Geografia: cos'è la geografia?
La geografia umana si occupa di luoghi tra esseri umani e l’ambiente che li circonda: si basa su una prospettiva relazionale tra l’uomo e il mondo. La geografia nel corso della storia si è data una cornice di pensiero/riflessione/metodologia che incentra la propria attenzione sul rapporto uomo/ambiente.
Il significato di avere il proprio spazio nel mondo
Corrispondere alla propria inclinazione relazionale, sentirsi valorizzato secondo la propria natura e quindi svolgere le attività che si ritengono più consone per la propria persona. Questo concetto è profondamente geografico: la localizzazione ci dice esattamente che una persona ha compiuto delle scelte in virtù di una volontà, di un obiettivo e sulla base di un’esperienza pregressa (es: passo tempo con i bambini e voglio contribuire alla loro formazione).
I luoghi e la loro intersecazione
I luoghi rappresentano anche gli spazi di intersecazione delle esistenze, delle volontà espresse attraverso le azioni: il luogo assume un senso specifico nel momento in cui viene vissuto dalle persone (può esserlo anche una casa, per una persona, ma specialmente quando c’è un incontro tra persone/esistenze, come l’università).
Geografia e storia
Aver fatto delle scelte nella vita, che portano ad avere uno spazio nel mondo, include anche la storia, l’esperienza che porta a prendere una determinata decisione. I luoghi conservano una dimensione cronologica-storica incancellabile. Storia e geografia sono la stessa cosa, attengono alla dimensione esistenziale degli individui: sono due facce della stessa medaglia, due dimensioni attraverso cui si esplica la vita, due modalità che si intersecano perfettamente e a volte vanno anche a coincidere, nel senso che gli eventi storici avvengono in delle date precise ma anche in dei luoghi precisi, hanno una localizzazione che non è mai casuale. Es: Concilio di Trento: Papa Paolo III in risposta alla riforma protestante e alle lettere di M. Lutero contro la corruzione della Chiesa. Viene fatto in una città precisa, Trento, perché perfettamente interna alla Chiesa cattolica e geograficamente era punto intermedio tra Roma e la Germania nella storia ci sono elementi geografici che sono ineludibili. La storia è comprensibile in maniera molto più profonda se si considerano gli aspetti geografici.
Il metaverso
Il metaverso NON è elemento geografico, spazi virtuali e mancanza di parte storica, inoltre viene a mancare la parte di condivisione degli spazi. Chi stabilisce che siano riproduzioni fedeli? Che sia immersiva? A prescindere che sia basato su cose vere?
Concetto di scambio
È essenziale per arricchirsi, non c’è una visione unica. La ricerca universitaria ha come obiettivo la ricerca di verità, non assolute, ma sulla base delle domande: sulla scorta delle domande emergono delle risposte che sono parziali. Non esistono scienze poiché anch’esse vanno avanti a domande, ad esperimenti, si basano sul dubbio che si esprime attraverso le domande.
Esistere e università
Esistere: ex-sistere = porsi al di fuori = vivere i luoghi attraverso i luoghi = esserci in luogo e in un tempo. L’università è una parte dove si estrinseca una parte dell’esistenza con una messa in discussione che si esplicita nel confronto, anche per mettere in crisi perché questa rappresenta un momento di passaggio, un bivio davanti a cui bisogna prendere una decisione. Università luogo adibito alla formazione del pensiero critico attraverso il meccanismo di confronto e dialogo, scambio che avviene nelle aule, nei luoghi adibiti a ciò. Università luogo dei saperi, non esistono verità assolute e dogmatiche, in cui le discipline servono ad indirizzare la formazione di una persona tenendo conto di una pluralità di voci/esperienze. Il non vivere gli spazi ci porta a una riduzione dell’esistenza, essa è tale in quanto si vivono i luoghi poiché è fatta di luoghi. In quanto esseri umani noi nasciamo in un luogo e moriamo in un luogo e la nostra traiettoria esistenziale ci porta a viverli.
Geografia e le sue domande
La geografia è la disciplina relativa agli aspetti fisici del mondo che ci pone una serie di quesiti apparentemente banali e descrittivi ma che hanno pienamente a che fare con le dimensioni esistenziali dell’uomo (quesiti di collocazione, che rispondono alla domanda dove?).
