Letteratura e drammaturgia italiana nell età moderna
PROGRAMMA :
• Disuguaglianze, iniquità, abiezioni ed orrore nel teatro sfolgorante del XIX secolo, anche
in prospettiva di genere
TEST I DI RIFERIMENTO
:
• Casa di bambola
H. Ibsen, (1879), edizione a scelta dello studente
• Adelaide Ristori in America e a Cuba, carabba 2015:
L. Pasquini, si segue una tourne dei
grandi attori di prosa nell’800. I lirici già c’erano stati ed erano stati agevolati dla fattore
musicale che aiutava il pubblico a godere dello spettacolo. Sarà quindi molto più dura per gli
attori di prosa che recitavano senza l’ausilio musicale essere compresi dal pubblico straniero.
Adelaide Ristori fu la prima ad approdare a New York con un repertorio tragico e comico
interamente italiano. Dopo di lei arrivano nelle americhe anche Ernesto Rossi e Tommaso
Salvini, così si forma la triade dei grandattori.
• Teatro del Grand Guignol
Corrado Augias,
• Dispense su Moodle: Il Madro, Tipi da palcoscenico (= signi ca madre da palcoscenico, dove
ogni personaggio è una madre che costringe una glia a recitare a teatro cercando di procurarle
una scalata socio professionale nei ranghi artistici del teatro stesso considerandola una merce
di scambio.)
Il teatro di prosa e il teatro di lirica
TEATRO LIRICO E TEATRO DI PROSA
Nell’Ottocento il teatro era fortemente diviso tra:
• Il teatro lirico: Il teatro lirico ha uno sviluppo in Italia e si di onde anche in Europa e nel mondo
nel corso dell’800. I cantanti italiani diventano delle glorie del teatro ecumenico mondiale, tant’è
vero che Verdi, Rossini ecc sono conosciuti anche in luoghi del pianeta lontanissimi da quello di
produzione, cioè l’Italia. Questo fenomeno si incontra con la sfortuna iniziale del teatro di prosa
che al contrario, non era fondato sulla musica ma sulla parola. (Es. i 6 personaggi in cerca di
autore di Pirandello). Anche i teatri più belli e più ampi erano principalmente dedicati alla lirica,
mentre quelli nelle aree periferiche erano dedicati alla prosa. Ciò accadeva perchè la lirica
dovendo mettere in scena delle vere e proprie scene di massa (anche oggi) richiedeva degli
spazi più ampi. Torino, per esempio, avrà come teatro il teatro Carignano mentre l’opera lirica si
faceva nel teatro Regio. A Palermo invece il teatro dei lirici era il teatro Massimo mentre quello di
prosa trovava spazio nel Teatro Biondo, molto più piccolo.
• Teatro di prosa: con teatro in prosa de niamo un testo teatrale senza ausilio di parti ballate e
cantate e che quindi si distacca dal teatro lirico che nel XV secolo era la forma teatrale più in
voga. 1
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IL TEATRO DI PROSA meno apprezzato
Questo tipo di prodotto teatrale era rispetto a quello operistico. I teatri erano
povero
semivuoti perchè il teatro di prosa non era convolgente e molto dal punto di vista degli
allestimenti e dei costumi (perchè guadagnava poco). Inoltre mentre i cantanti lirici operistici erano
molto dotati e preparati a livello canoro grazie a scuole di canto molto accreditate, gli attori di
non ricevevano una adeguata preparazione.
prosa Infatti erano poche le scuole di recitazione e
lodrammatiche.
si chiamano Esse erano poco frequentate perchè la maggior parte degli attori
gli d’arte.
di prosa erano Erano dunque gli dei commedianti che giravano per borghi, paesi,
di generazione in generazione.
città su carri e si trasmettevano l’abitlità recitativa Infatti il glio
d’arte nel teatro di prosa era ritenuto migliore di colui che imparava l’arte sui libri di recitazione o
al seguito di un capoconico molto barvo. Mentre questi dovevano fare la gavetta nonostanate
fossero dotati, i gli d’arte invece, intelligenti, appassionati erano considerati straordinari.
livelli:
Le compagnie teatrali erano divise per
Di primo livello:
1. si esibivano nei capolouoghi di regione;
Di secondo livello:
2. recitavano in compagnie meno importanti, nei capoluoghi di provincia;
Di terzo livello (guitti):
3. erano coagulati in compagnie di giro, erano nomadi e recitavano nei
paesetti. Non disponendo di luoghi teatrali deputati allo spettacolo spesso erano costretti a
costruirsi una specie di stanzone esibirsi.
