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Economia politica Unibo prof. Leoncini

Libro integrato con appunti e grafici delle lezioni (sono presenti i bollini rossi).

Economia positiva e normativa

Positiva: descrive il mondo così com'è; serve per offrire un sistema di generalizzazioni per fare previsioni.

Normativa: descrive il mondo così come dovrebbe – vorremmo che fosse; è la scienza del giurista ed entra a far parte della politica economica, governo.

Economia

Economy – Sostanziale: è sempre esistita (Fenici, baratto, mentre) = sussistenza.

Economics – Scienza: riguarda un rapporto logico dell'allocazione delle risorse = scarsità; nasce nel 1776 con Adam Smith “Ricchezza delle nazioni”.

Adam Smith

Adam Smith: collegato alla rivoluzione industriale inglese; nessuno come lui riuscì a sintetizzare i meccanismi economici e a metterli in un sistema. La rivoluzione introdusse macchina a vapore, produzione non più legata alla forza umana ed animale, ma collegata al combustibile (ritenuto inesauribile = aumenta la produzione); introdusse anche le macchine per fare le macchine, anche perché lo scopo della ricerca di profitto capitalistico non riguardava la benevolenza dell'imprenditore, ma il suo egoismo, quindi la concorrenza è un bene perché l'imprenditore tenderà a offrire il prezzo minore.

Capitalismo: economie in cui proprietà privata è dominante e scambio: lo scambio insieme all'allocazione dei beni, servizi e fattori produttivi avviene attraverso alla moneta e il mercato sono le meccanismi di mercato; dopo la rivoluzione industriale con le tre istituzioni fondamentali; macchine si produceva a volontà e, nella ricerca di profitto, si cerca scambio puro: caratterizzato dal miglioramento tecnologico ai fini produttivi, capacità di auto regolazione del mercato. North 1990.

Istituzioni e organizzazioni

Istituzioni: le regole del gioco della società ed i vincoli che disciplinano rapporti. Sono: consuetudini, norme, patti, codici formali, ... impongono sanzioni (servono per ridurre l'incertezza e permettere il cambiamento).

Organizzazioni: gruppi con uno stesso scopo (imprese, famiglia e apparati pubblici). Generano le trasformazioni istituzionali.

Struttura: le istituzioni servono per regolare le interazioni e costituiscono la struttura entro cui si svolgono le relazioni. Lui parla di simbiosi: tra istituzioni – organizzazioni e include nelle istituzioni i controlli.

Bollino rosso: istituzioni: regole formali che hanno un sistema di Enforcement (esempio codice della strada) e regole non scritte chiamato sistema di Self-Enforcement (esempio vestirsi, basato su consuetudini). Ma l'Enforcement non è così precisa come l'Istituzione (passo col rosso, il vigile mi ferma, gli dico che mia nonna sta male, lui non mi fa la multa).

Hodgson (2006) sostiene che la distinzione tra istituzioni – organizzazioni è scivolosa, le persone seguono le regole, fanno parte anch'essi delle istituzioni. Quindi le istituzioni: regole sociali, non comportamenti. Le organizzazioni: istituzioni particolari che si definiscono con – criteri (hai la tessera sportiva, sei uno sportivo) – principi per definire chi comanda – catena di comando.

Cartesio e il metodo

Cartesio (1637), “Discorso sul metodo”: 4 principi-guida:

  • Non ritenere vera alcuna cosa che non abbia tale evidenza naturale.
  • Dividere tutte le difficoltà in tante parti quanto possibili.
  • Dividere gli elementi da elementari, supponendo presentino sempre un ordine.
  • Fare numerazioni, rassegne complete da poter escludere di aver omesso qualcosa.

Metodo induttivo: (sperimentale) attraverso cui ricaviamo dall'osservazione di casi particolari ad una generalizzazione, es: tutti i cigni sono bianchi, ma basta uno solo nero per smentire tutto.

Metodo deduttivo: (matematico) si parte da principi generali: per deduzione casi particolari; alla base c'è “sillogismo”: deduce da un principio generale una posizione singolare, es: “sillogismo aristotelico”: tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo quindi mortale.

Entrambi i metodi hanno lo scopo di scoprire nuove verità (di oggi) partendo da principi e verità già conosciute.

Paradigma scientifico

Paradigma scientifico Thomas Khun, “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” (1962): “per ricreare un'analogia bisogna ricorrere alle esistenti regole, attività scientifica che suggeriscono possibili soluzioni definendo il problema; una ricerca è fondata sui risultati raggiunti in passato, al quale si riconosce il fondamento. Devono possedere due caratteristiche:

  • Focalizzare l'attenzione (in modo da attrarre uno stabile un po' di seguaci).
  • Flessibili, sufficientemente aperti (lasciare la possibilità di risolvere problemi di ogni genere).

