Concetti Chiave
- All'inizio del Novecento, la poesia si distacca dalle forme tradizionali per esplorare temi etici e morali, piuttosto che estetici.
- I poeti ermetici si concentrano su un'espressione immediata e intensa, abbandonando la chiarezza delle immagini e la logica discorsiva.
- Le opere ermetiche sono caratterizzate da componimenti brevi che catturano attimi di gioia, aumentando l'impatto emotivo attraverso la loro brevità.
- Il termine "ermetico" si riferisce all'intensità e alla riservatezza del poeta, piuttosto che a un'oscurità stilistica.
- I poeti ermetici seguono una propria sintassi e prestano attenzione alla cadenza ritmica, utilizzando analogie e valorizzando silenzi e pause.
redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/novecento/900-contesto-storico/ermetismo.html
Ermetismo - descrizione
Agli inizi del Novecento, dopo il Futurismo, si ha una ripresa poetica. Questa non poteva, però, rivolgersi ad una riassunzione formale della sintassi tradizionale: occorreva che si volgesse verso una scoperta di ordine etico, verso un impegno morale prima che estetico. Mentre i poeti del passato rappresentano sentimenti, azioni e gli aspetti delle cose in forme piane, abbastanza chiare, e le loro liriche sono rette da un’ordinata sintassi subordinativa, i “poeti nuovi” aboliscono o quasi, ogni trama di elementi pratici, non si curano del contorno preciso dell’ immagine: disdegnano il discorso logico, tendono all’espressione immediata; tendono a cogliere il palpito lirico puro in sé stesso.
Il poeta prova di fronte alla natura un’immediata gioia: ne coglie l’attimo fissandolo in una lirica brevissima: “Mi illumino d’immenso”. Soldati in guerra gli fanno balenare un’immagine intensa: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Il componimento è lungo quanto è lunga la tensione lirica, la quale per la sua stessa esasperazione generalmente è di breve durata; ma quanto perde in ampiezza, acquista in intensità. Il poeta tende verso un linguaggio essenziale e le sue composizioni rimangono al lettore poso accessibili, “ermetiche”., termine che non vuole significare oscurità, ma intensità e riservatezza del poeta. Non si deve credere, comunque, che il poeta ermetico, se non segue la sintassi tradizionale, getti sulla carta le parole come vengono. Segue anch’egli una sintassi ed ha pure una sua tecnica. Cura attentamente la cadenza ritmica, fa un gran uso dell’analogia che deve riuscire ad allacciare sentimento e parola. Il poeta abolisce la punteggiatura e dà grande rilievo ai silenzi e alle pause che sono “parole del silenzio” affidate a spazi bianchi.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale caratteristica del linguaggio dei poeti ermetici?
- Come si differenziano i poeti ermetici dai poeti del passato?
- Qual è il ruolo del silenzio nella poesia ermetica?
I poeti ermetici tendono verso un linguaggio essenziale, creando composizioni che, pur essendo di breve durata, acquisiscono intensità. Le loro opere sono definite "ermetiche" non per oscurità, ma per la riservatezza e l'intensità espressiva (come indicato nel testo).
A differenza dei poeti del passato, che utilizzavano una sintassi tradizionale e forme chiare, i poeti ermetici aboliscono elementi pratici e il discorso logico, cercando un'espressione immediata e cogliendo il palpito lirico puro (come descritto nel testo).
Nella poesia ermetica, il silenzio e le pause hanno un grande rilievo, diventando "parole del silenzio" affidate a spazi bianchi, contribuendo così all'intensità e alla riservatezza dell'espressione poetica (secondo quanto riportato nel testo).