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Storia del diritto europeo

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06.05 Storia del diritto europeo

Il primo degli esponenti dell’indirizzo di pensiero che ha condizionato il pensiero giuridico europeo. Ugo Grozio, figura nata e vissuta in area fiamminga, area in età moderna particolarmente sensibili, che rientrarono nella sua riflessione.

Ugo Grozio

Ugo Grozio: origini fiamminghe.

Slide con contenuti importanti.

De jure belli ac pacis societatis.

Grozio parte da una posizione ottimistica circa la natura umana: appetitus.

Il diritto è un sistema che permette di garantire la pace fra consociati, astrattezza e generalità del diritto.

Separazione fatto/diritto → carattere di autoevidenti.

I principi della legge naturale sono tratti dalla natura dell'uomo e sono.

Le regole prima del diritto naturale sono tre:

  • Pacta sunt servanda;
  • Non bisogna arrecare danno agli altri (risarcimento);
  • Dare a ciascuno il suo ed eventualmente restituire quanto sottratto.

Giustizia = applicazione corretta delle regole.

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Appetitus societatis → istinto primordiale dell’uomo che riscontra attraverso l’osservazione, e porta in Grozio una visione ottimistica della natura umana, al punto che è ciò che spinge in modo determinante la comunità a cercare una forma di convivenza che sia regola per scongiurare conflitti e guerre, cosa in cui si cadrebbe se si dovesse vivere in uno stato di natura.

Principi della legge naturale → principi tratti attraverso la ragione umana dalla natura dell’uomo.

  • Pacta sunt servanda; principio di origine ciceroniana, teorizzato nel De officiis, per il necessario rispetto dei patti assunti.
  • Non bisogna arrecare danno agli altri (risarcimento);
  • Dare a ciascuno il suo ed eventualmente restituire quanto sottratto.

Applicando questi principi la giustizia è raggiunta, perché applicati i ricopi si arriva ad una formazione delle leggi naturali. Devono essere applicati in modo retto, utilizzando tecniche che desumono regole e dettaglio, e inquadrare la fattispecie concreta in fattispecie astratte che il diritto identifica.

Solo in questo modo, applicando le regole utilizzando strumenti della ragione ricondotti alla logica deduttiva, si perviene alla giustizia.

Thomas Hobbes

La concezione assolutistica di Thomas Hobbes (1588-1679)

Il leviatano.

Thomas Hobbes parte da una posizione di pessimismo circa la natura umana. Per superare i pericoli dello stato di natura, gli uomini decidono di depositare tutti i propri diritti naturali nelle mani del principe, affinché queste cure il bene comune e la felicità individuale.

Il principe non incontra alcun limite nel governare, se non quello di governare razionalmente, cioè in conformità agli scopi per i quali gli individui gli hanno conferito i propri diritti.

Il limite della razionalità differenza questo legittimo potere assoluto da quello dispotico ed arbitrario di un tiranno.

Una volta istituito lo Stato, legislatore, esso diventa l'unico ed il diritto naturale non può trovare alcun posto nell'ordinamento.

Right = law.

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Hobbes nasce nel 1588, muore nel 1679, il suo percorso di vita si sovrappone a quello di Grozio. Nasce in Inghilterra, con un’esperienza di vita diversa da Grozio.

Gli aspetti essenziali di Hobbes, che vanno ad inquadrare il pensiero verso le teorizzazioni.

È inglese, ed è vissuto nell’epoca degli Stuart, sostenitori principali dell’assolutismo in Inghilterra. Hobbes è schierato per l’assolutismo, epoca dove si afferma un forte assolutismo in Inghilterra; forma di manifestazione del potere di governo che permette di garantire la pace e il controllo della conflittualità.

Anche in Hobbes, partendo dal pensiero politico, vi è un’attenzione verso l’obiettivo della pace, quindi l’obiettivo di instaurare una forma statuale in grado di raggiungere la pace ed evitare i conflitti è molto vivo e presente negli scritti di Hobbes, e identifica l’assolutismo come regio, strumento idoneo per raggiungere la pace.

Nei suoi scritti troviamo idee di fastidio nell’intromissione della religione nella politica.

