LEZIONI DI ANTROPOLOGIA DELLE RELIGIONI (FINO AL 22
OTTOBRE)
LEZIONE ANTROPOLOGIA DELLE RELIGIONI 1° OTTOBRE 2025
Sono noti dei luoghi di culto condivisi che determinano un pluralismo, dovuto
soprattutto alle migrazioni
Chi scrive di orientalismo? Edward Said nel 1978, dove ritroviamo alcune
caratteristiche associate a diversi culti
Vediamo che cos’è la religione? Mettiamoci d’accordo su quale sia la
definizione: La religione può essere qualcosa di questo tipo; quindi, può
essere legata a queste tre domande:
La religione può essere l’oppio dei popoli, lo dice Marx nel Capitale
La religione oggi può essere una secolarizzazione e ritrazione di
sé stessa, un arretramento della religione stessa, quindi un
arretramento oggi e ritrazione del sacro, se pensiamo alla religione
come ad una categoria ontologica, cosa diciamo? Oggi molti non
credono più con dissensi e approvazioni, però c’è l’idea che esisteva
un mondo antico pieno di credenti e adesso nel mondo
contemporaneo di miscredenti e di atei e qualcuno dice per fortuna.
La secolarizzazione è questa idea che il mondo diventi più libero
dalla religione, soprattutto che ci sia una separazione tra le istituzioni
e le religioni. Ad un certo punto è nata un’ossessione nello scrivere le
Costituzioni dove l’Italia è un paese laico, quindi l’idea che la religione
sia un relitto culturale.
Avete mai sentito parlare di un punto di vista antropologico o storico? Un
relitto? Immaginiamo una barca sotto l’oceano, un qualcosa di vecchio,
sprofondato e abbandonato, quindi si indebolisce.
Relitto culturale, come sopravvivenza (diceva qualche
antropologo come Breditch e De Martino), qualcosa che rimane
che resta, però cambiando di significando, sopravvive perdendo
quell’aura di sacralità
Es. Natale: non ci importa più delle figure sacre (Gesù bambino
ecc…), ma comunque celebriamo secondo le tradizioni; quindi,
il pranzo di Natale e la cena della Vigilia di Natale
La secolarizzazione la ritrazione del sacro, quindi immaginare che la
religione sia qualcosa del passato e sia legata a delle pratiche non più
attuale, e di come i monoteismi mostrino le loro crepe con le rivendicazioni
di genere o alle identità di genere; quindi, l’oppio dei popoli perché la
religione ha rischiato di annebbiare la mente della società, piuttosto che
mostrare delle problematiche che se oggi percepiamo, non vuol dire che
siano nate oggi.
Teniamo presente il concetto di struttura e sovrastruttura in Marx, infatti,
inserisce la religione in questa categoria, considerando un concetto al
servizio della struttura economica. Tuttavia, ci sono delle correnti
dell’antropologia marxista, presente soprattutto in Francia, vediamo
come Claude Meillassoux, che inserisce la religione nella struttura, se io
voglio studiare il Mezzogiorno dell’Italia negli anni 50 come ha fatto De
Martino, io posso dire che quella è solo sovrastruttura? Lo posso dire se mi
fermo ad un marxismo dogmatico, ma se io vedo come funziona la struttura
sociale di una comunità in cui le relazioni e i vincoli di solidarietà sono forti
a livello locale, posso considerare la religione non parte della struttura?
Questo diceva Meillassoux che insieme ad altri è riuscito nel tentativo
attraverso degli studi e delle analisi, anche riuscite, che la religione è
struttura.
Una cosa che si spiega in un corso base di antropologia è che la religione ha
un ruolo integrativo e protettivo.
Protettivo è un aggettivo chiaro, in nessun modo significa svilire il
credente, perché l’essere umano ha bisogno di protezione da parte di
qualche istituto sociale
Integrativo, significa dare coerenza al mio sistema di pensiero e a ciò in
cui credo, questo la religione lo fa, ma non solo questa come anche la
filosofia marxista o più banalmente una squadra di calcio.
