Analizziamo la consistenza della documentazione statutaria di epoca guelfa
L’ordinamento dal fondo statuti qui parte dal n. 3 (il primo è un giuramento degli ufficiali e il secondo è lo statuto del 1262). Statuti di Siena 3 è il nome dell’unità archivistica.
Gli statuti vengono progressivamente rinnovati nella ristesura con correzioni → aggiornamento quasi costante, revisioni continue. Gli ultimi portano allo Statuto volgarizzato. Più che nuove versioni, è una stratificazione di revisioni che (quasi annualmente) proseguono nel corso del tempo.
Statuto come palinsesto di norme, che si accumulano (scompaiono alcune, se ne creano altre…). In alcuni casi sono solo parziali (vedi note “Solo V dist. etc. oppure copia vera e propria).
Ordinamento archivistico e sequenza cronologica
I corpora statutari (la colonna “statuto”) sono intervallati da raccolte di ordinamenti (1293-1294 / 1291-1329…): gli archivisti non furono molto attenti alla sequenza degli ordinamenti; del resto, anche la stessa configurazione delle unità archivistiche era abbastanza imprecisa in ambito cronologico.
Se dovessimo dare un ordine cronologico a questo materiale, l’ordine sarebbe quello riportato nella scheda (per antichità). Ciò non significa che devo andare in archivio di stato a cambiare i cartellini (evidentemente c’è stata storicizzazione di quest’ordinamento).
Noi abbiamo un pezzo del 1274, fondamentale punto di partenza dell’epoca guelfa, una revisione del 1286, del 1287, del 1288, forse del 1289, forse del 1293, 1294, 1295, 1296, 1297, 1299, 1302-1303 (quasi annuali).
Le raccolte di ordinamenti sono, cronologicamente, secondo la sequenza: 1291-1329 / 1293-1294 / 1299-1312.
Raccolte di ordinamenti
Che cosa sono? Una serie di materiali (tutti pergamenacei, dunque stesure di testi in pergamena in forma di registro) che, in vari momenti, furono rilegati. Fogli anche dissimili, tendenzialmente di grande formato.
Come funziona la modalità di gestione delle norme-statutarie? Si deve considerare che il testo statutario è una sorta di testo unico. L’organo deliberante della comunità (Consiglio della Campana, nel caso senese, riunito al suono della campana del Comune) si riunisce (e in epoca guelfa questo sistema è consolidato) per “derogare” lo statuto.
Lo statuto è il corpo unico delle norme vigenti: il consiglio serve per correggere qualcosa che si ritiene opportuno correggere, mettere ad esecuzione qualcosa che lo statuto ordina di mettere ad esecuzione… procedimenti integrativo-correttivi del testo statutario.
Come avviene questo? O direttamente con delibera del consiglio (che si prende la responsabilità di proporre le correzioni → nel verbale di approvazione si dice espressamente quali norme si intende correggere o integrare), oppure il consiglio può delegare a delle speciali commissioni il compito di fare una proposta, poi riportata in consiglio e approvata.
Le raccolte di ordinamenti sono di particolare importanza perché contengono le proposte che le speciali commissioni hanno elaborato e sottoposto al plenum del consiglio generale.
Perché sono particolarmente importanti? Spesso, nel testo del verbale del consiglio generale, non è detto che si inserisca completamente il testo elaborato dalla commissione: magari si dice semplicemente che si approva quanto stabilito dalla commissione che era stata nominata in merito ad un certo argomento. Lo storico, tramite le raccolte di ordinamenti, può ritrovare serie di provvedimenti specifici che il consiglio generale ha approvato, di cui il verbale del consiglio non reca traccia.
Dunque… carattere di raccolta (materiali stesi dalle commissioni furono rilegati in vari momenti, senza necessariamente rispettare un rigido andamento cronologico: erano rilegati un po’ come veniva. Può darsi che siano state rilegate anche anni, decenni o secoli dopo).
Chiara sovrapposizione di cronologia, spiegata proprio col carattere della raccolta degli ordinamenti.