Concetto di socialità
La terra è in costante movimento, la fissità non esiste, è fittizia; ci sono dinamiche quasi immutabili, come il ciclo dell’acqua, ma la nostra esistenza non è fissa, la dinamicità dell’uomo avviene attraverso la socialità oltre che ai luoghi. L'essere umano è un essere sociale e la socialità si esprime nei luoghi ed è un aspetto così radicato nell’uomo che non può essere cancellato nemmeno da chi si estranea completamente dal mondo (eremiti: si isolano ma sviluppano il senso sociale in modo trascendentale, si isolano per stare con Dio e la socialità avviene in luoghi precisi, scelti, di culto come grotte o celle di monastero). La vita umana è movimento e incontro con l’altro, movimento continuo su se stesso e intorno al sole. La scienza come metodo si basa sulla messa in discussione delle verità acquisite precedentemente.
Geografia e istruzione
Perché la geografia è studiata meno della storia a scuola? Solo in Italia! In Francia la geografia si è perfettamente integrata all’approccio storico grazie ad alcuni esponenti che hanno saputo unire le cose in maniera immersiva. Geografi del primo ‘900 hanno compreso come sia strettamente intrinseca alla storia; la geografia che noi possiamo percepire con i nostri sensi. Luogo = multisensoriale.
Geografia e presenza umana
Ciò di cui parla la geografia è la presenza degli esseri umani sulla terra, sedimentazione storica relativa agli aspetti culturali, cioè tutta la dinamica identitaria di riconoscimento di sé e dell’altro, dell’interazione tra gli umani, la convivenza civile, il linguaggio, le norme che la società si dà e che cambiano con l’evoluzione. La geografia integra in sé aspetti storici per comprendere l’uomo e la sua presenza sul territorio.
Geo-storia secondo Fernand Braudel
Fernand Braudel: storico che scrisse sulla storia d’Europa e sul Mar Mediterraneo, trattato di geo-storia in cui si affronta un oggetto d’immagine della geografia che però è stato connessione di società nella storia. Mediterraneo come elemento unificante. Nasce in un contesto conflittuale, di guerra, in prigione: conflitto come generatore di qualcosa. Marc Bloch: rivista Les Annales in cui parla di connessione possibile e riscontrabile nella disciplina di storia e geografia. La storia ci parla delle modificazioni che avvengono nel mondo geo-storico, oltre che dei conflitti, e le trasformazioni riguardano anche il territorio stesso. Braudel non può dare una classificazione neutrale né alla storia né alla geografia: la storia è un racconto, è narrazione e descrizione del mondo che non esiste senza collocazione geografica poiché esse vanno a pari passo. Braudel vede nella storia un carattere fortemente dinamico mentre la geografia è più statica (per lui!!). Se la storia narra i fatti a partire da crisi/conflitti, la geografia risponde alla domanda ‘dove?’ che significa porsi anche altre questioni tipo ‘perché?’ come per l’esempio del Concilio di Trento. Ci si chiede perché i luoghi sono lì? E anche perché i simboli culturali e gli oggetti che fanno parte della sedimentazione culturale si trovano lì? Cambiano in base alle ideologie del tempo, all’appartenenza religiosa etc. La geografia ci racconta una complessità del mondo che corrisponde a quella degli esseri umani (quindi a livello antropico) e alla complessità del mondo e dei suoi elementi, che mutano (livello fisico/naturale).
Approccio dinamico
Deve considerare le variabili del sistema sia a livello antropico che naturale poiché cambia in una duplice maniera, sia per se stessa (fiume che continua a scorrere o che si asciuga) sia per azione umana (si costruiscono materiale per gestire l’ambiente, come per non far esondare il fiume). Olanda è un esempio di gestione territoriale che ha prodotto una forma di attività mercantile. Avanzamenti tecnologici tesi a superare i limiti che la natura offre. Internet rappresenta una tecnologia che ha portato all’annullamento di tempo e spazio, perché è tutto accelerato. Il capitalismo è un tentativo di annullamento di tempo e spazio per fini di guadagno e profitto, tramite internet (tipo Amazon).