Es. Papa Francesco e le dichiarazioni sull’aborto
Medici che praticano aborto sono dei sicari, non è u messaggio solo
religioso oppure anche politico. L’errore di guardare alla religione come
qualcosa distante e separata da altre questioni. La religione ha un campo
ontologico in cui non c’è intersezione con altri campi ontologici allora
ragiono sull’ “o o”. Questa è una nostra ossessione su come funziona il
pensiero, il nostro sistema cognitivo ragiona per opposizioni, non per
contatto ordinario tutto dentro una relazione tra opposti. Strusse chiese
come fece a capire se il cibo fosse cotto? Devo fare l’opposto come
l’altezza, sono dei limiti artificiali ma esistono gli opposti, il nostro
cervello ragiona per opposti, ma non ragiona SOLO per opposizioni.
L’errore è pensare che la religione abbia un campo definito che non
intersechi altro, ma non è colpa della nostra stupidità, è come con
l’orientalismo a forza di rappresentarci come razionali, nella costruzione
europea, perché con il colonialismo che non avrebbe potuto legittimarsi se
non con una razionalità e superiorità. Con queste premesse diventa più
chiaro che la religione deve essere qualcosa che non c’entra con la politica,
sono quindi gli islamici che fanno un tutt’uno di politica religiosa, noi no, noi
siamo uno Stato laico (tono ironico). Nella nostra concezione il potere
politico deve essere separato da quello religioso, come invece non fanno le
culture orientali. Ma è proprio così? Voglio dire che guadare a quel
messaggio come “o questo o quest’altro” significa concepire la religione
non ha altri punti di contatto con altre categorie e questa visione che
abbiamo introiettato ci serve per percepirci razionali. La religione deve
dirmi che cosa possa fare, come il marxismo e altre forme simili, devono
dare quei messaggi tutto sommato. Cosa che non avviene in Iran.
Es. funerali di Charlie Kirk => Figura del martire
Proprio per come è stata presentata voleva veicolare un messaggio, quella
grande croce, la foto scelta in un certo modo e il modo in cui si è svolto
l’evento è quasi paragonabile alla morte di Gesù Cristo o comunque un
santo, diventato martire con le folle che pregano e si disperano per lui, con
il Presidente che fa gli onori alla commemorazione, come anche i commenti
fatti dalla nostra Presidente del Consiglio sulla Flottia e i funerali di Kirk.
Tutto questo lo rende un martire agli occhi del mondo. Un motivo per cui i
martiri rimangono nella storia è proprio perché si danno al martirio, danno
la vita e fa parte di quel rapporto di reciprocità. Loro non danno la loro vita
per nulla. Nessuno si fa esplodere in aria per nulla e lo vediamo alle
interviste fatte ai terroristi.
Tutto quello che indossiamo e come vengono presentate le cose,
soprattutto a livello di simboli scari ha un significato, ad esempio, la vostra
compagna porta la croce ed è per farla vedere (non in senso materialistico),
ma perché (spero per lei) che ha un significato, un valore simbolico che
anche indirettamente porta avanti un retaggio anche in maniera indiretta
=> veicola un messaggio di chi siamo
Es. Immagine della Mecca e della Caba
Associazione con l’immagine di Ghali che prega con dei vestiti tradizionali,
anche questa immagine parla => L’abito fa il monaco proprio perché già si
veicola un messaggio
Ripetiamo che l’errore è considerare la religione mittente scevra e
separata da altri rami mittenti. È possibile pensare alla religione come
qualcosa che non c’entra con la morale o l’etica, pensiamo alla questione
dell’aborto.
Marx diceva che il conflitto è alla base dell’evoluzione della storia, poi
purtroppo il proletario ha attuato una società senza classi, credere che
esista una coerenza nell’umanità fa parte di quella esigenza di percepirci
razionali, che è un bisogno non la realtà. Ed è qui il nodo, scandagliare le
infinite possibilità di creatività umana per cui la strumentalizzazione è uno
dei tanti modi possibili in cui il simbolo si trasforma da un punto di vista
semantico.
Immagine di Salvini che baci il rosario parlando di affondare i barconi
In questo caso c’è stata una ribellione da parte di alcuni cattolici perché non
concordi con le idee di Salvini, sia dalla parte della popolazione, ma anche il
clero. Invece, altri cattolici si rispecchiano in quelle sue dichiarazioni e nei
suoi gesti, però penando che io devo andare a scavare il vero cattolico è
folle, perché vuol dire che io sto escludendo arbitrariamente da ricercatore
e lo considero meno degno, e questo ci porta ad un paradosso, lo stesso di
quello di respingere i barconi, quindi non è così scontato.
Questo simbolo in basso che cos’è?
