Gli enzimi
Obiettivi dell’esperienza
Uno degli obiettivi di questa esperienza è stato quello di capire il concetto di enzima e di tutto ciò che ne riguarda la struttura e le funzioni. Ulteriori obiettivi sono stati osservare alcuni enzimi, come l’enzima catalasi, bromelina e ptialina.
Apparecchiature, strumenti ed elementi utilizzati
Per osservare gli enzimi, l’esperienza è stata suddivisa in tre parti:
La prima parte riguarda lo studio e l’osservazione della catalasi, la seconda parte la bromelina e la terza parte la ptialina.
1° parte
Elementi utilizzati:
- Una patata;
- Fegato di pollo;
- Cuore di pollo;
- Provette e porta provette;
- Acqua ossigenata (H2O2) con diverse concentrazioni (al 3% e al 7,2%);
- MnO2 (biossido di manganese, catalizzatore chimico);
- Stuzzicadenti;
- Un accendino.
2° parte
Elementi utilizzati:
- Gelatina da cucina;
- Ananas fresco;
- Ananas in scatola;
- Capsule Petri;
- Un fornello da laboratorio;
- Un becher;
- Una bacchetta di vetro.
3° parte
Elementi utilizzati:
- Saliva;
- Amido;
- Reattivo di Lugol;
- Provette.
Prerequisiti
Gli enzimi
Obiettivi dell’esperienza
Uno degli obiettivi di questa esperienza è stato quello di capire il concetto di enzima e di tutto ciò che ne riguardi la struttura e le funzioni. Ulteriori obiettivi sono stati osservare alcuni enzimi, come l’enzima catalasi, bromelina e ptialina.
Apparecchiature, strumenti ed elementi utilizzati
Per osservare gli enzimi, l’esperienza è stata suddivisa in tre parti:
La prima parte riguarda lo studio e l’osservazione della catalasi, la seconda parte la bromelina e la terza parte la ptialina.
1° parte
Elementi utilizzati:
- Una patata;
- Fegato di pollo;
- Cuore di pollo;
- Provette e porta provette;
- Acqua ossigenata (H2O2) con diverse concentrazioni (al 3% e al 7,2%);
- MnO2 (biossido di manganese, catalizzatore chimico);
- Stuzzicadenti;
- Un accendino.
2° parte
Elementi utilizzati:
- Gelatina da cucina;
- Ananas fresco;
- Ananas in scatola;
- Capsule Petri;
- Un fornello da laboratorio;
- Un becher;
- Una bacchetta di vetro.
3° parte
Elementi utilizzati:
- Saliva;
- Amido;
- Reattivo di Lugol;
- Provette.
Prerequisiti
Gli enzimi hanno la funzione catalizzatrice, cioè sono capaci di aumentare la velocità delle reazioni biologiche e chimiche, ma non partecipandovi.
La loro caratteristica principale è la specificità, cioè che ogni enzima caratterizza la molecola e catalizza la reazione chimica.
Gli enzimi sono eteroproteine, cioè formati da un gruppo proteico (apoenzima) e da un gruppo non proteico (coenzima).
Gli enzimi hanno diverse funzioni:
- Funzione plastica, forma i tessuti e ripara quelli già esistenti.
- Funzione regolatrice, regola le reazioni metaboliche.
- Funzione energetica, le proteine che sono in eccesso l’organismo le utilizza come energia.
Modalità di esecuzione
Prima parte: la catalasi
Per introdurre la catalasi, abbiamo utilizzato dell’acqua ossigenata (H2O2) e del biossido di manganese (MnO2), che è un catalizzatore chimico.
L’H2O2, se si lascia all’aperto, si decompone in H2O + O2.
Se uniamo H2O2 + MnO2 potremo notare che la boccetta si riscalda (esotermica) e il contenuto diventa effervescente.
Dopo questa breve anteprima, prendiamo quattro provette: in una inseriamo un pezzo di patata intero (provetta 1), in un’altra un pezzo di patata reso a poltiglia (provetta 2), in un’altra ancora un pezzetto di fegato di pollo (provetta 3) e, infine, nell’ultima provetta inseriamo un pezzetto di cuore di pollo (provetta 4). In ciascun elemento è presente la catalasi, un enzima molto diffuso.
In ogni provetta mettiamo acqua ossigenata a sufficienza e notiamo una reazione:
- Provetta 1: la reazione avviene lentamente (la più lenta delle quattro provette);
- Provetta 2: la reazione avviene con rapidità;
- Provetta 3: la reazione avviene con molta rapidità (la più veloce delle quattro provette);
- Provetta 4: la reazione avviene più lentamente rispetto al fegato.
In seguito all’osservazione di queste reazioni prendiamo due pezzetti di fegato e li inseriamo in due provette; in una inseriamo dell’acqua ossigenata concentrata al 3% e nell’altra dell’acqua ossigenata concentrata al 7,2%. Successivamente bruciamo la punta di uno stuzzicadenti e appena la fiamma si spegne lo avviciniamo alla prima provetta e notiamo che la fiamma dello stuzzicadenti si ravviva e procediamo allo stesso modo con la seconda provetta.
Nella 2° provetta la fiamma si ravviva con più facilità!
Dimostrazione della termolabilità della catalasi della patata
Per iniziare pestiamo una patata e la mettiamo in una provetta aggiungendovi dell’acqua distillata.
Dopo aver fatto questo la riscaldiamo in un fornello, ci aggiungiamo l’acqua ossigenata e vediamo che non si sviluppa ossigeno e non c’è effervescenza.
Infatti, mettendo a bollire la patata, gli enzimi catalasi sono stati distrutti e, dunque, l’effervescenza non si è sviluppata.
Termolabile = a una certa temperatura l’enzima si distrugge.
Seconda parte: la bromelina
In questa parte dell’esperienza abbiamo utilizzato l’ananas, in cui è presente la bromelina, l’enzima che scinde i legami proteolitici.
Dopo aver ammorbidito la gelatina nell’acqua distillata, abbiamo preparato tre capsule:
- 1° capsula: gelatina + una fetta di ananas fresco
- 2° capsula: gelatina + una fetta di ananas fresco cotto con il fornellino
- 3° capsula: gelatina + ananas in scatola
Se è presente l’enzima, la gelatina resta liquida, se invece l’enzima non c’è la gelatina si solidifica.
- 1° capsula: la gelatina non si solidifica
- 2° capsula: la gelatina si solidifica
- 3° capsula: la gelatina si solidifica
Terza parte: la ptialina
L’enzima ptialina (amilasi salivare) scinde l’amido.
L’amido (amilosio + amilopectina) è una macromolecola composta da lunghe catene formate da monosaccaridi. Esso si riconosce con il reattivo di Lugol.
In quest’ultima parte dell’esperienza abbiamo utilizzato due provette:
- 1° provetta: amido + Lugol
- 2° provetta: amido + saliva
La prima provetta è stata utilizzata solo per osservare come l’amido, reagendo con il reattivo di Lugol, diventa blu; nella soluzione della seconda provetta c’è la ptialina e, in presenza di Lugol, la soluzione resta incolore, poiché l’enzima ptialina ha scisso l’amido.
Conclusione
Ogni parte dell’esperienza è andata a gonfie vele! Gli esperimenti sono stati divertenti e coinvolgenti e le reazioni sono state chiare e interessanti.