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Macroeconomia

Introduzione ai macro-settori

Iniziamo con l'introdurre che esistono 3 macro-settori differenti:

  • Settore monetario e finanziario: (L = domanda di moneta (liquidità), M = offerta di moneta, i = tasso d’interesse nominale, r = tasso d’interesse reale (= i - l’inflazione), Bonds (titolo obbligazionario), DEP = depositi, IMP = impieghi, ...)
  • Settore reale: (C = consumo aggregato, I = investimenti, G = spesa pubblica (corrente e in infrastrutture), Y = reddito, N = livello di occupazione, ...)
  • Settore estero: (X = esportazioni, M = importazioni, EK, UK)

Sfera monetaria

Il sistema economico che andiamo ad analizzare è un sistema incentrato sulla moneta. Il processo di produzione e riproduzione aggregata si regge infatti sulla moneta. La moneta storicamente si distingue tra: Moneta merce, moneta segno/metallica (oro, argento), moneta cartacea-convertibile in oro (gold standard, che c'è stato fino alla prima guerra mondiale nel 1914), dollar standard (gold exchange standard, accordi di Bretton Woods, 1944) e moneta non convertibile (fiat money → priva di valore intrinseco, ma con valore convenzionale), che è una moneta fiduciaria garantita dall'autorità di politica monetaria (BCE) che ha potere liberatorio (noi ci fidiamo che abbia questo potere) circa le posizioni debitorie o creditorie che vengono a crearsi all'interno del sistema macroeconomico (infatti nel vecchio euro c'è ancora la firma di Mario Draghi).

Ultimamente sono state create monete virtuali dal settore privato come i bitcoin, il sardex, la libra ecc... Quello che possiamo dire è semplicemente che queste monete non sono garantite da nessuna autorità di politica economica. Nell’ultimo decennio, l’avvento di nuove tecnologie ha cambiato radicalmente l’ecosistema bancario e finanziario. Gli operatori finanziari hanno trasformato i loro servizi nell’ambito del fenomeno Fintech (Financial Technology). Le abitudini di pagamento delle famiglie stanno cambiando rapidamente, abbracciando in pieno la rivoluzione portata dalle innovazioni digitali. In questo contesto molte banche centrali (tra cui la BCE) stanno dedicando risorse significative nell’esame della fattibilità dell’introduzione della valuta digitale come complemento del denaro contante (cioè la Central Bank Digital Currency (CBDC)). Si tratta certamente di un problema che andrà affrontato con una attenta analisi del trade-off tra costi (rischi) e benefici.

Breve periodo

Le ipotesi sono che nel breve periodo non diamo un intervallo temporale, ma:

  • I prezzi sono fissi → per esempio le imprese price-makers (concorrenza imperfetta) hanno costi di menu (menu costs). Questi costi di menu sono fissi perché non è che mi metto a cambiare la brochure ogni minuto, anche perché cambiare il listino costa;
  • Stock di capitale dato;
  • i* è il tasso di market clearing;
  • Offerta di moneta Ms esogena (data);
  • Il reddito aggregato (output aggregato) Y è inferiore al reddito potenziale o naturale Yn (quindi Y<Yn), dove Yn si ottiene dal pieno utilizzo di tutti i fattori produttivi, quindi come se capitale e lavoro (K + L = N) fossero pienamente impiegati. Nel breve periodo NON abbiamo cioè il pieno utilizzo di tutta la capacità produttiva, quindi l’output aggregato sarà inferiore al pieno impiego.

Breve parentesi → J. M. Keynes distingueva tra real exchange economy e monetary economy. Nel primo caso il processo è M-D-M (merce, denaro, merce), mentre nel secondo è D-M-D’ (denaro, merce, denaro) con D’>D, dove D’ è la quantità di denaro alla fine del processo produttivo mentre D è quello all’inizio. La produzione è quindi finalizzata alla realizzazione di un profitto in termini monetari: ci deve essere un capitale iniziale che va investito per produrre un bene o servizio (quindi noi teniamo in considerazione il secondo caso). Una volta ottenuti i beni, questi saranno venduti (aspettativa) e si realizzerà il profitto. Questo processo si riproduce solo se D’>D, altrimenti il sistema entra in crisi...

