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POLITECNICO DI MILANO

Autore

Andrea Viale

Ingegneria Meccanica

Corso di Laurea: 2025/2026

Anno Accademico:

II

Semestre: Meccanica Applicata alle Macchine

Insegnamento: 054828

Codice Insegnamento:

10

Numero di CFU:

Collina Andrea

Professore: Fondamenti di meccanica teorica ed applicata (McGraw Hill)

Libro di testo (di riferimento):

Descrizione:

Il seguente file è interamente basato sulle lezioni frontali del corso ed integrato tramite il libro di

testo di riferimento, indicato dal professore. Sono inoltre presenti alcuni approfondimenti

riguardanti gli argomenti più complessi e delicati, all’interno degli stessi paragrafi, oppure a parte.

Cosa include il seguente file:

Lezioni teoriche sulle applicazioni della meccanica applicata alle macchine

DALLA 14 ALLA 24

Documento redatto a scopo di studio personale. È severamente vietata la riproduzione, la condivisione e la rivendita non

autorizzata a terzi. Questo materiale non sostituisce lo studio sui testi ufficiali o la frequenza alle lezioni.

Programma del corso:

Cinematica e dinamica dei sistemi di corpi rigidi nel piano con elementi di meccanica analitica.

Forze scambiate tra solidi, attriti, resistenze di rotolamento. Forze di interazione fluido-solido, forze

aerodinamiche, cenni sulla lubrificazione idrostatica e idrodinamica. Dinamica della macchina a un

grado di libertà, curve caratteristiche del motore e dell'utilizzatore, la trasmissione, moto a regime,

in transitorio e in regime periodico. Organi delle macchine per la trasmissione e la trasformazione

del moto. Trasmissioni a ingranaggi: rotismi ordinari ed epicicloidali. Trasmissioni flessibili: cinghie,

catene. Vibrazioni meccaniche di sistemi ad un grado di libertà ed applicazioni.

versione “MARKED”

La parte relativa alle lezioni è in ovvero la versione evidenziata e commentata,

ideale per un ripasso veloce in quanto consente di identificare immediatamente, a livello visivo, gli

elementi più importanti (formule, definizioni, concetÝ, …); oppure per studiare avendo già in mente

quali sono le cose più importanti da sapere ed a cui fare maggiore attenzione

Versione del file: 1.3

In caso di eventuali modifiche (correzione di errori o altre) la versione del file cambia

Nota dell’autore:

Grazie per il tuo acquisto!

Grazie di cuore per l'acquisto e per la fiducia che mi hai dimostrato! Ho dedicato molto tempo e

cura alla stesura di questo documento; spero vivamente che queste dispense ti siano utili per

alleggerire lo studio, comprendere al meglio la materia e per superare l'esame con successo.

Se ti sei trovato bene e reputi questo materiale di qualità, ti chiedo un piccolo favore: parlane con i

tuoi amici qualora dovessero aver bisogno di appunti chiari e afÏdabili su cui prepararsi. Il

passaparola è il supporto più prezioso che tu possa darmi: il ricavato di queste vendite, infatÝ, è ciò

che mi permette di continuare questa atÝvità, dedicando tempo e risorse alla stesura, alla

revisione e alla pubblicazione di nuove dispense per i prossimi corsi.

Un grande in bocca al lupo per il tuo esame e per il proseguimento dei tuoi studi! ”

Andrea

Altre mie pubblicazioni:

- Dispense di Costruzione di Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)

- Dispense di Fisica Tecnica (lezioni, esercitazioni e riassunti)

- Dispense di Principi di Ingegneria Elettrica (lezioni, esercitazioni e riassunti)

- Dispense di Statistica (lezioni, esercitazioni e riassunti)

- Dispense di Meccanica dei Fluidi (lezioni, esercitazioni e riassunti)

- Dispense di Tecnologia Meccanica (lezioni, esercitazioni e mappe mentali)

Elenco aggiornato a Luglio 2026 "Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare."

Lucio Anneo Seneca

MECCANICA MACCHINE Lezione 14

Lezione 14

Studio del transitorio di avviamento coppia motrice,

Come visto la scorsa lezione, è possibile esprimere la in funzione della

velocità di rotazione, come

( ) = (1 − )

0 0

Ricordando che =

= const

angolare motrice

Inoltre, l’accelerazione è

̇ =

2

+

Che, raggruppando il denominatore in un termine equivalente e sostituendo l’espressione della

coppia motrice precedentemente vista, si può riscrivere come

0 0

2

= + ⇒

̇ = = − −

0

differenziale del prim’ordine

Da cui è possibile osservare come si tratti di un’equazione

⏞ −

0

0

̇ + = ⇒

̇ + =

0 (>﹏<) è possibile risolvere tale tipologia di equazione come

Come visto nel corso di Analisi 2

somma dell’integrale generale dell’omogenea associata ed una soluzione particolare

() = () +

, generale particolare

Integrale particolare

1. velocità di regime,

La soluzione particolare rappresenta la raggiunta al termine del transi­

torio = = const ⇒

̇ = 0

part part

Sostituendo nell’equazione si ricava che

0

0

0 + = ⇒ = = = = (1 − )

part part 0

0

0

24­04­2026 1

MECCANICA MACCHINE Lezione 14

Infatti

= = (1 − ) ⇒ 1− = ⇒ =1−

0

0 0 0 0 0

Da cui

= (1 − )=

0

0

Integrale generale

2.

