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Comunicazione letteraria nell'Italia 900esca

Appunti lezione: lezione 22/09

Presentazione del corso

Lezione 27/09: introduzione

I testi letterari vengono trasmessi. La trasmissione del testo è filologica. La filologia è un’antica disciplina, è lo studio di come il testo letterario si è trasmesso nel tempo. Nel tempo i testi non rimangono loro stessi, anzi cambiano anche nel breve tempo della stesura del testo.

Ci sono due tempi: dalla creazione dell’autore, in continuità con il lavoro in una casa editrice per pubblicare, una volta pubblicato ha vita autonoma, che può essere lunga o breve. La durata sta a dire che il libro viene letto, dunque è stampato o comunque viene letto in un supporto fisico.

Finché l’autore è vivo si parla di filologia d’autore, quando è morto si parla di filologia del testo.

  • Trasmissione del testo: si guardano le edizioni in cui è stato trasmesso, e come vengono costruite.
  • Distinzione tra libro e testo: Il testo può essere trasmesso da libri molto diversi tra loro. Il testo può cambiare nel corso del tempo ma se il titolo è lo stesso per il lettore sarà sempre lo stesso nel tempo. Il libro è diverso in ogni edizione e trasmette un’idea di questo stesso testo, il lettore la può cogliere in modo passivo.

Quando prendiamo in mano un libro abbiamo una fruizione filtrata attraverso le indicazioni del mediatore che è l’editore. La ricezione è il momento in cui il fruitore entra in contatto con l’opera, nel nostro caso leggendo il libro, e con il contatto tra testo e lettore ci sono interferenze date dalla componente libraia. Prima della lettura del lettore c’è lettura dell’editore. Nei libri si intercettano le linee, i suggerimenti dell’editore e dell’autore per guidare il lettore.

Quanta manovra ha l’autore? Dipende. Quando Pratolini inizio anni '60, diventa autore Mondadori dopo anni presso Vallecchi. Il potere contrattuale di Pratolini era alto, perché Mondadori lo aveva cercato. Ma quando vengono pubblicati con Mondadori cambiano copertina e Mondadori non la modifica neanche davanti alla volontà di Pratolini.

Noi impariamo a leggere il testo e il libro. Questo non è solo un gioco, perché il critico che indaga il rapporto tra testo e contesto e quindi la trasformazione del testo in prodotto, bisogna indagare il rapporto opera/storia.

Da uno studio di G. Genette nel 1987 emergono delle parole chiave della lettura di un’edizione:

  • Quello che sta intorno al testo, che può essere dentro lo spazio fisico del testo, paratesto oppure esterno al volume.

Compongono il paratesto questi due elementi:

  • Peritesto: insieme di elementi che stanno nello spazio fisico del testo (titolo, copertina, collana, scritti editoriali, fascette, altro come premesse, introduzioni, note, dediche etc.)
  • Epitesto: ciò che è esterno al volume, dalle recensioni alle interviste all’autore, la sua presenza in occasioni pubbliche (rassegna stampa, eventi) es. aver letto la recensione e voler leggere il libro.

La copertina aperta si dice copertina stessa, è composta da prima di copertina, quarta di copertina ed alette (contenenti scritte editoriali).

La prima pagina è il frontespizio dove sono indicate tutte le prima info del libro, quasi la ID card del libro. Girando il frontespizio abbiamo la pagina di copyright e in quella dopo può starci l’occhiello.

La filologia può considerare una nuova edizione anche una ristampa. Leggere testi in edizioni diverse significa leggere testi diversi.

  • Distinzione tra lettore e pubblico:
  • Pubblico: inteso in modo generico, è utilizzato non solo per la letteratura ma per altri contenuti.
  • Lettore: è in genere il singolo con la sua specificità ed è fruitore solo di un testo che va letto.
  • Comunità di lettori: gruppo omogeneo dei lettori con caratteristiche comuni (stessa alfabetizzazione, stessi gusti).
  • Il lettore non sempre è colui che acquista il prodotto libro.

Collana: insieme di opere e di testi, è un contenitore che raggruppa con un criterio che può essere più o meno rigido, orientato in direzioni diverse (es. collana dei gialli, collana con volontà di ricerca sperimentale, o collane con identità poco specifica), in alcuni casi la collana può indicare il genere stesso, in altri no.