In simbolo della Democrazia Cristiana (DC), un partito che ha governato per
51anni, nonostante ricordiamo l’Italia sia per definizione un paese laico.
Non si chiama Democrazia Laica, ma Democrazia Cristiana. Inoltre, è stato
l’unico partito ad avere un consenso forte, c’erano dentro i comunisti, i
cattolici, i cattolici razzisti e con ideologie radicali che poi saranno finiti
adesso nelle destre come Fratelli d’Italia.
Salvini bacia il rosario mentre fa i nomi dei patroni di Europa, San Benedetto
da Norcia, Santa Teresa ecc… qui non è solo baciare il rosario e fare i nomi
dei patroni, perché questo gesto? Non è per ricordare solo i nomi dei patroni
avendo l’Europa una storia recente, ma serve per mettere insieme e dare
voce a tutti facendo riferimento anche ai patroni cari in altri paesi, come la
Svezia e la zona mediorientale.
Io credo che il tema del sacro non muoia ma pervada il civile, ad esempio
un atleta quando vince la medagli bacia la medaglia e la bandiera, in
questo senso non credo che di diverso per il sacro, non credo che sia la
religione a scomparire, ma a trasformarsi e a modificarsi con nuove forme,
perché uno dei punti importanti è non guardare tutto quello che
osserviamo come se fosse statico, e questa è una nostra abitudine che
ci porta a pensare che quello che è statico è normale, noi non possiamo
fermare il tempo, quindi tutto è soggetto a cambiamento, che nella natura
umana e nelle cose è una costante. Le religioni non fanno eccezioni a
questo cambiamento, non esiste una religione che è uguale a quando è
nata, ma esistono dei fondamentalismi che costruiscono una versione
legata ai fondamenti enfatizzando dei momenti della storia dove in quella
religione si è costruita e non nata, perché il cristianesimo nasce in un
periodo e si sviluppa tanti anni dopo. Il fondamentalismo fa questo, quindi
la religione è un fatto sociale totale, è una categoria di uno studioso
che è Marcel Mauss tra fine 800 e primo decennio del secolo scorso (900)
esistono dei temi che sono pervasivi di tutta la vita umana, questo è un
fatto sociale totale.
Esempio del matrimonio in chiesa, proprio perché lo si fa “perché si fa così”
in modo ingenuo che alimenta questa teoria, e perché si fa questo, perché
non credo nella oggettivazione, non credo che noi siamo vittime passive del
mondo o qualcun altro, io credo che noi siamo sempre soggetti e che anche
il vanto è un soggetto. Si ha sempre modo di scegliere in tutte le categorie
anche in quelle sociali, bisogna rendersene conto.
Durkheim (maestro di Mauss) sosteneva che c’eran due tipi di coscienza
collettiva: prima dice che abbiamo una coscienza collettiva e che in realtà
non siamo veramente liberi di scegliere, poi dice che la solidarietà che si
crea in un gruppo può essere meccanica o organica: meccanica quando si
va in chiesa perché mi faccio vedere, meccanicamente vado al compleanno
di un parente perché, se non ci vado ci rimangono male, però si può
scegliere quindi che voglio dire che:
la società a solidarietà meccanica: le persone si conformano
alle tradizioni e le norme collettive prevalgono
sulla coscienza individuale. Queste società si basano su legami
di parentela e un forte controllo sociale.
Società a solidarietà organica: le persone sono più
individualiste e differenziate.
La religione la tratteremo come elemento contemporaneo e non
passato, ma con legami con un mondo scomparso, come tutte le cose,
pensate alla banalità del marketing di mettere insieme innovazione e
tradizione, cosa che gli esseri umani fanno sempre, il legame con
l’autenticità che non ha valore euristico in antropologia, per me l’autenticità
non esiste, ma esiste la costruzione dell’autenticità (es. dell’amatriciana), a
noi interessa l’idea dell’autenticità e l’idea di purezza. Le religioni sono
dinamiche, come abbiamo visto anche il mutare il parere di papa Francesco,
perché niente è immutato. Che cosa persiste? Alcune cose persistono come
il simbolo della croce.
Cos’è il sincretismo? Commistione tra varie religioni, odiati dai
fondamentalisti, ma in verità il sincretismo è un modo presente in tutte le
religioni, perché si trasformano anche per mezzo di altri. I culti del mondo
antico ci fanno vedere bene che il sincretismo è un processo con il quale le
religioni crescono (es. Africa del nord e il mondo ex coloniale,
riappropriandosi della propria religione, ma con un’imposizione esterna
durata per decenni).