Geografia come studio della Terra
Geografia = studio della Terra: disegno del mondo o culture che abitano il mondo. È l’unione di due concetti: scrittura della Terra, o meglio descrizione della Terra. Materia che studia il mondo e riesce a descriverlo e a studiarlo. Primo strumento: dinamica percettiva - VISUALE - osservo attraverso lo sguardo (ma anche con tutti gli altri sensi), descrizione attraverso carte geografiche: descrizione della Terra semplificata attraverso un’immagine in maniera diretta e senza filtri della percezione del cartografo; anche attraverso i testi che descrivono il mondo cercano di interpretare la realtà in maniera personale, soggettiva: descrizione testuale ci aiuta a capire il mondo dal punto di vista culturale, religioso, politico etc. La geografia è la descrizione ORDINATA della Terra, perché presuppone quel passaggio di osservazione soggettiva a una descrizione FORTEMENTE soggettiva, basata sulla concezione che il geografo ha della Terra. Avere una visione del mondo ovvero una concezione POLITICA del mondo e quindi non sarà mai neutra. Il geografo ha quindi sempre in mente una visione ordinata e la descrizione comporta la conoscenza dello spazio che deve essere ordinato tramite quest’ultima.
Geografia e complessità del mondo
Geografia come studio della complessità del mondo: è la capacità di descrivere il mondo, restituirgli un’immagine è anche lo studio della realtà mondiale nelle sue diverse forme, mantenendo come asse focale il rapporto tra l’uomo e la natura (storia dell’evoluzione umana come capacità dell’uomo di adattarsi allo spazio e alle esigenze della natura e viceversa). Studio delle differenze e delle sfaccettature che il mondo naturalmente e antropicamente ci offre; naturalmente perché fisicamente cambia e antropicamente perché può cambiare da regione a regione come da città a città.
I luoghi e la dinamica relazionale
I luoghi: è ciò che vede presente gli esseri umani, dinamica relazionale. La vita umana si svolge attraverso i luoghi nel mondo in costante movimento e la realtà mondiale si configurerà su questo movimento (es: tecnologie che permettono di spostarsi molto velocemente); sulla base di questo il mondo si configura seguendo traiettorie che sono influenzate da diversi fattori: in alcune fasi della storia la possibilità di movimento è maggiore e quindi la vita umana vede una prospettiva, oltre che politica, anche culturale (concetto di paesaggio: espressione più compiuta del modellamento umano sull’ambiente in cui la componente politica e quella culturale sono fortemente intrecciate). Il luogo è quella porzione di natura dove si addensano le attività umane, dove avviene l’interazione e si esprime la volontà umana. Secondo Tuan è spirito e personalità (luogo è unico, gli appartiene, umanizzazione del luogo ovvero dove ci sono le attività umane che sono a loro volta uniche). C’è una conoscenza profonda che include apprezzamento estetico, attraverso la vista, la localizzazione e l’attaccamento emotivo che sono derivate dai sensi; è una realtà che ha unicità di esperienza. Benedetto Croce sostiene che gli italiani non possono non definirsi cristiani, definisce quindi l’orizzonte culturale inevitabile, che ci portiamo dalla nascita e che fa parte della nostra geografia esistenziale (es delle campane che suonano): toponomastica (nomi dei luoghi) ci rimanda alla caratterizzazione dei luoghi che vengono dalle esperienze. Il paesaggio ha una fortissima componente sensoriale: coinvolge la vista, uditivo, il paesaggio olfattivo (profumo dei panifici); l’espressione del luogo fa riferimento alla localizzazione territoriale che esprime l’unicità che deriva dall’appartenenza, da ciò che gli uomini possono esprimere attraverso i sensi. La vita umana può esistere senza esperienza dei luoghi? Sì, ma è limitata: chi rifiuta i luoghi è chi consapevolmente fugge dal mondo (eremiti, clochard) e quindi fugge anche dall’esperienza umana, alla socialità; noi siamo animali sociali, fatti di interazioni e se non la eserciti è auto-esclusione volontaria: c’è un fenomeno in Giappone, i cosiddetti ichicomori, in cui questi giovani si rifugiano nella stanza in virtù della connessione internet con il resto del mondo e negli ultimi anni si è diffuso molto anche in Europa. Esperienza di esclusione dei luoghi perché si rifiuta l’esperienza di questi; il senso della tecnologia può essere di supporto o anche di invasione che ci rende meno ‘essere umani’ con una vita sociale. Il luogo è spazio degli affetti, dell’appartenenza, siamo portatori di una memoria storica che si esprime anche con i luoghi che sono spazio di esperienza di tutti i giorni. Viviamo all’interno dei luoghi che ci definiscono: es. bottiglietta d’acqua, inserita in diversi luoghi ha valori diversi, in questo caso economici. Ogni persona inserita nel contesto giusto può essere valorizzata poiché i luoghi definiscono il nostro essere, la nostra identità e anche il nostro valore. La geografia dei luoghi ha quindi a che fare con il vissuto della società, hanno una loro essenza (hanno una loro sacralità) e una loro personalità (ognuno è diverso dagli altri) e si percepisce attraverso tutti i sensi, esperienza immersiva e conoscenza profonda. Racchiudendo tutte queste esperienze diventa punto di riferimento e quindi stabile; es: scuola presidio stabile come luogo, posto in cui si va per andare a lezione, è sempre nello stesso punto, è quotidianità. Il luogo è centrale, l’importanza è da rimarcare perché ci portano a riconoscerci e a riconoscersi con gli altri attraverso le interazioni.