Altra breve parentesi → Grazie al processo sopra indicato, non c’è dicotomia (separazione) tra la sfera monetaria e la sfera reale, e questo perché vi è interdipendenza tra le due sfere. La quantità di moneta NON è NEUTRALE (nel breve periodo) sulle grandezze reali, cosa che si assume quando il reddito è a livello potenziale o neutrale, quindi variazioni nello stock di moneta influenzano le grandezze reali (Y) nel breve periodo.

Lungo periodo

La moneta è NEUTRALE poiché si assume che il sistema macroeconomico raggiunga la condizione Y=Yn.

Da qui in poi parleremo di breve periodo. Con il concetto di “moneta” noi intendiamo tutto ciò che viene accettato come mezzo di pagamento. Le funzioni della moneta sono: mezzo di scambio, riserva di valore (per gli operatori economici, infatti famiglie e imprese possono accantonare una somma come riserva di valore per incertezze; se io ho un lavoro precario e ho paura di perdere il lavoro, cerco di tenere liquidità nel caso lo perda), unità di conto (tutto è espresso in termini monetari, ad esempio le tasse universitarie sono espresse in euro) e come mezzo di finanziamento (il processo economico che andiamo ad indagare è di tipo D-M-D’).

Per analizzare la funzione che definisce la domanda di moneta (L) dobbiamo infatti tener conto delle sue funzioni. Il costo di detenere moneta, invece che titoli (obbligazioni), è misurato dal tasso d’interesse sulle obbligazioni i. Esso rappresenta “il prezzo della preferenza per la liquidità” (Keynes) o anche simmetricamente “Il premio per la rinuncia alla liquidità”.

La domanda di moneta (lineare)

La domanda di moneta può provocare movimenti lungo la curva (ad esempio al diminuire del tasso aumenta la domanda di moneta) e spostamenti della curva (ad esempio con un aumento del reddito o con un aumento dell’incertezza, quindi un fattore ceteris paribus). La liquidità viene intesa sia come deposito a vista sia come circolante. Perciò L sarà dato da: L = kY – hi (relazione inversa causa segno negativo), dove K misura la variazione della domanda di liquidità al variare del reddito, mentre h (coefficiente di pendenza) misura la variazione della domanda di liquidità al variare del tasso d’interesse i. La domanda di moneta dipende positivamente dal reddito (se sale, sale anche la domanda di moneta e viceversa) e dal grado di incertezza futuro (che non compare direttamente nella domanda di moneta → se sale, fa salire la domanda per scopi precauzionali) e negativamente dal tasso d’interesse (quindi se sale, la domanda scende e viceversa).

Modello di equilibrio sul mercato della moneta

In equilibrio deve valere l'uguaglianza tra domanda e offerta, quindi devono valere queste tre equazioni:

  • L = kY – hi → è la domanda totale di moneta (transattiva + precauzionale + speculativa). La domanda per le transazioni (kY) dipende positivamente dal reddito, mentre la domanda speculativa (hi) dipende inversamente da i (il tasso d’interesse esprime il costo opportunità nel detenere denaro in forma liquida). K rappresenta la frazione di moneta impiegata per scopi transattivi, mentre h rappresenta la frazione di moneta impiegata per scopi speculativi. Mentre k reddito sarà positivo, h tasso d’interesse sarà negativo.
  • M = M0 (dove M0 è la quantità di moneta fissata dalla BCE) → è l’offerta di moneta ESOGENA (l’ipotesi è che la Banca Centrale è in grado di controllarla perfettamente, quindi può comprare titoli e cedere moneta per ampliare l’offerta oppure può vendere titoli e ritirare la moneta per restringere l’offerta). Graficamente l’offerta è una retta parallela all’asse delle ordinate.
  • M = L → Condizione di equilibrio (Moneta domandata=Moneta offerta).

Esempio grafico: In questo grafico possiamo vedere gli effetti di un aumento dell’offerta di moneta sul tasso di interesse: un aumento dell’offerta di moneta riduce il tasso di interesse.

Breve parentesi → Le misure di quantitative easing sono misure che portano alla riduzione del tasso d’interesse. È uno strumento in grado di assicurare la permanenza dell’inflazione al di sopra di un certo valore obiettivo (ad esempio contenere lo spread → cioè la differenza tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi).