La soluzione dell’omogenea avrà la seguente forma

() =

̇ () =

,0 ,0

Sostituiamo nell’equazione omogenea si ha che

̇ + = ⇒ + = 0

= =

con e

0 0

0 caratteristica

E si ricava quindi l’equazione

( + ) = 0 ⇒ +=0

Analisi dimensionale di −2

(kg m s ) m

N m

0 −1

= ⇒ = = s

2 −1

2 −1

kg m rad s

kg m rad s

0

Quindi il termine deve necessariamente risultare

1

=− 0

di tempo”

Con detta “costante e misurata in secondi

0

Applicazione delle condizioni iniziali

Data la seguente forma della soluzione −/

() = +

0

Supponendo che la condizione iniziale sia di motore fermo, per cui si sta avviando il motore

fermo per portarlo a regime, allora ( = 0) = 0

Applichiamo quindi tale condizione iniziale, appena individuata, per ricavare la costante

0= ⋅1+ ⇒ =−

24­04­2026 2

MECCANICA MACCHINE Lezione 14

Soluzione

Siamo ora in grado di scrivere la soluzione dell’integrale generale, che è

−/

() = (1 − )

0

Mentre l’accelerazione angolare risulta 1

−/ −/

̇ () = [− (− )] =

0 0

0

0

costante di tempo

Con

=

0 0

0

La costante di tempo rappresenta il tempo caratteristico del sistema, che scandisce la durata

del transitorio. In altre parole, essa indica la velocità di risposta (o l’inerzia) del un sistema

e quindi quanto tempo esso impiega per ritrovare un nuovo stato

rispetto ad una sollecitazione,

di equilibrio

24­04­2026 3

MECCANICA MACCHINE Lezione 14

Calcolo del rendimento di una trasmissione vite-madrevite

Trasmissione vite-madrevite

trasmissione vite-madrevite

Il sistema di è un meccanismo atto a trasformare un moto

rotatorio in un moto traslatorio rettilineo o viceversa. Esso si basa sull’accoppiamento cinema­

tico di due elementi:

vite,

1. La caratterizzata da un profilo elicoidale esterno.

madrevite,

2. La dotata di un profilo elicoidale interno complementare.

In base a come viene gestito il contatto tra i due elementi il sistema si può poi differenziare in:

Vite a strisciamento: il contatto tra le superfici avviene generalmente con strisciamento,

• implicando l’insorgenza di azioni d’attrito che influenzano negativamente il rendimento del

sistema (tipicamente basso)

Vite a ricircolo di sfere:

• tra i profili della vite e della madrevite sono interposte delle sfere

d’acciaio, il contatto diventa quindi di rotolamento. Vengono così drasticamente ridotte le

perdite per attrito, portando il rendimento a valori molto più elevati

Dato un sistema vite madrevite, definendo le seguenti grandezze:

• angolo d’elica

• passo

• diametro medio

velocità di traslazione della madrevite

La corrisponde alla velocità di trascinamento del

sistema di riferimento traslante e risulta

1 1

TR AS

= = tan ⇒ = tan

2 2 2

Tuttavia a livello geometrico è possibile ricavare che

⇒ = = ⇒ =

tan = 2 2

2 2

2

24­04­2026 4

MECCANICA MACCHINE Lezione 14

Ipotesi: quindi non sono presenti inerzie

• Condizione di regime | | = | |

• La forza di attrito è proporzionale alla forza normale con indipendente dalla

forza agente

Calcolo del rendimento diretto

Nel caso di moto diretto il sistema riceve potenza dalla rotazione motrice e la trasferisce in un

(movente) alla madrevite (cedente);

moto di traslazione, il flusso di potenza va quindi dalla vite

diretto

per questo si dice

Velocità della vite Velocità della madrevite (o “chiocciola”)

= tan

2 1

=

1 2

rendimento

È possibile esprimere il come

|Π |

0 2

= =

D Π

1

• Equilibrio forze verticali sul corpo 2

− + cos − sin = 0

• Equilibrio forze orizzontali sul corpo 1

− sin − cos = 0

Quindi il rendimento risulta

cos − sin

(cos − sin ) tan 1

2 1

= = =

D 1

sin + cos

(sin + cos )

1

1 tan

cos

Dividendo numeratore e denominatore per è possibile riscriverlo come

sin

1 − 1 − tan

1

cos =

=

D sin 1

+ 1 +

cos tan tan

rendimento diretto

Il è dunque 1 − tan

=

D

1+

tan

24­04­2026 5

MECCANICA MACCHINE Lezione 14

Calcolo del rendimento retrogrado

In questo caso il moto è inverso: l’azione assiale di traslazione forza l’elemento rotante a muo­

