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Capitolo 1: antropologia culturale

Introduzione all'antropologia culturale

L'antropologia culturale è una disciplina scientifica nata in Occidente che ha per oggetto lo studio delle popolazioni contemporanee e delle loro culture intese come comportamenti e credenze appresi e condivisi dalle persone. Il termine antropologia deriva dal greco antico "Anthropos" e "Logos" e significa "discorso intorno al genere umano" e si accompagna spesso a diversi altri termini. La principale distinzione in uso è tra antropologia fisica o biologica, ovvero lo studio dell'umanità dal punto di vista biologico e l'antropologia culturale, che studia l'umanità dal punto di vista culturale. L'antropologia abbraccia un'ampia gamma d'interessi.

Divisioni dell'antropologia

Nella tradizione statunitense, l'antropologia è divisa in quattro campi:

  • Antropologia fisica: Analizza l’uomo dal punto di vista biologico.
  • Archeologia: Lo studio delle culture umane del passato, condotto attraverso i loro resti materiali.
  • Antropologia linguistica: Lo studio della comunicazione umana, partendo dalle origini fino alle sue varianti contemporanee.
  • Antropologia culturale: Lo studio delle popolazioni e delle culture contemporanee.

Parallelamente, nella tradizione inglese si è sviluppata maggiormente l'antropologia sociale, che pone l'enfasi sul concetto di cultura sviluppando un approccio incentrato sulla dimensione sociale e sul funzionamento delle strutture sociali. Nell'ambito italiano, l'antropologia è stata considerata per molto tempo lo studio dei caratteri fisici della diversità umana, mentre l'etnologia aveva il compito di fare lo stesso nei popoli extraeuropei. Il termine Demologia in Italia indica lo studio della storia della cultura popolare.

Scopi dell'antropologia culturale

Storicamente, l'antropologia culturale nasce per conoscere ma anche salvaguardare le differenze culturali espresse dalle culture “altre” rispetto alle culture occidentali industrializzate. Lo scopo però non è solo quello di conoscere e di salvaguardare ma anche quello di dare uno sguardo critico alla società occidentale, guardando l'altro. L'antropologia culturale ci porta a vedere meglio noi stessi rendendo familiare ciò che non lo è ed estraneo ciò che è familiare. Ci abitua infatti a considerare le culture umane in una prospettiva più ampia.

La storia dell'antropologia culturale in sintesi

Le origini dell'antropologia culturale risalgono a scrittori come Erodoto nel V secolo a.C. e Marco Polo, grandi viaggiatori che scrivevano sulle culture con cui entravano in contatto. Le radici concettuali più recenti della disciplina si fanno risalire a scrittori vissuti nel periodo dell'Illuminismo come Montesquieu, che faceva risalire le differenze culturali ai diversi climi che caratterizzavano l'ambiente di vita delle popolazioni. Poi ci fu Charles Darwin che diede una spiegazione scientifica dell'evoluzione biologica, che ha avuto un ruolo fondamentale nel pensiero antropologico.

I principali fondatori dell'antropologia culturale sono Edward Tylor, James Frazer e Lewis Henry Morgan, ispirati dalla teoria dell'evoluzione biologica. Secondo il loro pensiero, tutte le culture umane evolvono da forme inferiori a forme superiori. Questa concezione collocava i popoli non occidentali in uno stadio primitivo mentre i popoli occidentali in quello della civilizzazione e prevedevano quindi che i popoli ancora nello stadio primitivo avrebbero avuto due possibilità: sarebbero diventati civilizzati come i popoli euro/nordamericani o sarebbero estinti.

Bronislaw Malinowski (1884-1942) di origini polacche è uno degli studiosi che hanno maggiormente determinato lo sviluppo dell'antropologia culturale moderna. Ha introdotto la pratica della ricerca sul campo grazie a una sua ricerca svolta nel corso della prima metà del 20° secolo tra gli indigeni delle isole Trobriand (Malesia). Definì l'approccio del funzionalismo.

Funzionalismo e olismo

Funzionalismo: teoria per cui la cultura è paragonabile a un organismo biologico dove le singole parti contribuiscono al funzionamento e alla conservazione dell'insieme. Ad esempio, religione e famiglia, prese singolarmente, contribuiscono al funzionamento della cultura nel suo insieme. Il funzionalismo è connesso al concetto di olismo.

Olismo: prospettiva antropologica per cui le culture sono complessi sistemi che non possono essere compresi se non si conosce ogni singolo aspetto, quindi la connessione tra il tutto e le sue parti.

Franz Boas (1858-1952) è considerato il fondatore dell'antropologia culturale nordamericana. Le sue ricerche lo hanno portato a condividere la vita quotidiana degli Inuit (popolazione indigena dell'isola di Baffin) che lo ha portato verso uno scetticismo per la scienza occidentale. Realizzò che tutte le culture hanno una distinta individualità.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

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