Estratto del documento

Archivistica II – 07/04/2021

Documento complesso

Il notaio deve dare forma giuridica a due riunioni: nella prima si prende una decisione, nell’altra la si estende e la si applica (la si perfeziona). Documento del 1283 arrivatoci in copia autentica. Siamo a Monticiano. Un consesso consistente deve far fronte a una situazione finanziaria delicata: c’è un magno debito usuraio e bisogna trovare il modo di pagare questo debito. Il notaio necessita di dare fides a questa volontà della comunità. C’è una complicazione, di cui tener conto e il notaio ne esce con una certa disinvoltura.

Instrumentum

  • Invocatio;
  • Notificatio → sia chiaro a tutti ciò che si sta facendo → si dà valore di prova a ciò che si sta facendo;
  • Narratio, che serve per arrivare al cuore del documento (decisione finale, stanziamento di alcune gabelle).

Questo consiglio si è radunato per ordine. Mandato, richiamo di Mangiante del fu Barone, il quale è camerlengo della comunità (in realtà agisce come vicario di Bindo del fu messer Ricco da Siena, a sua volta il vicario del podestà del luogo → il signor Uguccione Malavolti si era guardato bene dall’andare a ricoprire la carica di giusdicente (podestà) a Monticiano; aveva dunque mandato un suo vicario, il quale – a sua volta – era assente quel giorno e delega il signor Mangiante del fu Barone – camerlengo della comunità – a convocare questo consiglio.

Il Comune di Monticiano fissa una gabella e stabilisce l’appalto secondo una procedura particolare. Importanza di queste formule, che servono a congregare tutte le parti della comunità, facendo in modo che sia la comunità nel suo insieme ad essere l’autore istituzionale del documento. L’ordine parte da Mangiante.

Mangiante agisce con tutte queste deleghe. Questo atto con il quale il Mangiante era stato dichiarato vicario per conto di Bindo, a sua volta, era stato rogato dallo stesso notaio. Questa procura/questo compito vicariale risulta un instrumentum rogato dalla mano dello stesso notaio (Mangiante – evidentemente – ha in mano l’atto di delega che gli aveva fatto il vicario da cui dipendeva).

Anche la vicaria di Bindo doveva essere comprovata: lo stesso Uguccione Malavolti aveva delegato come vicario Bindo; si era rogato un altro instrumentum di cui il notaio ha omesso il nome (forse non ha sottomano il documento; magari pensava di integrarlo in seguito). Formula della congregatio è l’elemento da realizzare secondo una procedura che renda valida questa sostanziale unità della comunità.

Il consiglio si riunisce al suono della campana, nella casa di Lucchese di Guido (la corte del comune, il tribunale dove si rende giustizia). Evidentemente il signor Lucchese di Guido avrà concesso/affittato la casa. Evidentemente Monticiano non ha una casa comunale o, quantomeno, le attività di giustizia si svolgono in questa casa di Lucchese di Guido.

Elenco di tutti i partecipanti al consiglio. Elenco molto dettagliato, inserito per incrementare la fides, prendersi una responsabilità collettiva, esplicitata addirittura dai consiglieri e da una parte dei cittadini che partecipano (sono 10 consiglieri e 35 massari).

Nel quale (consiglio) fu proposto – da parte del camerlengo – per volontà dei consiglieri e dei massari che… → adesso c’è la sostanza della riunione, che giustifica anche la presenza di così tante persone.

Si fa presente che il comune è colpito da una necessità: estinguere un grande debito usurario. La comunità di Monticiano aveva preso degli impegni con degli usurai, con dei “banchieri” e – dunque – si trova nella necessità di restituire i soldi ed estinguere il debito.

