Storia moderna: proposte di periodizzazione e problemi di metodo
Cos’è la storia moderna in termini cronologici? Quando inizia e finisce? Opinioni tutt’altro che concordi da parte degli storici.
Qual è il metodo che uno studioso di storia utilizza?
Periodizzazione
Categoria storiografica: età moderna fondata alla fine del 1600 dallo storico tedesco Christoph Keller.
Autore nel 1696 di una sintesi di storia universale in tre volumi: Historia antiqua / historia medii aevi / historia nova, sive moderna.
Visione fortemente ideologizzata, religiosa: c’è il medioevo e poi la rigenerazione dell’umanità grazie all’avvento di Martin Lutero e della riforma protestante.
Scelte di periodizzazione non sono mai ideologicamente neutre, si sceglie di far partire da una certa data per veicolare un messaggio ideologico.
Manualistica italiana anteriormente alla prima guerra mondiale
Inizio coincideva con l’anno 1313, data della morte di Arrigo VII di Lussemburgo = personaggio in cui Dante riponeva grandi speranze di rinascita per l’Italia. Fallisce con la sua morte l’ultimo tentativo di riportare l’Italia sotto controllo imperiale.
Ancora una volta quindi valutazione negativa del medioevo e positiva della rinascita.
Manualistica italiana dagli anni 40
Si utilizzano due date alternative: 1492 oppure 1453, caduta dell’impero romano d’oriente sotto la pressione dei turchi ottomani. Data simbolica perché inizio e fine del medioevo erano espressi da due eventi simili tra loro: 476 caduta impero romano d’occidente e 1453 caduta dell’oriente.
1492: instaurarsi di economia mondo, nuova data simbolica che segna di ordine, di nuova mentalità, …
Nel 1492 accade episodio relativo soltanto alla storia della penisola iberica: cacciata dei mori. Già dal 1200 venivano ricacciati lentamente in mare ed espulsi con un processo secolare, è il processo della Reconquista. Si erano ridotti al califfato di Cordoba e Granada, toponimo “de la frontera” perché c’era una frontiera che avanzava sempre di più. Nel 1492 il califfato cade, la Spagna ultima il proprio processo di riconquista contro cultura vista come estranea, ostile, …
Data simbolica per aver espulso elemento estraneo alla cultura e identità europea.
Europa si è proiettata fuori da sé ed è iniziato processo di conquista di un mondo ostile, nemico, popolato da gente infedele.
Continuità culturale tra Reconquista e scoperta dell’America.
Santiago de Compostela, San Giacomo, era chiamato al tempo della Reconquista Santiago Matamoros, ammazza mori; quando spagnoli invadono e conquistano il nuovo mondo, Santiago Matamoros diventa Santiago Mataindos. I templi dei Maya, Aztechi, … vengono chiamati dai primi conquistatori “moschee”.
In Germania quando inizia la storia moderna?
Inizia nel 1517, anno in cui Martin Lutero affigge, divulga 95 tesi sulla porta della Chiesa di Wittenberg. Questo atto viene considerato come inizio del fenomeno che ha portato Lutero a contrastare dottrina e autorità della Chiesa Cattolica.
Modernità = riforma protestante.
Interpretazioni non sono neutre, bensì ideologicamente precise e fondate.
Quando finisce l’epoca moderna?
- Secondo i francesi finisce con la rivoluzione francese del 1789.
- In Italia spesso succube di quella francese; manualistica italiana ha sempre fatto terminare età moderna con 1789.
Rischio di non studiare alle superiori il 1900, quindi Berlinguer decise che nel quinto anno delle superiori si sarebbe dovuto studiare il 1900.
Questo decreto quindi fece sì che si riscansionasse l’intero studio della storia per gli anni precedenti. Si è rimodulata la struttura e scansione cronologica.
1815, congresso di Vienna: data di fine età moderna. In questo modo si ricomprende l’intera età napoleonica nel contesto della storia moderna.
Alcuni studiosi oltreoceano indicano come fine addirittura il 1918 con i trattati di Versailles e come inizio della crisi il 1848.