I generi forti, sono tipicamente generi d’intrattenimento e sono richiamati nelle collane, inoltre sono etichette non vincolate alla letteratura. Considerando il peritesto noi consideriamo la forma fisica che un testo ha assunto in determinato momento della storia perché pubblicato in un determinato modo, tempo, luogo ed editore. Le caratteristiche di un libro sono legate ai processi di stampa nel tempo. (bisogna considerare le tecnologie che stanno alla base della produzione di un libro).

Il tipografo o stampatore, in una stamperia, stampa un qualsiasi lavoro, purché sia pagato. In un passato invece lo stampatore si occupava anche dell’impaginazione e dell’impressione → era nella stamperia che avveniva il passaggio da manoscritto ad oggetto tipografico a stampa.

La composizione del testo: ricevo il manoscritto dell’autore e lo trasformò in libro, lo compongo. Nel periodo 400-800 la composizione era con i caratteri in piombo→ poi dal 700 si è sostituito il torchio manuale con il torchio a vapore e questo ha coinvolto l’impressione. Poi da fine 800 a inizio 900 non si scompone più a mano ma si compone con una tastiera meccanica, pur essendo in piombo. (il tipografo-libraio era attento, i libri erano un bene costoso e in un caso di scandali o censure ci rimette il tipografo) Vennero usate le matrici in piombo per 5 secoli, venivano usate fino agli anni ‘80 del ‘900. Dagli anni ‘80 si sviluppa la fotocomposizione. Con il digitale finiscono piombo e altri supporti delle matrici del libro, ma poi finisce le epoche dalla composizione del testo in stamperia.

Prima del digitale: in una casa editrice tra ufficio tecnico e redazione, c’era il fotocompositore. (anni 80-90) Oggi questa fase di lavoro è assorbita dalla redazione.

  • Nelle case editrici : chi cura la stesura e la messa a punto dei testi da pubblicare (la segue dalla nascita alla pubblicazione del libro).

Altre definizioni di redazione:

  • Redazione intesa come azione di redigere un testo.
  • Il personale che ha il compito di redigere opere, articoli etc.

Il tipografo componeva con il piombo le bozze in colonna, (prodotto estinto), figli più lunghi del formato del libro che venivano corrette, poi restituita al tipografo e si componeva la bozza impaginata. (fino alla fine del XX sec) Oggi la bozza è un PDF con segni nei bordi che verranno tagliati in stampa. il file dell’autore viene preso e inserito dentro il software adobe indesign. Redattore lavora su questo software, ad eccezione del lavoro di grafica. Il redattore inserisce i font precisi e tutto su indesign → da qui escono l’ipad per la lettura digitale e il pdf da stampare. Il tipografo oggi riceve il pdf e lo stampa. La lavorazione delle bozze → la bozza è un PDF e il lavoro di correzione delle bozze è esterno alla casa editrice. Poi c’è l’ufficio stampa o eventi.

Il ruolo di editore moderno, che noi intendiamo sia nella nostra cultura moderna che nella teoria didattica, è un ruolo che non è sempre esistito. Anche alcuni stampatori iniziano a rivendicare per sé il lavoro stesso. Questa trasformazione avviene tra 1700 e inizio 1800 → ruolo dell’editore. L’editore si identifica e distingue perché non possiede né i torchi né i banchi di vendita (non possiede i macchinari di stampa, nelle librerie) è il ruolo intermedio che si articola e ispessisce.

  • Investe denaro per pubblicare libri

Nasce un imprenditore che coinvolge letterati ed autori in una redazione che sia strutturata in azienda in relazione ad un mercato e ad una linea culturale, senza che sia occasionale. C’è una nuova professione con natura imprenditoriale (vendita di una merce sul mercato) e con natura di mediazione (a tutti i livelli, nel momento in cui autore porta testo all’editore e le vie sono diverse, dal grado zero a lavori di collaborazione tra autore ed editore).

Il mestiere dell’editore fa emergere la compresenza di due componenti: l’editore deve gestire il mondo delle idee del suo tempo (formazione umanistica) mentre fa anche quadrare i bilanci. Il destinatario ultimo di tutti questi progetti è il lettore.

