Impatto dell’evoluzione delle scienze sociali sulla scienza storica
Soprattutto anni ’60-’70.
Foucault e il contesto culturale
Foucault è una figura davvero interdisciplinare, che si è occupato di moltissimi temi filosofia, sociologia, storia…). Uno dei più importanti intellettuali del XX secolo. Prodotto del sistema culturale e accademico francese. Ha insegnato anche in Svezia, Polonia e Germania.
Leggi opere: temi che divergono dalla storia sociale, politica o economica.
Storia della follia e grande internamento
Nella storia della follia viene analizzato il grande internamento. Manicomi e istituzioni che servono a isolare dalla popolazione gli individui ritenuti “anormali”. È qui che, per Foucault, nasce il concetto di diverso e pericoloso, come minaccia per la società.
Gli stati creano una separazione tra diverso/sbagliato e normale. Crea una serie di sistemi di controllo, analisi e gestione di questa pericolosità, progressivamente ampliato nel corso del periodo successivo.
Sorvegliare e punire e il concetto di normalità
Sorvegliare e punire: nascita del sistema carcerario ottocentesco. Soggetti ritenuti non capaci dalla società del tempo di integrazione positiva nella società in cui vivevano. A Foucault interessa il concetto di “normalità”. Le società iniziano a definire cosa è normale e cosa non lo è. Si servono, per farlo, di tecnologie.
Una volta definito il modello di normalità e la classificazione di individui, si crea una gerarchia sociale, che ruota attorno a questo modello di normalità, che definisce anche chi è al centro.
Questo modello di normalità è connesso alla costruzione dell’individuo, che avviene tra la fine del periodo moderno e l’inizio dell’età contemporanea. Questo interesse di ricerca è espanso nella “storia della sessualità”.
Storia della sessualità e modello di sessualità normale
È una storia di quella che è la costruzione di un modello di sessualità normale, a partire da fine ‘700 e nel corso di ‘800. Definisce cosa è normale nella sfera privata e intima dell’individuo e cosa costituisce una forma di perversione che deve essere disciplinata.
Nell’800 sistema culturale di repressione della sessualità illecita. La costruzione del modello è alla base della normalizzazione sociale che attraversa quella fase storica. Interesse nel controllare forme di sessualità femminile, che potrebbero costituire la premessa all’emancipazione della donna.
Tramite la repressione tramite tecnologie non solo tecniche, ma anche legislative e culturali, viene definito qual è la sfera nella quale si deve muovere la sessualità di individui. Alla donna è conferita una specifica funzione sociale: riproduttrice, madre di famiglia. Tutto ciò che è al di fuori del canone, è visto come una perversione. Anche la stessa intimità della donna, o l’omosessualità, sono anormali.
La perversione continua a persistere, ma viene in qualche modo nascosta. Tanto più è nascosta, tanto più diviene un interesse privato, non pubblico.
Ecco come gli individui si interfacciano alla loro stessa intimità, che alla fine ne definisce la stessa intimità.
Inizio ‘900: omosessuali non possono parlare apertamente della loro individualità sessuale, anche se avevano spazi privati per poterlo fare, è prodotto dell’imposizione sociale di un modello di normalità che l’individuo è chiamato a rispettare per potersi inserire all’interno della comunità. Vive nascosto chi è fuori da questo modello.
Biopotere e biopolitica della popolazione
Questo porta all’elaborazione di un concetto fondamentale in tutte le guerre sociali: biopotere. Capacità da parte della società di poter disporre di modelli normativi tecnologici per poter imporre un destino agli individui sulla base di un modello sociale con al centro un’elaborazione di normalità. Tanto più un individuo è lontano dal centro della normalità, tanto più la società può liberamente disporne in maniera punitiva.
Il prevalere del centro della normalità rispetto alla periferia anormale ha caratteri sempre più violenti all’aumentare della forza delle tecnologie repressive. Si arriva a un vero e proprio controllo individuale, costruendo una biopolitica della popolazione.
Nelle società contemporanee
Nelle società contemporanee:
- Campagna contro sessualità nell’adolescenza precoce. Chi ha figli troppo presto
- Stretto controllo dell’attività sessuale delle donne, donna come riproduttrice e madre di famiglia. Donne che fanno figli presto era diffuso fino a poco fa. Alla donna veniva detto: la tua funzione sociale è fare la madre e fare figli entro un certo tempo. Se scegli un percorso diverso, ti stai configurando come anormalità al modello. Puoi essere soggetta a blaming sociale da parte di chi è membro della tua comunità;
- Proibizione dell’aborto. Fondamentale nelle società del tardo ‘800-inizio ‘900 perché Stati nazionali hanno alla loro base una visione del potere centrata sulla forza numerica della loro popolazione. Il tentativo di ridurre o limitare le nascite si allontana dal modello normativo imposto dall’élites. Poiché la forza sta nel numero, chi abortisce mina la forza della nazione e, per questo, va punito, prigione, forme di condanna sociale…;
- Tutto ciò che può distrarre individui da forme di riproduzione come elemento di forza della nazione, modello di famiglia normale, sessuale e matrimoniale, viene osservato come qualcosa da curare. Psichiatrizzazione delle perversioni sessuali, oggi: quello è gay e si deve curare. Viene da qui. Forme di devianza ricondotte alla normalità tramite tecnologie di cura psichiatrica, ad es., che riconducessero individuo ad un modello normale: maschio eterosessuale, padre di famiglia.
Quali estremizzazioni a cui si arriva tramite costruzioni verso tecnologie? Società permeata da questo modello di normalità?
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