Storico americano Arno J. Mayer indica come data di fine dell’antico regime il 1918. All’interno del suo libro “Il potere dell’antico regime fino alla prima guerra mondiale” (1981) afferma che ci siano più segni di continuità con il passato che con l’età contemporanea e quindi far terminare la storia moderna nel 1918.
Sostiene che economicamente in Europa prevale, fino ai primi del 1900, la grande proprietà terriera nobiliare, mentre la piccola manifattura è più diffusa della grande industria.
Altri storici italiani fissano il 1861 come fine; data in realtà italocentrica, al di fuori dell’Italia il 1861 non significa nulla di particolare.
Data spostata al 1870 con la guerra franco-prussiana, ultima guerra di antico regime. La guerra successiva coincide con la I guerra mondiale in cui muoiono milioni di uomini, guerra di trincea, spaventosa.
Non c’è identità terminologica tra storiografia italiana e anglosassone.
Inglesi e americani con “modern history” intendono l’epoca contemporanea, terminologia diffusa anche in parlata comune, quotidiana.
Storici dell’età moderna per integrare categoria storiografica di antico regime identificano questo periodo.
Antico regime è sinonimo di età moderna.
Espressione coniata nel corso della rivoluzione francese, gli artefici della rivoluzione dissero: “stiamo creando un uomo e mondo nuovo, contrapposto all’antico regime durato fino ad oggi”.
Consapevole della portata di rottura della rivoluzione.
Ancien Regime di Pierre Goubert, storico francese, presenta articolato quadro della società francese del secolo di Luigi XIV.
Espressione antico regime identifica quel periodo come qualcosa di statico, sottolinea il ruolo della proprietà nobiliare ed ecclesiastica, la presenza di chiesa e aristocrazia, i rigidi parametri di organizzazione sociale ed economica, la visione dello stato come un apparato di potere inteso al mantenimento di una struttura sociale fondata sull’ineguaglianza, … mentre l’espressione età moderna è più dinamica.
Metodo
Leggere le note ci fa capire il lavoro degli storici.
Come nasce un libro di storia? Che strumenti si adoperano?
Quali sono le fonti di uno storico per scrivere un manuale? Gli altri manuali.
Il manuale infatti solitamente è un prodotto dell’anzianità che non richiede la ricerca all’interno di archivi.
Quali sono le fonti di uno storico per scrivere una monografia? Documenti.
Documento = testimonianza scritta di un fatto giuridicamente rilevante compilata con l’osservanza di determinate forme destinate a procurarle fede.
Documento deriva da “docere” = tutto ciò che ci insegna qualcosa sul passato, quindi tutto può essere un documento. Ci sono documenti dappertutto.
La tipologia dei documenti cambia a seconda della tipologia di ricerca.
Storia del paesaggio agrario italiano
“Storia del paesaggio agrario italiano”, Emilio Sereni, 1961.
Storia del paesaggio. Opera in cui l’autore ha basato le proprie affermazioni sulla storia della pittura. Sono presenti all’interno tavole dei pittori italiani da Giotto a Renato Guttuso. Ragionamento di tipo metodico: le fonti iconografiche sono ciò che più visibilmente rende idea delle modificazioni del paesaggio. In mancanza di fotografie, la scelta si rivela necessaria e affascinante. Scelta metodologicamente discutibile e discussa, ma comunque affascinante.
L’uomo e la morte dal Medioevo a oggi
“L’uomo e la morte dal Medioevo a oggi”, Philippe Ariès.
Storia della mentalità, come uomo ha percepito la morte nel tempo.
Autore traccia una modificazione, la morte viene allontanata ed esorcizzata in qualcosa di lontano con l’Illuminismo. Nascono diversi eufemismi.
Ariès utilizza documenti diversi, dallo studio dei testamenti ai fregi dei cimiteri, dallo studio della lingua a quello della pittura, opere poetiche, moduli architettonici ed urbanistici, …
Lavoro dello storico
Lavoro dello storico si divide in 3 fasi:
1 fase: raccolta delle fonti documentarie
Possibili problemi.
- Assenza di documentazioni.
- Distruzione di documenti: documenti stessi prodotti, ma per cause intenzionali o accidentali sono venuti a mancare.
Cause intenzionali: vandalismo, eventi bellici per cancellare identità di un popolo.
