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Anatomia

L'anatomia studia forma, architettura e struttura del corpo umano, fornisce una base morfologica per l'interpretazione funzionale. Studia sede, posizione, rapporti, caratteristiche macroscopiche e microscopiche degli organi. I dati sono riferiti a un individuo medio (170 cm x 70 kg), ci sono differenze interindividuali non patologiche. Le tre regole dell’anatomia sono la posizione anatomica del cadavere, la geometrizzazione delle forme e la scomposizione in parti.

Storia

Inizialmente vennero eseguiti studi fortuiti su cadaveri. Nel III a.C. grazie alla medicina alessandrina (Ippocrate, Aristotele) e a Galeno nel II secolo d.C. vennero approfonditi questi studi. Nel 1500 Vesalio scrisse il De humani corporis fabrica, conteneva degli errori poiché gli studi venivano effettuati su animali, nel 1600 grazie all’invenzione del microscopio Malpighi iniziò a studiare l'anatomia microscopica e nel 1950 venne scoperta l'ultrastruttura degli organi.

Posizione anatomica del cadavere o di riferimento

La posizione di riferimento è la posizione anatomica del cadavere, prevede la parte assile in stazione eretta, la testa sulla stessa linea dell'asse del corpo, gli arti inferiori sulla linea del tronco e degli arti superiori paralleli al tronco col palmo rivolto in avanti.

Piani di taglio

Esistono piani immaginari che attraversano l'individuo, i piedi poggiano sul piano podalico, la testa poggia sul piano cefalico. Il piano frontale è parallelo a quello tangente alla fronte e divide il corpo in anteriore e posteriore. Il piano mediano di simmetria divide il corpo in due antimeri, speculari, simmetrici, ma non uguali né sovrapponibili (simmetria bilaterale), i piani sagittali sono paralleli a questo. Il piano trasversale taglia il corpo a metà, è parallelo al piano podalico e cefalico. Il corpo umano è diviso in:

  • Parte assile: testa e tronco (collo, torace, addome)
  • Appendici:
    • Arto superiore: cintura (spalla) e parte libera (braccio, gomito, avambraccio, polso, mano)
    • Arto inferiore: cintura (anca) e parte libera (coscia, ginocchio, gamba, caviglia, piede)

Spazi corporei

Gli organi dell'apparato locomotore delimitano spazi che accolgono organi e determinano la forma esterna del corpo. Anteriormente si possono individuare le cavità ventrali: cavità toracica e addominale, divise dal diaframma. Posteriormente gli spazi sono collocati nel cranio e nel canale vertebrale in questi spazi si posizionano gli organi del SNC. Gli spazi corporei si dividono in:

  • Connettivali: delimitati da setti connettivali tesi tra cute e formazioni ossee profonde; sezionando un arto, all'interno si trova una leva ossea ed esternamente la cute, sono presenti setti di connettivo che creano logge muscolari
  • Neurali: le pareti sono formate da ossa, contengono gli organi del SNC (rivestiti connettivo: meningi)
  • Sierosi: composti da pareti rivestite da una membrana sierosa

Spazi sierosi

Gli spazi sierosi sono collocati nella cavità toracica e addominale, contengono una cavità in cui vengono posizionati i diversi organi: cavità pleuriche (pleura), cavità pericardica (pericardio), cavità peritoneale (peritoneo). La tonaca sierosa è formata da due foglietti: uno più interno (viscerale) adeso all’organo che riveste e uno esterno (parietale) che riveste la parete esterna dello spazio, tra i due c’è un sottile lume in cui si trova un liquido che permette ai due foglietti di scivolare l’uno sull’altro. Gli organi possono essere descritti in base al loro rapporto con la tonaca sierosa:

  • Organi retrosierosi: non hanno rapporti con la tonaca sierosa
  • Organi sottosierosi: coperti in parte dalla tonaca poiché poggiano su di essa
  • Organi intrasierosi: circondati completamente dalla tonaca sierosa, si forma il meso una struttura di collegamento che mantiene l’organo in posizione e serve alla sua vascolarizzazione

Divisione addome

Suddivido la superficie addominale in 9 quadrati e proietto gli organi superficialmente, i tre quadrati superiori sono l'epigastrio (centrale), ipocondrio destro e ipocondrio sinistro (laterali), sotto l'epigastrio si trova il mesogastrio circondato dal fianco sinistro e dal fianco destro, sotto il mesogastrio si trova l’ipogastrio circondato dalla fossa iliaca sinistra e dalla fossa iliaca destra.

