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Educazione sentimentale

Bisogno e riconoscimento nella relazione materna

Dalla dipendenza all’interdipendenza.

L’800 è attraversato da mutamenti di grande rilievo: la nascita della famiglia moderna:

  • Passaggio dal matrimonio combinato a quello basato sulla libera scelta dei coniugi, basato sull’amore.
  • La tradizionale asimmetria di potere tra marito e moglie si attenua, la passione erotica ha conquistato una crescente importanza.
  • Maggior controllo della natalità di influenza, e determina la possibilità di dedicare spazio alla cura dei figli.
  • Le donne, durante il 700 non allattavano i figli, pratica ritenuta sconveniente e disdicevole, nella convinzione che potesse minare anche la salute e la bellezza, nel corso dell’800 la nuova attribuzione verso l’infanzia, ha presupposto l’affermazione di un nuovo desiderio: l’amore materno.
  • Si diffonde il fenomeno del lavoro femminile, diffusosi nel tessile.
  • Nel corso del 700, viene aperta l’istruzione anche alle donne, ma ciò si lega allo scopo immutato di far conseguire al meglio il matrimonio. Ancora nell’800, gli itinerari letterari e pedagogici, continuano a plasmare le bambine come futura madre, silenziosa custode della moralità collettiva.

L’amore primario, inteso come rapporto originario con la madre, si configura come il “filo rosso” dell’intera esistenza. Sulla scorta del concetto freudiano della “coazione a ripetere”, possiamo dire che la vita adulta non è altro che il tentativo di aggiustare e riconfigurare i cocci della prima relazione amorosa.

Come sostiene la filosofa americana, Martha Nussbaum, gli esseri umani sono nati al pari degli altri animali, in un mondo che non hanno creato e che non controllano. Dopo un periodo passato nel grembo, durante il quale ogni bisogno viene pienamente soddisfatto, essi fanno ingresso nel mondo. Come sostiene Freud, subisce un passaggio dal narcisismo alla lacerante consapevolezza di essere imponente in questo mondo, ma attraverso “l’abbraccio e l’accoglienza” il bambino conquista la volontà di vivere nel mondo, sviluppando la convinzione che il mondo, nonostante i suoi pericoli, sia abbastanza benigno da rispondere ai suoi sforzi attivi.

Nussbaum intende la funzione genitoriale, come “vicariale”, in qualche modo distanziandosi dalla forte attribuzione di responsabilità attribuitagli alla madre da parte dei teorici delle relazioni oggettuali (seno della madre, Melania Klein), anche se ne riprende la teoria generativa dell’oggettività.

In particolare, su questo tema la filosofa americana riprende Melania Klein: elaborò la teoria secondo la quale “lo sviluppo del bambino è governato dai meccanismi della introiezione e della proiezione. L’io proietta fin dalle origini oggetti buoni e oggetti cattivi, il cui prototipo unico è il seno materno, per il bambino gli oggetti sono buoni quando li riceve, cattivi quando gli vengono a mancare.” Egli però non avverte gli oggetti come cattivi solo perché non soddisfano i suoi bisogni, ma anche perché proietta su di essi la propria aggressività. Il bambino secondo Klein, ha le pulsioni aggressive, fin dalla nascita e costruiscono una relazione simbiotica con la madre che però spesso lo “affida” ad altre persone e questo genera frustrazione che prende il nome di “schizofrenia biologica”, presente per i primi tre anni di vita, che gli fa vedere la mamma come metà buona e metà cattiva.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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