(movente)

versi contro un momento resistente. Il flusso di potenza va quindi dalla madrevite

inverso

alla vite (cedente); per questo si dice

Come prima = tan

2 1

rendimento

In questo caso il si esprime come

|Π | 1

=

=

R

Π 2

• Equilibrio forze orizzontali corpo 1

− + sin − cos = 0

corpo 2

• Equilibrio forze verticali − cos − sin = 0

Allora il rendimento risulta

(sin − cos ) (sin − cos )

1 1

= =

R

(cos + sin ) tan (cos + sin ) tan

1 1

sin

E dividendo numeratore e denominatore per si può riscrivere come

cos 1 −

1 −

tan

sin =

=

R cos 1 + tan

( + ) tan

sin

rendimento retrogrado

Il è dunque

1 −

tan

=

R 1 + tan

45° >

È possibile dimostrare (fallo) che se è minore di allora D R

24­04­2026 6

MECCANICA MACCHINE Lezione 15

Lezione 15

Moto diretto e retrogrado

Come visto la scorsa lezione, il rendimento di una trasmissione è diverso in base al verso del

flusso della potenza; è infatti possibile distinguere due tipologie diverse di moti:

Moto diretto:

• la potenza fluisce dal motore all’utilizzatore

Moto retrogrado:

• la potenza fluisce dall’utilizzatore al motore

potenza entrante,

La nei due casi, risulta quindi

(M)

D = −

̇

Π }

{ (U)

R = −

̇

Π

Condizione di regime

condizione di regime

̇ = 0,

In l’accelerazione angolare è nulla pertanto è subito possibile

distinguere tra i due casi di moto; infatti Tipo di moto

I caso + - Diretto

II caso - + Retrogrado

Transitorio

transitorio

Durante il invece, essendo l’accelerazione angolare non nulla, si possono presen-

tare 4 casi e non è sempre possibile stabilire a priori la tipologia di moto Tipo di moto

̇

I caso + - ? Diretto

II caso - + ? Retrogrado

III caso + + + ?

IV caso - - - ?

Metodo risolutivo per i casi I e II

Mentre nei primi due casi è immediatamente possibile distinguere tra i due tipi di moto [di

seguito la dimostrazione], non è possibile conoscere a priori il segno dell’accelerazione ango-

(che è diversa in base

lare. Per determinarlo bisogna eseguire il calcolo a partire dalla formula

al tipo di moto) - le formule di seguito presentate hanno i segni esplicitati

Moto diretto Moto retrogrado [vedi dopo]

− − +

D R

̇ =

̇ =

, diretto , retrogrado

2 2

+ +

D R

29-04-2026 1

MECCANICA MACCHINE Lezione 15

Caso I - Moto diretto

Data l’espressione dell’accelerazione angolare motrice per il moto diretto, nella sua forma

generale (senza segni espliciti) +

D

̇ =

2

+

D

> 0 < 0,

Dato che nel moto diretto si ha e esplicitando i segni è possibile riscriverla come

D

̇ =

2

+

D

Si può quindi osservare come non sia possibile stabilire il segno del numeratore a priori, in

quanto è presente la differenza tra due quantità positive (il segno dipende quindi dal termine

che prevale); il denominatore è invece positivo

̇

Ipotizziamo quindi il segno dell’accelerazione angolare e verifichiamo il segno delle espres-

sioni della potenza (motrice ed utilizzatrice) per capire la tipologia di moto; ricordando la loro

scrittura (M) (U)

Π = −

̇ Π = −

̇

Ipotesi 1 - Accelerazione angolare positiva

̇ > 0

Potenza motrice entrante >0 <0

⏞ ⏞

(M) ⇒ ?

= −

̇

Π ⏟

>0

In questo caso siamo in presenza della differenza tra due termini positivi e non è possibile

distinguere a priori la tipologia di moto

Potenza utilizzatrice uscente <0 <0

⏞ ⏞

(U) ⇒ <0

̇

=

Π ⏟

>0

In questo caso invece, essendo entrambi i termini negativi, è possibile stabilire il segno della

moto sia diretto

potenza. Risultando negativa si ricava che il (e che quindi la potenza motrice

(M)

Π > 0)

entrante risulti positiva

29-04-2026 2

MECCANICA MACCHINE Lezione 15

Ipotesi 2 - Accelerazione angolare negativa

̇ < 0

Potenza motrice entrante >0 >0

⏞ ⏞

(M) ⇒ >0

= −

̇

Π ⏟

<0

In questo caso, essendo entrambi i termini positivi, è possibile stabilire il segno della potenza.

moto sia diretto

Risultando positiva si ricava che il (e che quindi la potenza utilizzatrice

(

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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/13 Meccanica applicata alle macchine

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andrea_Viale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Meccanica applicata alle macchine e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Collina Andrea.
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