Bisogni educativi speciali
02/03/2023
1. Perché ho scelto questo corso?
Perché mi interessano i diversi argomenti, tra cui alcuni che non si sono mai trattati
2. Quali conoscenze vorrei apprendere?
Valutare alunni con BES e formulare un progetto per favorire il loro successo scolastico
3. Vorrei acquisire alcune competenze? Quali?
Vorrei un po' più di praticità, capire concretamente che lavoro si possa svolgere con alunni con BES
Argomenti del corso
- Classificazione delle disabilità, alunni con BES
- ADHD, DSA, Disabilità intellettiva, Autismo
- Disabilità sensoriali: vista – udito
- Alunni stranieri, plusdotazione cognitiva
- Qualità di vita e benessere scolastico
- Osservazione e interventi in classe
- Progetti di inclusione scolastica
Modalità d’esame
L’esame include la redazione di un progetto di inclusione scolastica di un alunno con BES e alcune domande aperte tratte sia dalle slide che dal testo.
- L’esame scritto sarà composto da 2 domande ampie (5 punti), 4 domande brevi (3 punti), il progetto di inclusione scolastica (10 punti).
- L’orale sarà facoltativo su tutto il programma e consentirà di variare il punteggio dello scritto +- 3 punti.
- Chi realizza il lavoro di gruppo ottiene 1 punto extra sul voto dell’esame.
Bibliografia
- Zanobini, Usai (2019). Psicologia della disabilità e dei disturbi del neurosviluppo. Franco Angeli
- Autori Vari (2015). BES a scuola. Erickson. Questo libro serve per esercitarsi sulla stesura del progetto di inclusione scolastica. All’esame non verranno poste domande teoriche su questo testo.
- Slide delle lezioni.
Presentazione di un progetto di inclusione
- Scegliere quale tipologia di caso presentare: ADHD, DSA, Autismo, Disabilità intellettiva, Disabilità sensoriale, Plusdotazione cognitiva
- Il caso può essere reale (un alunno conosciuto) oppure creato in base alle info studiate durante il corso
- Presentare il caso in aula con l’ausilio di slide seguendo questa traccia:
- Punti di forza e debolezza dell’alunno
- Obiettivi, metodo e attività per favorire l’inclusione scolastica
- Risultati attesi e monitoraggio
Brainstorming - domande su Filippo
1. Quali sono i punti forti di Filippo?
È meglio partire dai punti di forza, da quello che esiste per lavorare, oltre che ad essere motivante sia per la famiglia sia per il ragazzo
2. Quali sono i suoi punti deboli?
Si capisce concretamente qual è l’obiettivo, gli ambiti su cui lavorare. Il problema è fossilizzarsi sui punti deboli.
3. Quali obiettivi dovrebbe avere un progetto di inclusione scolastica?
4. Quali attività proponete per favorire inclusione scolastica?
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5. Come le proponete? Ruolo dell’alunno, dei compagni, dei genitori, degli insegnanti?
6. Come monitorate la qualità del progetto di inclusione scolastica?
Caso di Filippo, classe 1^ di scuola secondaria di primo grado
- I genitori di Filippo hanno chiesto una valutazione psico-diagnostica per la presenza di difficoltà di letto-scrittura, di attenzione e di regolazione del comportamento.
- Dall’anamnesi emerge che l’accrescimento e lo sviluppo psico-motorio sono risultati regolari; nei limiti della norma anche lo sviluppo del linguaggio espressivo. Nessuna difficoltà di inserimento alla scuola dell’infanzia; nella scuola primaria ha manifestato problematiche nel rispettare le regole sociali, a gestire ordinatamente il materiale scolastico, a seguire con attenzione le lezioni, a concentrarsi nello svolgimento dei compiti a casa. Manifesta eccessiva esuberanza con gli insegnanti e con i compagni, che talvolta determinano come conseguenza episodi di allontanamento dal gruppo dei pari. Le maggiori criticità scolastiche riguardano lo svolgimento delle attività didattiche di lingua italiana e l’organizzazione dello studio.
- Il livello cognitivo globale è superiore alla norma (alla scala WISC-IV: QI Totale = 129) con prestazioni omogenee nelle diverse aree: Comprensione Verbale, Ragionamento visuopercettivo, Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione. Durante la somministrazione delle prove, Filippo era particolarmente motivato ad ottenere punteggi elevati e a dare un’immagine di sé positiva.
