Anatomia lezione 20/12/2022
Anatomia deriva da “anatomè” e significa dissezione, in realtà l’anatomia non è solo quella generale sistematica, ovvero non è solo la suddivisione del corpo in organi di cui andremo a vedere anche gli apparati e i sistemi, ma è anche un’anatomia topografica, ovvero che divide il corpo in regioni: testa, collo, addome, inguine, arti e per ogni regione vedremo la forma delle strutture, le articolazioni, gli organi che la compongono e vedremo anche i vari rapporti che intercorrono tra di loro.
L’anatomia è una scienza biologica che studia la forma e la struttura degli esseri viventi: deve il suo nome al metodo di indagine, la dissezione, che ancora oggi, pur integrato da moderni e perfezionati metodi di ricerca, ha fondamentale importanza nello specifico campo di studio.
Mentre l’anatomia topografica divide il corpo in regioni ed in ciascuna di esse studia la forma, la natura, l’ordine di sovrapposizione (stratigrafia) ed i rapporti reciproci di tutte le formazioni che la costituiscono, quindi prevede lo studio di com’è l’innervazione, della vascolarizzazione dei singoli organi.
Terminologia anatomica essenziale
È necessario che quando descrivo organi, sistema o apparato usare una terminologia appropriata come ad esempio il fegato è in rapporto cranialmente con il diaframma, caudo-ventralmente con l’intestino lateralmente con lo stomaco, ovvero usare dei “punti cardinali”.
Piani
Quando noi andiamo a descrivere un corpo, noi andiamo a descrivere qualcosa di tridimensionale per poterlo descrivere però abbiamo bisogno di strutture che siano bidimensionali che rappresentano i nostri punti cardinali e questi si chiamano piani.
- Piano mediano che è il parallelepipedo in azzurro, tendenzialmente è un piano verticale al suolo che divide esattamente il corpo in due metà destra e sinistra che possono considerarsi esattamente identiche l’una con l’altra o speculari, quindi è come se tagliasse il corpo esattamente a metà.
- Piano sagittale anche chiamato paramediano, sono quelli in blu. Fondamentalmente vengono chiamati sagittali quando noi vogliamo descrivere o un arto o un organo ed è sinonimo di mediano, quindi sagittale o mediano possono essere utilizzati allo stesso modo, solo che il mediano è quello che divide esattamente a metà il corpo, mentre i piani paramediali sono quelli che si trovano o un po’ più a destra o un po’ più a sinistra, in questo caso immaginatevi il corpo con il nostro piano mediano al centro e infiniti piani paramediali o sagittali che suddividono ulteriormente un po’ come fosse una tac.
- Piano dorsale è quello in verde ed è un piano tangente alla superficie dorsale, dorsale è la parte alta del corpo, spostarsi dorsalmente vuol dire spostarsi verso l’alto mentre spostarsi ventralmente vuol dire spostarsi verso il basso. Questo piano in umana si chiama piano frontale, perché siamo in piedi, mentre negli animali non ha senso perché sono tutti quadrupedi per cui si chiama piano dorsale. Quindi vedete come abbiamo un piano verticale è un piano orizzontale.
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- Piano trasversale è quello in arancione, è un piano perpendicolare ed ortogonale al piano mediano del corpo sinonimo di perpendicolare anche se ottagonale è più specifico, ovvero crea un angolo di 90° con il piano mediano del corpo o l’asse longitudinale di una sua parte.
Quindi abbiamo un piano verticale, un piano orizzontale un piano trasversale che segue l’andamento del corpo che può essere più o meno verticale, ma può diventare anche in orizzontale. Quindi questi piani ci danno la possibilità di descrivere tridimensionalmente, perché altrimenti sarebbero bidimensionali.
Questo nell’immagine di lato ad esempio è un encefalo, e queste sono 3 sezioni su 3 piani differenti, il primo a sinistra è su un piano trasversale, ovvero la stessa immagine della tac. Questo al centro è mediano o sagittale; mentre l’ultimo a destra è dorsale.
Dividere un organo con tre piani diversi ci dà 3 figure ognuna diversa dall’altra.
