Controllo di gestione B | Matilde MA.A 2022/2023
Controllo di gestione B
21/02 introduzione
Contenuto del corso
Il bilancio d’esercizio è composto da Stato Patrimoniale, Conto Economico, Nota Integrativa e Rendiconto Finanziario.
Il rendiconto finanziario è stato introdotto obbligatoriamente nel 2016 per imprese che hanno delle determinate caratteristiche (no microimprese, hanno meno obblighi informativi e controlli).
Logica: maggiore è il rischio (tanti dipendenti, fornitori, finanziatori), maggiore è l’impatto generato e maggiore è la necessità di avere organismi di controllo interno e maggiore è l’obbligo informativo. A maggior ragione se la società è quotata, gli obblighi informativi e di controllo sono a frequenza più ravvicinata e c’è anche la società di revisione.
Inoltre, è presente in allegato la Relazione sulla Gestione redatta dagli amministratori.
Stato patrimoniale
Perché i crediti vs soci sono la prima voce? Perché servono per indicare che l’azienda si aspetta dei soldi da parte dei soci.
I crediti a lungo e breve termine sono distinti in base alla natura → sostanziale credito finanziario (immobilizzazioni); credito commerciale (attivo circolante).
Il fondo non è cassa disponibile, sono risorse accantonate (costo fittizio in CE) per trattenere reddito in azienda per uscite future.
Rappresenta il capitale di funzionamento investito nell’azienda attraverso l’esposizione di fonti e impieghi.
Orizzonte temporale di riferimento: momento della chiusura dell’esercizio (prospetto statico – grandezze stock).
Rappresenta un ponte tra passato e futuro.
Espone le rimanenze (in senso ampio) attive e passive dell’esercizio: Crediti, Debiti, Liquidità, Patrimonio netto, Costi sospesi (rinviati al futuro), Ricavi sospesi (rinviati al futuro).
Controllo di Gestione B | Matilde M
22/02 conto economico
Il conto economico rispetta il principio della competenza economica e di prudenza.
Rappresenta la formazione del risultato economico del periodo attraverso il confronto tra i flussi di ricavi e di costi di competenza dell’esercizio amministrativo.
Orizzonte temporale di riferimento: l’intero esercizio (prospetto dinamico – grandezze flusso).
Grandezza fondamentale: risultato della gestione operativa o complessiva (utile/perdita dell’esercizio).
Formazione del reddito esposta in diverse aree:
- Caratteristica e accessoria (A e B);
- Finanziaria (C e D);
- Tributaria → nel conto economico le imposte si dividono in imposte differite (+costi) e imposte anticipate (-costi). Nel rendiconto finanziario ci interessa quante imposte sono state effettivamente pagate, mentre in CE vengono segnate le imposte di competenza.
Il differimento è però condizionato dalla base imponibile del giorno in cui pagherò le imposte. La competenza del costo delle imposte è subordinata al fatto che un domani ci sarà la base imponibile che farà emergere quel costo.
Le anticipate invece sono pagate oggi ma sono di competenza del futuro (rilevazione contabile = - costi, componente positiva perché costo sospeso). Viene però così violato il principio di realizzazione del ricavo perché sto esprimendo un “ricavo”, una voce positiva, che ancora non si è verificata.
Dobbiamo ricostruire i flussi di cassa partendo da un CE che ha 2 problemi:
- Ci sono flussi di cassa che sono solo parzialmente rappresentati in CE per via del principio di competenza → logiche di competenza non allineate alle logiche di cassa.
- Dal CE non transitano tutti i flussi di cassa che vanno inseriti nel rendiconto finanziario. Ci sono flussi presenti nella realtà dell’impresa ma che non sono incorporati nel CE.
Esempio risconti, si rileva un costo/ricavo perché è avvenuta la manifestazione finanziaria, però la parte non di competenza viene sospesa e rimandata a SP, che accoglie le rimanenze. L’effetto su CE è stato ridotto perché una parte di costo/ricavo è stato sospeso, però l’uscita di cassa c’è stata.
