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Concetti Chiave

  • Alessandria, fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C., divenne un importante centro culturale ed economico dell'ellenismo, famoso per il suo museo e la sua biblioteca.
  • La poesia alessandrina si distingue per il suo carattere bucolico e raffinato, con una visione idealizzata della natura, distante dalla realtà del lavoro contadino.
  • Le sculture alessandrine, come "Bambino che lotta con l’oca", si caratterizzano per eleganza e movimento, riflettendo una cultura artistica colta e raffinata.
  • Il Nilo è rappresentato in modo variegato nell'arte alessandrina, simboleggiato come un vecchio circondato da bambini, a evidenziare la fertilità che porta alla valle.
  • La statua del pugile, risalente al I secolo a.C., offre una visione realistica dell'atleta, mostrando cicatrici e segni di lotta, in contrasto con le rappresentazioni idealizzate tradizionali.

Fondazione di Alessandria

Alessandria, sulle rive del Mediterraneo e non lontano dalla foce del Nilo, fu fondata da Alessandro Magno nel 31 che egli volle chiamare così in suo onore. Ben presto uno dei centri più importanti dell’ellenismo.
Fu costruita secondo norme urbanistiche razionali e via via accresciuta con nuovi edifici. Disponeva di un museo e di una grande biblioteca (la più celebre dell’antichità) Accanto ad una notevole attività commerciale, conobbe uno straordinario sviluppo culturale, a tal punto che il termine “alessandrinismo” per molto tempo indicò tutte le tendenze artistiche dell’epoca proprie della città. In tempi moderni, si è invece preferito utilizzare il termine più generico di “Ellenismo”. Occorre precisare che in tale corrente culturale ed artistica continuarono a confluire le influenze greche.

Caratteristiche della poesia alessandrina

La poesia alessandrina spesso ha un carattere bucolico (il termine è derivato da quello greco che significa “pastorale”), amorosa, idillica e raffinata. Nello stesso modo l’arte figurativa propone paesaggi campestri e soggetti naturalistici. Tuttavia, occorre sottolineare che la scelta dei temi non ci deve ingannare: la natura è vista con gli occhi dell’intellettuale, non per quello che realmente è; il lavoro dei contadini, per esempio, non mostra la fatica degli uomini, ma appare come un’evasione dalla vita della città.

Scultura e arte figurativa

Un esempio ci è fornito dall’opera in marmo Bambino che lotta con l’oca di Boèthos. Di esso possediamo numerose copie in marmo dell’originale che è conservato nei Musei Vaticani. Risalente al II secolo a.C., è caratterizzato da un’estrema eleganza delle forme e del movimento.

A questa corrente appartiene anche il rilievo che raffigura Il contadino con la mucca. I volumi si staccano in modo dolce uno dall’altro. Il fondo comprende delle figure disegnate con linee curveggianti, disposte in modo raffinato. Da un arco, a destra, esce un tronco d’albero nodoso. L’edificio che costituisce lo sfondo è parzialmente diroccato, secondo l’usanza delle civiltà colte che amavano rappresentare dei ruderi a testimonianza dei tempi passati. Al centro, in secondo piano si nota un portafrutta e a sinistra, in alto una capanna con un personaggio collocato sulla soglia. Nell’insieme il soggetto è piuttosto elaborato, quindi di origine e destinazione dotta. La luce che percorre le varie superfici è senza contrasti e non è mai troppo intensa per cui il risultato complessivo crea un tono intimistico e idilliaco.

Rappresentazioni del Nilo

Accanto a questi temi campestri, troviamo anche rappresentazioni estremamente diversificate che ci fanno capire come gli artisti dell’alessandrinismo fossero continuamente alla ricerca del nuovo, del desueto e del grottesco. A volte si hanno anche scene inerenti alla vita sulle rive del Nilo o statue che impersonano il fiume stesso, raffigurato come un vecchio sdraiati circondato da bambini

De Il Nilo, abbiamo una copia romana in marmo, conservata nei Musei vaticani. Il dio Nilo è rappresentato come un vecchio dalla lunga barba, disteso sul suo letto e circondato da bambini che spuntano ovunque,. Esso è appoggiato su di una sfinge che simboleggia l’Egitto. Nella mano destra, il dio tiene una corona e un mazzo di spighe. Mentre con l’altra tiene una cornucopia o corso dell’abbondanza, simbolo della fertilità che fiume porta alla valle che attraversa. I 16 bambini che si arrampicano su di esso o giocano rappresentano i cùbiti di altezza a cui poteva arrivare il fiume nei momenti di piena (un cubito corrisponde a circa 44 cm). Nell’antica Roma, la statua era stata collocata nel tempio di Iside.

Rappresentazione del pugile

Questa statua di bronzo, conservata nel Museo Nazionale Romano, risale al I secolo a.C. Contrariamente alla concezione classica dell’atleta che ha vinto le gare olimpiche, dall’aspetto composto, sereno e idealizzato, qui viene rappresentato realisticamente un pugile, seduto, durante una pausa del combattimento, con le tracce ben visibili della dura lotta sostenuta: le cicatrici e i tagli sul volto e sulle orecchie, il naso rotto e tumefatto, la bocca leggermente aperte che indica un respiro affannoso. Le mani e gli avambracci sono protetti da “cesti”, cioè da una specie di guantone formato da strisce di cuoio intrecciate. Su una delle strisce che avvolgono le dita della mano sinistra l’autore ha inciso la sua firma.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica della fondazione di Alessandria?
  2. Alessandria, fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C., divenne rapidamente uno dei centri più significativi dell'ellenismo, caratterizzata da un notevole sviluppo culturale e commerciale, con la celebre biblioteca e museo (testo).

  3. Quali sono le caratteristiche distintive della poesia alessandrina?
  4. La poesia alessandrina è caratterizzata da temi bucolici, amorosi e idillici, ma presenta una visione intellettuale della natura, che appare come un'evasione dalla vita urbana (testo).

  5. Come si manifesta l'arte figurativa alessandrina?
  6. L'arte figurativa alessandrina, come dimostrano opere come "Bambino che lotta con l'oca", è caratterizzata da eleganza e movimento, con soggetti naturalistici e paesaggi campestri, creando un'atmosfera intimistica (testo).

  7. In che modo il Nilo è rappresentato nell'arte alessandrina?
  8. Il Nilo è rappresentato in modo variegato, come nel caso della statua del dio Nilo, un vecchio circondato da bambini, simbolo della fertilità e dell'importanza del fiume per l'Egitto (testo).

  9. Qual è la peculiarità della rappresentazione del pugile nell'arte alessandrina?
  10. La statua del pugile, risalente al I secolo a.C., si distingue per il suo realismo, mostrando le cicatrici e i segni della lotta, in contrasto con l'idealizzazione classica degli atleti (testo).

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