Altro esempio grafico: In questo grafico vogliamo costruire le curve di domanda e offerta del mercato della moneta. In ascissa mettiamo MD e MS, mentre in ordinata mettiamo i. Siccome tutti e due gli assi sono occupati e quindi non possiamo inserire il reddito, supponiamo che il reddito sia costante. Il fatto che il reddito sia costante ha delle implicazioni sulla forma della funzione perché risulta avere due tratti. Il primo tratto (orizzontale) rappresenta L1, cioè la parte di moneta per transazioni, mentre il tratto obliquo tratteggiato rappresenta L2, cioè la parte di domanda speculativa. MD invece sta ad indicare la somma tra L1 e L2 e, nel suo complesso, rispecchia la relazione inversa tra domanda di liquidità e suo costo. L’offerta invece sarà esogena, in quanto è perfettamente controllata dall'autorità di politica monetaria e non dipende da i. Il punto E, dato dall’incontro tra domanda e offerta, determina il tasso d’interesse di equilibrio i* (tasso di market clearing).

Nota bene! Definizione importante → statistica comparata: è lo studio del modo in cui una variabile economica reagisce ai cambiamenti del suo ambiente.

La trappola per la liquidità

Per trappola per la liquidità si intende una situazione nella quale gli operatori economici preferiscono detenere la loro ricchezza in forma liquida o quasi liquida (quindi la domanda di liquidità tende a +∞). Per capire perché questo avviene facciamo un esempio: supponiamo che la scelta di portafoglio (cioè decisioni che caratterizzano il comportamento di chi desideri bilanciare investimenti con liquidità) sia tra detenere denaro in forma liquida (L) e acquistare un Bond (obbligazione a medio lungo termine). Il Vm (valore o prezzo di mercato) del bond è pari al valore attuale del flusso delle cedole future scontate per il tasso d’interesse i (n→∞). Il valore di mercato dipende inversamente dal tasso di interesse, ceteris paribus. Supponiamo, per ragionare nel continuo (R+), di considerare un’obbligazione irredimibile e quindi senza scadenza (Consols); il Vm di tale obbligazione si dimostra essere, attraverso la serie geometrica, per Vm=C/i (dove C è la cedola fissa ed i il tasso di interesse).

Chi compra obbligazioni tiene conto del loro rendimento ma anche della possibilità di guadagnare o perdere in conto capitale: se i diminuisce, nel periodo successivo si avrà che Vm(t+1)>Vm(t) guadagno, viceversa se i aumenta, nel periodo successivo si avrà che Vm(t+1)<Vm(t) perdita. Il guadagno o la perdita dipende dalla variazione del tasso i, tra il momento dell’acquisto e quello della vendita.

Ipotesi di formazione delle aspettative sui tassi futuri

Un agente economico interessato a guadagnare, ha interesse ad acquistare o vendere titoli in base alle aspettative sull’andamento futuro del tasso d’interesse, in quanto tale fattore ne perturba il VM. Supponiamo esista un tasso benchmark o di riferimento per gli operatori (money managers) e lo chiamiamo i*, mentre il tasso d’interesse nel periodo corrente lo chiamiamo semplicemente i.

  • Se i>i* (tassi i molto alti) ci si aspetterà che i nel futuro scenderà e quindi che Vm salirà perché dipende inversamente dal tasso d’interesse (sono rialzisti sul valore futuro del titolo… meglio comprare titoli che detenere liquidità —> ne acquisto uno prima che il suo valore sia troppo alto —> in questo caso la domanda di moneta tenderà a 0). Al contrario se i<i* (tassi i prossimi a 0) si aspetteranno che nel futuro i salirà e quindi che Vm scenderà (sono ribassisti sul valore futuro del titolo… meglio detenere liquidità che detenere titoli con il rischio di perdere in conto capitale —> quindi lo vendo prima che il tasso salga ulteriormente —> nessuno vuole titoli, quindi la domanda di moneta sarà massima). Quest’ultimo è quello che succede in Europa.

Domanda di moneta quando vi è la trappola per la liquidità

La curva di domanda di moneta, in questo caso, non è una linea retta e questo per il motivo dei rialzisti e ribassisti. Questa domanda di moneta è detta speculativa perché presenta sempre il trade-off tra liquidità e possibilità di guadagno in conto capitale. La domanda di moneta diventa infinitamente elastica (tende all’asse delle x) quando i tende a zero e VM tende a infinito; viceversa se i tende a +∞ e VM tende a 0, la domanda di moneta sarà prossima a 0 e quindi rigida se ad esempio tutti pensano che il valore dei titoli aumenta, allora nessuno vuole moneta. La domanda di moneta non è lineare, in questo caso, perché c’è la possibilità che si formi una situazione di trappola per la liquidità (L → +∞) oppure, al contrario, che la domanda di moneta diventi infinitamente rigida quando i tassi d’interesse sono molto alti.

