Indice

  1. Emodinamica arteriosa e venosa
  2. Ritorno venoso e gradienti pressori

Emodinamica arteriosa e venosa

Nel momento in cui si schiaccia la pompa, si esercita una pressione che spinge l’aria, pressione che si riduce fino a sparire quando si rimuove il piede e l’aria pompata dentro potrebbe tornare indietro. Se nel cuore e nel sistema cardiocircolatorio la pressione cadesse a zero si avrebbe quasi un ritorno all'indietro del sangue, invece questo non succede perché il sistema arterioso è fatto per avere una tonaca muscolare e una elastica che rendono i vasi distensibili ed elastici: si distendono e restano distesi, e nel momento in cui c'è meno pressione i vasi si adattano al volume ematico. La pressione normale è intorno a 120, sistolica, e 80 mm/Hg, per la diastolica. Dall'altra parte, invece, le vene, che portano il sangue verso il cuore dalla periferia, quindi anche dalle gambe verso il cuore: questa è un'operazione complicata, intuitivamente si può pensare che la vena cava superiore raccoglie il sangue refluo dagli arti superiori e dalla testa che scende per gravità verso la vena cava superiore e quindi verso l'atrio destro; al contrario nela vena cava inferiore che raccoglie il sangue refluo dalle gambe, dal distretto splancnico, il sangue deve risalire. Il cuore va in diastole, cioè si rilassa, e questo rilassamento provoca un gradiente pressorio tra la periferia e il cuore: c'è una pressione più bassa all'interno delle camere destre. Nelle camere sinistre la situazione è diversa, la pressione non è mai molto bassa, ma nelle camere destre invece la pressione è particolarmente bassa, così il sangue riesce a tornare dalla periferia al cuore;

Ritorno venoso e gradienti pressori

per aiutarsi le vene, che non hanno tonaca muscolare, hanno delle valvole per cui il sangue che va verso il cuore in genere non può tornare indietro, perché ci sono queste valvole che impediscono il reflusso. Il problema è che queste valvole possono anche sfiancarsi e ci sono quindi delle patologie che riguardano insufficienza venosa degli arti inferiori. Lo strato più interno dei vasi che tappezza quindi il lume dei vasi è formato da cellule endoteliali che formano da sole un capillare. La cellule endoteliale è una cellula che consente il normale flusso ematico; se c'è un danno endoteliale con ipertensione per esempio oppure fumo di sigaretta, la cellula si può danneggiare e, invece di formare una superficie non adesiva, non trombogena, può invece attivarsi e ci può essere coagulazione e infiammazione e quindi altre situazioni più sfavorevoli:, se c'è infiammazione, coagulazione il flusso sarà compromesso e ci si rende conto che si avrà, per esempio, infarto a livello delle coronarie oppure un problema periferico arterioso a livello degli arti inferiori o a livello dell'encefalo, per esempio lo stroke. Come si forma l'aterosclerosi? Voglio evidenziare in questo schema anche un'altra espressione, prodotti finali della glicosilazione. Il diabete è la tipica malattia dell’aumento della glicemia, è un altro fattore di rischio per cardiopatia ischemica.

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