Corso di diritto civile
Prof. G.E. Napolis
Bobine a cura di Angela Russo 1
Argomento 1 - Approfondimento in materia di interpretazione della legge e analogia
Videolezione 1 – L'interpretazione letterale della legge
La lezione di cui ci occupiamo riguarda l'interpretazione della legge e alla base di ogni corso di diritto la conoscenza delle regole che disciplinano come deve essere interpretata la legge stessa.
Quindi per qualsiasi tipo di corso, sia che si tratti di corso istituzionale di diritto privato, sia che si tratti di corso approfondito, cioè di diritto civile, sia che si tratti di un corso specialistico di master, di un corso di perfezionamento, di un corso di formazione riguardante il diritto, nel nostro caso il diritto privato, l'interpretazione della legge è alla base.
Si parte dall'interpretazione della legge e dalle regole di interpretazione della legge.
Il legislatore ha fornito una norma al riguardo, è l'articolo 12 delle preleggi. L'articolo 12 delle preleggi è la norma da cui si basa.
Anch'essa è una legge, si trova nelle preleggi, cioè nelle disposizioni sulla legge in generale, che precedono il testo del codice civile e anch'essa è una norma di legge, quindi deve essere interpretata in qualche modo.
Questa lezione serve proprio a capire, a comprendere, a ricostruire il significato, cioè a interpretare la stessa disposizione sull'interpretazione della legge, cioè l'articolo 12 delle preleggi.
L'articolo 12 delle preleggi detta le regole di interpretazione.
Interpretare una legge significa ricostruirne il significato.
Interpretare è un'attività che si fa sempre comunemente, ricostruire il significato di qualcosa che viene detto, quando si ricostruisce il significato di una locuzione verbale, di una parola, di una frase, di un romanzo, di una composizione letterale.
Si può ricostruire il significato anche, ovviamente, di altro tipo di opere, ma a noi questo non interessa.
È chiaro che anche da un quadro può trarsi un determinato significato, anche da alcuni gesti possono trarsi dei significati, ma a noi non interessa.
Non interessa in quanto la norma riguarda la legge, la legge in senso formale è certamente una legge scritta.
Rientrano senza dubbio nelle fonti del diritto anche delle norme non scritte, sappiamo che esistono le consuetudini, ma le consuetudini non trattandosi di norme scritte, non essendoci una base fissa, solida, scolpita da qualche parte, con le parole o con qualche altro segno esteriore ben fissato, ben enucleabile, non si può parlare di interpretare una consuetudine, si tratta più che altro di ricostruire il contenuto della stessa consuetudine.
Quando si parla invece di norme scritte esse vanno interpretate, come va interpretato ogni scritto, anche ogni locuzione orale, se io parlo chi mi ascolta deve interpretare.
Questo fa capire come ampio sia il significato dell'interpretazione e come ampio sia il numero dei soggetti che devono interpretare, perché a volte si cade nell'equivoco di considerare come interprete solamente il giudice nel campo del diritto.
Il giudice sì, è un'interprete importante, perché per quanto riguarda il caso concreto che va a decidere, è l'interprete che darà la soluzione definitiva, che potrà andare addirittura a fare il giudicato tra le parti "loro eredi aventi causa", come dice il codice civile.
Ma non è solo il giudice che deve interpretare, tutti dobbiamo interpretare, tutti dobbiamo osservare la legge, quindi tutti siamo costretti a interpretarla.
È chiaro che le interpretazioni hanno un livello diverso in base anche al soggetto che effettua l'interpretazione, quindi se nello scrivere uno scritto giuridico riguardante una determinata disciplina, io effettuo e svolgo determinati ragionamenti, determinate argomentazioni su una norma giuridica, la sto interpretando quale autore di dottrina e quindi quella è un'interpretazione dottrinale.
L'interpretazione può provenire dal giudice, allora la chiamiamo interpretazione giudiziale.