- Filippo ha buone competenze visuo-spaziali e di memoria. Ha difficoltà di controllo dell’attenzione per cui riesce a mantenere adeguate prestazioni prolungate nel tempo solo nelle attività per lui particolarmente gratificanti e motivanti. Presenta difficoltà nel focalizzare l’attenzione su compiti scolastici e sulle attività meno piacevoli.
- Si osservano buone competenze linguistiche dal punto di vista fonologico, lessicale e morfosintattico.
- Le prestazioni di lettura denotano una non automatizzazione: il parametro della rapidità risulta inferiore ai livelli attesi per l’età scolare, sia nella decodifica del brano che nelle liste di parole e non parole. La correttezza di lettura è nella media. La comprensione del testo risulta adeguata a testi semplici dal punto di vista morfo-sintattico e lessicale, più difficoltosa con testi che richiedono una maggiore rielaborazione linguistica o la memorizzazione di argomenti specifici di studio.
- Impiega molto tempo a svolgere le prove che richiedono la lettura autonoma di testi scritti. Nella scrittura si riscontra la presenza di alcuni errori ortografici sebbene non raggiungano un livello di significatività clinica. Nell’ambito della matematica, Filippo mostra buone competenze nella soluzione dei problemi. Ha appreso le principali procedure del calcolo scritto così come quelle per l’esecuzione di calcoli mentali; non ha automatizzato il recupero dei principali fatti aritmetici (es. tabelline).
- Fatica a mantenere i «confini» e i ruoli a livello interpersonale, inoltre non riesce a controllare il tempo in cui parla di esperienze personali, per cui diventa logorroico. Fatica a mantenere una coerenza nell’eloquio e a rimanere sullo stesso argomento per un periodo adeguato di tempo. Nelle relazioni con i pari viene descritto come un ragazzino che stabilisce facilmente relazioni positive, ma poi risulta poco controllato, invadente e insistente, tant’è che, dopo un po’ di tempo, i coetanei tendono ad allontanarlo. Durante l’anno scolastico ha ricevuto alcune note di richiamo comportamentale perché in classe disturbava lo svolgimento delle lezioni.
- Appare come un pre-adolescente intuitivo, sorridente e che riesce a mascherare lievi difficoltà emotive, soprattutto derivanti dall’immagine di sé tendente al negativo.
- Durante la valutazione Filippo ha instaurato facilmente una buona relazione con l’esaminatore. È consapevole di avere difficoltà di lettura che lo fanno sentire poco adeguato rispetto ai compagni.
- Ai questionari CBCL i genitori riportano comportamenti di iperattività e difficoltà nella gestione delle frustrazioni. Filippo è distraibile e poco perseverante nello svolgimento dei compiti scolastici.
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Brainstorming – risposte alle domande su Filippo
Da un punto di vista diagnostico: DSA + ADHD
1. Quali sono i punti forti di Filippo?
Livello cognitivo alto e omogeneo nelle diverse aree della Wisc, buona capacità di instaurare relazioni, interesse nel mostrarsi capace (ci tiene), correttezza di lettura, l’ortografia è compensata e comprensione di testi semplici, buone competenze matematiche, buone competenze linguistiche, consapevolezza delle sue difficoltà di lettura, sorridente e intuitivo
2. Quali sono i suoi punti deboli?
Immagine negativa di sé, problemi nel rispettare le regole sociali e nella gestione del materiale, difficoltà di concentrazione, bassa motivazione per le attività per lui non rilevanti, eccessiva esuberanza, iperattività e non gestione delle frustrazioni, difficoltà di lettura (bassa rapidità), deficit di automatizzazione
3. Quali obiettivi dovrebbe avere un progetto di inclusione scolastica per favorire il benessere?
- Lavorare sulle relazioni interpersonali
- Accrescere la motivazione intrinseca
- Aumentare consapevolezza sui punti di forza e debolezza sia da parte sia da parte dei suoi compagni
