Elettronica dei Sistemi a Radiofrequenza
Ricetrasmettitori
Obbiettivi principali:
• Elevata velocità di scambio dati
• Ampia portata/copertura
Problemi principali:
• Consumo energetico → se elevato:
Costi elevati
▪ Dissipazione di calore → bassa affidabilità
▪
• Rumore (imprescindibile)
Esempio: Link Radio • Antenna isotropa: irradia in
tutto l’angolo solido
• Antenna Omnidirez.: irradia in
ogni direzione su un piano
• Guadagno di Antenna: capacità
di concentrare la potenza del
segnale in una direzione
A) Trasmettitore: Il campo elettromagnetico emesso
dall’antenna corrisponde alla potenza
dissipata sulla resistenza R A
V (t) = V ∙ (2 + )
T T 2
∙
=
2 2
)
2( + +2( + )
Per massimizzare la potenza P : adattamento di impedenza → X = –X
T T A
2 2
La potenza dissipata su R vale: = ∙ =
T
2
2(2 ) 8
= −
→ P = P se R ≡ R → adattamento di potenza: {
T DISP A T ≡
B) Ricevitore: Formula di Friis: 2
= ∙ ( ) ∙ ∙
4
()
= ℎ ∙ cos (2 + )
Valgono ancora le relazioni per
l’adattamento in potenza.
In generale, Rx e Tx saranno entrambi ricetrasmettitori, per via del Principio di dualità
Rumore termico
Nell’esempio precedente non è stato tenuto in considerazione il rumore termico su R :
R
Densità spettrale di potenza del rumore
termico: kT
2
→ 2
= → = 4
4
Con: • B = banda di rumore
n
• k = cost. di Boltzmann
Quindi: Deve essere: V > v → bisognerebbe
n
R
ridurre T o B ma:
n
• abbassare T è costoso
• B dev’essere larga per alte velocità
n
→ si può inserire un rilevatore di livello
In generale, qualunque componente è affetto da rumore termico, essendo caratterizzato
da una resistenza interna. Considerando il generico elemento due-porte:
v e i sono grandezze statistiche che modellizzano il rumore bianco, caratterizzato
n n
quindi da una sua std: σ = potenza del rumore =
2 2
Il SNR diminuisce nell’attraversamento dei componenti, quindi, in uscita:
S = G ∙ S
o TOT i
N = G ∙ N + N
o TOT i interno
dove G è il guadagno complessivo della rete.
TOT
Si definisce quindi la potenza di rumore equivalente N, t.c.:
N = G ∙ N
o TOT
che va in ingresso al dispositivo. Detta F la cifra di rumore:
⁄
= → = ( − 1)
⁄
In realtà, nel caso di un sistema ricetrasmittente, c’è anche un altro fattore da
considerare, la temperatura equivalente di rumore dell’antenna T , definita come la
A
temperatura che raggiungerebbe un resistore unitario per generare una potenza di
rumore pari a quella dell’antenna. +
Range Dinamico (Ricevitore commerciale)
antenna
filtro passabanda f ~ 100 MHz ÷ 10 GHz
0
f ~ 1 MHz ÷ 10 MHz
IF
Il segnale viene traslato a f , frequenza intermedia, dall’oscillatore locale, perché
IF
lavorare a frequenze più basse comporterebbe una banda frazionaria troppo
( ∙ 100)
larga e aumenta la complessità del progetto; a frequenze più elevate invece sarebbero
necessarie componenti di elevata qualità (quindi più costose) per mantenere le
prestazioni.
Il guadagno e la cifra di rumore complessivi si possono ricavare dalle seguenti formule:
− 1 − 1
1 3
= ∙ = + (+ …)
1 2 1
1 1 2
La cifra di rumore dominante è quella del primo blocco: la soluzione migliore è
generalmente un blocco ad elevato guadagno e bassa cifra di rumore (nel ricevitore
commerciale dovrebbe essere il LNA ad avere queste caratteristiche). Nella realtà, la
non linearità dei componenti rende le cose molto più difficili: infatti, il guadagno G non
è costante ma funzione della potenza in ingresso S , e quindi per mantenere la linearità
i
il segnale non potrebbe avere una potenza maggiore di 10 mW.
Range Dinamico:
Range di potenza del segnale in ingresso
ammissibile dal dispositivo perché questo
abbia un comportamento lineare.
Tappeto di rumore, sempre presente: si somma a S o
Ogni blocco/elemento è rappresentabile come due blocchi in cascata:
1. Dipende esclusivamente dalle caratteristiche statiche, cioè dall’ampiezza e non
dalla frequenza
2. È una F.d.T. pura, perfettamente lineare in ampiezza
con
3
2 +
| |
= + + + + ⋯ = = ( + )
0
0 1 2 3 0
per φ = 0:
i 3
2 2 3
2 2 2 3
= ( + ) + ( + ) ( ) + (2 ) + (3 ) + ⋯
0 1 3 0 0 0
2 4 2 4
→ all’uscita del blocco il segnale presenta, oltre alla portante, frequenze spurie.