Variazioni dell’offerta di moneta (M) in presenza di una trappola per la liquidità

Qui la domanda non è lineare (è presente un tratto di trappola per la liquidità). Qualora si verifichino variazioni nell’offerta di moneta (es. la BCE decide di espandere l’offerta di moneta attraverso l’acquisto dei titoli), a parità di domanda, nel tratto di trappola della liquidità, qualsiasi politica monetaria espansiva non è in grado di incidere sul tasso di interesse, sul reddito e sull’occupazione. La trappola per la liquidità è nel tratto completamente elastico della curva di domanda di moneta speculativa, al quale corrispondono tassi di interesse molto bassi, o addirittura prossimi a zero, che di conseguenza non rendono nulla ai consumatori i quali decidono di accumulare più denaro alla luce del trade-off analizzato in precedenza. Una minima riduzione del tasso d’interesse fa sì che la domanda di liquidità aumenti asintoticamente.

Siamo nel breve periodo. Il modello base di mercato della moneta non considerava la presenza delle banche commerciali (o di deposito o di credito ordinario). Queste ultime però sono molto importanti perché riducono i problemi legati all’asimmetria informativa, attraverso:

  • Attività di screening: selezione della clientela migliore alla quale concedere i prestiti (i prestiti sub-prime non sono un buon esempio di screening —> è una fase pre-contrattuale;
  • Attività di monitoring: una volta concesso il prestito, monitorano i clienti che hanno ottenuto un prestito, perciò controllano i conti di coloro che accedono ai finanziamenti —> è una fase post-contrattuale.

Ma le banche, cosa più importante, concedendo prestiti (IMPIEGHI) creano moneta! ("loans make deposits" prestiti che generano depositi). Le banche infatti, accreditando un certo ammontare sul conto di un cliente concedendo un anticipo o uno scoperto in conto corrente, con un semplice click creano moneta. Le banche commerciali però hanno l’obbligo (dettato dalla BCE), attraverso il coefficiente di riserva obbligatoria, di accantonare una riserva frazionaria (RIS), che dipende dai depositi. Il coefficiente di riserva obbligatoria è deciso dall'autorità di politica monetaria e sarà compreso tra 0 e 1 (0<Θ<1), in relazione ai depositi. RIS = Θ * DEP (Riserve obbligatorie depositate presso la BC, che saranno pari a teta volte i depositi).

Poiché Θ < 1 ne deriva che DEP= 1/Θ RIS —> moltiplicatore monetario, dove 1/Θ > 1.

Cosa significa, e in che modo, gli IMP generano i DEP? "Loans make Deposits"? Il processo comincia con una anticipazione in c/c (prestito) da parte della Banca Commerciale ad un "ipotetico" cliente, che si troverà quindi con un DEP (es. DEP = 1000). Se la banca deve destinare a riserva il 10% (definiamolo: 0<Θ<1) di 1000 (DEP), fa 100 e quindi questi 100 saranno messi a riserva. Invece potrà prestare il 100% - 10% a riserva), cioè il 90% pari a 900. Di questi 900, il 10% andrà nuovamente a riserva (90), mentre il restante potrà essere di nuovo prestato (cioè 810) e così via… Si genera quindi un processo di moltiplicazione dei depositi che darà luogo a 9.000 (euro) di prestiti totali e a 1.000 di riserve totali.

Dal punto di vista matematico bisogna considerare una serie geometrica che converge, per n→∞, ad 1 / (1 - "p"), che in questo caso la ragione sarà "p" (prestito), ovvero il 90% nell’esercizio di sopra e "1-p" sarà la riserva, ovvero il 10% nell’esercizio.

Siccome la domanda di moneta del pubblico si traduce in una domanda derivata di base monetaria da parte delle banche commerciali, occorrerà ora ridefinire l’offerta di moneta (M) tenendo conto anche della presenza dei depositi. Abbiamo 3 tipi di offerta:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Simo.pa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi economica aggregata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Sau Lino.
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