Generalmente era di uso il pensiero che gli attori di secondo e terzo livello fossero più promiscui
e ignoranti rispetto a quelli di primo livello. Questa era un’opinione di usa ma non una regola.
Infatti spesso anche fra i guitti c’erano attori alfabetizzati e colti ma che per il caso della vita e
situazioni familiari si ritrovavano a gestire quella data compagnia. Ciò lo dimostra la novella di
“Don Candeloro e Co.”
Verga Dove Don Candeloro è un guitto che però conosce alla perfezione
tutta l’etica cavalleresca cinquecentesca (Ariosto,Tasso, Boiardo) che diviene oggetto delle sue
performance caratterizzate da un linguaggio elevato. È dunque un chiaro esempio di
un’intellettuale all’interno di un contesto becero che lo risucchierà nella novella verghiana.
Altri aspetti oscuri che contribuirono a generare il pregiudizio intorno al teatro di prosa erano legati
promiscuità, prostituzione, fame,
alla alla alla all’analfabetismo degli attori ed in ne anche alle
tematiche orrdie portate sulla scena. Tale tipologia di teatro prediligeva omicidi, prostituzione
ecc. Metteva in scena storie di prostitute squartate, donne e uomini reclusi, criminali che escono
dalla prigione compiendo atti scellerati.
Alcuni iniziarono a capire che se questo mestiere non si fosse basato su uno studio attento, non si
sarebbe elevato. Ma soprattutto, se l’attore non si fosse moralizzato nei comportamenti, sarebbe
stato sempre considerato dalla società borghese un uomo o una donna di bassa estrazione
sociale. tra la prima parte del secolo e la seconda diventerà
Di conseguenza sarà che l’attore di prosa
una professione grand’attori.
in quanto crescerà d’importanza e ra natezza grazie ai Essi sono
Ernesto Rossi,
i migliori attori della generazione a cavallo tra la prima e la seconda metà dell’800.
Tommaso Salvini, Adelaide Ristori cambiarono la cognizione del teatro italiano trasforamanolo
da mestiere a conduzione familiare in una professione condotta all’interno di un’azienda.
Le iniziative adoperate per rispondere al problema furono le seguenti:
Moralizzano la propria condotta:
1. per primi studiano, diventano alfabetizzati, colti e si
adoperano a moralizzare la propria condotta, quella dei propri familiari evitando condotte
immorali o comunque, nel caso in cui ci fossero, si cercava di non farle vedere;
Rivisitano il repertorio
2. cercando di portare sulla scena opere morali. Così scelgono prodotti
letterari adatti alla trasposizione drmmaturgica che fossero di pregio attingendo ai classici. I
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modelli di riferimento in particolare sono: Al eri per la tragedia e Goldoni per la commedia. Nel
repertorio teatrale precedente invece c’erano molte più allusioni erotiche.
Impararono altre lingue
3. per elevarsi anche linguisticamente. In particolare appresero l’inglese
perchè la produzione dei drammaturghi italiani era tendenzialmente di basso di livello, così si
documentavano procurandosi i testi che facevano successo nei teatri europei. In tal senso
Ernesto Rossi diventa un operatore culturale. Egli infatti si reca in Inghilterra per vedere le
rappresentazioni di Shakespeare e le importa in Italia dove nell’Ottocento non era conosciuto.
Il rapporto tra autore e attore
In questo peeriodo capitava spesso che gli autori si rivolgessero ai grand’attori per chiedere loro
di visionare il proprio testo, di giudicarlo e di inserirlo in cartellone, ovvero nel repertorio della
compagnia. Solitamente l’attore lo comprava e attuava un’operazione di adattamento.
traduzione sintesi
L’adattamento comprendeva la in italiano e la dell’opera. Così facendo però i
nomi venivano italianizzati (es. Macbet diventa Macbetto), i personaggi subivano una
moralizzazione e di conseguenza il prodotto nale appariva totalmente snaturato rispetto
all’originale. Ciò avveniva soprattutto con il teatro europeo, specialmente con quello francesce
coevo. Spesso infatti il capocomico inviava delle persone in Francia ad assistere a degli spettacoli
teatrali con l’obiettivo di poter scrivere tutto ciò che succedeva durante lo spettacolo.
non esisteva ancora il diritto di autore.
Ciò accadeva perchè Di conseguenza l’autore oltre a
non guadagnare nulla dai diritti, doveva accontentarsi dei soldi che riusciva ad estorcere quando
presentava l’opera teatrale.
