Estratto del documento

Le scienze economiche

- Economia politica

- Economia aziendale

Studiano le attività economiche

[Attività umane in campo economico]

Con riferimento:

  • Ai sistemi economici
  • Alle aziende

Ricavando conoscenze utili:

  • Per la politica economica
  • Per la gestione aziendale

Le attività economiche

[Oggetto di studio delle scienze economiche]

Riguardano la produzione e il consumo di beni economici

  • Utili e scarsi
  • Con un valore che esprime il rapporto tra utilità e scarsità

Sono svolte:

  • Per rispondere ai bisogni individuali e collettivi
  • [Tendenzialmente illimitati]
  • Impiegando risorse scarse

Esigenza di un uso razionale delle risorse

[Capitale e lavoro] ispirando produzione e consumo alla logica economica, ovvero al principio della convenienza (max utilità dalle risorse disponibili).

Attività economica

Processi di produzione e processi di consumo

Mercato

Beni e servizi

Unità di produzione e unità di consumo

Aziende

Imprese

Le aziende

Le unità [singoli individui, gruppi di individui], che con sistematicità e continuità svolgono attività di produzione e consumo, si definiscono aziende.

Aziende

Le aziende sono:

  • Strumenti dell’attività umana in campo economico
  • Cellule elementari del sistema economico

Aziende ed economia aziendale

Le aziende sono l’oggetto di studio dell’economia aziendale.

  • In Italia fino a inizio secolo si studiano le aziende solo negli aspetti amministrativi e contabili [F. Besta pone le basi della moderna ragioneria].
  • Poi G. Zappa introduce il concetto di economia aziendale come scienza che studia le aziende:
  • In quanto sistemi unitari
  • Dal punto di vista economico

L’economia aziendale

  • Studia le condizioni di esistenza delle aziende [vitalità economica, economicità].
  • Ne osserva il funzionamento negli aspetti:
  • Dell’organizzazione
  • Della gestione
  • Della rilevazione

Per identificare le più utili modalità di governo.

Tipologia delle aziende

Una:

  • Aziende familiari
  • Associazioni e fondazioni
  • Aziende della P.A. [aziende composte pubbliche]
  • Aziende di produzione [imprese]
  • Aziende pubbliche di produzione [imprese pubbliche]

Trasformazioni delle aziende

N.B. Questo quadro oggi in Italia è oggetto di trasformazioni rilevanti legate ai processi di:

  • Aziendalizzazione
  • Privatizzazione

Le imprese [aziende di produzione]

Sono state oggetto privilegiato di studio dell’economia aziendale:

  • Per il ruolo trainante svolto nello sviluppo economico
  • Per la sperimentazione di risposte appropriate a problemi complessi

Loro rilevanza.

Loro interesse.

La funzione dell’impresa nel sistema di mercato

Consiste:

  • Nella produzione di beni e servizi [utili], destinati allo scambio
  • Nella formazione di adeguate opportunità di impiego per le risorse del sistema

Creazione di valore

Essa si concretizza nella creazione di valore in condizioni di economicità.

  • Il valore creato dall’impresa è l’utilità che il mercato riconosce ai beni e servizi da essa prodotti, pagando un prezzo per poterne disporre.

Q x P = valore creato.

Valore di scambio

N.B. P è il prezzo al quale un bene o un servizio può essere acquistato o venduto sul mercato: valore di scambio.

Le determinanti del valore di scambio

Bisogni, reddito, valore d’uso, capacità di spesa, domanda, valore di scambio, offerta, marketing e progettazione, tecnologia e organizzazione-gestione della produzione.

Valore d’uso

N.B. Il valore d’uso è l’utilità procurata ad una persona dalla disponibilità di un bene o di un servizio [è un apprezzamento soggettivo].

Campo di variabilità del valore di scambio

Valore d’uso

Valore di scambio

Costo di produzione

Economicità

L’economicità è la condizione che contraddistingue il processo di creazione del valore quando:

KM1 > KM0

[Q x P] [Σ q x p]

[Valore creato] [Valore consumato]

N.B.

Se KM1 > KM0:

  • Il capitale investito dall’imprenditore cresce [c’è un utile].
  • La ricchezza nel sistema economico cresce.
  • La produzione prosegue.

Se KM1 < KM0:

  • Il capitale investito dall’imprenditore diminuisce [c’è una perdita].
  • La ricchezza nel sistema economico diminuisce.
  • La produzione cessa.

