Economia politica
Economia politica guarda al consumatore, all’impresa →
- 1. Microeconomia: si occupa dell’economia dei mercati e al mercato. Guarda solo la relazione di acquisto e consumo.
- 2. Macroeconomia: c’è sempre l’impresa ma non c’è solo il consumatore, inteso come singolo e colui che spende, indica una parte. Si intende la famiglia, che spende, risparmia, paga tasse, ecc.
Si aggiunge un altro soggetto: lo Stato – la P.A. –
Non solo a livello nazionale – economia chiusa. Solo economia del paese – nostro chiusa non è Italia ma Europa perché c’è moneta comune.
Ma anche rapporti con l’estero – economia aperta. Decisioni prese dagli organi centrali europei in rapporti con il mondo.
Esiste anche una materia specifica, Economia internazionale. Si occupa di guardare le relazioni tra i diversi paesi dal punto di vista economico.
Tra questi due temi ce n’è un altro: teoria dell’economia istituzionale.
Si occupa di diritto ed economia, come gli economisti hanno trattato la teoria dei contratti e la teoria dell’organizzazione dell’impresa.
È una sorta di congiunzione, un po’ autonoma, del consumatore che si avvia nello studio e nell’evoluzione teorica a diventare la famiglia.
Microeconomia
Capitolo 3 – Le scelte del consumatore
Si fa riferimento al concetto del mercato, cioè qualsiasi movimento/comportamento in cui c’è un’impresa che vende e un consumatore che acquista.
Non esistono solo i mercati privati ma anche pubblici.
Il mercato c’è sempre laddove esiste la domanda del bene posta dai consumatori, sia un’offerta cioè le imprese [→ L’impresa per un economista è un concetto più ampio che non è legato alla tipologia giuridica ma è semplicemente il soggetto che produce un bene o un servizio che può essere venduto sul mercato].
Il mercato è ampio: può rientrare il mercato dei produttori, dei rivenditori, dei venditori finali, cioè negozi.
Per l’economia il mercato è una sorta di “gioco” dove ci sono più parti: consumatore, impresa e le regole del gioco, queste ultime possono essere definite direttamente dal mercato, nello scambio del mercato, oppure definite da un soggetto terzo, esempio lo Stato. Non tutti i mercati sono liberi, alcuni sono tutelati.
Definizione di mercato: è il luogo in cui si incontrano la domanda e l’offerta.
Mentre in un mercato concorrenziale c’è l’incontro tra domanda e offerta, in un mercato regolamentato è dove qualcuno sta dettando, almeno parzialmente, le regole del gioco.
Quando guardiamo a un mercato dove ci sono imprese e consumatori uno degli elementi principali riguarda a come sceglie il consumatore: le preferenze dell’individuo, le sue capacità di spesa, il livello dei prezzi.
Il consumatore decide cosa acquistare in base ad una serie di ragionamenti:
- 1. La composizione della spesa.
- 2. Il reddito del consumatore.
- 3. I prezzi dei beni.
- 4. Le preferenze del consumatore.
- 5. I consumatori massimizzano la loro soddisfazione.
La composizione della spesa del consumatore
- Il primo elemento per descrivere il problema del consumatore è definito il suo insieme di scelta. Il paniere non è sempre lo stesso, è composto da beni che possono essere fissi, quindi sempre presenti, altri beni invece possono variare, es. le vacanze possono esserci o meno.
- La scelta è riferita ad un certo periodo, supponiamo una settimana, un mese o un anno. Una variabile che devo tenere in considerazione è il tempo, la scelta del consumatore va valutata in un dato periodo di tempo.
- Il consumatore sceglie livelli di consumo di una combinazione di beni e servizi, ovvero un paniere di n beni. Paniere = (x,y), insieme di beni e servizi consumati dal consumatore, cambia da persona a persona.
Quando costruiamo il comportamento del consumatore non c’è solo il tempo a cui fare riferimento, non c’è solo la preferenza ma c’è anche il vincolo di bilancio, ovvero la somma di denaro che io ho a disposizione.
Il vincolo di bilancio
Quando ho il mio paniere di beni, di fatto i miei beni all’interno del paniere divengono confrontabili l’uno con l’altro. Compro un bene che costa di più e rinuncio ad altri oppure spendendo meno e compro più cose.