L’obiettivo del grand’attore era quello di rapire il pubblico a livelli eccelsi e di ottenere una
istrioni.
mitizzazione di se stesso. Questo atteggiamento cambierà sul nire del secolo con gli
Essi a di erenza dei grand’attori non ricercando una mitizzazione di se stessi ma esaltano la
grandezza del testo e della poetica dell’autore.
A tal proposito Roberto alonge de nisce questa genrazione di attori il teatro dell’attore e non
dell’autore perchè il primo comanda mentre il secondo è schiavo prezzolato, ovvero pagato.
Naturalmente le cose poi cambieranno tra la ne dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. In
l’attore diventa sottoposto all’autore
questo periodo si inverte la relazione tra autore e attore: e
nasce la SIA, poi diventata SIAE e che tutt’oggi garantisce i diritti di autore.
Un esempio è dato da Verga e D’annunzio: entrambi scrivono narrativa e opere teatrali
il diritto pieno dell’autore sul suo
diversissime l’uno dall’altro. Il denominatore comune tuttavia è
testo. Nel rapporto tra la Duse e D’Annunzio, per esempio, quest’ultimo pretende dall’attrice una
mimesi del testo, uno studio puntuale del testo letterario così com’era scritto (le parole esatte, la
gestualità, l’allestimento ecc). Qualora l’intervento artistico fosse stato snaturato gli autori
potevano autorivalersi attraverso denunce.
IL GRAND’AT TORE
I grandi attori hanno costruito ponti straordinari, sono responsabili di un travaso di letteratura tra
almeno due continenti. Abbiamo visto che la Ristori tocca 5 continenti e nel 1874 fece un libro
della sua carriera.
Adelaide parte per una tournée che dura 2 anni in cui viaggia per tutto il mondo; aveva studiato
aveva scelto bene le piazze teatrali
con i suoi agenti teatrali le tappe possibili, altrimenti
repertorio
avrebbe fatto un viaggio a vuoto. La sostanza del repertorio era legata in parte al
mitologico classico, argomento non solo appannaggio della Ristori ma di tutti i grandi attori, che
aveva molto successo nelle tappe del territorio sud-americano.
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Il fenomeno del grande attore è un fenomeno tipico dell’800 dell’Italia e dell’Europa, radicato in
una concezione dello spettacolo che vede nel palcoscenico la presenza di un interprete fuori
un’esibizione iper mimetica
dall’ordinario, speciale, che riassume nella sua personale esibizione,
dove la mimesi, ovvero la rappresentazione, subisce un ictus, un accento enfatico enorme,
l’esibizione autoriferita e iper mimetica detiene tutto il senso della rappresentazione. Di
conseguenza, gli altri elementi della scena sono meno importanti (come il testo e la lingua).
• Il primo attore è un ruolo, poi ci sono secondi attori
• Il grande attore è un’etichetta
• Il capocomico è una funzione
Il grande attore sa che all’estero non viene capito e per supplire alla mancanza di senso cerca di
dare alla voce una serie di accenti enfatici per simulare l’enfasi delle emozioni, dove sono
narrazione mimetica alternativa.
più forti e più deboli; c’è quindi una
IL RUOLO DEL SUGGERITORE
il suggeritore era necessario a nchè l’attore potesse capire quando attaccare la battuta. Egli
conferisce il ritmo, ovvero dice agli attori quanto velocemente devono recitare dando l’incipit della
battuta. Se notavano che il pubblico si annoiava, tagliava delle battute dando all’attore la battuta
successiva in modo da accorciare il copione. L’attore non si poneva domande e partiva da quella
battuta. Al contrario, se notava che il pubblico era appassionato di quel monologo (tirata
grandattorale), allungavano la battuta tirandola per le lunghe.
Come faceva il suggeritore ad avere così chiara la situazione? Poteva riuscirci perchè occupava
proscenio
una posizione intermedia tra (parte del palcoscenico su cui l’attore poggia i piedi) e
platea. buca del suggeritore,
In particolare nella ovvero un buco cilindrico a grandezza d’uomo
nel quale il suggeritore alloggiava. Da lì poteva sentire sia il pubblico che l’attore. La voce del
suggeritore si sentiva, la sentiva anche il pubblico. Tuttavia ciò non creava scandalo nel pubblico
perchè egli era parte dello spettacolo. È un attore come un altro, la sua voce viene accettata e
non interrompe la convenzione teatrale (quella su cui si base il nostro andare a teatro e credere
che quello che stiamo vedendo corrisponda alla realtà).
