Elia Giaffreda
Il 90% del commercio via mare avviene via mare, il 75% attraverso i chok points, ovvero i passaggi obbligati, come ad esempio il canale di Suez.
La marina degli Stati Uniti ha una copertura globale. La sesta flotta è prevalentemente concentrata nel Mediterraneo, la quarta flotta copre il territorio americano, la terza il Pacifico, infine la settima flotta tutta l’area dell’oceano Indiano. Queste flotte sono alimentate con un certo numero di CSG (carrier strike group), che sono dei gruppi di reazione rapida, ovvero delle forze di intervento, un CSG è composto dalle seguenti unità:
- Un CVN (Nuclear Carrier Vessel), ovvero una portaerei nucleare.
- Uno o due incrociatori (cruiser).
- DDG (Destroyer Guided Missile), ovvero caccia torpediniere.
- Un AOR (auxiliary oiler replenishment).
- Un sottomarino a propulsione nucleare (SSN, nuclear submarine).
Per le operazioni anfibie vi sono:
- ARG (Amphibious Readiness Group), composti da una LHD o LHA (3 navi 1 MEV) e quindi sono circa 5000 persone.
LHD: Landing Helos Dock.
1 LPD.
LPD: landing platforms dock.
1 LSD.
Nelle navi militari la ppad passa per l’intersezione tra lo specchio di poppa (transom) e la volta di poppa.
Generalmente le navi militari hanno la poppa tagliata.
Le navi americane sono generalmente dislocate in questo modo:
- Un gruppo nella west coast.
- Un gruppo nella east coast.
- Gruppi sparsi tra l’Europa e l’Asia.
A seconda del tipo di missione a questi gruppi possono essere aggiunti dei dispositivi e assetti, ovvero navi di superficie, sottomarini e aeromobili.
La flotta italiana opera nel cd Mediterraneo allargato.
Nonostante il Mediterraneo rappresenti soltanto l’1% della superficie acquea globale, dal Mediterraneo passa il 20% del commercio mondiale e il 65% del commercio di oil & gas.
La strategia italiana si può riassumere in questi punti:
- Acting nationally.
- Focusing regionally.
- Envisioning globally.
Quindi pur essendo focalizzati nel Mediterraneo allargato, si ha una presenza anche a livello globale.
Questa diversità di strategia tra Stati Uniti e Italia si giustifica con i numeri: la USN ha circa 300 unità, la marina militare italiana invece soltanto 30.
Le unità militari godono di queste proprietà:
- Giurisdizione da parte dello stato di bandiera.
- Completa immunità in mare, nessuno le può fermare, se le si ferma si compie reato.
In tempo di pace svolgono il compito di polizia d’altomare, ovvero fuori dalle acque territoriali, inoltre rappresentano l’autorità dello stato in mare.
UNCLOS o convenzione di Montego-Bay 1982
Fino agli anni 30 il limite delle acque territoriali era legato alla gittata dei cannoni, circa 3 miglia, con la conferenza di Montego-Bay il limite delle acque territoriali è stato portato a 12 miglia.
1 nm = 1852,00 m.
Le 12 miglia delle acque territoriali partono dalla linea di base, ovvero una linea spezzata che unisce le estremità della costa.
Elia Giaffreda
Il 90% del commercio avviene via mare, il 75% attraverso i chok points, ovvero i passaggi obbligati, come ad esempio il canale di Suez.
La marina degli Stati Uniti ha una copertura globale. La sesta flotta è prevalentemente concentrata nel Mediterraneo, la quarta flotta copre il territorio americano, la terza il Pacifico, infine la settima flotta tutta l’area dell’oceano Indiano. Queste flotte sono alimentate con un certo numero di unità:
- Di CS4 (carrier strike group), che sono dei gruppi di reazione rapida, ovvero delle forze di intervento.
- Un CVN.
- Uno o due incrociatori (cruiser).
- DDG ().
- Un AOR (auxiliary oiler replenishment).
- Un sottomarino a propulsione nucleare (SSN).
ARG (3 navi 1 MEV) e quindi sono circa 5000.
LHD-LHA.
LHD: Landing Helos Dock.
1 LPD.
LPD: landing platforms dock.
1 LSD.
Nelle navi militari la ppad passa per l’intersezione tra.
Generalmente le navi militari hanno la poppa tagliata.
Le navi americane sono generalmente dislocate in questo modo:
- Un gruppo nella west coast.
- Un gruppo nella east coast.
- Gruppi sparsi tra l’Europa e l’Asia.
A seconda del tipo di missione a questi gruppi possono essere aggiunti dei dispositivi e assetti, ovvero navi di superficie, sottomarini e aeromobili.
