POLITECNICO DI MILANO
Autore
Andrea Viale
Ingegneria Meccanica
Corso di Laurea: 2025/2026
Anno Accademico:
I
Semestre: Costruzione di Macchine
Insegnamento: 062374
Codice Insegnamento:
10
Numero di CFU:
Patriarca Luca
Professore: Costruzione di Macchine 1 – P. Davoli
Libro di testo (di riferimento):
Descrizione:
Il seguente file è interamente basato sulle lezioni frontali del corso ed integrato tramite il libro di
testo di riferimento, indicato dal professore. Sono inoltre presenti alcuni approfondimenti
riguardanti gli argomenti più complessi e delicati, all’interno degli stessi paragrafi, oppure a parte.
Cosa include il seguente file:
Lezioni teoriche sui fondamenti della progettazione meccanica e sulla costruzione di macchine
DALLA 17 ALLA 28
Documento redatto a scopo di studio personale. È severamente vietata la riproduzione, la condivisione e la rivendita non
autorizzata a terzi. Questo materiale non sostituisce lo studio sui testi ufficiali o la frequenza alle lezioni.
Programma del corso:
Nella prima parte del corso vengono introdotÝ i concetÝ fondamentali della
• schematizzazione degli organi meccanici (assi, alberi, ingranaggi, cuscinetÝ, telai, giunti,
molle, ecc.) per lo studio dell'equilibrio e del calcolo delle reazioni vincolari, delle azioni
interne, degli sforzi e delle deformazioni, in base al legame elastico lineare, nonché della
deformabilità delle strutture. Verranno trattati i sistemi isostatici e semplici sistemi
iperstatici, con particolare attenzione all'analisi cinematica dei sistemi.
Successivamente il corso ha come obietÝvo l'impostazione del dimensionamento e verifica
• dei più elementari componenti e organi delle macchine. A questo scopo è illustrato il
comportamento meccanico dei materiali utilizzati in campo ingegneristico sollecitati
staticamente e a fatica, sono quindi evidenziati i coefÏcienti che tengono conto della
presenza di intagli (coefÏciente di sovrasollecitazione teorico, Kt, sperimentale, Ks, e di
fatica, Kf) nei componenti reali. Lo stato di sforzo e di deformazione nel piano è studiato per
determinare le sollecitazioni e le direzioni principali o in una prefissata direzione.
Infine, sono illustrati i principali criteri di resistenza statici e a fatica per materiali dutÝli e
• fragili.
Versione del file: 1.2
In caso di eventuali modifiche (correzione di errori o altre) la versione del file cambia
Nota dell’autore:
Grazie per il tuo acquisto!
“
Grazie di cuore per l'acquisto e per la fiducia che mi hai dimostrato! Ho dedicato molto tempo e
cura alla stesura di questo documento; spero vivamente che queste dispense ti siano utili per
alleggerire lo studio, comprendere al meglio la materia e per superare l'esame con successo.
Se ti sei trovato bene e reputi questo materiale di qualità, ti chiedo un piccolo favore: parlane con i
tuoi amici qualora dovessero aver bisogno di appunti chiari e afÏdabili su cui prepararsi. Il
passaparola è il supporto più prezioso che tu possa darmi: il ricavato di queste vendite, infatÝ, è ciò
che mi permette di continuare questa atÝvità, dedicando tempo e risorse alla stesura, alla
revisione e alla pubblicazione di nuove dispense per i prossimi corsi.
Un grande in bocca al lupo per il tuo esame e per il proseguimento dei tuoi studi! ”
Andrea
Altre mie pubblicazioni:
- Dispense di Fisica Tecnica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Principi di Ingegneria Elettrica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Statistica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica Applicata alle Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica dei Fluidi (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Tecnologia Meccanica (lezioni, esercitazioni e mappe mentali)
Elenco aggiornato a Luglio 2026 "Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti."