- Lavorare per cambiare immagine negativa di sé
- Aiutarlo a gestire il suo corpo nello spazio
- Potenziare organizzazione allo studio e le competenze di lettura
- Rendere tutti consapevoli delle differenze, del tempo che ognuno necessita
4. Quali attività proponete a seconda degli obiettivi sopra elencati?
- Una giornata in cui ciascun bambino espone una sua passione (es: cubo di Rubik) con l’uso di un timer
- Lavori di gruppo, per fare esperienza di tempi, modi e spazi di altri
- Per fare in modo che ascolti gli altri, proporre di preparare delle domande da fare al compagno che espone
- Proporre una attività di tutoring sulle materie in cui lui ha successo e seguire un altro compagno-tutor sulle materie in cui ha difficoltà
- Far svolgere un’attività in cui bisogna mantenere l’attenzione per 10 minuti e i giorni successivi aumentare il tempo
- Renderlo consapevole del perché gli altri si allontanano e dargli degli strumenti diversi per relazionarsi
5. Come le proponete? Ruolo dell’alunno, dei compagni, dei genitori, degli insegnanti?
- Per i genitori: lavorare con lui sul progetto da esporre in classe, tramite uso del timer.
- Per i compagni: piccoli gruppi di lavoro dopo-scuola, in cui si fanno insieme i compiti e ci si aiuta
- Per gli insegnanti: aiutarlo con mappe concettuali, creandole insieme
6. Come monitorate la qualità del progetto di inclusione scolastica?
Questionari per genitori e insegnanti ogni tot mesi
Colloqui periodici per aggiornare gli obiettivi e capire come sta andando
Momento di discussione in classe
Osservazione tramite osservatore esterno e chiedere ai compagni come percepiscono la situazione della classe (senza far passare Filippo come vittima)
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Alunni con bisogni educativi speciali
07/03
Una questione di parole
Integrazione
- Inserimento in contesti di persone con disabilità
- Abbattimento delle barriere personali, sociali, politiche e architettoniche che
- Impediscono la partecipazione attiva
Inclusione
- Non si fa riferimento alla disabilità
- Fa riferimento all’unicità di tutte le persone che
- Vengono incluse in un qualsiasi contesto
Le barriere spesso sono le nostre idee personali che a volte ci impediscono di entrare in una relazione efficace -> Percorso a livello nazionale per capire quali processi mettere in atto per riconoscere chi ha BES e per stare meglio tutti.
Il 1977 per l’inclusione scolastica, è un anno fondamentale: hanno aperto una strada per istituire diverse cose, come le insegnanti di sostegno. La legge 104 permette di riconoscere alcune disabilità e permette all’alunno di ricevere degli ausili educativi. Tutto ciò perché le scuole inclusive hanno migliori risultati a livello educativo.
3 leggi + importanti:
- Legge 517 = documento Falcucci
- Legge 104 sulla disabilità
- Circolari MIUR del 2012/13 sugli alunni con BES
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Che differenze ci sono tra inclusione e integrazione?
Il nostro modello di integrazione scolastica mirava a rendere il sistema di istruzione italiano un luogo di conoscenza, sviluppo e socializzazione per tutti, quindi inclusivo piuttosto che selettivo.
Quali sono le specificità dell’inclusione scolastica in Italia?
PEI, PDP = programmi che modificano le richieste ai ragazzi in modo da aiutarli
L’insegnante di sostegno è utile in tutti i quei casi in cui la sua presenza non diventa un pregiudizio.
Livelli di integrazione scolastica (Deno, 1970)
- Liv. 1: frequenza classi comuni di bambini speciali con o senza aiuto
- Liv. 2: frequenza classi regolari con istruzioni e servizi aggiuntivi forniti dai servizi
- Liv. 3: frequenza di classi speciali part-time
- Liv. 4: frequenza di classi speciali per la maggior parte del tempo
- Liv. 5: frequenza di classi speciali a tempo pieno
- Liv. 6: frequenza scuole speciali pubbliche
- Liv. 7: istruzione in ospedali, istituti, case di cura
- Costruire identità a partire dalle fragilità (fragilità al centro e non al limite)
- La centralità della fragilità all’interno della convivenza
- Insegnare che le fragilità sono sopportabili
- Costruire politiche a partire dal diritto del fragile
- Evitare la trappola degli specialismi che ci fanno prendere le distanze attraverso la separazione (c’è un dovere del sapere)
- Coltivare i legami tra le parti
- Il merito è un debito nei confronti degli altri: se sei + bravo, hai la fortuna di poter fare qualcosa di + per gli altri
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Cosa si intende per personalizzazione? Quali sono i problemi attuali?