La flotta italiana opera nel cd Mediterraneo allargato.
Nonostante il Mediterraneo rappresenti soltanto l’1% della superficie acquea globale, dal Mediterraneo passa il 20% del commercio mondiale e il 65% del commercio di oil & gas.
La strategia italiana si può riassumere in questi punti:
- Acting nationally.
- Regionally.
- Globally.
Quindi pur essendo focalizzati nel Mediterraneo allargato, si ha una presenza anche a livello globale.
Questa diversità di strategia tra Stati Uniti e Italia si giustifica con i numeri: la USN ha circa 300 unità, la marina militare italiana invece soltanto 30.
Le unità militari godono di queste proprietà:
- Giurisdizione da parte dello stato di bandiera.
- Completa immunità.
In tempo di pace svolgono il compito di polizia d’altomare, ovvero fuori dalle acque territoriali, inoltre rappresentano l’autorità dello stato in mare.
UNCLOS o convenzione di Montego-Bay 1982
Fino agli anni 30 il limite delle acque territoriali era legato alla gittata dei cannoni, circa 3 miglia, con la conferenza di Montego-Bay il limite delle acque territoriali è stato portato a 12 miglia.
12 nm = 1852,00 m.
Le 12 miglia delle acque territoriali partono dalla linea di base, ovvero una linea spezzata che unisce le estremità della costa.
Stabilimenti naval-meccanici Fincantieri in Italia
Stabilimenti naval-meccanici Fincantieri in Italia:
- Genova (Sestri Ponente).
- La Spezia.
- Riva Trigoso.
- Muggiano.
- Castellamare di Stabia.
- Palermo.
- Ancona.
- Marghera.
- Monfalcone.
Hanno una certa importanza per la cantieristica militare i cantieri:
- Vittoria (RO) specializzata in pattugliatori della Guardia di Finanza.
- Intermarine (SP) specializzato nella costruzione di cacciamine in vetroresina.
In Spagna:
- Izar, specializzato nella costruzione di navi militari.
Le basi navali italiane sono a Taranto, La Spezia, Messina, Brindisi, Augusta, in precedenza vi erano inoltre gli arsenali di Venezia, Livorno e Maddalena.
Il comando logistico si trova a Napoli.
Territorializzazione delle acque
Si parte dalla linea di base congiungente la costa, le acque interne alla linea di base si chiamano acque interne, fino a 12 miglia dalla linea di base abbiamo le acque territoriali.
Nelle acque territoriali la sovranità dello stato è completa, mentre nella zona contigua lo stato può intervenire per prevenire eventuali reati.
La zona economica esclusiva si estende per 200 miglia nautiche dalla linea di base, in questa zona lo stato ha la titolarità dei diritti sulla massa d'acqua sovrastante il fondo per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse marine oppure lo sfruttamento delle correnti di marea per la produzione di energia elettrica, lo stato ha la giurisdizione anche sulla tutela dell'ambiente una zona economica esclusiva deve essere dichiarata, tant'è vero che il Parlamento italiano ha approvato nel 2021 la zona economica esclusiva italiana.
All'interno della zona economica esclusiva possono essere ad esempio installati anche parchi eolici, sia galleggianti, sia in sistemazioni fisse ancorate al fondo.
La piattaforma continentale è la naturale prosecuzione della terra in mare prima che il fondo marino sprofondi.
Nel 76 è stato stabilito che la piattaforma continentale si può estendere dalla linea di base per non più di 200 miglia nautiche, entro questa distanza si possono sfruttare quindi le risorse del fondale marino, ad esempio giacimenti petroliferi.
Per l'area internazionale dei fondi marini, nel caso in cui uno stato voglia sfruttare le risorse del mare, esso deve avere l'autorizzazione da parte dell’ONU.
La linea di base va anche a comprendere gli arcipelaghi, quindi ad esempio in Toscana la linea di base comprenderà anche l'arcipelago toscano, oppure in Sicilia nel caso delle isole Egadi ecc.
L'Italia ha dichiarato il Golfo di Taranto baia storica, quindi acque interne, questo è contestato da molti, primi fra tutti gli Stati Uniti d'America, ancora più contestata è stata la baia storica della Sirte, che venne dichiarata baia storica e quindi acque interne da Gheddafi.
Negli stretti internazionali in generale è consentito il transito di tutte le navi mercantili e anche il transito inoffensivo delle navi da guerra, il transito inoffensivo delle navi da guerra è consentito anche nelle acque territoriali. Il transito è definito inoffensivo se avviene nel più breve tempo possibile e con una giusta motivazione, ovviamente è vietata qualsiasi esercitazione militare durante il transito.