Nel ‘900 gli editori arrivano a percepirsi come intellettuali in prima persona → letterati editori → ha un duplice significato → editore publisher ed editor allo stesso tempo → cura l'edizione di un testo altrui (se autore è vivo, l’editore si occupa dell’editing, se l’autore è morto allora il lavoro è di redattore critico) → negli anni 80 usata con forza dagli studiosi che hanno avviato queste discipline.

Prodotto: è una parola valida anche per altri oggetti, aiuta a riflettere sul fatto che il libro è testo + altro (altro mercato + comunicazione + lavoro redazionale).

Opera: testo che entra in contatto con il lettore attraverso il libro (oggetto culturale), l’opera è l'insieme dei lavori fatti per far vivere un testo. La comunicazione letteraria è specifica del testo/libro e si distingue perché con il testo letterario viene messa in evidenza la funzione estetica che prevale su quella comunicativa.

Lezione 28/09

Termine che indica un lettore di 10 libri all'anno almeno. Comunque è un lettore forte chi si considera capace di affrontare testi di una certa complessità.

Centro apice: archivi in via Noto

Situazione editoriale e letteraria dell'ottocento

Prima metà ottocento si riconosce il mestiere dell’editore in Italia. Questo è affiancato allo sviluppo e all’affermazione del genere del romanzo. Aumenta il numero dei possibili lettori, ma le percentuali di scolarizzazione saranno accettabili solo a metà ‘900. Non viene riconosciuto il lavoro intellettuale come passibile di retribuzione, stentano ad affermarsi concetti come diritto d’autore e proprietà letteraria. Il ruolo del giornalista è legato allo sviluppo della comunicazione letteraria. Il rapporto tra un letterato e un editore a sua volta si trasforma e diventa un mestiere. Questi elementi si misurano fino all’unità d'Italia con divisioni, ci sono diverse legislazioni anche in merito al diritto d'autore. Dove questo diritto non c’è la pirateria è diffusa.

Abbiamo due tappe determinanti:

  • Convenzione sul diritto d’autore, parte da Austria e Piemonte e si allarga (in modo diseguale fino a unità d'Italia) – 1840
  • Unità d’Italia – 1861

Si affermano due editori e due luoghi dell’editoria: Torino, Milano, Firenze. Milano si afferma come capitale dell’editoria. Milano vede operativi editori importanti come Antonio Fortunato Stella (editore di Leopardi), Giovanni Silvestri, Vincenzo Ferrario (editore della prima edizione dei Promessi Sposi), Niccolò Bettoni (crea le collane, e i primi tascabili).

Verso il romanzo

C’è un sistema integrato tra pubblicazione periodica e libraria. Si parla già dai primi decenni dell’ottocento di strenne o almanacchi (novelle, raccolte poetiche di poco valore). Con la metà del secolo si sviluppano i romanzi d’appendice. Gli scrittori prima pubblicano i capitoli sul giornale e poi costruiscono l’opera letteraria, che avrà un numero di acquirenti minore degli effettivi lettori su stampa periodica. Durante l’ottocento ci sono polemiche contro il romanzo considerato evasione ed intrattenimento, Carlo Tenca sostiene che il romanzo pubblicato su periodico distoglie i lettori da letture significative.

Il romanzo stenta ad affermarsi in Italia. Il romanzo può essere usato per diffusione di ideali politici, ma ci metterà del tempo ad entrare nella letteratura. Il romanzo agisce nel rimescolare le forme artistiche e letterarie, ma incontra ostacolo e condanna. Non è un caso che Milano sia protagonista di questo contesto. Le innovazioni tecnologiche cambiano il rapporto con questo libro, ci sono nuove forme della narrativa e questo ha una condizione psicologica connessa al fatto che si rafforzano ceti sociali urbani. Il rapporto dell'individuo con la città in crescita è alla base del complesso sistema di comunicazione che coinvolge il libro.

La città di Milano

Nella fase ottocentesca c’è ancora frattura tra il proletariato urbano (che ha livello di alfabetismo minimo o assente) e una piccola-media borghesia che si rafforza (impiegatizio, con titolo di studio, che non è sempre un'alfabetizzazione letteraria). Questo inizia a rendersi evidente ed ha conseguenze profonde fino ad oggi. Oggi contiamo su una popolazione che possiede una certa istruzione (ad esempio il diploma superiore), ma avere questo titolo non significa avere una cultura letteraria. Fino ad un certo punto una cultura letteraria era alla base anche di professioni come l’ingegnere o il medico, poi smette di esserlo. L’imprenditoria libraria ne tiene conto.

