Concetti Chiave
- Le prime grandi biblioteche ellenistiche, come quelle di Alessandria e Pergamo, furono create grazie all'iniziativa dei sovrani, segnando un importante sviluppo culturale.
- La biblioteca di Efeso, fondata nel 110 d.C., fungeva anche da heroon, un monumento funerario che sottolineava l'importanza culturale e l'eroizzazione del defunto.
- L'architettura della biblioteca di Efeso si distingue per la facciata scenografica su due piani, con un gioco di chiaroscuro che metteva in evidenza la sua grandezza.
- All'interno, la sala di lettura era caratterizzata da un'esedra semicircolare e armadi per libri, progettata per offrire comfort e protezione dalla temperatura esterna.
- Il design della biblioteca includeva un'intercapedine tra le pareti, migliorando l'isolamento termico e permettendo l'accesso al piano superiore e alla camera funeraria.
Le prime biblioteche ellenistiche
In età ellenistica erano nate le prime grandi biblioteche di Alessandria e di Pergamo, strettamente legate all’iniziativa dei sovrani. A Roma la prima grande biblioteca pubblica fu costruita da Asinio Pollione e altre furono ospitate nei Fori imperiali. La biblioteca antica forse meglio conservata è però quella fondata a Efeso (Turchia) nel 110 d.C. da Tiberio Giulio Aquila in onore del padre Tiberio Giulio Celso Polemeano, un notabile locale. Si trattava in realtà di un heroon ( ossia un edificio a destinazione funeraria costruito per un eroe oppure per un personaggio divinizzato dopo la morte), essendo destinato anche ad ospitare la tomba di Celso: l’associazione della sepoltura a una biblioteca voleva trasmettere l’idea dell’eroizzazione raggiunta dal defunto tramite la cultura.
Qual è l'architettura e funzione della biblioteca?
L’edificio si apriva su una piazza con una facciata scenografica, simile al frontescena di un teatro, articolata su due piani con edicole e colonne; al primo piano vi sono tre porte di accesso, nel secondo invece vi sono tre finestre. Le edicole sono avanzate rispetto al muro, creando così un gioco di chiaroscuro che nell’architettura imperiale segnalava gli edifici più prestigiosi. All’interno la sala di lettura era spaziosa e dominata da un’esedra semicircolare al centro, mentre le colonne interne inquadravano le nicchie con gli armadi per i libri. Le pareti della sala non corrispondevano però ai muri perimetrali dell’edificio: fra le une e gli altri si apriva un’intercapedine che probabilmente serviva per proteggere la sala dalla temperatura esterna, solitamente molto alta; lo spazio tra i due muri consentiva anche di raggiungere a sinistra il piano superiore e a destra la camera funeraria sotterranea di Celso.
Domande da interrogazione
- Quali erano le prime grandi biblioteche dell'età ellenistica e quale significato avevano?
- Quali caratteristiche architettoniche presentava la biblioteca di Efeso?
- Qual era la funzione della camera funeraria nella biblioteca di Efeso?
Le prime grandi biblioteche dell'età ellenistica furono quelle di Alessandria e di Pergamo, nate grazie all'iniziativa dei sovrani. A Roma, Asinio Pollione costruì la prima grande biblioteca pubblica, mentre la biblioteca di Efeso, fondata nel 110 d.C. da Tiberio Giulio Aquila, era un heroon che associava la cultura all'eroizzazione del defunto (testo).
La biblioteca di Efeso si apriva su una piazza con una facciata scenografica simile a quella di un teatro, articolata su due piani con edicole e colonne. All'interno, la sala di lettura era spaziosa, con un'esedra semicircolare e colonne che inquadravano le nicchie per i libri, mentre un'intercapedine proteggeva la sala dalle alte temperature esterne (testo).
La camera funeraria sotterranea di Celso era parte integrante della biblioteca di Efeso, destinata a ospitare la tomba del notabile Tiberio Giulio Celso Polemeano. Questa associazione tra sepoltura e biblioteca intendeva trasmettere l'idea dell'eroizzazione del defunto attraverso la cultura (testo).