Da Political economy a Economics

Da Political economy a Economics: (1870) prima della fine del 1870 l'economia si chiamava Political Economy, economia politica. Gli economisti neoclassici Jevons e Marshall grazie all'utilizzo massiccio della matematica, la mettono al pari delle scienze dure, come la fisica, Economics.

Assunzioni

Assunzioni: caratterizzano la moderna economia e sono il ricorso ad ipotesi o affermazioni al fine di dimostrarne altre; 3 tipi:

  • Esistenza di una certa condizione iniziale (es: il mercato è una condizione di concorrenza perfetta).
  • Ausiliarie: es: quando si parla di equilibri parziali, si userà l'assunzione “ceteris paribus” (a parità di tutte le altre circostanze, il latino).
  • Definisce la condizione che fissano i limiti entro le quali certe variabili e la teoria hanno validità.

Scuola classica

(Smith, Ricardo, Marx, Mill)

Smith

Smith = “La ricchezza delle nazioni” (1776): segna la nascita dell'economia, rielabora al meglio la rivoluzione industriale creando il nucleo di meccanismi economici:

  • Mano invisibile (lo Stato che non interviene permette un'auto-regolazione del mercato cioè le imprese egoiste spinte dalla voglia di fare profitto, producono una situazione socialmente efficiente – ottimale perché con la concorrenza cerca di offrire prodotto al prezzo migliore, lo fanno per vendere senza rendersi conto che creano così il benessere collettivo).
  • Divisione del lavoro (per aumentare la produttività; consiste nel spezzettare processo produttivo facendo sì che ogni fase sia attiva, eliminando quelle fasi inattive, e con una moltitudine di persone, ognuna a fare una singola fase: catena di montaggio; e a forza di fare sempre le solite cose diventano più bravi, veloci e possono suggerire idee per migliorare la macchina stessa = vantaggi: aumento destrezza lavoratore, risparmio di tempo, invenzione nuove macchine, più produzione più concorrenziale).
  • Intervento statale (lo Stato deve offrire delle istituzioni pubbliche che altrimenti la società basata solo sul profitto non farebbero mai nascere).

Ricardo

Ricardo: “Principi dell'economia e della tassazione” (1817) elabora la teoria vantaggi comparati, (commercio internazionale importante perché si forniscono a vicenda beni essenziali) e disoccupazione tecnologica (effetti della meccanizzazione sull'occupazione e i salari).

Karl Marx

Karl Marx: “Il capitale” (1867) un bene ha valore perché contiene lavoro; i capitalisti sfruttano i lavoratori perché da essi estraggono la valorizzazione del capitale; il capitalista anticipa capitale C che è costante (macchine, materie prime) e variabile (forza lavoro) C = c + v. I lavoratori nelle otto ore di lavoro producono in cinque il lavoro necessario e in tre il plusvalore (lavoro non pagato) C' = c + v + s (plus)...

Scuola marginalista – neoclassica

(Jevons, Menger, Walras, Marshall) alla seconda metà dell'800. Jevons e Walras introducono la matematica (calcolo differenziale).

Jevons

Jevons “Teoria dell'economia politica” (1871): obiettivo di rifondare la teoria della sua utilità marginale.

Menger

Menger “Principi dell'economia politica” (1871): criticò i classici e sostiene che i beni hanno valore se la società ritiene questo perché soddisfa un bisogno; il valore nasce dalla quantità disponibile e fabbisogno; tema centrale lo scambio perché se A produce troppo vino e B produce troppo grano, la posizione di entrambi migliora se cedono beni a valore zero in cambio di altri (valore zero: in eccedenza); non utilizzò la matematica.

Walras

Walras “Elementi di economia politica pura” (1874): crea nuovi presupposti rispetto ai classici, in particolare il concetto di rarité, cose che sono rare, utili e limitate; sono appropriabili, hanno valore e sono scambiabili, sono producibili e moltiplicabili; 3 elementi che chiama: fatti generali, e cioè proprietà, valore di scambio e produzione, fa scaturire la sua teoria; cercò di dimostrare l'esistenza di: equilibrio economico generale, molto importante per la microeconomia, che prevede l'equilibrio simultaneo su tutti i mercati dei beni e fattori produttivi; ha dimostrato molta tenacia nel tentativo di trasformare l'economia in una scienza paragonabile alla fisica.

Marshall

Marshall “Principi di economia” (1890), stampato per molti anni, Bibbia dell'economia; introdusse l'analisi degli equilibri parziali con la condizione del ceteris paribus, anche perché l'analisi dell'equilibrio walrasiano era troppo ambiziosa; introdusse i concetti di elasticità, rendita e quasi rendita; uso matematica era limitato.

