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Antinomie normative

Antinomia normativa → due o più norme giuridiche, ricavabili da disposizioni poste da fonti differenti, disciplinano in modo diverso una medesima materia. Per antinomie si intendono tutti quei casi in cui vi è incompatibilità tra due norme (disposizione e norma) che disciplinano una medesima fattispecie, nel senso che l’applicazione dell’una esclude l’applicazione dell’altra. La presenza di antinomie è fisiologica (e non patologica) all’interno di un qualsiasi ordinamento giuridico, in virtù della pluralità di fonti del diritto in esso esistenti. Da ciò discende che le antinomie sono un problema essenzialmente interpretativo.

Ordinamento e complessità

Molteplici produttori di diversi tipi di atti normativi: il policentrismo normativo che la legislazione italiana è venuta configurando si collega alla sempre più vasta distribuzione delle funzioni pubbliche fra una pluralità di soggetti, anche al di fuori dell'apparato governativo e ministeriale. Come la legge statale, la legge regionale, il diritto dell’Unione Europea e le consuetudini internazionali.

Chi risolve le antinomie normative?

Le antinomie normative emergono nel momento dell’applicazione del diritto. È il soggetto applicatore del diritto a risolverle, ovvero il giudice, la pubblica amministrazione...

Come si risolve il problema?

L'ordinamento giuridico deve necessariamente essere coerente, non deve, cioè, contenere regole che entrino in contrapposizione. Nel caso in cui esistano due norme in contrasto tra loro, il giurista ha il compito di comprendere quale delle due suddette norme è valida e quale non lo è. Per stabilire la maggiore validità di una norma rispetto a un'altra, il giurista ricorre ai cosiddetti criteri di risoluzione delle antinomie normative.

Criteri di risoluzione delle antinomie

  • Criterio cronologico → In caso di contrasto tra norme di due disposizioni poste da fonti di pari grado e aventi eguale competenza, va preferita quella più recente a quella più antica.
  • Il criterio gerarchico attiene alle fonti del diritto e il criterio di competenza consente di definire le materie giuridiche di competenza di determinate fonti.

Effetto giuridico: abrogazione, annullamento di una norma giuridica motivato da un provvedimento espressamente abolitivo o, tacitamente, dall'entrata in vigore di una nuova legge.

Tipi di abrogazione

  • Espressa: Il legislatore indica testualmente gli estremi delle norme precedenti che sono abrogate (es. l’art. 3, c.5 della l. 2/2007 è abrogato).
  • Tacita: Si deduce dal fatto che due norme sono tra loro incompatibili nel contenuto (es. una legge del 2012 dice che devo pagare 100 euro, un’altra del 2013 dice 200 euro).
  • Implicita: Si deduce dal fatto che vi è una riforma integrale e organica dell’oggetto (es. un testo unico sull’ambiente si presume abroghi tutta la precedente disciplina; un nuovo codice di procedura civile si presume abroghi il precedente).

Criterio cronologico

Il criterio cronologico regola la successione degli atti normativi nel tempo. Esso, infatti, studia le norme in base al momento in cui esse sono state emanate. Per comprendere il valore del criterio cronologico bisogna approfondire il tema della disposizione temporale secondo cui sono state emanate determinate norme. Tale concetto è definito nell'articolo 11 delle preleggi, il quale recita: la legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo (l'effetto retroattivo è il principio secondo cui una legge ha efficacia a partire da un tempo anteriore alla sua promulgazione).

Art.15 Abrogazione delle leggi

Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l’intera materia già regolata dalla legge anteriore.

Il criterio cronologico implica due conseguenze:

  • I rapporti giuridici stipulati prima della promulgazione di una legge che potrebbe modificarne la struttura saranno disciplinati comunque dalle norme vigenti al momento della loro stipulazione.
  • Consideriamo, ad esempio, una procedura contrattuale destinata a perdurare quattro anni. Se, nel corso di questo la...
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Daria_diblasi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Colaluca Cinzia.
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