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Concetti Chiave

  • I principali fattori di rischio per l'epatocarcinoma (Hcc) includono infezioni virali croniche, tossine e patologie metaboliche e congenite, con un'incidenza maggiore in Italia rispetto ad altri paesi europei.
  • La diagnosi di Hcc può escludere la biopsia in pazienti cirrotici con noduli epatici specifici ad alto rischio, per evitare complicanze emorragiche.
  • I test di funzionalità epatica, come il Child-Pugh score e il Meld score, sono fondamentali per valutare la gravità della malattia epatica e il rischio di Hcc.
  • Le linee guida italiane del 2022 propongono un adattamento dinamico delle indicazioni di trattamento per l'Hcc, con opzioni flessibili basate sulla stadiazione della malattia.
  • La resezione R1, caratterizzata da margini microscopici inferiori a 1 mm, mostra una sopravvivenza simile a R0, ma differenze significative nella ricorrenza del tumore.

Fattori di rischio per Hcc

I fattori di rischio sono:

    Infezione virale cronica (hbv, Hcv).

    Tossine (alcol, aflatossina, sovraccarico di ferro).

    Patologie metaboliche (nash, Dm tipo 2).

    Patologie congenite (deficit di α1 antitripsina, malattia di Wilson, emofilia).

È aumentata l’incidenza in Asia e in Africa Sub-Sahariana; in Europa l’Italia detiene il primato di più alta incidenza di Hcc. È una patologia che si sviluppa prevalentemente nell’uomo, con un indice M:f pari a 3:1.

Esistono epatocarcinomi che insorgono su fegati sani, sono rari ma molto aggressivi (come l’epatocarcinoma fibrolamellare), insorgono nei giovani (a 25 anni circa, invece che a 60 anni come nel classico Hcc). Le indicazioni e la scelta della tecnica chirurgica dipendono dalle dimensioni del tumore e dalla localizzazione.

Diagnosi e trattamento dell'Hcc

In realtà essa non è strettamente necessaria se si identifica un nodulo epatico specifico in un paziente cirrotico che, quindi, presenta un alto rischio di sviluppare Hcc ed è a rischio di complicanze emorragiche legate al processo bioptico. Ricapitolando, se possibile si effettua la biopsia, ma, se sono presenti fattori di rischio significativi, si può evitare. Il trattamento dell’Hcc, se insorge in un contesto di malattia epatica cronica, è gravato dalla malattia cronica sottostante.

Test di funzionalità epatica

Tra i test di funzionalità epatica si ricordano: il Child-Pugh score e il Meld score, i quali entrano in azione quando la cirrosi è già insorta (hanno valore predittivo), e altri come l’Albi score, che fornisce anche un indice

della progressione della malattia epatica. Un ulteriore test è l’Icg retentintion test che, dopo un’iniezione intravenosa di verde indocianina, ne rileva il tasso di scomparsa dal plasma. Il tasso di ritenzione dopo 15 minuti dovrebbe corrispondere ad un valore pari al 3.5-10%.

Linee guida e adattamenti italiani

Vengono mostrate le linee guida proposte dal gruppo di Barcellona nel 2022 sul trattamento dell’epatocarcinoma, che in base allo stadio di presentazione dell’Hcc, all’estensione della malattia e allo stato del paziente, indicano tutte le opzioni di trattamento, tra cui ablazione, resezione epatica, trapianto e terapie palliative. Agli italiani, però, queste linee guida non sono piaciute e hanno ritenuto opportuno proporre un adattamento dinamico con degli algoritmi basati sulla stadiazione, per consentire un’allocazione terapeutica flessibile.

Resezione e sopravvivenza

R1 rappresenta la resezione microscopica del tumore con margine.

inferiore ad 1 mm e può essere: parenchimale, con esposizione del tumore al margine parenchimale, oppure vascolare, con esposizione del tumore dovuta al distacco del vaso intraepatico maggiore. I grafici mostrano sopravvivenza e ricorrenza in base all’R1. La linea blu è R0 e la linea gialla R1 vascolare. La sopravvivenza non risulta avere una differenza significativa tra R0 e R1vascolare, mentre risulta modificata la ricorrenza.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali fattori di rischio per l'epatocarcinoma (Hcc)?
  2. I fattori di rischio per l'Hcc includono infezioni virali croniche (HBV, HCV), tossine come alcol e aflatossina, patologie metaboliche come la NASH e il diabete di tipo 2, e patologie congenite come il deficit di α1 antitripsina e la malattia di Wilson.

  3. È sempre necessaria la biopsia per diagnosticare l'Hcc?
  4. La biopsia non è strettamente necessaria se si identifica un nodulo epatico specifico in un paziente cirrotico ad alto rischio di Hcc, poiché si possono evitare complicanze emorragiche legate al processo bioptico.

  5. Quali test di funzionalità epatica sono utilizzati nella valutazione dell'Hcc?
  6. Tra i test di funzionalità epatica si utilizzano il Child-Pugh score, il Meld score e l'Albi score, oltre all'Icg retention test, che misura il tasso di scomparsa della verde indocianina dal plasma.

  7. Come si differenziano le linee guida italiane per il trattamento dell'Hcc rispetto a quelle internazionali?
  8. Le linee guida italiane, rispetto a quelle proposte dal gruppo di Barcellona nel 2022, hanno introdotto un adattamento dinamico con algoritmi basati sulla stadiazione, per consentire un'allocazione terapeutica più flessibile in base allo stadio e all'estensione della malattia.

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