Se gioco con i beni del paniere posso fare dei ragionamenti rispetto alla sostituzione dell’uno o dell’altro.
Esempio:
Quante entrate al cinema si possono acquistare se compro 2 cravatte?
Somma dei miei soldi 216€. Il costo di 2 cravatte è 2x60 = 120; restano disponibili 96€, con cui si possono comprare 96:12 = 8 entrate al cinema. La risposta è perciò x = 2 e y = 8.
216 = 2 x 60 + 8 x 12. Formula generale per calcolare tutti i casi: R = p x + p y. R = reddito speso. x y.
Le possibilità di scelta sono varie, infatti, per definire l’insieme delle alternative possibili si applica l’ipotesi di razionalità. Possiamo comprare solo una cravatta e risparmiare i soldi del cinema o viceversa; oppure comprare un po’ di cravatte e un po’ di ingressi.
Il consumatore, infatti, senza modificare il proprio budget, può rinunciare a 5 serate al cinema, il cui costo complessivo è di 60€, liberando reddito per l’acquisto di un’altra cravatta. Questo valore corrisponde al rapporto p/p, cioè al prezzo delle cravatte rispetto al prezzo del cinema, il quale esprime proprio il numero x y di unità del bene y a cui si deve rinunciare per ottenere una unità aggiuntiva del bene x, senza modificare la spesa complessiva.
La formula ha due addendi al primo membro: prezzo delle cravatte, dato – non dipende da noi, per quantità di cravatte acquistate, variabile – dipende da noi, più il prezzo delle entrate al cinema, dato, per quantità di entrate acquistate, variabile. Il totale dà la spesa.
Al secondo membro abbiamo il reddito disponibile, data, disponibile perché nella teoria del consumatore, in microeconomia, non si considera il risparmio, perché l’ho già sottratto, va tolto prima, il risparmio si analizza solo con il comportamento delle famiglie, qua valutiamo solo a comprare un bene.
Il significato della formula è perciò: la mia spesa è uguale al reddito disponibile.
In questa condizione andremo a definire qual è la capacità di acquisto dei beni sulla base del vincolo di bilancio, quindi sulla “mia” possibilità di spendere.
Il vincolo di bilancio è la frontiera dei nostri consumi, è la linea oltre la quale non si può andare, non possiamo andare oltre perché non c’è la disponibilità economia per farlo.
Questa frontiera è data dal prezzo dei beni dato il nostro reddito. La pendenza è data dalla mia capacità di spesa e il prezzo dei beni e la sua capacità di sostituirsi.
Asse cartesiano: rappresentazione logica e bidimensionale, a 2 dimensioni.
Tra i 2 beni c’è una relazione. Se aumenta il nostro bisogno, bene y, devo rinunciare al bene x.
Y = in ordinata indica la variabile dipendente – effetto.
X = in ascissa indica la causa.
La retta di bilancio è un vincolo, il consumatore è costretto a scegliere un paniere entro i limiti. Può comunque modificarsi, dando luogo a spostamenti in alto o in basso della retta.
Vincolo di bilancio/frontiera.
Solo paniere y. Sono oltre la frontiera.
Intercetta verticale.
d = domanda.
Domanda di y sulla domanda di x.
Siamo consumatori, quindi, spendiamo tutto il reddito, no risparmio.
Solo paniere x.
Intercetta orizzontale.
Reddito monetario e reale sono uguali.
R/p = reddito sul prezzo.
La retta di bilancio è quindi un vincolo: il consumatore è costretto a scegliere un paniere entro i limiti della spesa programmata.
Lo spostamento della retta, ma stessa pendenza
Per far sì che ci spostiamo da quel vincolo di bilancio (↑) il reddito dev’essere aumentato o diminuito.
In generale quindi il vincolo di bilancio si sposta a destra parallelamente se il budget destinato alla spesa nei due beni aumenta, e viceversa.
C e A sono sulla stessa retta, quindi non si ha una variazione del reddito ma una modifica delle preferenze.
+ Reddito.
Per scegliere B vuol dire che c’è stato uno spostamento del nostro reddito monetario, è aumentato.
- Reddito.
→ + vicina allo zero/origine.
La variazione dell’inclinazione
La variazione dell’inclinazione, diminuzione di un prezzo ma non cambia il reddito.
