Storia medievale
Prof. Marco Leonardi
Cronologia imperatori romani dal 27 a.C. al 476 d.C
Giulio Claudii
- Augusto (27 a.C.-14 d.C.)
- Tiberio (14-34)
- Caligola (37-41)
- Claudio (41-54)
- Nerone (54-68)
- Galba Otone Vitellio (68-69)
Flavii
- Vespasiano (68-79)
- Tito (79-81)
- Domiziano (81-96)
- Nerva (96-98)
- Traiano (98-117)
Antonini
- Adriano (117-138)
- Antonino Pio (138-161)
- Marco Aurelio e Lucio Vero (161-169)
- Marco Aurelio (169-180)
- Commodo (180-193)
- Elvio Pertinace (193)
- Didio Giuliano (193)
Severi
- Settimio Severo (193-211)
- Caracalla (211-217)
- Macrino (217-218)
- Elagabalo (218-222)
- Alessandro Severo (222-235)
- Massimino il Trace (235-238)
- Gordiano I e II (238)
- Pupieno e Balbino (238)
- Gordiano III (238-249)
- Decio (249-251)
- Treboniano Gallo (251-253)
- Emiliano (253)
- Valeriano e Gallieno (253-260)
- Gallieno (260-268)
- Aurelio Claudio (268-270)
- Aureliano (270-275)
- Claudio Tacito (275-276)
- Floriano (276)
- Aurelio Probo (276-282)
- Caro (282-283)
- Numeriano e Carino (283-284)
- Carino (284-285)
Altri imperatori
- Diocleziano (284-305)
- Massimiano (286-310)
- Costanzo Cloro (292-306)
- Galerio (292-306)
- Massenzio (306-312)
- Costantino (306-337)
- Costantino II, Costante e Costanzo (337-340)
- Costante e Costanzo (335-350)
- Costanzo (350-361)
- Giuliano (361-363)
- Gioviano (363-364)
- Valentiniano, Valente e Graziano (364-375)
- Valente e Graziano (375-378)
- Graziano e Teodosio (379-383)
- Teodosio e Valentiniano II (383-392)
- Teodosio (392-395)
- Onorio (395-423)
- Romolo Augustolo (475-476*)
Romolo Augustolo fu deposto da Odoacre, re degli Eruli, segnando *caduta e fine dell'Impero Romano d'Occidente.
Riflessioni sul medioevo
Il medioevo è l'epoca storica che più di ogni altra è stata ed è continuamente oggetto di continue ricezioni e rielaborazioni che partendo pur lontanamente dalla verità storica, vanno a creare nella nostra percezione, nel nostro immaginario, nella nostra sensibilità, una costruzione del medioevo che con la realtà da noi storicamente conosciuta tramite l'esame delle fonti ha ben poco a che vedere. Per usare le parole di un famoso studioso del medioevo immaginato, Tommaso Carpegna di Falconieri, il medioevo è per antonomasia quell'epoca per la quale ancora oggi il nostro immaginario collettivo trae mitologie, simboli e punti di riferimento che vengono costantemente riformulati e reinventati a scapito della veridicità storica.
Questo è avvenuto per una serie di motivi: la grande distanza cronologica che ci separa tra il periodo compreso tra il 476 e il 1517 e l'epoca in cui viviamo ha fatto sì che l'epoca medievale andasse o si sviluppasse su due canali o due binari che sono rimasti pressoché intatti fino ai giorni nostri: noi conosciamo il medioevo nella stragrande maggioranza dei casi come epoca che noi crediamo di conoscere per la rielaborazione dei mass media: film, fumetti, informazioni del senso comune. A questo binario se ne affianca un altro legato ad un'esigua quantità di persone che ha indagato e studiato il medioevo senza sovrapporre al suo studio le ansie, le necessità politiche e le tendenze aspramente polemiche del tempo in cui essi vivevano - un medioevo da studiare all'insegna della critica delle fonti, per quanto possibile da studiare in maniera rigorosa senza preconcetti o pre ricostruzioni.
Ciò non significa che questi studiosi siano stati una minoranza avulsa dalla realtà, non è il classico intellettuale chiuso nella sua turris eburnea scevro da ogni contatto col mondo circostante, ma una minoranza di studiosi che a partire dal 1400 ha cercato e si è dotata di strumenti critici e analitici diversi dalla percezione avuta dalla maggioranza.
Esiste dunque un medioevo tratto dalle fonti come esiste un medioevo della reinvenzione e uno strettamente legato a quello della ricezione di massa, che è il medioevo del senso comune.