I bisogni di ceti piccolo-medio borghesi, sono bisogni anche di evasione, di lettura, una letteratura che deve avere coordinate diverse dalla tradizione classica. Emerge un pubblico di lettori più vasto, che però è estraneo ai modelli della tradizione. La poesia invece è di per sé un esempio letterario che non si distacca dalla tradizione, mentre il romanzo nasce dal basso e riesce a muoversi in tutte le sue potenzialità.

La città di Firenze

Nella città di Firenze vediamo un polo editoriale, che si caratterizza in una direzione che da un lato consente la sopravvivenza di Firenze come punto di riferimento, ma dall’altro lato non si pone in concorrenza con l'editoria milanese. Nella prima parte dell’ottocento, a Firenze vediamo un editore: Felice Le Monnier, che assume anche un compito politico, facendo attività di propaganda di ideali risorgimentali → si parla di militanza editoriale. Questo editore lo fa non solo in contesti storico-politici, ma lo fa anche attraverso la collana dei classici della letteratura italiana. La nostra è un'identità culturale e letteraria. Ad ogni svolta in cui c’è stato da definire l’unità letteraria si ha l’automatico ritorno ai classici. Lo si vede nei cataloghi e nelle attività degli editori.

Dopo l’unità d’Italia:

  • Un’editoria rivolta al consumo
  • Con generi di maggiore leggibilità
  • Dove si determina un’omogeneizzazione del mercato librario in chiave giornalistico-letteraria
  • Che offre libri di intrattenimento e nuove testate periodiche

In questo quadro dell’editoria di consumo, vediamo due editori nella Milano del 1861:

  • Treves
  • Sonzogno

Sonzogno punta ai lettori popolari, con alfabetizzazione più di basse e ridotte possibilità economiche, propone una collana “Biblioteca Universale”, porta i classici della letteratura a poco prezzo, con tagli sui testi. Era un’operazione divulgativa che ha portato un primo contatto dei ceti sociali bassi con i classici. La sua principale testata è il Secolo. Treves invece ha una sensibilità letteraria presente e specifica nel suo lettore. Diventa l’editore di tutti i grandi autori dell'epoca, e aveva intorno il circolo degli intellettuali.

A fine ‘800 vediamo le prime forme di rinnovamento della grafica e delle modalità di promozione del libro. Si inizia a capire quanto l’immagine di copertina può suggerire identità sul testo.

Il romanzo

Sempre più letteratura popolare si traduce dall’estero. Si parla di funzione consolatoria di opposizione (buoni-cattivi; vittima-carnefice etc), sono vicende narrate nel presente, nella contemporaneità, in centri urbani degradati. Si crea un legame tra testo e lettore e ciò porta al lettore la propria situazione di vita. Non è un caso che si arriva a parlare di realismo, verismo.

Le narrazioni rispondono da sempre a esigenze antropologiche, quello del romanzo assume su di sé componenti legate al passato, ama inserire altri elementi di questa fase storica (l’elemento urbano della città determina una differenza). Tale differenza viene registrata anche all'emergere del tipo di lettori di riferimento. La presenza del pubblico femminile a cui è rivolto il testo scritto non è sempre esistita, si afferma lentamente, gradualmente.

Si afferma lentamente una letteratura scritta dalle donne per le donne. E allo stesso tempo vediamo lo sviluppo della letteratura per ragazzi (diversa dalla letteratura scolastica) → vediamo tra gli autori De Amicis, Collodi, Salgari. Questi nuovi autori sono condizionati negli strati sociali borghesi. Questo fa cambiare le cose, cambia il sistema sociale in cui la letteratura si crea e si consuma.

Nel corso dell’ottocento si diffonde l’istruzione e il giornale passa dall’essere bene di lusso all’essere un oggetto di consumo corrente. Non appena il popolo sa leggere e può leggere a buon mercato lo scrittore trova modo di vivere della sua penna. La letterarietà si trasforma e continua a farlo, però non significa di perdere categorie in grado di giudicare la letterarietà di un testo. Il denaro ha reso libero lo scrittore.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lorelai_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione letteraria nell'italia novecentesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Brigatti Virna.
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