Metodologia della ricerca archeologica
Ogni cosa ha più tempi in sé: ogni cosa che esiste – per definizione – deve essere stata prodotta o dall’uomo o dalla natura. Ha – dunque – una data di nascita. C’è un punto zero in tutte le cose.
Cronologia e tipologia
Il primo problema è legato (dopo aver superato – tramite la tipologia – il problema dell’identificazione) alla cronologia. Ci sono cose che indicano una data (preferite dagli archeologi). La data può essere scritta in maniera esplicita o implicita (ma codificabile).
Riferita alla moglie di un imperatore (Magna Urbica Aug.). Magna Urbica è la moglie di un imperatore tardo-antico di nome Carino (tetrarchia militare – III secolo d.C.). Gli imperatori durano poco. Le monete battute dagli imperatori sono praticamente datate all’anno. Se abbiamo una moneta della Repubblica Italiana – anche se la data non è leggibile – sappiamo che non può essere stata prodotta prima della Repubblica Italiana…
Riflessioni sulla datazione
Reperti facili perché possiamo assegnare a loro dichiaratamente una data. Dei reperti così precisamente datati devono invitarci a una riflessione: complessità della datazione in archeologia. Parlavamo della data di nascita dell’oggetto (punto zero). Ma in archeologia ci sono molte date: il tempo in cui l’oggetto ha vissuto (è stato utilizzato); il momento in cui l’oggetto è stato scartato e ha smesso di vivere; un tempo in cui l’oggetto potrebbe aver avuto una seconda fase di vita (essere stato recuperato, ad esempio).
Questi oggetti così chiaramente definiti nella loro cronologia ci permettono di sviluppare meglio la riflessione. Il tempo di vita di una moneta è legato dalla legislazione prodotta dall’autorità emittente (una moneta del Regno d’Italia avrà vita finché avrà corso legale il Regno d’Italia; fino a che non saranno fatte altre riforme monetarie…).
Vita delle monete antiche
Le monete antiche tendenzialmente vivevano per lo spazio di tempo in cui l’imperatore che le aveva fatte produrre era al potere (nel caso della moneta di Magna Urbica siamo più o meno nel 278-279 d.C.). Ma non è detto che quella moneta sia scomparsa dalla circolazione nel 278-279. E di nuovo l’antropologia… ci sono comportamenti umani che complicano la vita agli archeologi. La moneta potrebbe essere stata tesaurizzata, messa da parte per essere spesa in un momento diverso; potrebbe anche essere stata messa da parte non tanto per il valore nominale della moneta, ma per il valore del suo materiale (si possono trovare monete uscite dal corso legale, che non potevano essere spese, in quanto fuori dall’autorità emittente).
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