Medioevo: età oscura
È un luogo comune errato. Uno dei più famosi esponenti dell'illuminismo, Voltaire, in una delle sue opere più importanti diceva come il mondo dell'Europa in cui si trovava fosse arretrata poiché dai tratti tipicamente medievali, da lui descritti all'insegna della superstizione, all'insegna di un potere coercitivo, sanguinario e del tutto violento della chiesa sugli uomini e le usanze del tempo. Anche Rousseau, nel contratto sociale, andava a denunciare come le condizioni della sua epoca, che impedivano l'affermazione di questo contratto sociale, fossero delle condizioni feudali degne del peggior medioevo.
I lumière hanno visto nella loro società dell'ancien régime, una società che partiva dal '600 e che nel '700 si era ormai perfettamente sclerotizzata e incapace di riformarsi, davano a quella società la qualifica di medievale, in una società che a dire il vero di medioevo non aveva più nulla.
La famosa divisione in tre stati, la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione francese (auto clero alleatosi con la nobiltà mettevano in scacco il terzo stato), viene mostrato come un modus operandi di matrice medievale - nulla di più falso: nel medioevo, il terzo stato neanche esisteva - tale sistema era invece frutto delle politiche del '600 e ormai talmente cristallizzato.
Illuministi: coloro che nel '700 ritengono che sia finita l'era dell'oscurantismo per cominciare a guardare la realtà con la ragione - esercizio della ragione, la critica delle fonti e della realtà per contestare tutto il passato, in particolare il periodo medievale. Tuttavia medioevo è un concetto che nasce nel '400 con gli umanisti, i quali escono da un secolo molto travagliato, il '300: un secolo in cui si sperimentano i cambiamenti climatici, le carestie, le epidemie, la peste nera che per 3 volte in meno di 70 anni riduce di un terzo la popolazione europea, le guerre (1376 provato il primo cannone): è un secolo di crisi, che ricorda molto il nostro secolo nel quale ci stiamo addentrando - i medievali ne uscirono fuori, ma gli umanisti trasferirono la crisi del '300 a tutti i secoli anteriori, il cui inizio viene segnato al 476, la caduta dell'impero romano. Il giudizio si muove anche all'estetica: periodo romano fiorente di cultura, con il medioevo degrada l'arte e nel '400 l'arte di nuovo risuscita.
Dal punto di vista storico tuttavia si può dire diversamente, ricordiamo che si tratta di un periodo lungo 1000 anni, e in 10 secoli molte cose accadono: la partita doppia, gli occhiali, la campana sono stati inventati nel medioevo.
Miti da sfatare
- La credenza che il mondo sarebbe finito nell'anno 1000
- La credenza che la terra fosse piatta
- Lo ius primae noctis è una locuzione latina che indica un presunto diritto posseduto da un signore feudale il quale, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, avrebbe potuto pretendere di sostituirsi al marito nella prima notte di nozze - invenzione dei lumière
- Nel medioevo tra l'altro il matrimonio era raro, poiché segnato da un consenso - tale consenso spesso veniva a mancare, quindi non ci si sposava in chiesa, in chiesa si sposavano solo i nobili per legittimare la discendenza
- Un'altra invenzione del medioevo era il bacio
- Nel medioevo l'usura era fronteggiata dalla chiesa, era immorale prestare del denaro con interesse: non si può fondare la ricchezza sul debito degli altri.
La formulazione del concetto di Medioevo
La prima formulazione del concetto di medioevo si ebbe quindi a partire nel periodo compreso tra la prima metà del '400 e le prime decadi del '500. Quel fenomeno conosciuto da noi come umanesimo portava alcuni dei più brillanti studiosi dell'epoca come Francesco Petrarca alla scoperta all'interno delle biblioteche di tutti quei codici e di tutte le testimonianze del mondo antico che si credevano scomparse o perdute per sempre. La riscoperta del mondo classico e di alcuni canoni artistici ed architettonici, metteva gli eruditi dell'epoca nella condizione di vivere una forma di rinascimento, di rinascita che faceva percepire loro la sensazione di vivere un'epoca che differiva dai secoli immediatamente precedenti. Lo studio di tali fonti e la percezione della storia portò questi umanisti a vedere il passato come suddiviso fra un'età antica, che volgeva fino all'impero romano e un'età successivo recente che giungeva fino alle soglie del loro tempo.
A questo, andavano ad aggiungere un'età antica dei valori di armonia, simmetria ed equilibrio che riscontravano nelle lettere e nelle arti, che contrapponevano polemicamente a un loro passato immediatamente precedente all'umanesimo: un passato che vedevano e leggevano solo all'insegna delle invasioni barbariche, ignoranza diffusa e instabilità politica.
