usare le categorie.
- INTER-DISCINPLINARIETÀ = è difficile definire la teoria della letteratura perché è un’attività
interdisciplinare in 2 sensi:
§ Accoglie all’interno discorsi nati in contesti diversi per spiegare i fenomeni, es. critica psicoanalitica (si
appropria di discorso nato in contesto clinico), teoria marxista idem…
§ Spesso i concetti nati nella teoria fuoriescono dei confini estetici lett e li troviamo in campi diversi, es.
story telling importante per comunicazione pubblicitaria e politica. Ci sono elementi nati nel dibattito
interno e poi diffusi -> forte interconnessione.
- DESCRITTIVITÀ
= non ci dà regole su come scrivere testi: no attività normativa ma descrive sviluppo, evoluzione e natura
della lett; è stata molto descrittiva nel 900, quando prende forma come disciplina.
COSA È LA LETTERATURA?
Difficile dirlo; negli anni 90 un importante teorico Genette ha detto:
«A domanda sciocca, nessuna risposta; ragione per cui la vera saggezza consisterebbe forse nel non porre
neppure l’interrogativo»
> smettiamo di chiedercelo perché una definizione univoca forse non esiste.
Le tante risposte date nei secoli possono essere raggruppate in 2 nuclei:
1. Regime costitutivo = ricerca di qualcosa di oggettivo nel testo che faccia dire questa è lett, cerco ciò che è
costitutivo (es. poesia va scritta in versi e il verso ce la fa definire in quanto tale -> anche se…)
2. R. condizionale = risposte che non si chiedono cosa ci sia dentro ma a quali condizioni un testo è
letterario;
Questione centrale:
Uso del linguaggio = uno specifico uso del linguaggio è ritenuto tipico della lett (es. retorica, figure di suono)
Esempi:
- Incipit di Lolita (Nabokov) è costruito su allitterazione costante di alcune lettere: la lingua, se letta ad alta
voce, fa stesso movimento che il testo descrive:
Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three
steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta
- Caproni: 4 parole che fanno rima tra loro:
La terra / la guerra // la sorte / la morte
(G. Caproni, Fatalità della rima)
Ci sono anche “testi” che rispondono meglio a questa questione, pur senza essere “letterari”
Spilla per campagna elettorale di Eisenhower, candidato a presidente degli Stati Uniti
ð
slogan: I Like Ike, parole che giocano sul suono più di una poesia famosa di Ungaretti: M’illumino d’immenso
Più lett il primo diremmo.
Capiamo allora come questa prospettiva abbia dei problemi, non basti.
Il CONTESTO ISTITUZIONALE
Duchamp, Fontana
Qui è il contesto che definisce l’artisticità dell’opera, per 2 elementi:
- Dentro museo = luogo che contiene opere d’arte;
- Firma: R. Mutt, 1917, ulteriore collocazione istituzionale
Libro di Balestrine: Ma noi facciamone un’altra
Serie di poesie composte con algoritmo, mette frasi in una macchina che tira fuori dei testi; un testo scritto in
modo “automatico” collocato qui diventa un testo letterario
Stanley Fish, 1980 -> esperimento fatto negli anni 70
Teneva un corso di poesia religiosa inglese del 700, prende 5 parole a caso trovate sul giornale alla mattina e
chiede agli studenti di interpretare la poesia.
Scrivono commenti e la interpretano in modo interessante: ne fanno un testo sperimentale di poesia religiosa
in cui è rappresentata la storia dell’uomo nel suo incontro con il piano divino; rif. a scala di Giacobbe, rosa
simbolo, Thorne che significa spine è rimando cristologico alla corona di spine…
Ambito istituzionale ha portato a credere fosse un testo letterario; non lo è ma può diventarlo, essere fruito
come tale.
LETTERATURA: UN CONCETTO MOBILE
Tutti i testi sono potenzialmente letterari, non significa che ogni testo lo diventa ma ci sono condizioni
specifiche che lo collocano in una circolazione istituzionale. Possono darsi condizioni istituzionali che fanno
rientrare i testi in letteratura. Ci sono istituzioni in senso proprio: la scuola, il Nobel, il MIUR (che facendo i
programmi scolastici dice che alcune cose sono letteratura), chi scrive i manuali scolastici, editoria (es.
Adelphi, Mondadori), docenti (professori di liceo, universitari), recensori, traduttori (figure che mediano tra
lettori, autori, istituzione e circolazione dei testi). È il modo in cui i testi sono socializzati, a renderli letterari.
Esempi:
- I testi di Galileo, sono nati come trattati scientifici ma vengono inseriti per l’innovazione del linguaggio.