Presente secolarizzato e passato incantato
Le religioni sono trasformative e non sono svincolate dalla politica, guardate
nel mondo ex sovietico dove le religioni si sono riappropriate di certi spazi
pubblici; quindi, è vero che in certi momenti storici c’è stato un modo
sottrarsi da parte della religione allo spazio pubblico.
La religione è anche parte politica, è un fatto, proprio perché c’è uno stato
come quello del Vaticano e tante altre istituzioni clericali. Pensiamo ad un
passato incantato con un’immagine del mondo antico, pensando che fosse
pieno di creduloni che nella religione trovavano conforto, come facciamo a
saperlo, attraverso quali fonti? Tisbur (?) lo fa in modo serio e scopre un
cattolicesimo permeato dalla magia, con la controriforma dei gesuiti che
diventano il braccio armato che vanno a cristianizzare il sud Italia,
considerano quelle persone peggio dei nativi americani ed è da lì che
scopriamo i santi, il fatto che esistono queste testimoniane accettate dalla
Chiesa con elementi di magia come gli occhi di Santa Lucia, fa comprendere
la capacità pragmatica delle religioni di negoziare. Questo nei diari dei
gesuiti in sud Italia lo scrivono, infatti, all’inizio cercano di sradicare queste
ideologie, ma non ci sono riusciti, così collegano le figure presenti nel loro
credo con quello cristiano come quella della Madonna presente in diverse
religioni o culti ma con nomi differenti; quindi, per farselo andare bene
hanno accettato questa negoziazione.
Vedere come la materia dà senso ad una religione e quindi la religione non
come categoria astratta e dunque come definire una religione di questo
tipo.
L’autorità delle religioni e come agisce nell’educazione dei corpi, dove non
ci sono corpi indisciplinati in antropologia, ma solo corpi DIVERSAMENTE
disciplinati. Vedremo come la violenza è connaturata con le religioni, perché
la religione nasce con la violenza.
Caso di studio di Mariano di Tunisia, pensare che esiste una processione
della Madonna in Tunisia fa strano, inoltre, con matrice siciliana. È il culto
contaminato frequentato da diversi cattolici, atei e di altri culti che
frequentano i sanctorum, ci sono anche dei non tunisini cattolici e tanti altri.
Abbiamo una forte migrazione sub-sahariana e italiana e la matrice del
culto è di matrice siciliana. Questo culto mariano nasce con la migrazione
siciliana nelle coste africane e si celebra il 15 agosto. Frequentano la
processione italiani cattolici, atei, tunisini mussulmani e tunisini cattolici;
quindi, la figura della Madonna di trapani è un simbolo religioso e politico,
perché la madonna nello spazio pubblico diventa diritto delle minoranze
nello spazio pubblico.
Magia come elemento contemporaneo e non qualcosa di relitto di un mondo
antico, come si crea la categoria magia, con la discriminazione coniando poi
il termine strega.
Tema degli spazi urbani e naturali, virtuali e come la globalizzazione
contribuisce a riconfigurazione religiose, infatti, molte religioni nascono con
la globalizzazione tra gli anni 60/70/80. La globalizzazione crea un’enfasi
di movimenti localistici che rafforzano le identità locali, anche da un punto
di vista culinario sono conosciute e enfatizzate grazie alla globalizzazione,
proprio come fa con la religione => turismo religioso come fenomeno
importante, che permette scambi e trasformazioni con confini plastici tra il
religioso e il non religioso. Religione iperpresente e parla all’apparenza con
quello che sembra inconciliabile con la ragione
Troviamo la contraddizione di baciare il rosario ed essere razzisti, la
contraddizione permea nelle vite dei gruppi umani, come ha detto
Rousseau=> un giorno un uomo ha recitato un pezzo di terra e lo ha
proclamato come suo, il problema non sta in quell’uomo, ma a chi gli ha
creduto. Quindi è a livello di collettività che questi temi dobbiamo leggerli.
LEZIONE 8 OTTOBRE 2025 ANTROPOLOGIA DELLE RELIGIONI
Abbiamo visto come l'oggetto non è un oggetto, nel senso che è qualcosa di inerme
e inerte che viene utilizzato, ma può avere un potere. Quindi vediamo alcune
prospettive che pone Ugo Fabietti nel suo documento. Intanto, dalle immagini che
abbiamo
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