Se uno dei due prezzi varia il vincolo di bilancio, oltre ad avvicinarsi o allontanarsi dall’origine, quindi + o – reddito disponibile, può cambiare anche la pendenza/inclinazione: ciò a parità di reddito variano i prezzi.
Se il prezzo del bene x fosse aumentato, la retta di bilancio avrebbe ruotato verso l’interno, conservando l’intercetta verticale e con pendenza maggiore.
Se a diminuire fosse stato il prezzo del bene y, la retta sarebbe divenuta più rigida ed esterna, mentre avrebbe mantenuto la stessa intercetta orizzontale; viceversa, in caso di aumento di p. y.
Formula del vincolo di bilancio.
Il consumatore è c.d. price-taker, cioè non può imporre e/o influenzare il prezzo del bene e/o servizio, egli può solo agire sulla composizione del paniere e sulle sue preferenze.
= i due beni, x e y.
Derivazione della domanda: la domanda di y sulla domanda di x che è uguale al prezzo di x sul prezzo di y.
Il consumatore può agire sul reddito disponibile nel lungo periodo e, sempre, anche nel breve periodo, sulla preferenza e sul grado di sostituzione che attribuisce a un bene rispetto all’altro.
Il consumatore sceglierà sulla base delle proprie preferenze, e al reddito disponibile dati i prezzi, come posizionarsi e quali beni, in quali quantità acquistare. Per fare ciò prenderà in considerazione la propria soddisfazione e lo farà attraverso le curve di indifferenza.
Con il vincolo di bilancio identifichiamo tutti i possibili panieri acquistabili con un certo budget di spesa, ma non siamo in grado di definire quali di questi preferisce. Per illustrare i gusti del consumatore useremo lo strumento delle curve di indifferenza: luogo dei punti che rappresentano panieri che procurano al consumatore la stessa utilità e nei confronti dei quali lo stesso si dichiara appunto indifferente.
Ci interessa affermare se un consumatore, di fronte a due panieri A e B, preferisce il primo al secondo (A > B), il secondo al primo (A < B), oppure è indifferente (A = B).
In generale possiamo dire che preferirà il primo al secondo se l’utilità che gli procura il primo è maggiore e viceversa; mentre sarà indifferente quando le utilità dei due panieri si equivalgono. Riuscire a stabilire un ordinamento dei panieri basato sulle preferenze.
Le ipotesi della curva di indifferenza
Le ipotesi della curva di indifferenza: ragionamenti teorici del consumatore fatti su una serie di condizioni.
- 1. Non sazietà. Il consumatore preferisce sempre avere maggiori quantità di un bene. Se l’alternativa tra due panieri che contengono la stessa quantità di un bene e quantità diverse dell’altro, la preferenza va al paniere che contiene più di quest’altro bene.
- 2. Capacità di confronto. Il consumatore ha totale capacità di confronto. Dati due panieri qualsiasi, il consumatore è sempre in grado di metterli a confronto e formare un ordine; può anche metterli sullo stesso piano e considerarli uguali. In tal caso i due panieri sono indifferenti per le scelte del consumatore.
- 3. Transitività. Dati tre panieri qualsiasi A, B e C, se il consumatore preferisce C ad A e preferisce A a B, allora deve anche preferire C a B. Lo stesso vale per i panieri indifferenti: preferisco C perché preferito.
Il consumatore preferirà più di tutti C perché siamo più lontani dall’origine e vuol dire che possiamo avere un paniere più ampio/più grande.
Sulla base delle 3 ipotesi il paniere B non lo guardo perché peggiorativo.
Parliamo di regione e non solo di punto perché possono esserci più punti che appartengono tutti alla stessa regione.
Paniere + ricco.
Ciascuna curva di indifferenza crea 3 insiemi che esauriscono lo spazio delle scelte di consumo:
- 1. Il primo insieme è costituito dai punti sulla curva;
- 2. Il secondo insieme include i punti al di sopra della curva;
- 3. Il terzo insieme è rappresentato dai punti al di sotto della curva.
Paniere + scarso.
Una curva d’indifferenza come I mostra tutte le combinazioni di beni (panieri), presenti sulla curva, che danno al consumatore la stessa soddisfazione.
- La curva di indifferenza ha inclinazione negativa, monotonicità.
- Diventa più piatta spostandosi da sinistra verso destra.