Per quanto riguarda invece gli stretti turchi, secondo l'accordo di Montreaux 1936, firmato da tutti gli Stati costieri, vi è la libertà di navigazione per quanto riguarda le navi mercantili, mentre pone dei limiti per quanto riguarda le navi militari, infatti:
- Il passaggio delle navi deve essere preavvisato un certo numero di giorni prima.
- Nel caso di passaggio di un gruppo di navi, il tonnellaggio complessivo non può superare le 15.000 tonnellate e comunque non possono passare più di 9 unità contemporaneamente.
- Il transito dei sottomarini è consentito solo in superficie.
- Non è consentito il transito di portaerei.
Un esempio di lawfare avviene nel mar cinese meridionale, nell'arcipelago delle isole Spratly. La Cina ha trasformato, a partire dal 2014, degli isolotti in basi aeronavali di supporto alla loro flotta, così facendo ha dichiarato che arcipelago appartenesse alla Cina e poi da lì è nato il dibattito sulle acque territoriali, sulla zona economica esclusiva tra Vietnam, Cina, Filippine e Indonesia.
Nel Golfo di Trieste vi è una contesa tra Slovenia e Croazia per la baia di Pirano. Gli sloveni, per raggiungere l'alto mare devono passare attraverso le acque territoriali croate, allora pretendono di esportare il limite delle acque territoriali slovene fino alla punta di capo sapore in modo da avere un canale per raggiungere l'alto mare, questo è un episodio di lawfare da parte della Slovenia.
Ruolo delle navi da guerra
Nel diciannovesimo secolo esisteva soltanto la guerra di superficie (surface warfare) e si combatteva con navi a vela e con le prime navi a propulsione meccanica (ASuW Anti Surface Warfare). Nel 1900 alle navi di superficie si affiancano i sottomarini e gli aerei (ASW Anti Submarine Warfare e AAW Anti Aircraft Warfare). Dopo il 2000 fanno la comparsa i droni.
I sottomarini possono essere impiegati per l’infiltrazione e l’esfiltrazione di truppe e per il lancio di missili balistici intercontinentali che costituiscono una minaccia permanente per tutti gli stati. Le unità navali, oltre che operare in un contesto isolato, con navigazione autonoma, per missioni che abbiano una valenza operativa sono impiegate in task force che si compongono di:
- Career task force combat strike group, dove sono presenti tutte le componenti: portaerei, unità di superficie di prima linea, unità per il supporto logistico e sottomarino.
- AMPH task force EAMPH readiness group, basato su 3 tipi di unità: LHD, unità a tutto ponte, portaerei, sprovviste di catapulta, LPD, hanno un ponte di volo più limitato, LSD, unità destinate a trasportare mezzi da sbarco.
Da circa 20 anni tutte le società di classifica hanno istituito dei regolamenti per la progettazione e costruzione di navi militari.
Il RINAMIL distingue 3 categorie di navi:
- Front line ship, navi combattenti di prima linea operanti in tutto il mondo.
- Second line ship, ovvero navi con un dislocamento mediamente inferiore alle 2000 t.
- Navi ausiliare, che consentono alla flotta di operare per lungo tempo senza fare scalo, svolgono questi compiti: supply, training, salvage, idrografiche, mine hunter.
Il distintivo ottico serve per riconoscere una nave a distanza.
Esiste una normativa riportata nello STANAG 1166, acronimo di Standard Ship Designator System, per classificare tutte le navi, serve a far operare assieme navi e sistemi provenienti da stati diversi, sono redatta da una agenzia della NATO.
Processo di acquisizione (procurement)
Life cycle cost
Processo di acquisizione e costi di vita
Il progetto di una nave viene approcciato come la realizzazione di un insieme di sistemi e quindi questi sistemi devono essere congruità tra di loro e hanno un proprio costo, di acquisto e di manutenzione.
MOD: ministery of defence, si divide in:
- Area tecnico operativa, ovvero la parte operativa della forza armata, quindi quella amministrata dal capo dello stato maggiore della difesa o dal capo di Stato maggiore della Marina militare (CSMM) o dell'esercito.
- Area tecnico amministrativa, ovvero tutte quelle strutture che fanno capo alla direzione nazionale degli armamenti (DNA), che in Italia si chiama anche segretariato generale della difesa, l'attività principale delle direzioni nazionali degli armamenti è il procurement, opera l'attività che provvede all'acquisizione di beni e servizi per il funzionamento. A noi interessa il NAVARM (direzione degli armamenti e delle costruzioni navali).
Stato maggiore = General staff.
