Metodologia della ricerca archeologica
Mappe geo-referenziate fotografano paesaggi e ci permettono di osservare e studiare cambiamenti e trasformazioni. Il nostro paesaggio è molto cambiato dopo il secondo dopoguerra (con la ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale). Fino al 1821 il paesaggio non era molto cambiato rispetto all’epoca antica-medievale. La disciplina che si occupa dello studio di paesaggi e trasformazioni è la cartografia storica.
La Tabula Peutingeriana
La Tabula Peutingeriana è una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostra le vie militari dell'Impero romano. È conservata presso la Hofbibliothek di Vienna e per ciò è detta anche Codex Vindobonensis. Le vignette che vediamo rappresentano stazioni di posta, raffigurando i luoghi dove ci si fermava per far riposo dei cavalli (o cambiarli).
Scavi e scoperte
Avevano fatto uno scavo a Vignale, avevano visto che c’erano cose importanti, li avevano cartografati, ed era nato un piccolo parco archeologico. Poi sono stati coperti per adibire campi a uso agricolo. Di tutto questo si è persa ogni traccia e questa carta era rimasta nell’archivio di Stato di Firenze ignota nel 1990.
Perché finisce la città antica (viene abbandonata) e sull’Acropoli della città antica (nei resti del tempio principale) ci piazzano un granaio. Fanno gli scavi (Cosa scavata a più riprese: inglesi, italiani, americani) e trovano questo granaio. Dunque parte: perché da Cosa a Ansedonia? Ansedonia etimologicamente è Ad sitonia (verso i granai).
Fonti orali
Poi ci sono le fonti orali: normalmente un signore/signora anziana che hanno visto un mondo prima della modernizzazione. Spesso riporta anche cose che non ha visto direttamente ma che (magari) gli hanno raccontato. Spesso riesce a risalire anche a 5 generazioni (magari gli hanno raccontato cose). Questo è importante perché ci permette di sapere com’erano alcuni punti del paesaggio nel passato.
Archeologia leggera
Le fonti orali ci permettono di fare l’archeologia leggera: non impatta direttamente sul terreno, ma che usa tecniche, apparecchiature e strumenti concettuali che ci permettono di vedere cosa c’è sotto il terreno o di capire il paesaggio antico tramite segni. Dunque avere una conoscenza del paesaggio anche senza lo scavo (operazione costosa e distruttiva).
Si può fare un’archeologia che non preveda uno scavo e che, dunque, ci permetta di vedere paesaggio e territorio senza scavare. Si può fare anche questa archeologia per capire dove vale la pena di approfondire tramite piccoli scavi localizzati. Guardare sotto la superficie del suolo senza toccare la superficie del suolo.
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