- È convessa, la media è preferita agli estremi.
- Curve di indifferenza diverse non si intersecano, transitività.
Caratteristiche delle curve di indifferenza
- Le curve di indifferenza hanno inclinazione negativa: è inclinata negativamente perché è monotonica ma in realtà ha inclinazione negativa perché il nostro paniere è composto da due beni, l’uno sostituto dell’altro, man mano che aggiungiamo il bene x rinunciamo al bene y, in questo senso abbiamo una inclinazione negativa perché avranno dimensioni di x e y diversi a seconda della preferenza, però è evidente che dev’essere inclinata negativamente quando rinuncio a uno dei due beni.
- Man mano che mi sposto da sinistra, quindi dall’origine, verso destra la curva diventa più piatta, questo è dovuto dall’effetto di sostituzione.
- È convessa perché il consumatore è un signore equilibrato che preferisce punti stabili di equilibrio a posizioni instabili, es. se nella mia vita compro solo cravatte ad un certo punto vorrò cambiare bene, tendenzialmente il consumatore avrà dei panieri che all’interno avranno più varietà possibili in questo modo saranno più stabili.
- Le curve di indifferenza non si intersecano perché rappresentano dei punti della mia soddisfazione ed è evidente che se si intersecassero ci sarebbero due curve di indifferenza che rappresentano diverse combinazioni di bene dei panieri che danno al consumatore la stessa soddisfazione, di conseguenza due diversi insiemi di panieri nel punto esatto in cui si intersecano danno la stessa soddisfazione. Questo non è possibile perché le curve di indifferenza rappresentano panieri e combinazioni di panieri diversi.
- Per ogni punto del grafico passa una sola curva di indifferenza.
- Livelli di soddisfazione superiori lontano dall’origine.
Una curva di indifferenza identifica tutti i “panieri” che stanno allo stesso livello nella scala delle preferenze del consumatore. Più in alto sono le curve più i panieri sono preferiti per via della non sazietà.
La forma delle curve di indifferenza cambia da un consumatore all’altra; a differenza della retta di bilancio, la quale è definita in modo univoco una volta dati i prezzi dei due beni e la spesa complessiva.
La mappa della curva di indifferenza. I panieri presenti sulla stessa curva danno la stessa soddisfazione ma saranno sempre inferiori di quelli superiori.
E C B.
Le curve di indifferenza descrivono in modo sufficientemente compiuto i gusti di consumatori diversi.
Intuiamo che l’importanza relativa dei due beni per ogni consumatore ha a che fare con la pendenza delle curve di indifferenza.
Abbiamo una serie di condizioni: prima fra tutte che i prezzi sono dati, non li decidiamo noi; secondo punto che neanche l’impresa decide i prezzi ma si decidono nel mercato; la terza condizione è che io, consumatore, ho un reddito disponibile ovvero la capacità di spendere che in quel momento non varia.
Dati i prezzi e dato il mio reddito che forma il vincolo di bilancio/retta di bilancio, io posso agire sulle mie preferenze, sul fatto che ci siano panieri che mi piacciano più di altri per come sono costituiti e per le quantità.
Se ci troviamo davanti a più curve di indifferenza, come grafico prima, il consumatore sceglierà quella che gli darà maggiore soddisfazione, quindi quella più lontana dall’origine atteso però che deve stare sulla retta di bilancio. Non sceglierà quella più in basso perché seppure vero che in due punti tocca il vincolo di bilancio non mi dà la massima soddisfazione, ma la soddisfazione sarebbe più bassa. Quindi se anche la curva sotto arriva a toccare la retta e utilizza tutto il reddito la soddisfazione sarà comunque quella inferiore.
N.B. Sulla curva di indifferenza la soddisfazione è la medesima per tutta la curva, si tratta solo di una combinazione diversa di beni.
La disponibilità a sostituire i beni: il saggio marginale di sostituzione (SMS)
La disponibilità a sostituire i beni: il saggio marginale di sostituzione (SMS).
L’inclinazione di ogni punto della curva di indifferenza è il saggio marginale di sostituzione, misura il numero di unità di y che devono sostituire nel paniere una unità del bene x affinché il consumatore rimanga indifferente.
Il SMS decresce in valore assoluto da sinistra verso destra, se le curve di indifferenza sono convesse.
In questo punto il vincolo di
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