Attrici e viaggiatrici: letteratura di viaggio femminile
IL GRAND TOUR AL FEMMINILE
Grand Tour viaggi pedagogico-educativi
Il termine si riferisce a quei che si sono sviluppati dal
XVI secolo e che, inizialmente, erano rivolti ai giovani aristocratici che venivano accompagnati dai
loro tutori per completare i loro studi e andare alla scoperta di luoghi, cultura e tradizioni di diversi
paesi.
Le donne, invece, dovevano rimanere nell'ambiente familiare, pensare solamente a condurre la
casa e la famiglia.
viaggio femminile
Nell'antichità il era concepito come una fuga, poiché non avveniva per uno
scopo pratico, ma per sottrarsi alle oppressioni e cercare un cambiamento, diventando così per le
donne una forma di salvezza. Uscire dall'ambiente domestico signi cava rompere i vincoli imposti
dalle convenzioni sociali.
E solo dal Settecento, il secolo d'oro dei viaggi, che comincia a registrarsi anche la presenza di
donne nel Grand Tour, che inizialmente era accessibile quasi esclusivamente alla nobiltà, le quali
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sono andate oltre la povera "educazione" impartita dalle balie e sono uscite dal misero ambiente
domestico in cui erano marginate.
Le donne che compivano questi viaggi avevano stati d'animo come 'inquietudine, il volersi
muovere, andare oltre il semplice quotidiano e le mura domestiche, conoscere cose nuove e
diverse, esplorare nuovi luoghi.
Tra il Settecento e l'Ottocento alcune donne intrapresero viaggi per seguire la propria famiglia o
per necessità economiche; altre, invece, si misero in viaggio per motivi professionali, come le
attrici che accompagnavano le compagnie teatrali.
Fino a quando le donne sono relegate in casa le letture predilette sono proprio i romanzi che
riguardano il viaggio e rappresentano il loro desiderio di evasione.
imprenditrice:
La donna si professionalizza al punto tale da diventare si mette in evidenza una
dinamica imprenditoriale che viene incaranata da donne.
L'importanza del Grand Tour fu tale che lasciò numerose testimonianze nella letteratura a partire
dal grande secolo dei viaggi, il Settecento. I libri di viaggio ebbero grande fortuna presso il
pubblico, poiché da essi emergeva il senso profondo di questo fenomeno, ovvero il piacere di
conoscere ciò che è nuovo e diverso e di mostrarsi benevoli verso i propri simili.
Con il di ondersi della presenza femminile nel Grand Tour, le donne non si limitarono a essere
semplici viaggiatrici, ma iniziarono a rivendicare un ruolo attivo nella letteratura di viaggio,
raccontando in prima persona le proprie esperienze. Tale emancipazione letteraria, però, suscitò
reazioni di derisione e ironia da parte degli uomini, che spesso ne ridimensionarono il valore.
Le donne cominciano a cimentarsi in diversi generi letterari, come diari, epistolari e guide
itinerarie. La scrittura diventa per loro un'attività professionale e gli permette di cominciare a
guadagnare senza dover dipendere da un uomo.
Le donne scrivevano diversamente rispetto agli uomini, dando maggiore spazio alla cultura e ai
costumi delle popolazioni con cui venivano in contatto, mostrando soprattutto una maggiore
attenzione dedicata alla componente femminile dei paesi di cui si narrava.
La letteratura di viaggio scritta dalle donne rompe barriere e stereotipi, fondendo l'esplorazione
del mondo con quella di sé, e o rendo nuove prospettive sulla libertà e sull'identità femminile.
Si mette quindi in evidenza un genere letterario speci co: quello della letteratura di viaggio al
femminile che è un genere letterario interno a quello della lettratura di viaggio. Le donne
cominciano a viaggiare per seguire il nucleo familiare e diventano però parte ativa di questi viaggi
mettendo nero su bianco la loro esperienza.
Adelaide Ristori
Adelaide Ristori è stata una delle attrici italiane più celebri del XIX
secolo, riconosciuta a livello internazionale per la sua abilità
drammatica.
È nata nel 1822 a Cividale del Friuli, come glia d'arte, e
successivamente è diventata marchesa, sposando il marchese
Giuliano Capranica del Grillo. Ergli era il rampollo di una famiglia
nobiliare romana imparentata con i papi.
Inizialmente la famiglia di lui famiglia si oppone ma i due si sposano
in segreto.
Quando il matrimonio arriverà alla luce passerà alle cronache come il
matrimonio di una profesisonalissima gand’attrice italiana con il
rampollo più desiderato dell’alta docietà nobiliare romana.
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ff ff fi fi compagnia drammatica italiana
I due coniugi creeranno una vera e propr
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