Dallo SP ci rendiamo conto che durante l’esercizio c’è stato un flusso di cassa maggiore rispetto a ciò che emerge dal CE: il costo in CE non rappresenta l’intera uscita, è stato ridotto per rispettare il principio di competenza.
Esempio → acquisizione di un’immobilizzazione genera flussi di cassa. Il costo però non va a CE perché è automaticamente sospeso in quanto pluriennale. Dal CE passa il consumo dell’immobilizzazione, ovvero l’ammortamento di competenza dell’esercizio. Non ha però legame con l’effettivo flusso finanziario che è avvenuto nella realtà.
Dividendi
A CE passa anche, nei ricavi, la ricezione dei dividendi da società partecipate. A SP si ha poi l’informazione se il ricavo è diventato credito (aumentando credito vs società partecipata) oppure è diventato cassa (disponibilità liquide). Se è un credito, quindi non incassato, l’utile sarà maggiore dell’effettiva entrata di cassa.
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Se la società paga dividendi, non risulta a CE il pagamento dei dividendi perché è l’utilizzo della voce “utile” già rilevata, quindi se lo uso l’utile viene meno per il pagamento dei dividendi. Infatti al pagamento di un dividendo la scrittura contabile è: - debiti vs soci @ - utile.
Rendiconto finanziario
Per redigere il Rendiconto Finanziario bisogna prima leggere il CE in chiave finanziaria, per guardare cos’è successo in crediti e debiti commerciali, vedere se i costi hanno generato uscite (l’ammortamento e l’accantonamento no).
Poi recuperare tutto ciò che non transita dal CE ma transita solamente dallo Stato Patrimoniale (immobilizzazioni e variazioni, crediti e debiti di natura finanziaria (ottenimenti e restituzioni di finanziamenti), fondi (solo per la riduzione, che significa utilizzo quindi uscita di cassa), capitale.
Bisogna poi organizzare i flussi nel rendiconto finanziario a seconda della natura delle cause delle variazioni.
- Natura operativa → generare o consumare cassa derivante dall’attività tipica di gestione. Consuma o crea liquidità?
- Natura finanziaria → come si è finanziata l’azienda? Ottenuto finanziamenti e capitale dai soci, restituzione di finanziamenti e capitale.
- Investimenti → asset aziendali comprati e venduti, consumo (normalmente si acquistano asset) e genero liquidità (quando vendo e mi ridimensiono = downsizing).
Sapere il saldo parziale di queste tre macroaree, la cui somma deve dare la variazione attesa di cassa, ci da delle informazioni utili sulla situazione finanziaria dell’azienda e sulla sua solvibilità. Ci mostra da dove arrivano ad esempio le entrate di cassa e questo ci informa sulla salute dell’azienda.
Derivati
Derivati = strumenti finanziari il cui valore dipende da un elemento sottostante. Le aziende hanno tanti sottostanti perché in un momento in cui la situazione finanziaria è instabile, il derivato si usa come strumento finanziario di copertura da rischi.
Classici derivati:
- Commodities.
- Interest rate Swap → neutralizzano l’effetto dell’aumento o diminuzione dei tassi di interesse. Si rende fisso un tasso variabile.
- Currency swap sulle valute → neutralizzano l’effetto positivo o negativo che può avere il cambio di valuta.
Caratteristica: non deve richiedere uscita o guadagno immediato, funziona per differenza. Ha variazioni che si regolano nel tempo. Contabilmente se è un derivato si tratta in un certo modo, altri strumenti finanziari vengono trattati diversamente.
Se il derivato è di copertura, deve generare flussi allineati allo strumento per cui mi sto coprendo. Se garantisce una copertura importante allora il trattamento contabile è tale: si scrive al valore di mercato all’attivo e le variazioni di valore si riportano nel patrimonio.
Se non è uno strumento di copertura: aumenti e perdite di valore si imputano a CE.
Poste in valuta estera
Poste in valuta estera = acquisti o vendite in valuta estera.
Contabilmente: costo → @ debito già convertito in € nella nostra contabilità.
Al 31/12 il debito va aumentato o ridotto in base al rapporto di cambio al 31/12 → rettifica della voce.