Per questioni di bilancio energetico e di fisica realizzabilità, k < 0
3
→ all’aumentare di V la caratteristica del dispositivo satura e il guadagno si comprime
Ponendo in ingresso una composizione di due segnali monocromatici
= cos( ) + cos ( )
1 1 2 2
si ha in uscita: 3 3
2 13
2 22 22
( )
= + + + ( + + ) ( )
0 1 1 3 3 1 1
1
2 4 4
3 3
2 2
23 12 12 22
+ ( + + ) ( ) + (2 ) + (2 )
1 2 3 3 2 2 1 2
4 4 2 2
3 3
3 3 )]
+ (3 ) + (3 ) + cos[( ±
1 2 2 1 2 1 2
1 2
4 4
3 3
12 22
)] )]
+ [(2 ± + cos[( ± 2
3 2 1 2 3 1 1 1 2
4 4
• Il termine di non linearità di secondo grado genera armoniche facilmente filtrabili
• Il termine di non linearità di terzo grado invece genera armoniche molto vicine
alle portanti, quindi molto più problematiche
Ponendo |V | ≡ |V | ≡ V i due toni avranno lo stesso range dinamico, risolvendo quindi
1 2
parte del problema. DEF.: Si definisce distorsione di
intermodulazione il rapporto: 2
3 2
3 1 2
4
= [ ]
1 2
DEF.: Si definisce IIP3 il punto di
intersezione tra la caratteristica ideale
delle componenti del 3° ordine e la
caratteristica della portante:
3 ∶= . . = 1
2
2
Se : 1
= 3 =
2 3 3
Detto SNR il minimo SNR tollerabile dal sistema, si definisce il Minimum Detectable
0
Signal come: = ∙ = [( − 1) + ]
0 0
e lo Spurious Free Dinamic Range vale: 2
⁄
3 3
= ( )
In sintesi, il Dinamic Range è limitato:
• Inferiormente dalla presenza del rumore
• Superiormente dalla non linearità del componente
In generale l’amplificatore prima del mixer è caratterizzato da elevato Gain
(es. 15dB) e bassa NF (es. 1 dB), in modo da ridurre F e quindi il MDS.
TOT
Adattamento P_L
P_in
• MNI = Matching Network Input
• MNO = Matching Network Output
• P = Available Signal Power
AVS
• P = Available Device Power
AVD
Obbiettivo:
• P → P compito svolto da MNI
IN AVS
• P → P compito svolto da MNO
L AVD
Caso più complesso: reti differenziali (non riferite a GND), vanno adattate in modo
differenziale
Adattamento di impedenza:
= 2 2
)
√( + +( + )
i = i se (X + X ) = 0 → X = – X
2
MAX s L s L
2
= ∙
2
( + ) 2
2
P = P se R = R → =
out outMAX s L 2
8
X e X dipendono da ω, quindi la condizione X = – X sarà vera solo in un determinato
s L s L
range di frequenze. v1 = n*v2
i1= -i2/n
A) Trasformatori
Fino a qualche centinaio di MHz la soluzione più comune è l’uso di trasformatori.
I pallini indicano la direzione della corrente
dalla f.e.m.
n:1 indica il rapporto di del n° di spire
1 2 2 1
= + = +
1 1 2 2
Nel dominio di Laplace: 2
() ()
− = ( − ) ()
1 2 1 1
2 2
()
1
() ()
+ =
1 2
1 1
Il dispositivo è ideale se L , L → ∞
1 2
1
√
= =
√
1 2
2
→ 2 2
= − = → =
1 1 2 1 2
B) Partitore capacitivo
Una possibile alternativa è quella del partitore capacitivo. 2
−
1 1 2
= = +
( )+1
+
1 2
L’induttore L serve ad annullare la componente
immaginaria: 1
= −
→ l’adattamento sarà valido solo
1 2
=
+
1 2
per un determinato range di frequenze
2
1
1 −1
= ( ) =
+
1 2
C) Reti a L, T, π (caso generale) 2 2
|| = = + = − ( )
2 2 2 2
+ + +
Fattore di merito: vedi nota appunti 2
= | | → = = −
2 2
1 + 1 +
da cui: → è possibile adattare solo se R > R , ma non è una grossa
= − 1
√ L s
<
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Appunti per l'esame di Elettronica dei sistemi a radiofrequenza
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Relazione del progetto di Elettronica dei sistemi a radiofrequenza
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Elettronica dei sistemi digitali - Appunti
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Appunti di Elettronica dei sistemi digitali