Organi

Gli organi sono parti anatomiche macroscopiche costituite da più tessuti diversi fra loro, e che svolgono una propria funzione unitaria nell’ambito delle generali funzioni di apparato. Un organo è formato da più tessuti organizzati per svolgere la specifica funzione dell'organo, diversi organi sono organizzati in apparati che vanno a costituire l'organismo. Gli organi si dividono in:

  • Filamentosi: muscoli, tendini, nervi
  • Tonache sovrapposte: tegumento, sierose, organi
  • Parenchimatosi cavi

Organi filamentosi

Sono formati da fibre elementari aggregate in modo gerarchico da tessuto connettivo.

Organi parenchimatosi

Sono formati da parenchima (funzione predominante dell’organo) e da stroma connettivale (impalcatura di sostegno), sono circondati da una capsula connettivale che delimita l’organo, possono essere divisi gerarchicamente in lobi e lobuli da setti connettivali, presentano un ilo che consiste in una porta d'ingresso di vasi e nervi per l'organo.

Organi a tonache sovrapposte

Hanno un’organizzazione caratterizzata dalla sovrapposizione di tonache che ne formano la parete, delimitano un lume o una cavità.

Apparati

Gli apparati si dividono in apparati della vita di relazione, coinvolgono gli organi con funzioni che mettono un individuo in relazione con l'ambiente circostante, e apparati della vita vegetativa, coinvolgono organi con funzioni che mantengono l'omeostasi corporea, la riproduzione e la nutrizione.

  • Apparati della vita di relazione:
    • Apparato nervoso
    • Apparato locomotore
  • Apparati della vita vegetativa:
    • Apparati della nutrizione
    • Apparati della riproduzione

Tra questi due ci sono l'apparato tegumentario e l'apparato endocrino, il primo delimita la superficie corporea ed è la prima barriera, il secondo rilascia ormoni per il mantenimento dell'omeostasi e la regolazione dell'attività.

Apparato circolatorio

Apparato circolatorio:

  • Apparato cardiovascolare
    • Cuore
    • Condutture sanguifere
  • Sistema linfatico
    • Grandi collettori linfatici
    • Vasi e organi linfatici
  • Organi e tessuti emopoietici ed emocateretici
    • Midollo osseo
    • Milza

Cuore

Effettuando una sezione trasversale a livello del torace, anteriormente si trova il cuore, posteriormente si trova l'esofago e lateralmente si trovano i polmoni. Il cuore è posto nel mediastino (spazio connettivale tra i polmoni), ha la forma di un cono appiattito o di una piramide deformata sdraiata su un fianco, ha una posizione obliqua. Pesa circa 300 g negli uomini e 250 g nelle donne. L'asse maggiore misura 12 cm, l’asse obliquo va da superiore (base) a inferiore (apice), da destra a sinistra, da posteriore ad anteriore. Svolge la funzione di pompa, spinge il sangue nei vasi sanguigni.

Struttura

Il cuore è un organo cavo vascolare costituito da tre tonache:

  • Epicardio: mesotelio (epitelio pavimentoso semplice) e lamina di connettivo
  • Miocardio: strato più spesso, costituito da tessuto muscolare striato cardiaco, diviso in comune e specifico
  • Endocardio: riveste tutte le cavità, si tratta di un epitelio pavimentoso semplice e connettivo

Esternamente si trova il pericardio fibroso: un sacco fibroso di connettivo denso che avvolge il cuore fino all'origine dei grandi vasi e che lo connette al diaframma. Più internamente si trova il pericardio sieroso, il foglietto viscerale costituisce l’epicardio. Il cuore è composto da quattro cavità, due superiori (atrio destro e sinistro) e due inferiori (ventricolo destro e sinistro). I due atrii sono tra loro separati dal setto interatriale, i due ventricoli dal setto interventricolare. Tra gli atrii e i rispettivi ventricoli sono poste delle valvole per far passare il sangue. Gli atrii sono composti da due strati di cardiomiociti: superficiale (specifico) e profondo (comune agli atrii). I ventricoli contengono uno strato anteriore (sistema ascendente), uno posteriore (sistema discendente) e uno strato commissurale che circonda il tessuto connettivo dei due ventricoli, tutti si inseriscono nello scheletro fibroso del cuore.

Anatomia di superficie

La faccia anteriore è in rapporto con sterno e coste (faccia sterno costale), osservando questa faccia si vedono i due ventricoli (principalmente quello destro), i due atrii e le auricole (estensioni degli atrii che abbracciano i vasi sanguigni che originano). Tra atrii e ventricoli c'è il solco coronario: tessuto adiposo in cui si estendono vene e arterie coronarie, corre circolarmente lungo tutta la superficie. Il solco longitudinale anteriore separa i due ventricoli. La faccia posteriore è in rapporto col diaframma (faccia diaframmatica). La base è coperta da grossi vasi. Posteriormente c’è il solco longitudinale posteriore, analogo a quello anteriore, nel solco coronario posteriormente si osserva il seno coronario, contenente il sangue refluo che proviene dal cuore che andrà dell’atrio destro. Superiormente si osservano le quattro vene polmonari, l'aorta e il tronco polmonare.