Pareto: ha fatto studi su distribuzione del reddito, efficienza allocattiva = Pareto-ottimale = quando non è possibile migliorare la propria condizione senza peggiorare quella di altri.

Scuola evoluzionistica

(Schumpeter)

Schumpeter “Teoria dello sviluppo economico” (1912), i temi centrali: innovazione, equilibrio irrilevante (classici basavano la loro teoria sull'equilibrio). Equilibrio è alterato dalla ricerca di profitto degli imprenditori = capitalismo = esso non è stazionario, metodo di evoluzione economica: innovazione, che rivoluziona dall'interno le strutture economiche, i processi di distruzione creatrice: una posizione di equilibrio verrebbe modificata dall'operare di imprenditori e dal evolvere delle conoscenze, istituzioni e preferenze dei consumatori... continuamente – Witt.

Scuola macroeconomica keynesiana

(Keynes)

Keynes “Teoria generale dell'occupazione, interesse e moneta” (1936), pubblicato sull'onda della grande depressione (mondiale 1929-1932); segna la nascita della macroeconomia; argomenti ex novo: il ruolo delle aspettative e della moneta, moltiplicatore, propensione marginale al consumo, equilibrio sottoccupazionale.

Microfondare la macroeconomia

Microfondare la macroeconomia: ridurre fenomeni macro all'operare degli agenti microeconomia: singoli agenti (consumatore, impresa, lavoratore) e le caratteristiche dei singoli mercati e industrie; i mercati possono essere: concorrenziali, monopolistici, oligopolistici; le interazioni tra singoli agenti danno prezzo ed equilibrio.

Macroeconomia: studi ai fenomeni aggregati e le variabili (tasso d'interesse, prezzi, produzione totale, occupazione, importazioni, ecc.); le relazioni con matematica: variabili; studiare i nessi: serve a governi e banche centrali.

Elasticità

Elasticità rispetto al prezzo della domanda di mercato

Elasticità: Eqp rispetto al prezzo della domanda (di mercato).

Eqp = (ΔQ%/Q)/(Δp%/p), cioè: quanto varia la quantità domandata se il prezzo aumenta/diminuisce di una certa percentuale.

In termini grafici: pendenza della curva di domanda.

Eqp = ΔQ/Δp°p/Q, cioè elasticità esprime il prodotto tra saggio di variazione di Q rispetto al p ed il rapporto tra valori iniziali di p e Q; quindi ΔQ = Q' - Q e Δp = p' - p.

Successivamente ΔQ/Δp°p/Δp ≠ ΔQ/Δp°p'/Q'... significa che vi è un valore diverso tra Q;p e Q';p' (anche quando la variazione, Δ, è la medesima di ΔQ/Δp; es: se p = 8 e Q = 10 (8;10) e p' = 10 e Q' = 16 (10;16) ed il saggio di variazione è il medesimo (Δq/Δp) applicando le formule: ΔQ/Δp = (16 - 10)°(10 - 8) = 6/2 = 3 Eqp = 3°(8/10) = 2,4 ed invece EQ'p' = 3°(10/16) = 1,85.... possiamo concludere dicendo che il valore dell'elasticità è diverso tra i termini iniziali (Q;p) e termini finali (Q';p') nonostante il saggio di variazione (ΔQ/Δp) è sempre 3).

  • L'elasticità si definisce “puntuale”, significa che varia in ciascun punto della curva di domanda, anche se è una retta e quindi ha la medesima inclinazione.
  • Può anche essere scritta: E = (ΔQ/Q)°(p/Δp) = (ΔQ/Δp)°(p/Q), cioè (Δy/Δx)°(x/y).
  • In relazione al reddito: E = (ΔQ/ΔR)°(R/Q) e se l'elasticità è “incrociata” EQ'p' = (ΔQ'/Δp”)°(p”/Q').

Elasticità nella curva di domanda/offerta

Il valore max dell'E = infinito; il valore min dell'E = 0.

La domanda:

  • È elastica se: E > 1 (quindi la variazione è più che proporzionale, ha una forma piatta).
  • È anelastica se: E è compresa tra 0 e 1 (quindi la variazione è meno che proporzionale, forma ripida).
  • È perfettamente anelastica se: E = 0 (quindi la quantità domandata non varia se varia il prezzo; es: farmaco insostituibile: anche se cambia il prezzo, è necessario prenderlo, a livello grafico è una linea verticale).
  • È infinitamente elastica se: E = ∞ (la variazione è infinita, graficamente è una linea orizzontale, parallela all'asse delle ascisse).