- Dante è un classico dal romanticismo, da De Sanctis = incarnava l’ideale dell’Italia unita, una scelta
letteraria che risponde a ragioni storiche, sociali e politiche;
- Promessi sposi letti alle superiori: fatta l’Italia andavano fatti gli italiani ed era necessario insegnare a tutti
la stessa lingua: facciamo leggere a tutti i Promessi; scelta arbitraria ma motivata.
- Bob Dylan, vince premio Nobel per la letteratura; rappresenta la possibilità di includere nel contenitore
della letteratura anche i cantautori;
- Successo simile nel 2016 con Svjatlana Aleksievič = insignita del Nobel per la letteratura, anche se scriveva
reportage -> si è detto che certe forme di giornalismo possono rientrare (2006, Gomorra di Saviano, anni
60, Capoti A sangue freddo > cronaca scritta come fosse un romanzo);
- Testi scritti da intelligenze artificiali: noi pensiamo che letteratura sia qualcosa scritto da qualcuno che ci
mette la propria firma ma se la mette un’I.A.? Es. le I.A. sono in grado di creare delle immagini con una
qualità artistica elevata. In Cina un racconto scritto da una I.A. ha già vinto un premio letterario.
Difficile tracciare un confine: nozione mobile
à
≠ DIATOPICHE E DIACRONICHE
Tutti questi discorsi hanno anche un ancoraggio geografico: in Occidente la lett. ha dei confini diversi che in
altre zone: qualcuno non divide i racconti tra finzione e non fiction. In Africa si distingue tra racconto del
giorno e della notte;
Il discorso va storicizzato: nella Grecia antica non avrebbe senso quello che noi chiamiamo lett: in antichità il
discorso storiografico ne fa parte: ogni testo scritto è letteratura. Noi no, due ambiti diversi. La nostra idea di
lett nasce con la modernità, a fine 700; quando parliamo di lett ci capiamo ma è difficile definirla.
Federico Bertoni, Letteratura (2018)
Dialogo scritto in un libro che introduce ad alcune problematiche della teoria letteraria
[testo]
…
IL FORMALISMO
= teoria letteraria che nasce soprattutto nel 900, negli anni 10 in Russia con una esperienza fondamentale:
FORMALISMO RUSSO
= difficile dirlo, momento in cui inizia a definirsi per la prima volta disciplina detta teoria della letteratura
cercando di definire strumenti che spieghino la letteratura in quanto tale senza cercare risposte in altre
discipline; si tratta di spiegare come funziona la letteratura e come è fatta, in modo descrittivo = come sono
fatti i testi e quando una cosa è letteratura.
Alle spalle, grande esperienza: FERDINAND DE SAUSSUR, “Corso di linguistica generale”, raccolta di lezioni
à
tenute nel ‘16
= concetto fondamentale, nella lingua non ci sono se non differenze = è un sistema differenziale, possiamo
definire per opposizione, definiamo per la differenza (lettera A è tale perché non è B); l’identità è data dalle
differenze. Da questo concetto elabora 3 coppie dicotomiche fondamentali:
- Significante / significato = ogni parola è fatta da una superfice materiale sonora e da un significato, quello
che indica;
- Langue / parole = sistema della lingua in astratto, concretizzazioni concrete (costruite sulla base della
langue che predispone possibilità di scelta): paradigma / sintagma nella successione reale;
- Sincronia / diacronia = studio sincronico del linguaggio (regno della langue) vs evoluzione (parole).
Di queste 3 coppie i formalisti privilegiano la prima parte: significante, langue, sincronia.
LEZIONE 2
FORMALISMO
= non è molto facile da definire. Intanto perché la definizione stessa del formalismo è nata, come spesso
accade, in senso spregiativo, come un’accusa, una critica, perché prestavano troppa attenzione alla forma.
Cioè qualcun altro li ha accusati di essere formalisti perché troppo attenti alla forma. Poi questa etichetta di
formalisti è stata rivendicata dagli stessi studiosi.
Perché vengono accusati di formalismo? +
- Una delle ragioni è storica: la maggior parte di queste ricerche nasce in Russia, dopo la Rivoluzione
d’ottobre, e quindi in una certa maniera l’attenzione agli aspetti puramente formali era anche una
maniera per evitare di cadere in discorsi che fossero ideologici: in una situazione politica in cui non c’era
una totale libertà di pensiero, dedicarsi allo studio puramente formale della letteratura voleva dire anche
non essere costretti a seguire la precisa linea ideologica del partito comunista russo;
- C’è anche una ragione di natura più propriamente letteraria che oggi cercheremo di sviscerare. Ma intanto
possiamo dire che:
“Ci sono tanti formalismi quanti formalisti”
(Pavel Medvedev, 1928)
Sintetizza un po’ la difficoltà di dare una definizione univoca al formalismo. Perché le posizioni di questi
à
studiosi erano diverse, talvolta anche arrivando a conclusioni diverse.