A noi, in questo momento, interessano gli aspetti formali della costruzione del documento. Tuttavia, sottolineiamo come il fatto che troviamo un forte indebitamento (come in questo caso), non significa di per sé che una comunità non sia florida. Una comunità può aver investito (come oggi) in un prestito bancario (investimento collettivo). La comunità ha i mezzi nel tempo per affrontare il debito in questione. Il documento in sé ci dice soltanto che esiste un rapporto tra una comunità e un prestatore e la comunità si impegna a far fronte agli impegni presi. Non si può definire – da questo documento – che Monticiano sia una comunità con l’acqua alla gola per un’operazione di questo tipo. Certamente si impegna in maniera forte, dunque l’estinzione del debito è un problema che la comunità si trova nella necessità di affrontare.

Che, dunque, si affronti la questione.

Decisioni del consiglio

Riunito di nuovo in tutta la sua composizione, stavolta con il banditore (precone) → finita la prima parte della decisione → si sono riuniti e hanno deciso di prendere provvedimenti per affrontare la questione.

Intanto una prima riunione è servita per decidere di affrontare il problema e trovare la soluzione; passa un tempo non specificato. Ci si ritrova di nuovo (probabilmente nello stesso giorno – no indicazione del cambiamento di data), in un luogo più adeguato: la chiesa del paese.

Tutti d’accordo, stabiliscono che… per affrontare la situazione si applicano una serie di gabelle (imposte fiscali) che serviranno all’estinzione del debito. Gabella su varie derrate (frumento, fave, ceci, legumi…) e animali (vacche, asini…).

Lunga serie di materiali, oggetti e cose di vario tipo (utili anche a studiosi di storia materiale). Alla fine… Si fissano le cifre delle gabelle e si appalta la loro gestione dando un valore complessivo di 4.800 lire. I creditori gestiranno la gabella, supponendo che per loro sia un affare. In cambio del debito hanno la concessione della gestione delle gabelle sopra stabilite.

Si fa appalto e si incarica un sindaco (rappresentante del comune) che procederà a stilare atti relativi alla gabella. Poi si stabiliscono rateazioni (tralasciamo).

Questo atto di delibera è definito stantiamentum → a noi interessano tutti gli atti che vengono espressi in modo assembleare da un’istituzione all’interno di una comunità (in questo caso questo consiglio allargato), sebbene le singole decisioni possono prendere definizione di stantiamentum, provisionem… nel complesso sono reformationes (più esattamente il notaio ci dice che ciò che è stato stabilito è uno stantiamentum, fatto a Monticiano).

Testimoni dell’atto sono Soçço olim Dietisalvi, Niccoluccio Maffei e Naldo Bencivennis (Naldo di Bencivenne) → anno 1282, 7 febbraio (Siena → incarnatione → inizio dell’anno 25 marzo → aumento 1 unità anno indicato per rapportarlo al tempo moderno → dunque 1283). Il notaio che roga il documento è Balione Ugolini (Balio di Ugolino);

Io – notaio – fui presente a tutte queste cose, per l’incarico ricevuto dal camerlengo, consiglieri… ho fatto questo documento in forma pubblica.

Autenticazione

Cosa a noi interessa dal punto di vista diplomatistico? Signum tabellionis e ciò che ci dice che il documento è copia autentica e non originale. Io, Ranieri del fu Bencivenne, ho visto e ho letto tutto quello che si contiene sopra in un atto originale di mano di Baglione, notaio sopradetto. E qui, in questo documento, senza aggiungere o togliere niente, l’ho trascritto e steso fedelmente. Formula dell’autenticazione di questa copia. Non è una semplice copia; cosa aggiunge il notaio?

Le cose predette le ho sentite insieme a Penno di Guido. Penno di Guido, un altro notaio, ha dunque assistito alla rilettura del documento. Penno di Guido è come se, a sua volta, partecipasse alla dichiarazione dell’autenticità di questa copia.

Si viene a sapere che questa copia è stata fatta per volontà di Rodolfo di Benvenuto, uno dei consoli del Placito di Siena, che – nella sua veste di giudice (pro tribunali ad ius reddendum) ha voluto questo documento in seguito all’insinuazione (atto del deposito del documento → avendovi avuto quel documento, si è fatto fare la copia).

Il documento ci è stato trasmesso in forma di copia autentica, ritornata a Monticiano e lì conservata. La conclusione è la piazza del pozzo di San Mar.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

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