Noi umani abbiamo un piano mediale o anche sagittale, trasversale e frontale che corrisponde al piano dorsale negli animali. Con queste noi creiamo qualcosa di tridimensionale da qualcosa di bidimensionale, ma se ci dobbiamo spostare all’interno del corpo come facciamo? Ci dobbiamo spostare su questi piani e per descrivere qualcosa di piano abbiamo bisogno di un ulteriore terminologia come rostrale, caudale, ventrale, dorsale, ecc.
- Laterale/mediale: definizione di laterale: in direzione del piano parasagittale più esterno. Abbiamo visto il piano mediano che è quello centrale e poi esistono infiniti piani parasagittali che possono andare o verso l’esterno oppure dall’esterno verso l’interno. Quindi se dividiamo a metà e abbiamo il nostro piano mediale, i piani parasagittali o paramediali possono andare o verso l’esterno quindi noi andiamo verso il lato laterale esterno oppure posso andare verso il centro. Quindi in mediale è la direzione che fa la differenza. Quindi se noi andiamo dal centro verso l’esterno del corpo è laterale. Mentre se noi dall’esterno andiamo verso il centro del corpo è mediale. Come se fossero sinistra e destra, ma in anatomia sinistra e destra non esistono.
- Craniale/caudale/rostrale: craniale vuol dire in direzione della testa (ad esempio è come andare in avanti), se vado dalla testa verso la coda (cauda è la coda) vado in direzione caudale. Rostrale viene utilizzato solo ed esclusivamente nella testa, perché utilizzare craniale all’interno della testa non ha alcun senso allora si dice rostrale, il rostro ad esempio delle navi è la parte più avanti della nave.
- Dorsale/ventrale: dorsale vuol dire andare in direzione del dorso dell’animale (quindi andare verso l’alto), mentre ventrale che ricorda il ventre vuol dire andare verso la pancia dell’animale, ovvero verso il basso. Quindi dorsale in direzione del dorso, ventrale in direzione del ventre ed è come dire spostarsi verso l’alto e verso il basso.
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Per quanto riguarda le estremità ovvero gli arti dobbiamo utilizzare altri due termini che sono:
- Palmare: che vuol dire in corrispondenza o vicino al palmo della mano, in direzione palmare vuol dire che indichi in direzione del palmo della mano quindi scendendo per l’arto.
- Plantare: che ci ricorda il piede e quindi in corrispondenza alla pianta del piede.
Non è sbagliato utilizzare dorsale o ventrale, ad esempio si può dire che il ginocchio si trova dorsalmente al piede, però se vuoi descrivere un legamento puoi dire che il crociato ha direzione dorso plantare, che va dall’alto verso il basso. Quindi questi due termini possono essere utilizzati solo per la mano e per il piede.
Ci sono ancora due termini che possiamo utilizzare con gli arti e sono:
- Prossimale vuol dire in direzione del tronco;
- Distale vuol dire in direzione opposta alla prossimale, cioè verso l’estremità libera.
Quindi prossimale andiamo verso l’alto, in direzione del tronco; distale andiamo verso il basso, verso l’estremità libera, quindi in direzione del pavimento. Per estremità libera si intende che non ci sia il corpo dell’animale in mezzo. Con prossimale e distale è un po’ come utilizzare dorsale e ventrale solo che questi si usano solo per gli arti.
Altre 3 definizioni
- Organo: è una struttura anatomica che svolge una funzione specifica o più funzioni specifiche e può essere costituito da tessuti spesso molto differenti tra loro (qualsiasi organo è costituito da diversi tessuti non ce n’è uno che abbia un'unica struttura). Ad esempio sono: reni, intestino, stomaco, fegato, cistifellea, pancreas, cuore.
- Sistema: è un insieme di organi che collaborano ad uno scopo comune e che sono omogenei per funzione e struttura, significa che hanno una derivazione embriologica spesso identica. Ad esempio: sistema nervoso, sistema circolatorio, sistema scheletrico. Quindi sono tanti organi più o meno numerosi e diversi che collaborano per uno stesso scopo e che sono omogenei per funzione e struttura, ad esempio arterie e vene, o nervi e midollo e encefalo.
- Apparato: sono degli organi che collaborano per uno scopo comune ma che sono diversi per funzione e struttura e pertanto anche la derivazione embriologica sarà diversa. Ad esempio: apparato cardiocircolatorio (è diverso dal dire sistema circolatorio perché ci ho aggiunto il cuore quindi è sbagliato dire sistema cardiocircolatorio), apparato gastroenterico (perché c’è dentro la bocca, la faringe, l’esofago, stomaco e intestino e sono tutti organi differenti perché una lingua è diversa da un tratto dell’intestino, però tutti assieme hanno un'unica funzione che è quella della digestione per cui apparato gastroenterico è la parola giusta e non sistema gastroenterico anche se sistema intestinale si può dire perché l’intestino ha tutta l’evoluzione embriologica uguale).