L'interpretazione può provenire dallo stesso organo che ha emanato la legge, quindi si parla di interpretazione autentica, quando è lo stesso legislatore che per sedare ogni dubbio riguardo all'interpretazione di quella norma spiega esattamente come deve essere interpretata e a volte purtroppo cade in lacune esplicative.
L'interpretazione autentica è l'unico caso di legge, perché appunto il legislatore con una legge interpreta una norma di legge e quindi è l'unico caso di legge che consideriamo retroattiva, che può agire anche per il passato perché la legge, la norma, il legislatore ci dice come si deve interpretare una norma e la norma da quando già è stata emanata si interpreta, a far data da quando è stata emanata in quel modo, anche se successivamente il legislatore ha spiegato che deve essere interpretata in quel modo.
Quindi interpretare significa ricostruire un significato, l'interprete è chiunque.
Ci sono vari tipi di interpretazione e in alcuni casi vari tipi di interpreti che servono a delimitare gli ambiti di interpretazione ad esempio di cui abbiamo parlato, quella autentica, quella dottrinale, quella giudiziale.
Leggiamo l'articolo 12 delle preleggi, lo leggiamo interamente e cerchiamo a questo punto di ricostruirne il significato, cioè di interpretarlo, di capire cosa esattamente vuole dire e come può servirci per l'interpretazione.
Nell'applicare la legge, dice il primo comma dell'articolo 12 delle preleggi, non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore.
Secondo comma, vedremo che in realtà non si occupa dell'interpretazione in senso proprio ma di una creazione: se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe.
Se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
Anche se viene chiamata interpretazione, la logica in realtà non è interpretazione ma è creazione di una norma, non è ricostruzione del significato di una norma.
Alla ricostruzione del significato della norma si dedica il primo comma che abbiamo letto, quindi nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore.
In queste poche parole il legislatore esprime come deve essere interpretata la legge.
In primo luogo dice diamo peso al significato proprio delle parole secondo la connessione di esse.
Il significato delle parole significa andare a vedere il significato letterale della legge.
Per capire il significato letterale, quando abbiamo dei dubbi, quando vogliamo conoscere tutte le accezioni di un determinato vocabolo, ovviamente prendiamo un vocabolario.
Il vocabolario ci permette di comprendere esattamente la portata di quella parola in alcuni casi perché dipende dal settore disciplinato, lo stesso vocabolo può avere significati e accezioni diverse.
Facciamo un esempio di una parola che poi rivedremo.
Se parliamo in senso di animali, il tasso è un animale e quindi la parola tasso la attribuiremmo al particolare animale che ha questo nome.
Se invece parliamo di obbligazioni pecuniarie, di denaro, di interessi, la parola tasso ha un significato assolutamente diverso.
Quindi in base al contesto una stessa parola può avere accezioni diverse.
Quindi dobbiamo utilizzare il vocabolario che riguarda lo specifico settore di riferimento oppure, se non c'è uno specifico settore scientifico o tecnico di riferimento, l'accezione comune della parola.
Quindi per comprendere che tipo di accezione dare dobbiamo analizzare qual è il contesto di riferimento che può essere di vario tipo.
Può essere un contesto di tipo letterario, può essere un contesto di tipo militare, può essere un contesto di tipo giornalistico, un contesto di tipo ingegneristico, navale, aeronavale, elettronico, informatico, eccetera.
Biologico, faunistico, floristico, eccetera.
In base al contesto la parola assume un significato proprio, potrebbe assumere un'accezione propria una determinata parola.
Abbiamo fatto l'esempio della parola tasso e ci siamo resi conto di come questa parola in due contesti diversi abbia due accezioni completamente distinte.
Il legislatore ci dice di non fermarci alla mera parola, ma di analizzare, le parole del legislatore indicano che deve essere dato il senso fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse.
Quindi la ricostruzione letterale deve aver riguardo non a una mera sequenza di parole, perché la connessione non è una sequenza, un treno di parole.
La connessione è una costruzione complessiva, un risultato complesso che risulta dalla formulazione della regola di legge.