Isaac Newton
— Sir
Lezione 17 - 14/11/25
Energia associata alla flessione pura
Dato un corpo di lunghezza soggetto a flessione pura nellʼipotesi di materiale
L
elastico e lineare
Dato che L
L
M M M
∫
∫ =
=
Δθ =
= = ⇒ dk
dθ
dθ k dx L
dk ⋅ ⋅
⋅ E J E J
E J 0
0 (z) (z)
(z)
necessaria a flettere il corpo risulta
allora lʼenergia 2
1 1 M L
Δθ =
=
L M 2
2 E J (z)
Flessione - Effetto di più forze
Dato un corpo soggetto ad un momento flettente che provoca uno stato di
M
flessione del corpo ed una forza assiale applicata lungo lʼasse neutro del
N
corpo, considerando il sistema di riferimento baricentrico a distanza dalla
c
faccia superiore e da quella inferiore
b PSCE
analizzarlo tramite il (principio di sovrapposizione delle cause e
È possibile
degli effetti)
Lezione 17 14/11/25 1
1 Forza assiale (normale) N
Tale forza provoca su una generica sezione del corpo uno sforzo normale
N
=
σ x A
2 Momento flettente M
Come precedentemente visto (corpo soggetto a flessione pura), usando la
formula di Navier è possibile calcolare lo sforzo a cui una generica sezione del
corpo è soggetta a causa del momento flettente
M
= −
σ y
x J n
In totale
Il corpo sarà soggetto ad uno sforzo sulle facce superiore ed inferiore pari a
N M N M
=
= −
+ σ
σ c b
x
x inf
sup J A J
A
essi sono i due punti (facce) a sforzo massimo trovandosi alla massima
distanza rispetto allʼasse neutro
Forza decentrata
Nel caso in cui la forza assiale sia decentrata rispetto allʼasse neutro, per poter
P
analizzare lo stato di sforzo del corpo è necessario spostarla lungo lʼasse neutro,
in quanto le azioni interne (e le formule che conosciamo) sono riferite agli assi
baricentrici
Lo spostamento della forza provoca la comparsa di un momento flettente pari
M
alla forza per la distanza a cui originariamente si trovava rispetto allʼasse neutro
≡ =
N P M P e
Lezione 17 14/11/25 2
È poi possibile analizzare il sistema come precedentemente visto, ricavando che
lo sforzo subito dal corpo è pari a N M P P e
= = = +
+ y y
σ σ
x x sup J
J A
A
con il segno positivo dovuto alla direzione delle fibre tese, verso il basso
È inoltre possibile individuare la pozione dellʼasse neutro imponendo che lo
sforzo sia nullo P P J
e
= 0 ⇒ ( ) 0 ⇒ =
+ −y =
σ y
0 0
x A J A e
Flessione deviata
Si parla di flessione deviata quando il vettore momento flettente non coincide con
gli assi principali di inerzia (dunque la sezione non ha doppia simmetria )
=
J J
x y
Dato un corpo soggetto ad una forza “inclinataˮ rispetto agli assi principali di
P
inerzia
Bisogna dunque scomporla lungo di essi
= sin = cos
P P θ P P θ
z y
Tali forze provocano dunque la comparsa di due momenti sul corpo, i cui punti di
momento massimo sono allʼincastro del corpo
= cos = sin
M P L θ M P L θ
z y
Tali componenti possono essere ricondotte ad un vettore momento flettente
(anchʼesso deviato) 2
2 =
= + P L
M
M M y
z
Lezione 17 14/11/25 3
Anche in questo caso, per trovare lʼasse neutro bisogna imporre che lo sforzo sia
nullo M M M M J M
y z y z z y
= 0 ⇒ =
− =
= ⇒
σ z y z y y z
x J J J
J J M
y y y
z z z
Che dunque individua una retta passante con angolo che è possibile
=
O β θ
ricavare come y M J J
y z z tan
=
=
tan = θ
β M J J
z z y y
Flessione deviata con più forze
Si analizza come visto precedentemente, tramite lʼindividuazione dei momenti
flettenti ed il PSCE
Le forze sugli assi principali dʼinerzia sono
= sin = cos
P P θ P P θ
z y
E dunque i momenti allʼincastro risultano
= cos = sin
M P L θ M P L θ
z y
Il momento flettente totale quindi 2
2 =
= + P L
M
M M y
z
E dato che lo sforzo provocato dalla forza assiale è allora lo sforzo totale
= F
σ x A
risulta F M M
y z
= −
+
σ z y
x A J J
y z
Lezione 17 14/11/25 4
Ed usando il PSCE è possibile individuare il punto soggetto allo sforzo massimo:
è possibile infatti individuare le zone soggette allo sforzo maggiore (segnate in
arancione) per ogni contributo
Momento Momento Forza assiale
M F
M y
z F
M h M b
+ +
+ y
z = =
= σ σ
σ max
2
2 max
max J b h
J y
z
Dato che la zona soggetta allo sforzo maggiore per i momenti è
quella più lontane rispetto al suo punto di applicazione mente per la
forza assiale lo sforzo è uniformemente distribuito su tutta la