Lo staff target è il requisito operativo preliminare.
Fasi di progettazione di una nave militare
- Concept design, ovvero le caratteristiche principali generali dell'unità, ad esempio i sistemi che avrà installati a bordo, la velocità autonomia ecc.
- Studio di fattibilità, che prevede ad esempio la definizione del sistema di propulsione più adatto allo scopo dell'unità.
- Full design, ovvero la fase in cui si eliminano il maggior numero di incertezze per quanto riguarda il progetto.
- Stesura delle specifiche tecniche del sistema, ovvero la fase di contract definition.
- Trender, ovvero la fase di contrattazione.
- Produzione.
- Acceptance, ovvero la dichiarazione che la nave è pronta alle prove in mare.
- Prove in mare.
- Commissioning, ovvero la consegna dell’unità.
Trade off.
Risk reduction, ovvero riduzione delle incertezze.
La progettazione e la stesura del contratto costituiscono il 30-40% del tempo totale.
La costruzione e le prove in mare costituiscono il 60-70% del tempo totale.
Per concludere un contratto di costruzione:
- Nel 1960, 5000 uomini-giorni.
- Nel 1980, 50000 uomini-giorni.
L'intero progetto di una nave militare generalmente impiega dagli 8 ai 10 anni totali.
Per una produzione in serie questo lasso di tempo si riduce notevolmente, ad esempio riducendo al minimo le prove in mare, le prove in mare complete vengono fatte solo sulla prima unità costruita.
Specifiche tecniche preliminari e esigenze operative:
- Carico pagante.
- Sistemi elettronici.
- Sistemi di comunicazione.
- Velocità massima.
- Velocità di crociera o di massima autonomia.
- Autonomia, quindi anche i viveri a bordo.
- Equipaggio: quindi alloggi, viveri, mense.
- Tenuta al mare: in funzione delle dimensioni della nave ad esempio può essere richiesto che venga garantita l'operatività degli elicotteri fino ad un certo sea state.
- Condizioni climatiche: si definisce il range delle condizioni tematiche nelle quali la nave deve operare, e quindi tutti gli impianti di ventilazione, condizionamento ecc.
- Supporto logistico integrato: ad esempio deve essere assicurata la disponibilità di pezzi di ricambio, oppure la capacità di intervento tecnico a prezzi controllati.
- Dislocamento approssimato.
In ambito NATO il gasolio è individuato dalla sigla F76.
Il TP5 invece è individuato dalla sigla F44.
Esempio di ROP (requisito operativo preliminare):
- Esigenze operativa di riferimento.
- Pianificazione dell'investimento.
- Indicazioni di carattere tecnico.
Elia Giaffreda 8/3/2022
In funzione di come progettiamo la nave, si fissano dei paletti anche per il costo del ciclo di vita della stessa.
Fasi di acquisizione di una nave da guerra:
- Outline target (esigenza operativa preliminare) - staff target (requisito operativo definitivo) - Staff requirements.
- Italiano “segretariato”. Definizione del progetto da parte della NAD: National armament direction, o in generale della difesa.
- Stesura delle specifiche tecniche.
- Procurement competition, ovvero il momento in cui le ditte presentano le offerte e si valuteranno offerta tecnico-economica più vantaggiosa, una volta scelta si deve negoziare e limare il contratto.
Tra l'esigenza operativa e la firma del contratto possono passare dai tre anni in su.
Si ha poi la fase di costruzione della nave, nel contratto sono definite anche le varie scadenze di pagamento associate al superamento di certi obiettivi.
Uno di questi obiettivi è la critical design review, ad essa è associata la presentazione di alcuni documenti e studi, piani generali della nave, la struttura, studi logistici ecc., che devono essere accettati, se non vi sono riserve scatta il pagamento di una tranche del contratto.
Assieme al progetto della nave deve essere anche progettato il supporto logistico.
Fase di costruzione della nave da guerra
Una volta iniziata la costruzione della nave la costruzione sarà sorvegliata dalla Marina stessa o da ispettori del registro, come avviene nel caso delle navi mercantili, per la nave mercantile è obbligatorio mentre per quelle militari è una scelta che può essere vantaggiosa se si hanno limitate disponibilità economiche.
Fasi:
- Revisione critica del progetto.
- Prove di fabbrica.
- Prove agli ormeggi.
- Prove in mare.
Per l'esecuzione delle prove in mare ci sono diverse consuetudini, infatti fino a quando la nave non è definitivamente consegnata alla Marina l
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Navi militari - parte 2
-
Appunti Navi Militari - parte 1
-
Istituzioni militari - Appunti completi
-
Dritto della navigazione - Appunti