Esigenza di separazione politica-fede, e con l’obiettivo di scientificizzare la politica in modo che non sia inquinata da elementi religiosi.

Hobbes sposa in pieno il modello cartesiano galileiano, per lui la verità di una conclusione o di un ragionamento è il prodotto di un ragionamento corretto per applicazione di regole delle scienze esatte. Conosce sia Galileo che Cartesio.

Da intellettuale costruisce per il diritto un modello che trae strumenti dalle scienze esatte, un modello che possa servire a elaborare un sistema giuridico più ragionale. Intento di un modello pratico che il sovrano possa utilizzarlo.

Importante teorico con occhio attento all’aspetto pratico, alle ricadute concrete del suo pensiero; perché immagina possa poi il suo modello divenire pratico da garantire una convivenza sociale.

La posizione di Hobbes rispetto a quella di Grozio, è molto più lontana dalla morale, atteggiamento estremamente laico e scientifico, separa il diritto dalla morale, dalla religione, cosa che avviene anche con Grozio, ma qui è più forte.

Scrisse vari trattati per la storia del pensiero giuridico e filosofico europeo, e tra i più importanti vi è Elements of law, e il Leviatano.

Il Leviatano, opera che contiene le sue riflessioni al temi del diritto naturale, contratto sociale, e tutti quelli aspetti che si identificano comuni alla riflessione del giusnaturalismo moderno.

Differenza essenziale rispetto a Grozio: diritto e morale, tra poi vi è un altra differenza, che svilupperà un contratto sociale molto diverso rispetto a Grozio.

Hobbes parte da una posizione pessimistica rispetto alla natura umana, uomo molto individualista rispetto alla natura, natura che lo rende nemico di ogni altro uomo. Omo omni lupus: ciascuno è nemico di ogni altro.

Grozio la vedeva una posizione ottimistica dell’uomo-natura, quindi uomo dotato alla convivenza, desideroso di socialità.

Perché allora gli uomini devono mettersi in comunità?

Per Grozio era un istinto innato a convivere, e dalla convivenza possono emergere conflittualità, e lui dice che si regolano con il contratto sociale che le eviterà.

Per Hobbes la decisione di riunirsi e organizzare è opportunistica, cioè ciascun uomo acquisisce la consapevolezza per superare i pericoli dello stato di natura. Ciascuno è portato a vivere nell’individualità, benché lo stato di natura di ogni uomo potrebbe trovarsi a vivere, pericoli, difficoltà, elementi naturali da superare, l’elemento in organizzazione in comunità opportunisticamente serve per superare gli stessi pericoli, si aggregano per sopravvivere.

Qual’è lo strumento per aggregarsi?

Contratto sociale, sia per Grozio che per Hobbes.

Ma vi saranno differenze importanti.

Grozio: accordo tra tutti i consociati i quali costituiscono una società civile, formano uno stato e conferiscono poteri al capo dello stato, il quale è incaricato a perseguire la pace regolando la convivenza. I singoli consociati conferiscono parzialmente i propri diritti naturali, quello per il quale è richiesto un intervento ai fini della convivenza.

Il sovrano partecipa al contratto sociale.

Una parte e vengono conferiti dei diritti naturali.

Hobbes: gli individui sono costretti a coalizzarsi per affrontare con più forza i pericoli dello stato di natura e per stipulare l’accordo necessario ai fini del passaggio dello stato civile, cedono tutti i diritti naturali che andranno in mano al sovrano e questo soggetto è un soggetto terzo e estraneo al contratto sociale. Contratto tra consociati, e i consociati cedono tutti i diritti ad un soggetto terzo, sovrano, leviathan, capo dello stato.

Il sovrano non partecipa al contratto sociale.

Attraverso il Leviatano vengono conferiti tutti i diritti naturali.

Sovrano assoluto.

Nel leviathan: ripropone il suo sostegno da intellettuale all’assolutismo della monarchia inglese, teorizza un assolutismo.

La figura del sovrano pare quasi pericolosa, quasi un tiranno, idonea a sostenere una monarchia assoluta e avallare una piramide, ma per Hobbes, la figura del sovrano viene costruita da Hobbes come razionale, guidata dalla razionalità nella sua attività di governo.