II guerra mondiale, centro storico di Napoli soggetto a bombardamenti da parte dell’aviazione americana, distrutte chiese e patrimonio documentario; autorità misero in salvo l’archivio del periodo angioino nella villa di San Paolo Bel Sito.
Tedeschi in ritirata per ragioni non definitivamente chiarite, per vendetta appiccarono fuoco alla villa così 35 mila volumi e 15 mila pergamene sono andate perse, distrutte.
Cause accidentali: fenomeni naturali, catastrofi naturali.
Terremoto di Lisbona del 1755. Giacomo Casanova imprigionato a Venezia disse di aver sentito l’eco lontano del terremoto. Distrutta completamente la città e l’archivio. Non sapremo mai nulla sulle esplorazioni portoghesi della costa africana dell’Africa del nord. Distrutti anche documenti relativi alle esplorazioni in Asia nei secoli XVI-XVII.
Piena del Tevere del 1870. Distrutta buona parte del patrimonio archivistico romano depositato negli scantinati, parti più basse dei palazzi dell’antica Roma.
2 fase: esame critico delle fonti
Prevede 4 processi interdipendenti.
Interpretazione letterale, decifrazione
Storico dell’età contemporanea non ha problemi grazie all’esistenza di documenti digitali o della macchina da scrivere. Prima invece, i codici erano scritti a mano.
Leggere documenti dell’età moderna richiede sforzi e conoscenze maggiori.
Monarchi francesi negli anni 60 del 1500 prescrivono l’uso obbligatorio della lingua francese negli atti formali; in Italia invece fino alla fine del 1700 si utilizzava il latino.
Storico dell’età moderna deve familiarizzare anche con questa lingua.
Tranelli e incertezze che riguardano datazione; c’erano stati che adoperavano calendari differenti: giuliano e gregoriano.
Alla fine del 1500 calendario introdotto da Papa Gregorio; astronomi si resero conto che anno effettivo era sfasato di 10 giorni rispetto all’anno nominale, per farli coincidere abolì 10 giorni. Dal 4 ottobre del 1582 si passò al 15 ottobre. Introdotte differenze nel computo di anni bisestili. Calendario entrato in uso negli stati cristiani da subito; nei paesi protestanti non entrò in vigore fino alla fine del 1700.
Russia adottato solo nel 1917 con la rivoluzione d’ottobre, la repubblica di Venezia faceva iniziare l’anno al primo marzo, rivoluzione francese cambia calendario con “nevoso, piovoso, …”.
Interpretazione contenutistica
Familiarità con lessico, sintassi, …
Determinazione della loro autenticità
Autentico o falsari, verità o no.
Un documento dev’essere reputato falso fino a quando non si hanno le prove della sua autenticità.
Storiografia positivista = storici nutrivano una cieca fiducia nella veridicità dei documenti di epoca moderna che recassero sigilli di notai, trovato il documento questo era ritenuto veritiero. Atteggiamento ha condotto ad una supervalutazione delle fonti documentarie e svalutazione delle fonti narrative. C’è sempre elemento di soggettività che vizia le fonti narrative: personalità del cronista, predilezioni morali o politiche. In quest’ottica, le fonti documentarie sarebbero la verità nuda e cruda, non deformata né deformabile. In realtà, l’elemento soggettivo varia a seconda della tipologia delle fonti, c’è sempre un elemento di soggettività che vizia l’attendibilità di un documento. Elemento soggettivo può essere talmente forte da deformare il documento.
A questa si contrappone molto atteggiamento scettico. Storico francese Jacques Le Goff afferma che non esiste un documento verità, ogni documento è menzogna. Atteggiamento troppo radicale, però fa comprendere come storico debba essere attento nei confronti della fonte, possibilità di deformare la verità è presente a vari livelli e a vario tipo.
Storico può trovarsi di fronte a:
Fonte falsa con contenuto falso
Elaborata da falsario, afferma il falso.
“Donazione di Costantino”: Costantino imperatore romano del IV secolo ebbe la lebbra e ne guarì per intervento miracoloso di Papa Silvestro. Secondo la tradizione per sdebitarsi regalò il dominio temporale sulla parte occidentale dell’impero in un documento del 315. Lorenzo Valla nel 1440 prova falsità del documento con inoppugnabili argomenti linguistici, ma anche alla luce di errori. Costantinopoli non era stata neppure fondata nel 315. Smascherando il falso prodotto nel VII-VIII dalla curia, cancelleria pontificia che intendeva affermare il potere temporale dei papi.