Gli umanisti leggevano il passato della storia antica greca e latina solo alla luce dei ritrovamenti letterari e architettonici che obbedivano in primo luogo a delle precise direttive da parte di chi deteneva il potere: il mecenatismo permetteva all'intellettuale di turno di scrivere una storia di Roma a patto che avesse delle linee contenutistiche precise. La stessa armonia che denota l'architettura greco-romana non portava gli studiosi a valutarla sulla base di un confronto critico con quanto in epoca medievale veniva fatto ad esempio con la costruzione delle immense cattedrali gotiche.
La prima menzione specifica del concetto di medioevo come precisa e definita fase culturale risale al 1469 - il vescovo umanista Giovanni Andrea Bussi lodava la conoscenza del latino classico e delle lettere di Niccolò Cusano (cardinale, teologo, filosofo, umanista, giurista, matematico e astronomo tedesco) nella media tempestas - definizione che ci permette di individuare il medioevo come un'epoca dalle caratteristiche divergenti nei confronti dell'antichità greco-romana e del presente all'insegna della riscoperta idealizzata dell'antichità classica.
Allo stesso tempo era la ricostruzione di un medioevo che non avveniva all'unisono - in un passato che ancora neanche lontanamente poteva immaginare lo scenario globalizzato e mondialista nel quale noi ci troviamo a vivere, anche la ricostruzione di un'epoca del passato variava spesso in maniera radicalmente opposta da un'area territoriale all'altra.
Se quindi gli umanisti residenti nella penisola italica ricostruivano una media tempestas vivendo nella penisola quella forma di iato insolubile tra una ripresa degli studi e riscoperta degli antichi da un lato e un rovinoso decadimento politico dall'altro; i loro colleghi europei la ricostruivano diversamente.
Non dimentichiamo che nell'Italia della seconda metà del '400, in situazioni in cui gli eserciti delle potenze straniere, come Carlo di Valois e la guerra fra Spagna e Francia per il dominio del territorio italiano, nelle campagne e nei territori rurali del Lazio si inventò il motto: "Franza o Spagna purché se magna" - Necessità ineludibile di salire sul carro del vincitore di turno con un unico obbiettivo: sopravvivere.
Nell'area francese, inglese e tedesca, la prima ricostruzione del medioevo aveva caratteristiche sostanzialmente positive: a differenza della penisola italica, la presenza di un'autorità monarchica o autorità in generale che contrastavano le spinte della piccola nobiltà, creò la visione di un passato di cui andare fieri ed orgogliosi. I neocostituentisi stati-nazione e forme politiche unitarie quali quelli della Francia, Germania o Inghilterra, che non avevano riferimenti passati come noi con l'impero romano, vedevano con orgoglio il loro passato più recente: ricostruendo la loro storia non potevano vedere con disprezzo a quei regni romano barbarici che costituivano la loro prima e visibile ideazione.
- Alcuni umanisti, come in Francia il Dumoulin, vissuto tra il 1500 e il 1566, mettevano in evidenza nei loro studi lo splendore medievale della Francia nel diritto, nella legislazione e nella letteratura.
- In Germania nello stesso periodo, umanisti come Hartmann Schedel (1440-1514), vedevano le invasioni barbariche, le costruzioni politiche del medioevo come modelli, ai quali fare riferimento, della gloriosa affermazione delle origini della nazione tedesca in un contesto europeo.
- In Inghilterra un altro umanista, Barnes (1495-1540), sostenitore della chiesa anglicana, vedeva nel medioevo, che aveva apportato tante positive novità nell'area inglese, un unico neo: la mondanizzazione della chiesa (la chiesa inglese dipendeva dalla chiesa romana).
Come mai tutti vedevano la positività in questo fenomeno in modo così unilaterale? È necessario tenere conto delle coordinate storiche, culturali e antropologiche dell'epoca in cui lo storico si trova a vivere (al tempo non esisteva il mondo globalizzato, le visioni erano limitate dalla mancanza di comunicazioni istantanee fra parti del mondo e senza andare troppo lontano fra stato e stato e fra città e città); non circolavano neanche libri (la diffusione iniziò nel '500).
In epoca medievale lo status simbol si manifestava in altri modi: in primo luogo un potere come quello monarchico neocostituitosi manifestava al mondo esterno la consapevolezza del proprio potere andando a commissionare a degli eruditi, dietro pagamento, di ricostruire la storia della famiglia regnante, la storia del paese sotto la monarchia: chi riceveva la commissione non aveva interesse ad una ricostruzione obiettiva del passato.