Quindi la connessione insieme al contesto di riferimento permette di dare a volte addirittura un'accezione specifica alle parole stesse e comunque un senso particolare, una specificazione particolare, un orientamento particolare all'interpretazione già dal punto di vista letterale.
Quando si tratta di connettere le parole e di comprenderne il significato, più il legislatore è specifico, più il legislatore entra nel dettaglio, più il legislatore utilizza termini specializzanti che specificano la regola di legge e più semplice è il compito dell'interprete, almeno in linea generale, astratta e in linea di principio è così, perché esistono vari livelli di complessità nella formulazione della regola di diritto, come nella formulazione di qualsiasi frase.
Ci può essere un minore o un maggior livello di specificazione del precetto e quindi si può avere di conseguenza una pluralità di significati legati alla connessione tra le parole in base alla maggiore o minore specificazione, all'aggiunta di termini specializzanti in più.
Nelle slide trovate un esempio, una regola: Prima di andar via si deve chiudere, è chiaro che dipenderà dal contesto in cui si inserisce una regola di questo genere.
Non basta trarre il significato letterale da una regola del genere perché una frase di questo tipo deve essere inquadrata in un riferimento, all'interno ad esempio di una norma che detta delle regole di utilizzazione di determinati locali, il fatto che si dica per esempio nelle norme precedenti che ci sono delle regole di apertura di determinate porte, se alla fine nella norma da applicare si trova scritto "prima di andar via si deve chiudere", possiamo fare riferimento a quelle stesse porte della cui apertura si parlava.
Fatto sta che in una frase di questo genere ciò che deve essere chiuso, l'oggetto di questa chiusura che deve essere effettuata si trae all'esterno, quindi la complessità, la costruzione complessiva della frase porta a cercare all'esterno già dal contesto normativo di riferimento, dal contesto esterno a questa frase, ma da ricercare sempre nelle norme, fino a quando lo si può fare, nella formulazione letterale di altre frasi si deve andare a cercare l'oggetto concreto di questo precetto.
Ancora, si può specificare, ma vedrete che nelle varie specificazioni ci renderemo conto come via via con la specificazione si parla di qualcosa di diverso, con un'ulteriore specificazione, con un'ulteriore parola da specificare.
Se diciamo "prima di andare via si deve chiudere il rubinetto", la regola già diventa indirizzata a un oggetto di chiusura, il rubinetto, ma anche sul rubinetto non è facile capire di quale rubinetto si parli, anche in questo caso il contesto di riferimento è importante, potrebbe trattarsi di un rubinetto d'acqua, di gas, di olio.
Anche in questo caso la specificazione ha circoscritto maggiormente l'oggetto del precetto, ma anche in questo caso si deve andare a trovare all'esterno una specificazione.
Ad esempio "prima di andare via per le vacanze si deve chiudere il rubinetto" e già si specifica anche un ulteriore momento, non semplicemente quando si va via temporaneamente, per poco tempo, per qualche ora, ma se si va via per le vacanze si deve chiudere il rubinetto, questo per esempio potrebbe essere una regola di utilizzazione di alcuni locali pubblici.
Altra specificazione ulteriore, prima di andare via per le vacanze si deve chiudere il rubinetto della caldaia, ancora più specificato l'oggetto di ciò che deve essere chiuso.
O ancora di più "prima di andare via per le vacanze si deve chiudere il rubinetto del gas della caldaia".
Ancora si potrebbe andare avanti, via via con maggiore specificazione si evita di andare a ricercare più termini all'esterno dal contesto e si trovano nella connessione delle parole, dell'interpretazione letterale con la connessione delle parole, si trova il significato da attribuire al precetto.
È chiaro che in ogni caso il contesto di riferimento va visto, ma anche nell'ultimo di questi casi che sembra aver specificato di più il precetto, perché di quale caldaia si tratta, potrebbe trattarsi di una o di un'altra caldaia, cosa si intende per caldaia, perché in alcuni casi per caldaia si intende qualcosa che riguarda il riscaldamento di appartamenti, in altri casi per caldaia si intende qualcosa che riguarda il riscaldamento di autovetture, quindi in ogni caso il contesto di riferimento va analizzato.
