Metodologia della ricerca archeologica
Rapporto tra archeologia e storia dell'arte antica
Lavoriamo su un’altra ipotesi di differenza: il rapporto tra archeologia e storia dell’arte antica. Le tracce e i resti materiali possono anche essere opere d’arte? Esistono punti di tangenza perché l’archeologia originaria (“classica”) per molto tempo – e anche in tempi recenti – come disciplina nelle università è stata insegnata come archeologia e storia dell’arte greca e romana. Questo non accade per l’archeologia medievale (diversa dalla storia dell’arte medievale). Da cosa dipende? Da quando sono nate le discipline! L’archeologia medievale ha trovato una sua prima definizione in tempi relativamente recenti (dalla metà degli anni Settanta, almeno in Italia).
Rapporto dialettico tra le discipline
Da cosa dipende la conflittualità delle discipline? Il nostro sistema accademico (occidentale) è basato sugli specialismi disciplinari. Una disciplina che cerca di staccarsi da un’altra provoca necessariamente l’apertura di nuovi corsi universitari (nuovi posti di lavoro e nasce conflittualità). Spesso la conflittualità non è tra discipline, ma tra coloro che si occupano di questa disciplina. Le discipline non litigano tra loro, sono coloro che se ne occupano a farlo.
Il rapporto tra archeologia e storia dell’arte è molto dialettico. L'archeologia per molto tempo è stata identificata con la storia dell’arte antica. In tempi recenti, archeologia e storia dell’arte si sono – in qualche maniera – affiancate. In generale, soprattutto dopo che l’archeologia si è un po’ più resa autonoma ed ha allargato il suo ambito disciplinare/cronologico ad epoche anche non immediatamente trattate dalla tradizione storico-artistica, è nata una forte contrapposizione tra le due discipline.
La storia dell’arte è, per definizione, una disciplina che si occupa di manufatti, di cose (come l’archeologia), ma che tendenzialmente fanno riferimento a una sfera sociale, economica, culturale alta di una società. Più raramente la storia dell’arte si è occupata della storia popolare (o lo ha fatto spesso ideologicamente) o dell’artigianato (oreficeria, produzione di oggetti d’uso, ma con connotati artistici, che solitamente prendono il nome di “arti minori”).
Così come succede con la storia, archeologia e storia dell’arte possono fare grandi pezzi di strada insieme perché l’obiettivo di conoscenza del passato è comune. Se immaginiamo le archeologie diverse e molte storie dell’arte diverse, il discorso si risolve abbastanza da sé. Anche le opere d’arte possono avere uno spazio archeologico. Passaggio da concezione ancillare dell’archeologia (strumento materiale con cui si fa lo scavo e si portano alla luce le statue che verranno studiate) a una concezione limitativa della storia dell’arte.
Il ruolo sociale degli artisti
Oggi si pensa in termini sociali di storia dell’arte. Che ruolo hanno gli artisti in una società? Michelangelo veniva pagato per quanto belle erano le sue opere o a peso (es. affresco con 50 figure pagato meno rispetto a uno di 100)? Conosciamo pochi nomi di artisti del mondo antico (eccetto i più grandi). Qual era il loro ruolo? Dove stavano nella scala sociale? La storia dell’arte poteva promuovere l’ascesa sociale oppure no?
Un’altra considerazione sociale riguarda gli aspetti pubblici e privati della committenza: perché una persona paga (privatamente) per opere d’arte destinate alla pubblica fruizione? Le opere d’arte come venivano fruite nel passato? Sono aspetti che rientrano nella relazione opera d’arte-società. Gli archeologi usano lo stesso paradigma per studiare oggetti.
Cultura e produzione artistica
Un altro aspetto per cui archeologia e storia possono parlarsi è la storia culturale dell’arte. Come avveniva la produzione di manufatti? Come funzionava la trasmissione dei saperi? Come si formano i repertori iconografici (perché la Vergine col bambino è sempre raffigurata sempre in quel modo e non un altro). Ci sono repertori iconografici mutevoli – in determinate società – e altri che rimangono invariati per molto tempo.
L’archeologia può mettersi al servizio della storia dell’arte e, tramite un approccio archeologico, integrare le procedure della storia dell’arte con quelle dell’archeologia: idea di stratigrafia e archeometria (disciplina che applica i metodi di alcune scienze applicate alla conoscenza materiale degli oggetti del passato – es. di applicazione archeometrica è il C-14). Oppure applica il concetto di contesto spaziale o funzionale all’opera d’arte.
Quali pratiche e idee possiamo mutuare da altre discipline? Dobbiamo considerare ciò non come limiti o paletti, ma come zone di interazione.
Tempietto longobardo di Cividale
Maestranze orientali nel “Tempietto longobardo di Cividale”. Risultati di recenti analisi dei materiali architettonici – Aurora Cagnana / Stefano Roascio / Sandro Zucchiatti. Primo problema: affreschi di Cividale del Friuli. Cronologia: a cavallo tra la dominazione bizantina e l’epoca longobarda in Italia (i bizantini giungono in Italia entro la metà del VI secolo, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente (circa un secolo dopo) e, tra 568-569 entrano i Longobardi e pianificano una rioccupazione italiana in cui la geografia non è particolarmente chiara. Uno dei capisaldi su cui si discute.
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