Il processo di creazione del valore

KM0 = 100

  • Acquisizione dei fattori produttivi [investimento del KM]
  • Trasformazione dei fattori produttivi in prodotti
  • Vendita dei prodotti [realizzo del KM]

KM1 = 120 / 80

N.B.

Attraverso P e p il mercato determina la convenienza delle attività produttive.

È importante che le convenienze di mercato non siano artificiose (per es., per posizioni di monopolio).

Occorre assicurare il buon funzionamento del mercato nel distinguere le attività produttive che creano ricchezza da quelle che la distruggono.

Le operazioni di gestione

Riguardano:

  1. L’acquisizione di capitale monetario [operazioni di finanziamento]
  2. L’acquisizione dei fattori produttivi [operazioni di investimento]
  3. La trasformazione tecnico-economica
  4. La vendita dei prodotti [operazioni di realizzo]
  5. [Il rimborso del capitale monetario]

N.B. 3) Gestione interna.

2) e 4) Gestione esterna [transazioni di scambio di fattori e prodotti].

1) e 5) Gestione esterna [transazioni di scambio di capitale monetario].

Operazioni di finanziamento

Sono le operazioni con cui si acquisisce dall’esterno il KM necessario ad alimentare la gestione.

Il KM può essere conferito all’impresa:

  • A titolo di partecipazione alla proprietà
  • A titolo di concessione di credito
  • Con attese o diritti diversi in tema di remunerazione e restituzione

Capitale di rischio e capitale di credito

Capitale col vincolo del pieno rischio [capitale di rischio].

Capitale col vincolo del rischio limitato [capitale di credito].

N.B. I titolari possono conferire capitale all’impresa anche sotto forma di beni.

Finanziamento

Da imprenditore e soci; da istituti di credito e risparmiatori.

Capitale di rischio e capitale di credito.

Il capitale di rischio è remunerato [in via residuale] con gli utili.

Il capitale di credito è remunerato con gli interessi.

I = f [Q; i; t]

Il capitale di rischio è rimborsato in sede di liquidazione.

Il capitale di credito è rimborsato alle scadenze pattuite.

Finanziamento, rimborso e remunerazione

  • Il finanziamento dà luogo a entrate monetarie e attese di remunerazione.
  • Il rimborso e la remunerazione danno luogo a uscite monetarie e cessazione di attese e diritti.

Finanziatori

Attese e diritti del capitale di rischio; per rimborso di prestiti; attese e diritti di credito; per remunerazione: utili e interessi.

Operazioni di investimento

Il KM [fattore produttivo generico] è trasformato attraverso gli acquisti in fattori produttivi specifici, [di natura sia materiale che immateriale]:

  • Immobili: uffici per ospitare uomini, fabbriche, magazzini
  • Beni strumentali: macchine, sistemi informatici
  • Brevetti
  • Materiali (da trasformare)
  • Materiali di consumo (ausiliari)
  • Merci (da rivendere)
  • Servizi (avanzati)
  • Lavoro (qualificato)

I fattori produttivi specifici

I fattori produttivi specifici possono essere:

  • A fecondità ripetuta [strutturali]: utilizzo graduale durante la vita utile; parziale nel ciclo/periodo.
  • A fecondità semplice [correnti]: utilizzo totale nel ciclo/periodo.

Modalità di pagamento

  • A pagamento anticipato [anticipati]: c’è accumulo di scorte, sotto forma di beni strumentali, materie, prodotti, merci, materiali di consumo e diritti a godere di servizi.
  • A pagamento posticipato [posticipati]: non c’è accumulo di scorte.

Costi pluriennali e costi di periodo

I costi di acquisto dei F.F.R. sono costi pluriennali, sostenuti per avere la disponibilità di un fattore durevole, che concorre alla produzione per più anni.

I costi di acquisto dei F.F.S. sono costi di periodo, sostenuti per avere la disponibilità di fattori utilizzati per la produzione del periodo.

N.B. La disponibilità di F.F.R. può essere acquisita sostenendo costi di periodo, attraverso contratti di:

  • Affitto
  • Leasing
  • Licenza di utilizzo

L’investimento

L’investimento dà luogo a:

  • Input di fattori [beni, servizi, lavoro]
  • Uscite monetarie

U

Fornitori fattori gestione.

N.B. Le uscite monetarie esprimono/misurano il costo di acquisizione dei fattori produttivi q x p.

Dilazioni di pagamento

In caso di dilazioni di pagamento l’investimento dà luogo a:

  • Input di fattori
  • Sorgere di un debito di funzionamento

Successivamente, al saldo, si hanno:

  • Uscite monetarie
  • Cessazione del debito di funzionamento

+ Debiti di funz.