Conformazione interna

Frontalmente si osservano i due atrii e i due ventricoli divisi dai due setti. Tra i rispettivi atrii e ventricoli ci sono valvole che regolano il passaggio di sangue. La parete degli atrii è liscia, quella dei ventricoli è irregolare a causa delle trabecole carnee, le più evidenti sono i muscoli papillari (funzionano con le valvole). L’atrio destro contiene i muscoli pettinati che si estendono dalla superficie interna dell’auricola fino alla parete atriale anteriore. La parete del ventricolo sinistro è più spessa poiché subisce una pressione maggiore (grande circolazione). Il setto interventricolare e l’apice fanno parte del ventricolo sinistro.

Valvole

Le valvole atrioventricolari separano i rispetti atrii dai ventricoli, le valvole semilunari si trovano all'origine delle grosse vene e arterie. La valvola tricuspide si trova tra atrio e ventricolo destro, è formata da tre lembi; la valvola bicuspide o mitrale, si trova tra atrio e ventricolo sinistro, è formata da due lembi. Le valvole atrioventricolari sono collegate ai muscoli papillari con corde tendinee che limitano il movimento delle cuspidi quando la valvola si chiude. Le valvole semilunari sono formate da lembi a tasca o a nido di rondine, non hanno bisogno di corde. Impediscono che il sangue passi dai vasi ai ventricoli, i lembi hanno margini liberi che entrano in contatto quando il sangue viene spinto nel vaso. Sui margini liberi si trovano i noduli di Aranzio (aorta) e di Morgagni (arterie polmonari), favoriscono la chiusura della valvola durante la sua funzione. I lembi delle valvole sono formati da sottile tessuto connettivo (con collagene e fibre elastiche) rivestiti da endocardio. I lembi si inseriscono su una struttura fibrosa alla base dei ventricoli: scheletro fibroso del cuore formato da quattro anelli di connettivo denso collegati da trigoni, fa da inserzione per i lembi valvolari e delle cellule muscolari striate cardiache. Parte della componente fibrosa si estende nel setto interventricolare come isolante: separa la contrazione degli atri da quella dei ventricoli.

Contrazione

Il ciclo cardiaco comprende periodi alternati di contrazione (sistole) e di rilasciamento (diastole). Gli atrii sono pieni (più pressione negli atrii) e avviene la sistole atriale e il sangue fluisce nei ventricoli sottostanti tramite l’apertura delle valvole, gli atrii rimangono in diastole fino al ciclo successivo. Successivamente il ventricolo si contrae (sistole), questo fa aumentare la pressione nel ventricolo e spinge le valvole a chiudersi, al progredire della sistole ventricolare si ha un'elevata pressione nel ventricolo: il sangue fluisce nelle arterie, nella fase finale, quando il sangue è passato del tutto il ventricolo si rilassa e la pressione è più alta nelle arterie, questo spinge il sangue a tornare nei ventricoli ma i lembi valvolari si riempiono impedendo al sangue di fluire indietro.

Sistema di conduzione del cuore

A livello della vena cava superiore (atrio destro) c’è un gruppo di cardiomiociti specializzati che forma il nodo del seno (o senoatriale o di Keith-Flack) che genera lo stimolo che porta alla contrazione del cuore in modo spontaneo (pace maker). Il trasferimento dell’impulso avviene tramite le vie internodali e viene trasferito ai due atrii e al nodo che si trova nell’atrio destro a livello del setto: il nodo atrioventricolare (o di Aschoff-Tawara). L’impulso viaggia lungo il fascio His che passa a livello del setto interventricolare e si ramifica in due branche, che scendono fino all’apice del cuore e risalgono fino ai muscoli papillari con le fibre del Purkinje. Il cuore è innervato dal sistema nervoso autonomo parasimpatico e ortosimpatico (funzione regolatoria). Le fibre simpatiche sono i nervi cardiaci che stimolano il ritmo cardiaco, le fibre parasimpatiche sono portate dal nervo vago (X), le fibre simpatiche dai nervi cardiaci.

Vascolarizzazione

Le arterie del cuore sono le coronarie, che originano dal primo tratto dell’aorta (aorta discendente). Le vene del cuore sono le vene cardiache che raccolgono il sangue refluo e lo convogliano a livello del seno coronario che lo rilascia nel solco coronario.