“Diari di Mussolini”: scritti al termine di ogni giornata, non si sa che ne abbiano fatto. Falsari per lucrare falsi soldi hanno prodotto falsi diari di Mussolini. Anni 70, falsario servendosi di carta e inchiostro d’epoca disse di possedere questi diari. Quotidiani iniziarono a pubblicarli, ma si rivolsero anche ad esperti di storia del fascismo per giudizio sull’autenticità; Renzo de Felice si accorse che erano falsi, ma doveva dimostrarlo. Falsario aveva ridotto al minimo osservazioni di politica generale, valutazioni politiche relative a personaggi, … e aveva buttato molte annotazioni sul versante intimistico. Falso di questo tipo è difficilmente smascherabile, ma aveva inserito dettagli meteorologici errati. De Felice ha estrapolato notazioni meteorologiche, nel ministero dell’aeronautica si conservano bollettini meteorologici e grazie a questi ne provò la falsità.
Fonte falsa con contenuto veritiero
Casi non del tutto sporadici: lite fra un monastero e un nobile-aristocratico circa il confine di un terreno. Due proprietà di campi limitrofi vengono a lite per confine che separa proprietà. Uno dei due può incaricare un falsario per redigere un falso atto di proprietà o compravendita dal quale risultino confini secondo dimensione e collocazione voluta da colui che commissiona il falso. Se confini sono autentici, ne risulta un documento falso con contenuto veritiero.
Fonte vera con contenuto falso
Casistica molto più vasta: Chiesa Cattolica ha vietato nei secoli dell’età moderna il prestito ad interesse per affermazione di Gesù “Quando prestate denaro, non chiedete nulla in cambio”.
Nei contratti di mutuo proibita la stipulazione di un interesse. Questo non vuol dire che interesse non venisse richiesto, semplicemente non risultava sul documento, ma era verbale o scritto su un brogliaccio allegato al documento. Per questo, leggiamo una falsità perché c’è sempre un interesse, ma non indicato sul documento.
Rivele di possidenza: dichiarazioni di reddito dell’età moderna. Una persona dichiarava al fisco ciò che possedeva; allora si tendeva a sottostimare le proprietà che si possedevano.
Fonte vera con contenuto vero
Alternativa vero/falso è una riduzione semplicistica della realtà.
“La verità non è mai semplice e raramente è pura” scrisse Oscar Wilde, ritratto di Dorian Gray.
Gamma molto variegata tra il vero e il falso, gradi intermedi.
Specificazione del loro grado di attendibilità
Specificazione del loro grado di attendibilità.
3 fase: interpretazione e utilizzazione delle fonti
La ricostruzione storica è il processo più complicato.
I singoli fatti acquistano significato solo se organizzati secondo un paradigma teorico. Lo storico raccoglie negli archivi decine/centinaia di documenti, ma sono come perle che devono essere tenute insieme da un filo: il compito dello storico.
Storico ha compito di riprendere documenti e incasellarli, riporli insieme, ricostruire il passato sulla base di uno schema.
Per questo lo storico si differenzia da archeologo; storico ha un lavoro molto più di indole filologica.
Il lavoro dello storico è assimilabile al lavoro di un pittore: ritratto più fedele possibile all’originale; quando pittore ha una certa personalità, è anche il modo in cui il pittore dipinge che risulta dal quadro stesso. Dal quadro emergono caratteristiche persona rappresentata, ma anche del pittore. È questo il lavoro dello storico.
Capacità interpretative e capacità di ricostruire un quadro del passato si affinano con il corso degli anni.
Romanzo storico di Robert Graves dedicato a imperatore Claudio, “Io, Claudio”, 1934: storico pone in bocca all’imperatore questa frase: “La storia è un gioco per vecchi”, vecchi inteso come persone mature. Vale in linea di massima: capacità interpretative si affinano.
Storico deve, dopo aver raccolto documenti, selezionare documenti. Una parte di documenti è utile, un’altra parte inutile. Dipende da
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