Revisioni statutarie e correzioni
Secondo aspetto: gli statuti prevedono (è tipico) al proprio interno la possibilità di annuali (sostanzialmente) revisioni. Le revisioni portano a queste correzioni, di cui qui è traccia (corretto nel… corretto nel… - quarta colonna).
ES. post mag. 1295; corretto mag. 1296 → la prima è la data di redazione; la seconda quella della prima revisione. Dunque, la commissione dei revisori statutari interviene nel far inserire (generalmente per mano di un notaio) nel testo statutario la disposizione integrativa.
Perché questo? I consigli cittadini e il consiglio generale delibera interventi correttivi, integrativi… Ci possono essere – da parte del consiglio – decisioni momentanee, per cui non vi è il bisogno che siano riportate nei testi statutari (es. provvedimenti speciali, che hanno la valenza di pochi mesi, in relazione a emergenza/necessità, la cui esecuzione è immediata).
Ma se il consiglio generale dispone un provvedimento ad integrazione del testo statutario, è opportuno che annualmente si faccia una revisione e che si intervenga con l’inserimento del testo che va ad integrare.
Archivio sedimento e testo in progress
Teniamo presente questo aspetto di costante gestione di questo testo, di stratificazione → dal punto di vista archivistico diviene un qualcosa che non è più un semplice testo che si scrive e si mette nel nostro archivio thesaurus senza riutilizzarlo o sperando di non doverlo riprendere in mano.
Siamo in un meccanismo che si sta aprendo a quella forma di archivio sedimento (prodotto da un’attività costante). Il documento non è più una tantum (come lo statuto di Miranduolo, che – peraltro – esso stesso conteneva disposizioni di esecuzione); questi testi statutari (soprattutto grandi comuni) hanno questo interesse: un testo in progress finché, di anno in anno, si fa una nuova stesura, si corregge, si integra e così via; finché non si deciderà di fare un nuovo statuto, un nuovo punto di partenza (un nuovo codice, che prende in considerazione la stratificazione precedente, ma che viene riscritto radicalmente → non basta più aggiornamento: serviranno giurista, notaio esperto…).
Impostazione guelfa ed epoca novesca
L’impostazione guelfa, che vediamo qui dal 1274 e che risente anche della precedente impostazione ghibellina (non si fa un testo che prescinde totalmente dallo statuto del 1262, anche se lo supera), continuerà a mantenersi per tutta quest’epoca. Del resto, tutta la fase che va dal 1287 (dallo statuto indicato in prima colonna 5-6) coincide con l’epoca novesca.
Nel 1287 il regime guelfo trova una sua forma organizzativa-istituzionale, ovvero il Governo dei Nove (bimestralmente in carica nove priori, che ruotano). La compagine di governo (il gruppo dei ministri) è composto da 9 ministri/priori, fino al 1355 (con sostanziale continuità, anche se storici distinguono varie fasi e momenti).
Profondità temporale e gestione documentaria
Si sta parlando di organizzazione di sistemi documentari di oltre sette secoli fa. Spesso ci prendiamo così la mano che ce ne scordiamo. Non stiamo analizzando fenomeni semplici: la profondità temporale va considerata. Questa capacità che abbiamo nel XXI secolo di decifrare questi fenomeni deriva dalla capacità che hanno avuto storici, archivisti, diplomatisti – nel corso del secoli – nel gestire la documentazione e nel tramandare tutta una serie di elementi che servono oggi a noi per capire bene cosa abbiamo di fronte.
Non perdiamo di vista il fatto che, siccome abbiamo un’eredità di decenni di studio, tutti ci sembra semplice e chiaro. Dobbiamo raffinare la nostra capacità di gestione di queste informazioni per capire bene cosa abbiamo tra le mani (e la profondità storica di questo argomento).
Torniamo all’argomento
Torniamo all’argomento: i documenti prodotti e giunti fino a noi possono avere avuto un percorso di vita che ne può aver condizionato la stessa esistenza da un lato (nel corso dei secoli abbiamo perduto moltissimi documenti);
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Temi concorso farmacia ospedaliera - Farmacologia da 1 a 18
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Temi concorso farmacia ospedaliera - Chimica Farmaceutica da 1 a 18
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Esercitazione 18 gennaio, Ragioneria
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