Continuum da specialismo a normalizzazione in continua ridescrizione e rimodulazione (continuo monitoraggio). Trovo per ciascuno quel percorso che è cucito su di te. Tutti gli alunni avrebbero diritto ad una personalizzazione, ma non è oggettivamente fattibile.
Nel continuum dal ‘riconoscere la disabilità’ e quindi mettere in atto risposte speciali all’ignorare la disabilità’ e quindi attuare risposte uguali, occorre tenere conto di molte variabili, quali il rapporto tra docenti curricolari e docenti di sostegno (si calca la mano sulle difficoltà per essere aiutati -> meccanismo di delega), la tipologia di percorso degli individui BES (di classe, individualizzati, di gruppo), come collocare le attività (dentro o fuori dalla classe), la pianificazione di progetti straordinari o no oppure avere come scopo obiettivi uguali o risultati diversi. Un problema potrebbe essere il non raggiungimento dello stesso livello/competenze richieste agli altri. Inoltre alcuni insegnanti non hanno le competenze per aiutare bambini con BES. È necessario il coinvolgimento attivo dei compagni, che sono una risorsa enorme per gli alunni con BES.
Insegnante di sostegno a chi rientra nella 104, per cui un bambino con autismo può non avere accesso all’insegnante di sostegno; mentre chi ha problemi comportamentali (ADHD, ODD, DE, etc) ha diritto a un assistente educativo.
Principi chiave dell’inclusione
- Accettare la diversità: è una caratteristica essenziale della condizione umana
- Assicurare la partecipazione attiva: inclusione non vuol dire assicurare un posto in classe. Essere inclusivi richiede uno sforzo continuo che assicuri una partecipazione attiva dell’alunno nell’ambito pedagogico e sociale
- Sviluppare pratiche di collaborazione: inclusione è un processo continuo che richiede il supporto di tutti gli interessati
- Immaginare una scuola diversa: una scuola inclusiva è una scuola diversa che impara da se stessa e promuove il cambiamento e lo sviluppo
I bisogni educativi speciali caratterizzano gli alunni che presentano una richiesta speciale di attenzione; il bisogno educativo speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva, in ambito educativo e/o istruzionale, causata da un funzionamento, nei vari ambiti definiti dall’antropologia ICF, problematico per il soggetto in termini di danno, ostacolo al suo benessere, limitazione della sua libertà e stigma sociale, indipendente dall’eziologia (bio-strutturale, familiare, ambientale-culturale, ecc.) e che necessita di educazione speciale individualizzata. ICF è un sistema di valutazione e di osservazione ampia sulle persone, non un sistema di diagnosi: possiamo verificare le caratteristiche della persona, gli ostacoli per sentirsi maggiormente incluso nel proprio ambito di vita; i BES richiedono l’osservazione della persona e del contesto in cui è inserito.
Un elemento importante contenuto nella direttiva consiste nella necessità di guardarsi dal pericolo degli automatismi, il meccanismo che produce ‘preclusive tipizzazioni’: la direttiva si esprime in modo chiaro e inequivocabile, non ritiene che tutti gli studenti appartenenti alle categorie esemplificative elencate nella Direttiva inevitabilmente vivano situazioni di BES, ma soltanto che alcuni di loro, a causa delle difficoltà elencate o di altre problematiche, possano esservi coinvolte -> “in questo senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali, o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”.
“Fondandosi sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni”. Si vuole cercare di dirigere l’attenzione sulle situazioni personali specifiche, al di là e al di fuori delle etichette categoriali; in sostanza si indica chiaramente che occorre partire dalla constatazione o meno dell’esistenza di un bisogno di personalizzazione e non dall’appartenenza ad una categoria nosografica o socioculturale.
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Chi sono gli alunni con BES: classificazione in base al tipo di bisogno
Un paio di anni prima, famiglie di alunni con dislessia hanno fatto una mozione e sono riusciti a portare avanti una legge per tutelare gli alunni con dislessia, permettendogli di avere percorsi personalizzati.
Ci si è resi conto che si stavano dimenticando tanti alunni e hanno riconosciuto 3 grandi categorie di alunni con BES. L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit; in ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni. I BES comprendono 3 grandi
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Bisogni educativi speciali
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Bes
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Metodologie didattiche e strumenti innovativi per alunni con bisogni educativi speciali (BES)
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Lezione 1: esame Psicologia dei bisogni educativi speciali