Quindi dobbiamo stare attenti a non confondere i sistemi con gli apparati perché spesso si utilizzano in maniera errata questi due termini, sostituendo l’uno con l’altro.
Apparato gastroenterico
L’apparato gastroenterico o apparato digerente è un apparato piuttosto lungo perché si estende dalla parte più rostrale del corpo alla parte più caudale, ovvero si estende dal punto più in avanti che c’è dell’animale che sarebbero le labbra ma arriva anche al punto più caudale che c’è quindi più vicino alla coda che c’è ovvero l’ano. Comprende numerosi organi di diverse derivazioni embriologica e hanno delle funzioni ben specializzate e differenti l’una dall’altra e tutti assieme collaborano per la digestione. Per cui i punti fondamentali per la digestione sono:
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- La prensione dell’alimento che vedremo che a seconda dell’animale avviene o con la lingua o con le labbra;
- La riduzione meccanica dell’alimento che avviene tramite l’utilizzo dei denti e la masticazione ed anche quest’ultima è diversa a seconda che sia dei carnivori o degli erbivori;
- La digestione chimica che invece avviene a livello intestinale e a livello dello stomaco quindi parliamo più che altro delle ghiandole come il pancreas e la cistifellea;
- A livello intestinale abbiamo l’assorbimento dell’alimento;
- L’eliminazione dei residui non assimilati.
Quindi questo è quello che avviene quotidianamente all’interno del nostro apparato digerente. Nell’immagine di fianco abbiamo la rappresentazione schematica dell’apparato gastrointestinale di un cane in cui si notano: la lingua, le labbra, la faringe, l’esofago, lo stomaco, l’intestino tenue e intestino crasso.
Un’ulteriore suddivisione anatomica che può essere utilizzata è quella di distinguere l’apparato digerente in:
- Un intestino cefalico che è quello che si trova all’interno della testa
- Un intestino anteriore
- Un intestino intermedio che è dato dal pacchetto intestinale e dallo stomaco
- Un intestino posteriore che è dato da colon, cieco e retto
- Canale anale
Questa è una suddivisione che può essere utilizzata, ma c’è un ulteriore metodo di suddivisione che è più semplice ovvero quello della distinzione in due parti. Per dividere queste due parti utilizziamo una struttura muscolo-membranosa che prende il nome di diaframma. Il diaframma è quel muscolo che divide la cavità toracica dalla cavità addominale, per cui possiamo dividerlo in:
- Parte pre-diaframmatica: che ha lo scopo ingestivo, ovvero di tirare o mettere dentro; in cui abbiamo: bocca, faringe, esofago.
- Parte retro-diaframmatica: che ha la funzione digestiva ed espulsiva per cui abbiamo lo stomaco, l’intestino che è suddivisibile in tenue e crasso e le ghiandole annesse che sono nell’apparato gastrointestinale il fegato e il pancreas.
Bocca
Iniziamo con la descrizione anatomica esterna ovvero iniziamo dalla bocca.
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La bocca può essere definita in maniera più consona come cavità orale, quindi se diciamo la bocca di un cane in realtà intendiamo la cavità buccale con le sue pareti e le sue strutture accessorie che sono ad esempio i denti, la lingua e ghiandole salivari per cui bocca in realtà non è quella che noi intendiamo se noi diciamo dammi un bacio in bocca ma in realtà sarebbe dammi un bacio sulle labbra, perché per bocca si intende lingua, denti e ghiandole. Con il termine bocca quindi dobbiamo intendere: labbra, guance, lingua, papille, ghiandole salivari e denti. Quali sono i limiti? Abbiamo rostralmente (non usate cranialmente perché siamo all’interno della testa) le labbra, lateralmente le guance, dorsalmente (quindi andando verso l’alto) il palato che si divide in palato duro e palato molle, ventralmente (quindi in basso) il pavimento sottolinguale.