Elasticità della domanda e spesa totale

Sapere a quale dei casi descritti ci riferiamo è fondamentale per capire “come varia la spesa totale dei consumatori” (corrisponde al ricavo totale delle imprese):

Es: se aumenta il prezzo dell'1%: ST = p°Q, es: 1 euro: costo di un pennarello 50 = quantità acquistata 1°50 = 50 euro.

E < 1: (E = 0,3; se p aumenta dell'1% la q domandata diminuisce dello 0,3%, i consumatori comprano meno; però tra prezzo = +1% e quantità = -0,3% ST = +0,7%; se p diminuisce dell'1% e la quantità aumenta dello 0,3%, i consumatori comprano di più; però tra p = -1% e q = +0,3% ST = -0,7% diminuisce).... l'elasticità si può calcolare anche in base al reddito (Eqp = (Δq/ΔR)°(R/q)).

La relazione tra R e q domandata del singolo consumatore ci consente di capire di quale bene si tratti. Si distinguono beni normali (Eqp è positiva, se aumenta reddito, la domanda aumenta) e beni inferiori (Eqp è negativa); ci sono anche i beni di Giffen (in questo caso non vale la normale legge della domanda cioè all'aumentare del prezzo aumenta la quantità domandata dal consumatore).

Elasticità incrociata: Eq1p2: (Δq1/Δp2)°(p2/q1): sono: beni sostitutivi (all'aumentare del prezzo del bene 2 diventa più conveniente il bene 1, la domanda del bene 1 aumenta; E positiva, valori positivi; es: se aumenta il prezzo del the la gente compra più caffè) e beni complementari (all'aumentare del bene 1 diminuisce anche la domanda del bene 2; E negativa, valori negativi; es: se aumenta il prezzo del caffè, la gente compra anche meno zucchero, non solo meno caffè).

Elasticità di breve periodo e lungo periodo

Elasticità di breve periodo (BP) e lungo periodo (LP):

Beni normali: aumenta il prezzo dell'energia elettrica, cerchiamo di consumare meno, ma i miei elettrodomestici consumano uguale, io posso provare a staccare la spina alla tv, lampadine, posso provare a spegnere sempre le luci, ecc., ma nel BP i miei risparmi energetici, quindi non varieranno di molto (EBP: la domanda di energia elettrica all'aumento del prezzo nel BP non può variare di molto). Nel LP io cambierò gli elettrodomestici e sceglierò quelli con un basso consumo, comprerò lampadine a risparmio energetico, ecc. (ELP: la domanda di energia elettrica all'aumentare del prezzo nel LP varierà di molto): ecco perché EBP < ELP (elasticità del BP è minore dell'elasticità di LP).

Beni durevoli: (es: automobile, non la usi una sola volta, la usi per anni, non è usa e getta) se aumenta il prezzo delle auto, anche se a me sarebbe piaciuto prenderne una subito, perché la mia è un po' datata, nel BP non la cambio, continuo ad usare la mia (EBP: riduzione immediata della domanda nel BP); nel LP la mia macchina, prima o poi andrà rottamata, arriverà al punto in cui cascherà a pezzi, dovrò per forza cambiarla (ELP: è meno elastica di quella del BP, sarò costretto a rimpiazzarla nonostante avessi rimandato nell'immediatezza dell'aumento del prezzo); ecco perché: EBP > ELP (elasticità del BP è maggiore dell'elasticità di LP).

Teoria dei giochi

  • Cooperativi: si analizza il gruppo/coalizione.
  • Non cooperativi: si analizza il singolo e si usano 2 tecniche:
    • Approccio di domanda.
    • Analisi di equilibrio (di Nash) che è una lista di strategie, una per ciascun giocatore, impedendo all'altro di trarre vantaggio, deviando la strategia di equilibrio.

Cap. 6: mercato di beni in concorrenza perfetta

Fine dell'impresa: è di massimizzare il profitto; l'impresa nello scegliere la quantità da produrre deve affrontare dei vincoli:

  • Tecnologici (legati alla funzione di produzione, non può produrre oltre un certo limite).
  • Economici (legati alla funzione dei costi, limitano la produzione in termini di convenienza, relativamente al costo opportunità del prodotto).
  • Di mercato (la struttura di concorrenza e volontà degli acquirenti).

Concorrenza perfetta (o perfettamente concorrenziale) = massimizza il benessere della società.

Ha 4 caratteristiche:

  • Omogeneità: i beni offerti sono omogenei, perfetti sostitutivi; il consumatore sceglierà il prezzo più basso.
  • Numerosità degli agenti economici: molte imprese e molti consumatori, ciascuna impresa produce una quantità
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sere950000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Leoncini Riccardo.
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