La rettifica non genera entrata o uscita di cassa → rettifica potenziale (utile o perdita su cambi a CE).
Nota integrativa
Funzioni:
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- Spiegazione dei criteri di valutazione.
- Dettaglio di voci specifiche (es. immobilizzazioni tecniche, voci residuali, ecc.).
- Precisazioni circa inserimento di elementi in specifiche voci.
- Dettaglio di variazioni quantitative.
- Inserimento di dati aggiuntivi (previsti da art. 2427 e altri del c.c.).
Possibile utilità: comprendere dinamica voci (rendiconto).
Relazione sulla gestione
Presenta il commento degli amministratori sulla gestione trascorsa, mettendo in relazione i dati e la strategia.
Inquadra l’azienda nel suo mercato, offrendo informazioni circa la sua situazione competitiva e la sue performance economico-finanziarie.
Contiene inoltre informazioni su:
- Evoluzione prevedibile della gestione
- Attività di ricerca e sviluppo
- Rapporti con le aziende consociate
- N. e valore delle azioni proprie possedute e scambiate
- Politiche di gestione dei rischi (finanziario)
Possibile utilità: supporto per l’analisi di bilancio.
28.02 il rendiconto finanziario
Prospetto di natura contabile che sintetizza la dinamica finanziaria dell’azienda → insieme di flussi che riguardano un periodo.
Finalità → non ricostruire il flusso di cassa, si vede già dallo SP, ma comprendere le cause che hanno generato o consumato liquidità. Rappresenta le cause di variazione, positive o negative, di una definita risorsa finanziaria o monetaria nel periodo temporale preso a riferimento. Dobbiamo capire come interpretare i flussi.
Il rendiconto finanziario da dei benefici informativi:
- Fornisce informazioni utili per valutare la situazione finanziaria dell’azienda nell’esercizio di riferimento.
- Permette di valutare la liquidità generata/assorbita dall’attività operativa e le modalità di impiego/copertura → bisogna usare questa liquidità per estinguere debiti.
- Offre indicazioni circa la capacità dell’azienda di affrontare impegni finanziari nel breve termine → vedere se l’azienda può estinguere i debiti senza compromettersi finanziariamente.
Le informazioni ci permettono di capire l’analisi di bilancio nel suo complesso.
Tipologie di rendiconto finanziario
Momento fondamentale → selezione della risorsa finanziaria o monetaria di riferimento:
- Liquidità immediata o disponibilità liquide → più utilizzato, ripreso dal cc e dall’OIC.
- Liquidità netta o disponibilità monetarie nette → al netto dell’indebitamento bancario a breve.
- Posizione finanziaria netta a breve → debiti finanziari, indipendentemente dalla scadenza, - attività liquide.
- Capitale circolante netto → differenza tra attivo circolante (rimanenze, crediti commerciali…) e passivo commerciale = capitale circolante netto (debiti circolanti). Influenzato dal principio di competenza, dunque sensibile alle eventuali politiche di bilancio dell’azienda.
La grandezza in esame non viene considerata perché è essa stessa l’oggetto in osservazione.
Il rendiconto non è per tutte le aziende
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Art. 2423 (2016) → gli amministratori devono redigere il bilancio, comprendente CE, SP, rendiconto finanziario e nota integrativa. L’obbligo è di predisporre il rendiconto finanziario utilizzando la liquidità come grandezza di riferimento per le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria.
Ci sono però aziende che rientrano nei limiti del bilancio abbreviato o delle microimprese e che sono esonerate dalla redazione del rendiconto.
Ricostruire dall’esterno un rendiconto se si ha solo una nota integrativa semplificata è molto difficile. Se c’è una nota integrativa normale si può fare.
Decreto in vigore dal 2016 → «Dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci».
Tre macroaree:
- Area operativa → attività tipica.
- Area di investimenti.
- Area di attività finanziaria → indebitamento, azionisti che conferiscono denaro…
Contenuto
Risorsa finanziaria di riferimento (OIC 14): disponibilità liquide → depositi bancari e postali, assegni, denaro, valori in cassa (anche in valuta estera).