Ma se noi volessimo dire esattamente la bocca da dove a dove va? Va dalle labbra fino alla faringe, ma in realtà la faringe è una parte successiva quindi possiamo dire che il limite caudale è dato dalla faringe. Ma all’interno della bocca ci sono delle strutture che prendono il nome di archi palato-glossi che sono delle pieghette mucose che uniscono il palato alla lingua. Quindi sono due membranine che si trovano qua, vedi immagine in cui c’è la lingua e questo è il nostro palato molle, dietro abbiamo due strutture ovvero i nostri archi palato-glossi. Lo spazio che è compreso tra i due archi, ovvero tra l’arco di sinistra e l’arco di destra prende il nome di istmo delle fauci ed è quel punto strategico che fa comunicare la bocca con la faringe. Non è sbagliato dire fino alla faringe ma facciamo un passo in più quindi possiamo dire che la bocca si estende dalle labbra all’istmo delle fauci che rappresenta il punto di passaggio dalla bocca alla faringe. L’istmo delle fauci è delimitato dagli archi palato-glossi. Vedete anche in questa immagine la punta della lingua e dietro abbiamo la nostra faringe e abbiamo anche la laringe in questa immagine, ma le pieghette poco prima della faringe sono i nostri archi palato-glossi. La struttura più rostrale compresa tra i due archi prende il nome di istmo delle fauci.
Quando abbiamo la bocca chiusa avete mai pensato a dove si trova la lingua? La lingua quando abbiamo la bocca chiusa è in diretto contatto con il palato per cui quando siamo con la bocca chiusa la lingua occupa interamente la nostra bocca e nell’immagine abbiamo una sezione mediana del muso o della testa di un cavallo. La parte più a destra sarà la parte più rostrale mentre a sinistra abbiamo la parte più caudale, quindi avanti e dietro, noi la stiamo vedendo in senso medio-laterale, ovvero la stiamo vedendo dal centro verso l’esterno. Per cui abbiamo le labbra, le narici, i denti, la lingua cerchiata in rosso, la glottide, la faringe, un po’ di cervello, cavità nasali.
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Labbra: quindi partiamo dell’estremità più rostrale. L’evoluzione dell’anatomia o meglio l’evoluzione degli animali, quindi la descrizione anatomica varia a seconda degli animali che trattiamo. Noi faremo l’anatomia di cane, gatto, cavallo, maiale, ruminanti come il bovino, capra, pecora, furetto, coniglio, rettile, volatili. Ad esempio, se noi confrontiamo una vacca con un cane notiamo delle differenze una molto particolare posta rostralmente sono le labbra, le labbra hanno una funzione ben precisa e dipende dall’animale, ad esempio nel bovino (quindi la vacca) le labbra sono piuttosto spesse, molto poco sensibili e presentano una mobilità piuttosto ridotta. L’opposto del bovino è il cavallo in cui le labbra sono molto mobili, estremamente sensibili. Quello che l’animale fa dipende dall’anatomia perché ad esempio il bovino come prende il cibo? Lo prende con la lingua mentre il cavallo lo fa con le labbra, ecco perché spiegato perché il cavallo ha bisogno di sensibilità mentre il bovino no. Quindi nel cavallo le labbra servono alla prensione dell’alimento e all’introduzione dello stesso in cavità buccale.
Il maiale e il cinghiale presentano una caratteristica ovvero presentano delle incisioni nel labbro superiore che servono per accogliere le cosiddette zanne, le zanne che poi altro non sono che dei denti più precisamente i canini. Nell’immagine più a destra si vede bene dove il labbro lascia il posto al canino.
Nel cane le labbra sono sottili ed estremamente estese perché vanno da una parte all’altra della faccia, si dice che siano incapaci di movimenti finalizzati cioè quando si dice che il cane sta ridendo in realtà non è che sta ridendo anche se sembra felice, magari finalizzato non è come noi che quando ci facciamo una foto sorridiamo ma quando il cane ha quest’aspetto più tirato che sembra che ride la è sicuramente felice il cane però lo fa in maniera inconsapevole. Nei carnivori le labbra sono importanti perché vediamo quando il cane è arrabbiato o quando è felice e questo aspetto ce l’ho da soprattutto le labbra perché tirandole tutte indietro e mostrandoci tutti i denti capiamo che non è proprio un gesto amichevole. Quindi le labbra possono esprimere gioia e aggressività, quindi sono importanti per la comunicazione. Nel gatto sono estremam
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