La funzione quindi della storia includeva pienamente funzioni celebrative, apologetiche (esaltazione acritica di fenomeni storici) - certi casati facevano scrivere di provenire da personaggi importanti (es. Enea), e rivendicavano questa discendenza anche legalmente, dato che era attestato in uno di questi testi che diventavano vere e proprie opere storiche. L'esaltazione non avveniva quindi in maniera spassionata o ingenua: un erudito non esaltava la gloria della Francia nel mondo del diritto, della produzione scritta, della letteratura perché ingenuamente rivedeva in quel passato medievale solo un florilegio di eventi positivi; si scriveva così perché così facendo il committente era soddisfatto e trovava in quelle opere la giustificazione e la base per esercitare il potere. Quando quindi leggiamo ricostruzioni dell'epoca medievale che esaltano in maniera del tutto positiva o del tutto negativa stiamo leggendo ricostruzioni faziose, volutamente e dichiaratamente orientate perché quello era il modo di scrivere e ricostruire del '400 e del '500. Sono comunque dati che ci permettono di avere informazioni, ma lo spirito critico è necessario per analizzare questi testi propagandistici.
Fonti storiche e storiografiche
Storia, fonte storica: è stata prodotta in contemporanea agli eventi di cui noi stiamo parlando (es. Opera di Giovanni Villani, che parla della Firenze della seconda metà del 13 sec.);
Storiografia, opera storiografica: ricostruzione del passato che può essere prodotta anche secoli dopo l'evento di cui si parla (Gaetano Salvemini, storico del '900 che nell'opera: Magnati e popolani in Firenze).
Medioevo e percezione moderna
Il Medioevo come abbiamo detto è il periodo compreso tra il 5 sec. e la prima metà del 16 sec. (476 - caduta impero romano/1517 - affissione tesi Lutero). Oggi la ricostruzione dell'epoca medievale è quella che fruisce e risente delle deformazioni mass mediatiche - vista come un'epoca così lontana e diversa da noi da poter essere ricostruita a piacimento - giochi di ruolo (Magic), videogiochi (The Witcher), fumetti (Il drago nero), film (Il signore degli anelli) sono ricostruzioni fantasiose che non riflettono la realtà storica (che viene volutamente stravolta) ma che sono il manifesto del fatto che il medioevo negli ultimi anni sia l'epoca storica rispetto alle altre più gettonata e menzionata.
È fondamentale tenere conto delle cronologie: quando parliamo di cronologie viene in mente un saggio di Jacques Le Goff nel quale egli si chiede: si può dividere la storia in blocchi? Per l'umanista è possibile solo per necessità didattiche.
In una considerazione storica, in questo caso relativa al periodo medievale, qualunque periodo storico non può essere suddiviso in un blocco autoreferenziale rispetto ad un periodo precedente o successivo. Tutti noi siamo, nel nostro essere persone, anche in parte figli dell'epoca medievale. Allo stesso tempo però la suddivisione della storia in blocchi è necessaria per il suo studio.
Possiamo dunque suddividere il medioevo in tre fasi fondamentali, in quanto presentano al loro interno delle caratteristiche omogenee e perfettamente riconducibili a quello specifico arco cronologico:
- Primo Medioevo: dal V all' VIII sec. d.C. - includiamo gli episodi che vanno dalla fine dell'impero romano alla formazione dell'occidente europeo in quella compagine statuale politico amministrativa e caratterizzata da precise coordinate religiose, sociali ed economiche delle nascenti monarchie figlie dei regni romano barbarici, che sfoceranno in parte nell'esperienza del Sacro Romano Impero. Rintracciamo in questo periodo anche la diffusione nello spazio euromediterraneo di due grandi religioni monoteiste che rivelavano allo stesso tempo stili di vita, capacità organizzative, riferimenti culturali atti a plasmare il mondo all'interno del quale esse si diffondevano: Cristianesimo (chiesa cattolica - riconosciuta principalmente nella parte occidentale dell'impero) e religione islamica che della penisola araba si andava ad irradiare con un moto espansivo virulento nel bacino del Mediterraneo giungendo in epoca successiva al primo medioevo alla penisola Iberica. Battaglia di Poitiers fu in particolare una data decisiva: portò l'arresto dell'avanzata islamica: fu combattuta nel mese di ottobre del 732 tra l'esercito arabo-berbero musulmano di al-Andalus, comandato dal suo governatore,ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī, e quello dei Franchi di Carlo Martello, maes
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