NB: i documenti da cui partiamo non seguono la logica finanziaria (rilevano incassi e pagamenti) ma seguono la logica della competenza economica. Ci serve ricostruire indirettamente ciò che non fa parte della liquidità (per sottrarlo) o aggiungere ciò che fa parte della liquidità ma che il CE non considera.
Logica finanziaria
I flussi finanziari (o flussi di cassa) rappresentano un aumento o una diminuzione delle disponibilità liquide.
Esempi:
- Vendita a dilazione rileva ricavi che però non sono collegati a flussi in entrata. Bisognerà sottrarre il ricavo dalle liquidità disponibili.
- Pagamento di un debito con bonifico → non è a CE ma se i debiti sono diminuiti significa che c’è stato un pagamento. Va sottratto alle liquidità.
- Accantonamento a fondo spese → diminuisce il risultato economico ma non c’è stata uscita. Il flusso di cassa va aumentato del valore dell’accantonamento.
- Utilizzo fondo spese → c’è stata un’uscita che non si vede a CE ma nella diminuzione del fondo, che ha comportato un costo. Va diminuito il flusso di cassa.
- Svalutazione partecipazioni → è un costo non monetario, diminuisce l’utile ma non c’è stata uscita di denaro quindi va aggiunto.
Entrate di denaro → vendita in contanti, incasso crediti commerciali, ottenimento nuovi finanziamenti, rimborso crediti finanziamento, cessione fattori a fecondità ripetuta (in contanti).
Uscite di denaro → acquisti in contanti, pagamento debiti commerciali, rimborso finanziamenti, concessione crediti di finanziamento, acquisto fattori fecondità ripetuta (in contanti).
Si parte da vendite e crediti iniziali e si ricostruiscono gli incassi.
Si parte da acquisti e debiti iniziali e si ricostruiscono i pagamenti.
OIC 10 aspetti formali
- Forma di presentazione scalare.
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- Struttura rigida → l’OIC non da gradi di libertà nella forma. Per la comunicazione esterna (bilancio) deve rispettare questo standard. Per altre finalità invece si può strutturare anche con forme diverse.
- Vietati i compensi di partite.
- Obbligo di indicare i valori relativi all’esercizio precedente → con eventuale adattamento per favorire comparabilità.
- Dettaglio delle disponibilità liquide.
- Flussi particolari → poste in valuta, interessi, dividendi…
Aree gestionali del rendiconto
Operativa → operazioni connesse all’acquisizione, produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi + altre operazioni non comprese nelle aree seguenti (es: incasso dividendi).
Investimento → operazioni di acquisto e di vendita di immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie e non immobilizzate (concetto di free cash flow).
Finanziamento → operazioni di ottenimento e restituzione delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio e di debito.
Flussi attività operativa + flussi investimento + flussi finanziamento = incremento/decremento disponibilità liquide.
Dividere in aree ci dà modo di capire da dove vengono i flussi in entrata e in uscita.
Esempio
Cash flow operativo = flusso di cassa operativo.
Net income = risultato netto, reddito netto.
Free cash flow = flusso di cassa al netto degli investimenti necessari per mantenere la situazione operativa al livello in cui ci troviamo. Se non si fanno investimenti, questo FCF va a ridursi.
Cash flow operativo e net income hanno lo stesso andamento. Perché il cash flow operativo è più alto?
Perché il net income è abbassato dalla presenza di ammortamenti, che sono costi che riducono il net income ma il cash flow operativo non è toccato. L’ammortamento è costante per la vita utile dell’immobilizzazione, quindi l’andamento delle curve è simile.
La distanza è anche dovuta alla variazione di capitale circolante netto (crediti commerciali – debiti commerciali). È plausibile che questa differenza sia costante, ecco perché le due curve hanno stesso andamento. Per vedere in che senso agisce (se ho più crediti o debiti) lo vedo se la distanza è maggiore o minore del valore dell’ammortamento.
La situazione è plausibile in un’azienda che svolge l’attività in una condizione di stabilità.
Il FCF 1 segue l’andamento del net income fino al 2021 → si sta investendo esattamente il valore della differenza rappresentata dall’ammortamento, tra net income e cash flow ope
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