Non lo autorizza a governare in modo tirannico o arbitrario, ma secondo ragione, cioè governando conformemente agli scopi per il quale i consociati hanno posto nelle sue mani i loro diritti.

Agire razionale, per il conseguimento degli scopi del contratto sociale.

Sovrano razionale → unico limite dato da Hobbes.

Obiettivo contratto sociale: costituire uno stato e società civile dove sia garantita la pace, felicità individuale e bene comune. Sia per Grozio che per Hobbes. Obiettivo che tende il sovrano.

Teorie poi manipolate per giustificare forme di governo dall’assolutismo passanti alla piramide. Facili strumentalizzazioni nell’Europa concreta.

Nel leviathan, il leviatano: opera di Hobbes, teorie di Hobbes, costruzione di ciò che è diritto nel contesto della società civile che ha configurato mediante contratto sociale in cui domina la figura di un sovrano al quale vengono ceduti tutti i diritti naturali.

Che accade se lo stato ha tutti i diritti naturali e l’individuo nulla?

Per Hobbes, lo stato diventa l’unico legislatore, l’unico soggetto che possa regolare, definire, disciplinare i diritti degli individui, perché gli unici diritti esistenti sono quelli che lo stato riconosce.

I diritti naturali diventano legge, si passa dai diritti di natura alle leggi che sono l’unico diritto esistente dello stato civile. Nello stato civile non c’è posto per il diritto naturale, ma c’è solo la legge, il diritto coincide con la legge. Legge positiva.

Non esistono diritti naturali, ma solo la legge positiva.

Elemento che condizionerà le codificazione poi le teorie gius-positivistiche, non c’è nulla al di fuori delle leggi positive.

Per Ugo Grozio, gli individui cedono una parte di diritti naturali, e solo una parte di essi viene trasformata in diritto come legge, l’atra parte resta agli individui come diritti naturali.

La terza figura che analizzeremo, contrapposta all’ideale di Hobbes, giusnaturalismo che attraverso il contratto sociale legittima l’assolutismo, è la figura di John Locke.

La concezione democratica di John Locke

John Locke (1632-1704)

John Locke ritiene che la costituzione dello Stato non faccia venir meno i diritti di cui gli individui dispongono nello stato di natura, in quanto lo stato deve solo garantire una migliore amministrazione dei diritti naturali, sostituendo all’autodifesa ed alla vendetta privata dei singoli, la tutela di un’autorità pubblica.

Il sovrano dunque, non è la fonte del diritto naturale, né di diritti individuali che da esso discendono, ed è limitato nell’esercizio del potere, dall’obbligo di rispettare i diritti del singolo cittadino.

Diritto di resistenza.

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Forte impatto nel 700 sulle teorie costituzionaliste.

Teorie del diritto naturale portano ad esiti democratici, stato “leggero” che poco interviene nella vita dei consociati.

Origini inglesi, nato nel 1632, morto nel 1704, figura la quale è stata fatta risalire una visione dello stato democratica, opposta alla figura di Hobbes, mentre quella di Grozio era intermedia.

È vissuto in un contesto inglese che andava significativamente mutando, posizione non a sostegno della monarchia assoluta.

Parte dall’idea che la costituzione dello stato non fa venir meno i diritti che i singoli individui dispongono nello stato di natura.

Secondo Locke lo stato ha un ruolo limitato, non interviene o interferisce nei rapporti con gli individui, non si occupa di far propri i diritti naturali per far propri l’unico legislatore, ma uno stato che sussiste, con un contratto sociale, con uno scopo ristretto, limitato, quello di garantire una migliore amministrazione dei diritti naturali.

Una concepisce il passaggio allo stato civile meno traumatico rispetto Grozio o Hobbes, non c’è nessuna cessione dei diritti naturali; lo stato ha il compito di intervenire quando si creano difficoltà nell’amministrare i diritti naturali, o conflittualità, cioè quando si rende necessario l’intervento terzo estraneo di un’autorità pubblica.