Conquista e superamento dei limiti
È insita nella natura umana il bisogno di uno sforzo teso a superare, conquistare, i limiti sia geografici che mentali. Es. ruota: primo strumento tecnologico, bisogno dell’uomo di stemperare il bisogno dell’uomo per il movimento sulla Terra, permette di conoscere, di possedere il territorio. Esigenza di muoversi nel mondo. Fenomeno migratorio ha avuto un incremento enorme grazie alle grandi navi che solcavano oceani per cercare fortuna nel nuovo mondo: ci sono molte più classi multietniche negli ultimi 20 anni anche solo rispetto a 50 anni fa. Non si può ridurre la geografia alla descrizione fisica, la scelta del linguaggio è una scelta tesa alla descrizione con il fine di ordinare e classificare gli elementi del mondo - uso di un sistema semiotico attraverso scrittura e linguaggio, sulla base di cosa? Della conoscenza elemento costitutivo per poter mettere ordine nel mondo.
Caratteristiche della geografia
Quali caratteristiche ha la geografia? Non è fissa né dal punto di vista fisico (cambiamenti nel lungo periodo o repentini in caso di disastri naturali) né dal punto di vista politico/geo-politico (i cambiamenti che si susseguono a crisi politiche tra stati: queste si esprimono in un conflitto armato che riguarda quasi sempre questioni territoriali per le risorse, per l’affermazione di un ideale o di una volontà umana - questioni che hanno a che fare con l’appartenenza).
La carta geografica
CARTA è uno strumento autorevole ma in realtà falso perché fatto da un geografo che ha una propria visione del mondo che inevitabilmente viene trasferita sulla cartina: fa uso di un sistema semiotico che fa riferimento alla propria conoscenza - la carta è approssimata, c’è sempre una scelta degli elementi mentre l’approccio critico alla geografia sta nell’osservare la realtà nei suoi cambiamenti e nelle sue diverse componenti: mondo appreso nella sua complessità e insegnato tenendone conto. Agire in una classe tenendo conto che ci sono bambini che per un posto hanno diverse interpretazioni, non bisogna annullare né rimarcare le differenze, poiché esse sono ricchezza.
Definizione e confini
Dare una definizione: vuol dire solcare dei confini che possano aiutarci ad inquadrare un concetto, inserire all’interno di un contesto un determinato argomento per poterlo comprendere meglio; corrisponde al gesto di tracciare dei limiti che sono quelli della definizione, il vantaggio del confine è che definisce un campo d’azione: società e popoli all’interno di quei confini, delimitano il campo d’azione del potere politico.
Geografia esistenziale
La geografia può essere esistenziale? Sì, vivere la realtà, vivere i luoghi. Es: nel primo dialogo tra Dio ed Adamo il primo chiede ‘dove sei?’ - domanda geografica, e rispondere significa avere una serie di elementi che hanno a che fare con le scelte che ha fatto, quindi dire in parte chi sei. Allo stesso modo chiedere a una persona di dov’è è un tema identitario, dell’appartenenza, nascita e vita in un luogo definiscono una parte essenziale della nostra identità.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.