Formalisti più importanti:
- Boris Ejchenbaum
- Viktor Šklovskij
- Jurij Tynjanov
- Roman Jakobson
a)
Un primo modo per iniziare a classificare questi formalisti è vedere come loro stessi si raggruppavano; le loro
ricerche erano di fatto ricerche di gruppo: si ritrovavano e riunivano in circolo e dibattevano le proprie idee
(molto spesso non si mettevano d’accordo). I circoli più importanti sono inizialmente:
1. Il circolo di Mosca, fondato nel 1915 - dovremmo dire circolo linguistico di Mosca, questa aggiunta di
attenzione alla lingua si capirà presto;
2. Il secondo gruppo nasce l’anno successivo, nel 1916, ed è il cosiddetto gruppo Opojaz, che è un acronimo
per Società per lo studio del linguaggio poetico di San Pietroburgo.
3. Una decina di anni dopo nascerà la Scuola di Praga -> esperienza che ci trasporterà dal formalismo allo
strutturalismo.
Libro molto importante che esce nel 1965 e che si intitola I formalisti russi. È sostanzialmente un’antologia
ð dei testi principali prodotti dai circoli, ed è il libro - che è stato pubblicato prima in Francia e poi in Italia -
che ha diffuso le idee dei formalisti russi nell’Europa continentale, al di fuori dalla Russia. Ha dato poi via
alla diffusione e all’evoluzione delle idee del pensiero formalista. Ancora oggi per chi vuole iniziare a
studiare il formalismo è un punto di riferimento imprescindibile.
b)
Un altro modo per raggruppare queste tendenze è stato quello proposto in un libro degli anni ‘80, in cui per
cercare di fare ordine tra le varie proposte del formalismo si sono individuati 4 grandi contenitori, che sono in
realtà delle metafore che ci sintetizzano un po’ il contenuto di questi discorsi:
1. Attenzione al linguaggio;
2. Idea del testo letterario come una macchina, un motore di cui possiamo scomporre e capire come
funziona;
3. Idea del testo letterario quasi come organismo biologico;
4. Idea della letteratura come un grande sistema in cui tutti gli elementi sono collegati tra di loro.
ATTENZIONE AL LINGUAGGIO (tratto comune delle varie proposte)
Possiamo individuare alcune costanti principali:
- Il punto di partenza un po’ di tutti questi formalisti è la volontà di creare una scienza della letteratura.
Creare un discorso letterario che avesse basi scientifiche, e che poggiasse su dei dati oggettivi,
inconfutabili, riscontrabili nei testi, e quindi trovare dei principi generali che ci permettano uno studio
della letteratura secondo i propri principi -> studiare la letteratura a partire dagli elementi nella
letteratura - e non da qualcosa che sta fuori.
- Bersagli polemici: un elemento che accomuna paradossalmente queste ricerche, non sono le proposte
che avanzano ma le cose che respingevano e non volevano fare. Questo tentativo di elaborare una scienza
della letteratura (che vuole studiare la letteratura attraverso i dati immanenti nel testo) vuole di fatto
rifiutare gli approcci al testo principali fino a quel momento. I quali erano sostanzialmente di tre tipologie:
lo studio biografico, che era forse quello che più aveva avuto successo nel corso dell’800, cioè se studiamo
la vita dell’autore posiamo capire le opere che scrive. Il secondo bersaglio era l’indagine storico-
sociologica, ovvero trovare nelle opere il rispecchiamento delle idee di una data epoca. Infine lo studio
filosofico: non studiare le opere per come sono fatte per quello che dicono, utilizzare le opere per esporre
quasi un pensiero autonomo. Cioè le opere diventano un pretesto per discorrere d una data filosofia
dell’arte; scelgo il romanzo semplicemente perché mi permette di dire quello che voglio dire, a
prescindere. Tutti e 3 vengono respinti.
- Autonomia del testo: in tutti i casi puntano a questa idea di un’autonomia del testo, cioè il testo è fatto di
parole, di oggetti linguistici, di linguaggio, e noi cerchiamo di studiare il testo nella sua autonomia di
insieme
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Appunti delle lezioni di Critica e teoria della letteratura
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