sezione; il punto di sforzo massimo risulta quindi
flessione deviata
In generale -
Individuare il baricentro
sistema principale dʼinerzia
Individuare il
Scomporre forze e momenti esterni lungo gli assi principali di inerzia
Calcolo degli sforzi tramite equazioni
Sforzo da forza assiale Sforzo da momento di Euler-
(equazione
Navier)
N
=
σ M
A =−
σ y
J n
Lezione 17 14/11/25 5
Sforzi di taglio
Dato che il momento è la derivata del taglio
dM ( … ) ( )
= T x
dx
allora se il taglio è nullo il momento è costante; se invece è presente unʼazione di
taglio il momento ha un andamento lineare crescente
Dunque, dato un corpo soggetto ad una forza di taglio T
Ipotesi:
Sezione compatta: disegnando una linea chiusa allʼinterno della sezione,
essa contiene solamente punti appartenenti allʼarea (dunque non presenta
fori)
È possibile considerare un elemento infinitesimo della sezione ed esso sarà
soggetto ad un sforzo che è possibile supporre costante lungo per simmetria
τ z
( ) = const
τ z
Inoltre dato che il taglio è antisimmetrico sullʼelemento infinitesimo compariranno
altri sforzi di taglio τ
+
M dM M =
∫ ∫ F τ b dx
3
= =
F y F y dA
dA
1 2 J
J z z
A A
1 2
E per equilibrio quindi
− − = 0
F F F
1 2 3
+
M dM M
∫
∫ −
− = 0
dA
dA y τ b dx
y J
J z
z A
A 2
1 1
dM dM ∫
∫ ⋅
= ⇒ ( ) = dA
dA τ b dx τ y y
y 1 ⋅
dx
J J b
z z A
A 1
1
Lezione 17 14/11/25 6
e dato che 1 1
dM ∫ =
⋅
( ) = dA
y T S
τ y 1 z
⋅ ⋅
J b J b
dx z z
A 1 formula
con momento statico di rispetto allʼasse neutro ; si ricava così la
S A z
1
z
di Jourawsky, per il calcolo degli sforzi tangenziali provocati da unʼazione di
taglio T S n
( ) =
τ y b J n
con asse neutro
n
Dimostrazione formula Jourawsky dal libro
Lezione 17 14/11/25 7
Lezione 18 - 18/11/25
Applicazioni formula di Jourawsky
Sezione rettangolare
Dato un corpo con sezione rettangolare soggetto ad una forza di taglio
Sullʼelemento infinitesimo della sua sezione comparirà uno sforzo che è
τ
costante lungo ed il cui valore in funzione di è calcolabile mediante la
z y
formula di Jourawsky ( )
T S y
=
τ xy b J z
Allora lʼandamento della sollecitazione tangenziale lungo la
τ
sezione seguirà un andamento simil-parabolico
Dunque il punto di sforzo massimo si troverà in corrispondenza della nulla
y
3 T
( = 0 ) =
τ y
max 2 A
Sezione circolare
Dato un corpo con sezione rettangolare soggetto ad una forza di taglio, gli
sforzi saranno sempre tangenziali rispetto alla sezione
τ
In questo caso la formula di Jourawsky va bene solo per calcolare lo sforzo
massimo e non per il calcolo degli sforzi negli altri punti
Lezione 18 18/11/25 1
Comunque anche in questo caso lʼandamento della
sollecitazione tangenziale lungo la sezione seguirà un
τ
andamento simil-parabolico
E quindi il punto di sforzo massimo si troverà in corrispondenza della nulla;
y
dato che 4 4
r
=2 4 (
2 )
b r h π
π d
=
y =
=
J
G 3 π z 64 64
2
2 4
r r
⋅
( = 0 ) = =
S y A y G 2 3 π
allora lo sforzo massimo risulta ( = 0 ) 2 64 4
T S y T T
3
=
( = 0 ) = =
r
τ y
max 3
2 3
16 4 A
r
b J π r
z
Deformazione reale sforzo di taglio
Dato un corpo soggetto ad uno sforzo di taglio la deformazione è
γ
τ
=
γ G
misura di quanto la sezione trasversale smette di essere perpendicolare
γ
all'asse della trave, indica cioè la variazione dell'angolo retto tra due
segmenti (che prima della deformazione erano perfettamente
perpendicolari)
E lʼandamento di lungo la sezione del corpo è simil-parabolica, con il
τ
massimo in corrispondenza di ed agli estremi sforzo e deformazione nulli
= 0
y
Dato un elemento del corpo, a livello microscopico nella
realtà, esso si deforma nel seguente modo:
E visto che agli estremi la sezione forma un angolo retto allora =0
γ
Lezione 18 18/11/25 2
Dato che, come si è osservato nel disegno del profilo parabolico, varia lungo
γ
tutta la sezione, è possibile considerare lo spostamento infinitesimo verticale in
funzione di come
γ medio = ⋅
dv dx γ medio
ma in tal modo i calcoli successivi diventano molto complicati. È allora
possibile, per le travi snelle, assumere che le sezioni rimangano piane e
perpendicolari all'asse deformato e che quindi sia nullo lungo tutta la sezione.
