Metodologia della ricerca archeologica
Tipologia come strumento di datazione
Disciplina che ci aiuta a identificare le cose. Un oggetto formalmente simile a un altro ma più evoluto lo pensiamo come più recente. È la stessa tipologia di piatto (ceramica sigillata africana), fatti magari da officine, operai o artigiani diversi. La ceramica aiuta a distinguere; ma bisogna capire il limite in cui si deve fermare la distinzione.
Non è adatta molto per datare (problema di circolazione e uso). Funziona bene per datare (però) perché ne abbiamo tanta. Possiamo datare oggetti sulla base di altri oggetti che troviamo con loro (contemporanei). Oggetti trovati insieme (è ragionevole pensare a una cronologia ravvicinata).
Contesti sigillati
Materiali che stanno tutti insieme in una zona precisa in un momento preciso della sua storia. La capsula del tempo per eccellenza è Pompei (ed Ercolano). In un momento imprecisato del 79 d.C., il Vesuvio erutta coprendo completamente Pompei. Tutto ciò che sta là sotto significa che circolava nel 79 d.C. Non vuol dire che era stato prodotto tutto quanto nel 79 d.C. (magari c’era ancora roba antica che circolava). Non possiamo essere certi che ciò che non troviamo a Pompei non esistesse nel 79 d.C.
Questi sono cardini su cui abbiamo basato la datazione della ceramica sigillata africana. L’inizio della produzione era fissato intorno all’80-90 d.C. Prima si diceva che non era prodotta, per il semplice fatto che a Pompei non c’era (ancora).
Manufatti e significato cronologico
I manufatti non sono solo prodotti degli uomini del passato, ma anche oggetti in mano a noi contemporanei. Distinzione sottile, che spiega la data di produzione di un oggetto e il suo significato cronologico in quanto reperto.
La storia degli oggetti
Abbiamo fatto un quadro generale su “cosa sono le cose” e “come si datano le cose”. Le cose in archeologia non ci servono solo per stabilire tempo. Ci servono per trarre anche molte altre informazioni. Ogni oggetto ha una storia dentro di sé. In quanto prodotti da uomini (e commerciati, acquistati, usati…) hanno una micro-storia. Il mio piatto l’ha prodotto qualcuno, l’ha venduto qualcuno, l'ho usato io, l’ho scartato io, forse verrà usato da qualcun altro… noi siamo dentro un sistema (inseriti in una società).
C’è una storia di sistemi. Affinché il calzino arrivi a me, ci vuole chi lo produca ma anche un sistema che lo faccia arrivare a me (un sistema economico che mi permetta di pagarlo). Struttura tanto più complessa quanto più la società è complessa (rapporto con le cose è mediato; in una società semplice – come l’età...)
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