Si verifica ciò quando gli individui ricorrono all’autodifesa e alla vendetta privata, quindi ha una funzione limitata che i sudditi si facciano giustizia da sé. Per tutti gli altri rapporti, lo stato non si inserisce.

Il sovrano per Locke non assume il ruolo né di fonte di diritto naturale, né di fonte di esclusiva della legge, e l’esercizio del suo potere è molto limitato, obbliga e c’è un obbligo di base che l’agire del sovrano, che è quello di rispettare i diritti dei singoli cittadini.

Interviene solo ove è necessario.

No figura pervasiva e la sua volontà non è autonoma rispetto ai soggetti, ma frutto della volontà dei singoli individui.

Interviene per risolvere i problemi legati all’amm.ne dei diritti naturali di ciascuno mantenuti nello stato civile, configura secondo Locke una teoria importante, il diritto di resistenza, nei confronti dell’autorità pubblica. Nel momento in cui il sovrano e lo stato oltrepassi i poteri limitati delegati, garantire la migliore amministrazione dei diritti naturali, ciascun individuo può opporsi e resistere all’autorità pubblica.

Figura Locke opposta a Hobbes.

Alcuni esponenti del gius-naturalismo moderno

3 figure che ci hanno consentito di calare nel contesto più concreto di trovare attraverso degli esempi concreti come gli aspetti di avvio si siano sviluppati diversamente.

Ritornano più costantemente degli elementi, ad esempio la riflessione dintorno al diritto naturale, contratto sociale e l’elemento del fondamentale anche verso il 700 e rivoluzione.

Qual’è stato il contributo di questi tre alla storia delle idee giuridiche e politiche?

Ci sono alcuni elementi fondamentali che hanno lasciato un pensiero indelebile.

3 elementi fondamentali per la futura evoluzione del pensiero giuridico europeo:

  • Teoria dei diritti soggettivi;
  • Volontarismo;
  • Scientificizzazione del diritto.

Sono tre elementi che restano a condizionare il pensiero giuridico anche dopo il gius-naturalismo.

Teoria dei diritti soggettivi

Teoria dei diritti soggettivi → slide: la nozione di diritto soggettivo appare indispensabile alla moderna dogmatica giuridica. Ma anch’essa, lungi dall’essere una nozione universale ed eterna, è il frutto di una elaborazione progressiva, che si perfeziona con i giusnaturalisti individualistici.

Il diritto soggettivo è il potere della volontà del soggetto di agire per soddisfare il proprio interesse, istinti, protetto dall’ordinamento giuridico.

Nelle concezioni del giusnaturalismo razionalista, i diritti soggettivi sono quelli attribuiti dalla natura a ciascun uomo, il quale è libero di agire per realizzarli.

Diritto soggettivo, pilastro del diritto, nato ed elaborato nel corso del pensiero giuridico in tempi recenti, si perfeziona solo con il gius-naturalismo 1600/1700.

I diritti soggettivi sono la libera espressione degli istinti, impulsi dell’uomo propri e assume un valore giuridico solamente intanto in quanto è protetta dall’ordinamento giuridico.

Pone il rapporto inscindibile e necessario, il soggetto e la volontà, volontà animata dall’istinto, e quello che ora chiamiamo diritto oggettivo, ord. giu, leggi, disposizioni normative.

Si fa strada nell’ambito del gius-naturalismo moderno e pone un rapporto indissolubile la volontà e gli istinti del soggetto con le regole, poste nell’ambito dell’ordinamento giuridico.

Il diritto soggettivo è ciò che di fatto l’ordinamento riconosce e attribuisce per realizzare la propria identità, personalità, istinti e desideri.

Se si parla d’agire per soddisfare i propri interessi si parla solo dei poteri della volontà del soggetto, diritto naturale.

Si parla di diritto soggettivo in quanto esiste un riconoscimento da parte dell’ordinamento giuridico.

Diritto soggettivo non può esistere se non c’è il diritto oggettivo, riconosciuto e protetto dall’ordinamento giuridico e lo protegge attraverso leggi e norme.

Se ritiene necessaria la tutela dello stato in un determinato diritto, e protetto questo è diritto soggettivo.

Esempio: proprietà ho un diritto.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.baffelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Fusar Poli Elisabetta.
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