γ
La deformazione dellʼelemento del corpo, data questa
ipotesi, segue allora questa forma (simili a quella
osservabile macroscopicamente)
Questa ipotesi presenta però delle criticità in quanto porta ad un paradosso:
essendo nulla la deformazione anche lo sforzo dovrebbe risultare nullo
τ
(secondo il legame costitutivo tra sforzo e deformazione ); inoltre
τ γ
assumendo che le sezioni rimangano piane e perpendicolari all'asse deformato,
quindi assumendo costante lungo la sezione, ai bordi del corpo (come
γ
osservabile sopra) la deformazione mostra un angolo distorto (per cui )
= 0
γ
proprio dove la fisica impone che sia nullo (vedi forma parabolica dello
γ
sforzo) a causa dellʼassenza di sforzi
Tale ipotesi porta però ad errori piccolissimi, solitamente inferiori allʼ ,
1%
assolutamente accettabili nellʼambito dellʼingegneria civile e meccanica, e
semplificando enormemente i calcoli successivi questo paradosso è pertanto
accettabile
Nel calcolo della linea elastica deformata (spostamento dell'asse), il
contributo della deformabilità a taglio è trascurabile per travi snelle (ipotesi di
Eulero-Bernoulli), mentre diventa rilevante per travi tozze (modello di
Timoshenko)
Nella deformabilità a taglio si trascura la deformazione γ
Lezione 18 18/11/25 3
Torsione
Ipotesi:
Piccoli spostamenti e rotazioni
Le sezioni rimangono piane e perpendicolari all'asse deformato
Momento torcente costante
M t
Dato un corpo soggetto ad un momento torcente (torsione)
Compare una deformazione provocata dagli sforzi interni
γ τ dϕ
’ ⋅ = ⇒ =
bb = γ dx r dϕ γ r dx
E dato che il momento torcente è costante per ipotesi allora
dϕ = const = Φ
= const ⇒
M t dx
angolo unitario di torsione
dove è detto
Φ = Φ (1)
γ r
Inoltre integrando lʼespressione soprastante
ϕ L
dϕ dϕ
∫ ∫
= Φ ⇒
=
Φ ⇒ =Φ
dx ϕ L
dx dx
0 0 unitario di
da cui è possibile ricavare una seconda espressione per lʼangolo
torsione ϕ (2)
Φ= L
lʼangolo di torsione è proporzionale al momento torcente (in quanto anche ϕ
lo è) [vedi sotto]
Lezione 18 18/11/25 4
1
Sostituendo nellʼespressione della relazione tra e lʼequazione è possibile
τ γ
relazione tra sforzo tangenziale ed angolo unitario di torsione
ricavare la τ
(1) (3)
= = ( Φ )
G
τ γ r G
da cui si può osservare che è sulla circonferenza esterna in quanto in
τ max
tale zona il raggio ha la dimensione maggiore =
r R
Considerando lʼespressione del momento torcente
∫ ∫ ∫ ∫ ∫
2 2
= ( )
= = = Φ = Φ
M r τ dA r r r
dM dF G dA G dA
t t t
A A A A A
unitario di torsione
da cui si ricava una terza espressione per lʼangolo M t
= Φ ⇒ Φ= (4)
M G J
t P G J P
in questa è possibile notare chiaramente la proporzionalità dellʼangolo di
torsione con il momento torcente (come precedentemente scritto)
4 3 sforzo
Inoltre, sostituendo lʼequazione nella è possibile ricavare lo τ
provocato da un momento torcente: M M r
t t
= ( Φ ) = =
τ r G r G J
G J P
P
Lezione 18 18/11/25 5
Rigidezza torsionale
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Appunti Costruzione di macchine - parte 2
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Appunti Costruzione di Macchine
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Appunti Costruzione di macchine - parte 1