Fornitori fattori gestione.

U

Fornitori - debiti di funz. gestione.

N.B. In questo caso, sono i debiti di funzionamento che esprimono/misurano il costo di acquisizione dei fattori.

Modalità di remunerazione dei portatori dei fattori produttivi

[Generici e specifici]

Ci sono fattori:

  • A remunerazione contrattuale: il compenso ai portatori è pattuito in anticipo; c’è un costo [costo di acquisto].
  • A remunerazione residuale: il compenso ai portatori dipende da quanto residua dai ricavi dopo aver coperto tutti i costi; c’è partecipazione agli utili.

Entità della remunerazione dei fattori produttivi

Ci sono fattori remunerati:

  • Ad un prezzo di mercato: beni e servizi correnti.
  • Ad un prezzo contrattato collettivamente/individualmente: lavoro.
  • Ad un prezzo “congruo”: beni e servizi critici e rari, personale qualificato, capitale di rischio.

La remunerazione del lavoro

Ha contenuti:

  • Economici: retribuzione contrattuale, incentivi, sistemi retributivi equi, competitivi, incentivanti.
  • Extraeconomici: clima organizzativo, prospettive di carriera, soddisfazione, motivazione.

La remunerazione del capitale di rischio

  • Ha carattere residuale e si realizza, in forma diretta, attraverso la distribuzione di utili.
  • Ma si realizza anche in forma indiretta, grazie al maggior valore della quota di proprietà dovuto al reinvestimento di utili e al miglioramento delle prospettive di redditività.

Redditività reale

L’impresa deve essere competitiva nell’acquisizione dei fattori produttivi [generici e specifici].

Acquisire prima e a condizioni migliori i fattori offerti sui mercati di fornitura:

  • Dei capitali
  • Dei beni e servizi
  • Del lavoro

Operazioni di trasformazione

Riguardano la trasformazione tecnico-economica dei fattori produttivi specifici in prodotti.

L’attività produttiva dell’impresa non è necessariamente produzione in senso fisico.

È sempre produzione in senso economico.

È produzione per il mercato, ma può anche essere produzione per uso interno:

  • Di beni materiali
  • Di risorse immateriali

Cessione di valore

Dai fattori produttivi ai prodotti.

Trasformazione F.F.S. e F.F.R.

Cessione immediata e totale di valore al prodotto; cessione graduale e parziale di valore al prodotto.

Costo di utilizzazione dei fattori produttivi specifici.

>

<

Valore della produzione.

Cessione di valore: fattori e prodotti

  • Dai fattori a fecondità semplice ai prodotti:

- Lavoro 50

- Materiali 75

Valore fattori 125

Valore prodotti 150

  • Dai fattori a fecondità semplice e ripetuta ai prodotti:

[N.B. Si usa un impianto avente costo d’acquisto 100 e durata pari a 4 cicli]

1° ciclo 2° 3° 4°

- Lavoro 50 50 50 50

- Materiali 50 50 50 50

- Impianto 25 25 25 25

Valore 125 125 125 125

Fattori

Valore prodotti 150 150 150 150

Operazioni di realizzo

  • Il realizzo [ritorno del capitale investito in forma liquida] può essere diretto o indiretto.
  • Il realizzo dà luogo a entrate monetarie e output di prodotti [beni o servizi].

Prodotti e clienti.

Gestione.

N.B. Le entrate monetarie esprimono/misurano i ricavi di vendita dei prodotti dell’impresa Q x P.

Dilazioni di pagamento nelle vendite

In caso di dilazioni di pagamento le operazioni di vendita danno luogo a:

  • Output di prodotti
  • Sorgere di crediti di funzionamento

Il saldo dà luogo a:

  • Entrate monetarie
  • Venir meno dei crediti di funzionamento

+ Crediti clienti di funz.

Prodotti e clienti.

Gestione.

N.B. In questo caso, sono i crediti di funzionamento che esprimono/misurano i ricavi di vendita.

N.B. Crediti di funzionamento, crediti di finanziamento.

Competitività nella vendita dei prodotti

N.B. L’impresa deve essere competitiva nella vendita dei prodotti.

Vendere:

  • Prima dei concorrenti
  • Meglio, avendo costi minori e migliore qualità dei prodotti

Realizzo del capitale investito e rischio

L’impresa investe KMt-1 contando che KMt > KMt-1 [utile].