Circolazione

Circolazione sistemica

Dal ventricolo sinistro origina l’aorta, che si ramifica nei vari distretti corporei formando una rete capillare (scambi coi tessuti), in seguito tornando verso il cuore le varie vene diventano sempre più grandi confluendo le une nelle altre fino ad arrivare nell’atrio destro del cuore. Questa circolazione permette di portare sangue ossigenato e ricco di nutrienti ai territori periferici.

Circolazione polmonare

Il sangue refluo dall’atrio destro va nel ventricolo destro e in seguito nel tronco polmonare (principale vaso della piccola circolazione), che si dirama fino ad arrivare ai capillari che circondano i singoli alveoli polmonari, successivamente i capillari diventano vene sempre più grandi fino alle vene polmonari, che arrivano nell’atrio sinistro del cuore.

Vasi sanguigni

Esistono due tipi di vasi:

  • Vasi sanguigni (arterie, vene, capillari)
  • Vasi linfatici

I vasi sono organi cavi vascolari a tonache sovrapposte, hanno una parete composta da:

  • Tonaca intima: endotelio (epitelio pavimentoso semplice), membrana basale e connettivo sottoendoteliale (costituisce la lamina propria), è sempre uguale in ogni vaso
  • Membrana elastica interna
  • Tonaca media: connettivo con fibre elastiche e/o cellule muscolari, determina le differenze nella funzione e nel calibro
  • Membrana elastica esterna (spesso discontinua)
  • Tonaca avventizia: tessuto connettivo

Questa organizzazione è riscontrabile sempre nelle arterie, ma non sempre nelle vene. Si distinguono:

  • Rami collaterali: si distaccano dal tronco principale, man mano che emettono rami si assottigliano, possono essere monopodiche (un singolo ramo si stacca), oppure possono avere ramificazione dicotomiche (si distacca in due e poi ancora in due)
  • Rami terminali: ramo con cui l’arteria termina
  • Territorio di distribuzione: territorio vascolarizzato dai rami collaterali e terminali di un’arteria
  • Arterie di tipo terminale: rami distribuiti a zone delimitate senza comunicazione con altri rami, se la zona non riceve sangue va incontro a necrosi o ischemia

I vasi possono essere divisi in:

  • Grossi vasi: formano il settore centrale della distribuzione, fanno da collegamento tra cuore e vasi distrettuali
  • Vasi distrettuali: operano l’effettiva diffusione del sangue nei vari distretti corporei ed organi

Oppure in:

  • Vasi parietali: vascolarizzano organi dell’apparato locomotore, tegumentario e nervoso
  • Vasi viscerali: vascolarizzano i visceri

Arterie di grosso calibro si estendono vicine a vene di grosso calibro (sangue refluo dello stesso distretto), a ogni arteria di solito sono associate due vene. I fasci nerveovascolari sono costituiti da un’arteria, una vena e un nervo (nel collo: carotide, giugulare interna e nervo vago). Arterie e vene si estendono sulle superficie flessorie degli arti, altrimenti flettendo gli arti verrebbero bloccate. Le vene si trovano in posizione profonda e si estendono insieme alle corrispondenti arterie, a livello degli arti si trova anche una circolazione superficiale che non trova un corrispettivo arterioso. Le anastomosi sono collegamenti tra i vari vasi sanguigni e, in caso di occlusioni, permettono la continua circolazione sanguigna. L’anastomosi più importante è il poligono di Willis, si trova alla base dell’encefalo e garantisce sempre la vascolarizzazione di tutte le parti dell’encefalo e serve per equalizzare la pressione dell’encefalo. Le anastomosi artero-venose collegano una vena e un’arteria, il sangue può fluire da un’arteria a una vena saltando il letto capillare, questo permette una regolazione della temperatura corporea e il risparmio di calore, sono numerosi nella pelle, nel viso, nel naso e nelle labbra. I vasa vasorum sono piccoli vasi sanguigni che vascolarizzano la parete avventizia. L’innervazione è carico del sistema nervoso autonomo:

  • Fibre efferenti: simpatiche, mantengono il tono arterioso (vasocostrizione), modificano la quantità di sangue che può essere veicolato in questi vasi
  • Fibre afferenti: si tratta di fibre sensitive che ricevono le informazioni a livello della parete del vaso e le convogliano al sistema nervoso, sono recettori:
    • Pressocettori: rilevano le variazioni di pressione ad esempio nell’arco del seno aortico
    • Chemocettori: rilevano le variazioni nella composizione del sangue (H+, O2, CO2), si trovano nel glomo carotideo (biforcazione carotide) e aortico (arco aortico)
    • Meccanocettori: corpuscoli di Pacini (avventizia dell’aorta)

Arterie

Le arterie si dividono in tre tipi:

  • Arterie elastiche o di grosso calibro o di conduzione (1-3 cm): sono più vicine al cuore e rise...
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veronica.casarotto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Gagliano Nicoletta.
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