La connessione delle parole è rilevante, più è specifica la frase, più specializzanti e maggiori sono i termini utilizzati, maggior numero sono i termini utilizzati e più facile sarà l'attività dell'interprete nel trarre la regola sempre però sulla base del contesto normativo e di tutte le altre frasi che stanno al lato di tutte le altre norme, quindi nel contesto di una interpretazione che letteralmente utilizza non solo quella parola, ma anche le parole delle altre frasi che accompagnano quella su cui si focalizza l'interprete.
Quindi per capire e comprendere esattamente un precetto si deve sempre analizzare la connessione delle parole, ma analizzarla nel complesso non di una singola frase, ma di tutte le frasi, di tutte le norme che riguardano quella materia e allora ci si rende conto come ciò diventi sempre più complicato.
Perché mancando a volte una specificazione puntuale da parte del legislatore che non utilizza dei termini che avrebbero permesso di chiarire subito il significato di un precetto, l'interprete è costretto ad andare a cercare l'elemento di chiusura, di comprensione di quel precetto all'esterno nelle altre parole, nelle altre frasi, cercando quindi di circoscrivere il significato letterale.
Il senso che si deve dare al precetto è un senso che si ricostruisce proprio nella mente dell'interprete e meno opzioni interpretative si aprono all'interprete più certa è l'applicazione della legge.
Perché se la norma è scritta in maniera tale da dare adito a più possibilità interpretative, l'interprete dovrà utilizzare più strumenti interpretativi.
C'è chi ne utilizzerà di più, c'è chi ne utilizzerà di meno, fatto sta che ci sarà chi potrà interpretare in un senso, c'è chi preferirà determinati appigli interpretativi, per esempio va di moda utilizzare i principi della Costituzione per interpretare la legge e si parla di interpretazione costituzionalmente orientata.
In realtà i principi della Costituzione servono come limiti al legislatore e sono dei principi, quindi per loro natura già sono ampli, quindi andare a scomodare dei principi della Costituzione che è un tempio del diritto che stabilisce semplicemente quali sono i limiti, oltre cui il legislatore non deve andare e stabilisce delle regole generali che non possono essere toccate neanche dal legislatore ordinario, mi sembra fuori luogo.
Questo già fa capire come la certezza del diritto sia un problema, quello di assicurare una certezza all'applicazione delle norme giuridiche.
Il problema dovrebbe essere risolto almeno in sede giudiziale dalla Corte di Cassazione.
Nel nostro ordinamento l'interpretazione giudiziale non è un'interpretazione vincolante, cioè se il giudice statuisce qualcosa, quell'interpretazione non deve essere necessariamente seguita come se fosse un precetto di legge, non è vincolante, come invece vincola gli altri giudici negli ordinamenti di common law, negli Stati Uniti, in Inghilterra.
Ma nel nostro ordinamento c'è un organo che deve assicurare, la cosiddetta nomofilachia, una tendenziale uniforme interpretazione della legge e questa è la Corte di Cassazione che già secondo l'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario deve assicurare l'uniforme interpretazione della legge.
Però la Corte di Cassazione è composta di varie sezioni e, prima della modifica intervenuta circa 10 anni fa sul Codice di Procedura Civile, si sapeva di essere un organo deputato a garantire anche l'uniformità dell'interpretazione della legge ma spesso contraddiceva sé stessa, ma adesso è stato limitato in qualche modo.
Mentre quindi prima di questo intervento normativo capitava molto frequentemente di trovare Cassazione, magari nello stesso anno, due o tre orientamenti diversi sullo stesso problema da parte della Corte di Cassazione, anche in contrasto agli orientamenti espressi nelle sezioni unite, nel 2006 è intervenuta una riforma che ha modificato l'articolo 374 cpc statuendo un principio di superiorità delle sezioni unite della Corte di Cassazione con riguardo all'interpretazione, al principio di diritto espresso in relazione a un determinato specifico problema, a un determinato conflitto di interessi da risolvere.
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