Tuttavia, l’impresa decide oggi:

  • Sostenendo costi di struttura certi per operare domani
  • Sostenendo costi correnti e conseguendo ricavi incerti

Infatti i costi correnti e i ricavi dipendono da:

  • Domanda di prodotti
  • Offerta di fattori
  • Condizioni operative
  • Tecnologie
  • Concorrenza
  • Norme di riferimento
  • Fenomeni naturali

Il rischio

Consiste nel possibile manifestarsi di fenomeni che possono determinare:

  • Nelle condizioni operative variazioni nei costi e nei ricavi
  • Nei livelli di redditività

Peggiorando o rendendo negativi i risultati economici dell’impresa.

N.B. Il rischio è una condizione ineliminabile nella vita dell’impresa.

Classificazione dei rischi

I rischi si possono classificare:

  • In base alle determinanti:
  • Rischi economici
  • Rischi extra-economici
  • In base alla specificità:
  • Rischio economico generale
  • Rischi particolari
  • In base ai soggetti su cui ricadono:
  • Rischi patrimoniali
  • Di reddito
  • Di capitale
  • Rischi extra-patrimoniali

La gestione del rischio: come limitarlo

  • Con previsioni più affidabili
  • Rafforzando i punti di forza dell’impresa
  • Selezionando business, aree operative, clienti
  • Differenziando business, aree operative, clienti
  • Condividendo iniziative e investimenti con altre imprese
  • Aumentando la flessibilità delle risorse
  • Computando il rischio nella valutazione degli investimenti e dei calcoli di convenienza

Fonti di finanziamento

  • Di capitale proprio apportati dall’imprenditore o dai soci
  • Di capitale di terzi derivanti da prestiti ottenuti da soggetti terzi rispetto all’impresa

Tipi di imprese

  • Individuale: vi è un solo proprietario-imprenditore che apporta tutto il capitale proprio.
  • Collettiva: si chiama società e può essere una società di persone o di capitali.

Società di persone

  • Società in nome collettivo (SNC)
  • Società in accomandita semplice (SAS)
  • Vi sono più imprenditori-proprietari che apportano il capitale proprio, ciascuno secondo una quota del capitale sociale.
  • Per le obbligazioni sociali rispondono illimitatamente con il loro patrimonio.

Società di capitali

  • Società per azioni (SPA)
  • Società in accomandita per azioni (SAPA)
  • Società a responsabilità limitata (SRL)
  • Hanno personalità giuridica, quindi sono entità giuridicamente distinte rispetto ai soci.
  • Rispondono esse stesse per le obbligazioni sociali, limitatamente al capitale conferito.
  • Vi è separazione tra il patrimonio della società e quello dei soci.

Azioni

  • Sono quote rappresentative del capitale proprio della società.
  • Attribuiscono al proprietario dell’azione la qualifica di socio o azionista.
  • Sono trasferibili mediante la vendita.
  • Il trasferimento dell’azione comporta anche il trasferimento dei diritti in essa incorporati.

Diritti attribuiti dall’azione

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Sintesi

Appunti di economia generale

Si ha notizia dei primi contabili in tempi antichi: in Egitto c'era lo scriba, in Grecia il logista e a Roma il rationale. La teoria, poi, aveva padri illustri: Socrate, Platone e Aristotele.

Nel Medioevo si ha una prima formalizzazione, soprattutto in termini matematici, della ragioneria, principalmente tramite Leonardo Fibonacci e Fra' Luca Pacioli. Fibonacci nel 1202 scrive i Liber Abaci, in cui presenta i calcoli da utilizzare nelle trattative commerciali; tra l'altro propone l'uso dei numeri arabi in luogo di quelli romani.

Pacioli nel 1494 pubblica il Tractatus de computis et scripturis, in cui viene presentato per la prima volta il concetto di partita doppia e quindi: dare e avere, bilancio, inventario, che poi si diffuse per tutta l'Europa col nome di metodo veneziano, perché usato dai mercanti di Venezia.

Il negoziante di Giovanni Domenico Peri, del 1707, è considerato il primo manuale di economia aziendale.[1]

Nell'Ottocento avviene l'introduzione del concetto di scienza economica, ad opera di Francesco Villa, ma con l'avvento dell'Unità d'Italia l'evoluzione della disciplina subisce un brusco arresto e prendono piede le teorie dell'allora ragioniere generale dello Stato, Giuseppe Cerboni.

Secondo Villa l'amministrazione aziendale è una scienza, di base economica, che studia la gestione e l'organizzazione aziendale, oltre ad incorporare la ragioneria. Cerboni fonda la logismografia basata sulla teoria dei conti aperti alle persone.

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