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Economia e tecnica bancaria

A seguito delle crisi finanziarie del 2007 e del 2010 l’obbiettivo principe del G20 è stato quello di procedere a una profonda rivisitazione della regolamentazione internazionale che fosse garante della stabilità complessiva del sistema finanziario mondiale. Per questo si è andata a rafforzare la governance dei mercati finanziari, il presidio dei rischi di natura sistemica, il controllo del rischio comune nato dalle numerose interconnessioni tra gli intermediari.

Risposta istituzionale e implementazione europea

Sul piano istituzionale europeo una prima risposta è stata fornita tramite forme di collaborazione più intense tra Autorità di vigilanza in più Paesi → creazione del SEVIF, Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria per il coordinamento delle politiche di vigilanza sulle diverse tipologie di operatori del sistema finanziario. L’EBA, Autorità Bancaria Europea, promuove una maggiore omogeneità delle azioni di vigilanza delle competenti Authority dei singoli paesi. La normativa dell’attuale architettura di vigilanza europea è Basilea 3.

Sistema finanziario e ruolo della banca

Il sistema finanziario è un’infrastruttura decisiva e cruciale nello sviluppo dell’economia globale ed è un sistema articolato e integrato di strumenti e mercati, di intermediari e autorità di controllo in un dato luogo e in un certo momento. La banca è uno di questi intermediari, che si trovano tra le unità in surplus (famiglie) e quelle in deficit (imprese e settore pubblico) poiché in un certo modo svolgono un ruolo di mediazione (non pura), intermediazione fra i soggetti → le famiglie cedono i risparmi agli intermediari che poi vanno a finanziare soggetti in deficit, domandano cioè risorse finanziarie.

Elementi strutturali del sistema finanziario

  • Intermediari finanziari
  • Autorità di vigilanza
  • Strumenti finanziari
  • Mercati regolamentati
  • Infrastrutture a supporto della circolazione delle attività finanziarie, garanti dell’efficienza complessiva del sistema, quali il sistema dei pagamenti e le reti tecnologiche a supporto degli scambi di valori mobiliari e dei diritti relativi.

Funzioni del sistema finanziario

Che funzioni svolge il sistema finanziario? = infrastruttura dedicata al soddisfacimento dei bisogni finanziari delle unità operanti nel sistema economico.

Funzione creditizia o di allocazione delle risorse

Trasferimento delle unità in surplus a quelle in deficit:

  • Circuito diretto: i fondi sono trasferiti direttamente, quindi il risparmiatore cede le risorse
  • Circuito indiretto o intermediato → ruolo di mediazione, non pura, svolta specificatamente dalla banca. Questo tipo di circuito è maggiormente usato nel sistema finanziario domestico e risulta fondamentale per lo sviluppo dell’economia globale a causa dell’imperfezione del circuito diretto, dovuta a:
    • Diversa sensazione di rischio → è difficile che il risparmiatore riesca a valutare oggettivamente il rischio di credito.
    • Asimmetrie informative circa le conseguenze finanziarie espresse in contropartita che comportano difetto di accordo in relazione a condizioni contrattuali da riconoscere sui capitali offerti e domandati, tempi e modalità di restituzione e prezzo negoziato.
    • Dimensione contenuta degli avanzi finanziari delle unità in surplus che non conoscono una idonea diversificazione quantitativa e settoriale dell’investimento.
    • L’intermediario, in virtù della delega della collettività, è garante dell’efficienza allocativa delle risorse.

Tutte queste imperfezioni vanno a giustificare la presenza dell’intermediario. La banca infatti nell’acquisire le risorse effettua trasformazioni, assumendosi il rischio, facendo sì che il risparmiatore sia al riparo e ha accesso a canali preferenziali per valutare l’insolvibilità del debito. Consente di ridurre le inefficienze del mercato, contraddistinto da incompletezza e imperfezioni (la prima rientra nelle seconde) facendo riferimento alla possibilità di realizzare volumi di scambi non in grado di soddisfare in toto le richieste di finanziamento e investimento.

Funzione monetaria

Strettamente collegata alla funzione creditizia c’è la funzione monetaria, che consiste nell’offerta di strumenti di pagamenti e regolamento degli scambi alternativi alla moneta legale allo scopo di conseguire un efficace funzionamento del sistema dei pagamenti e, tramite esso, di quello economico. La crescente specializzazione degli scambi ha indotto l’adeguamento nel tempo degli strumenti monetari mediante cui regolare le transazioni commerciali → ridurre il costo e dare maggior sicurezza al regolamento. Esiste oggi una vasta gamma di strumenti di pagamento alternativi, pur essendoci ancora una posizione dominante degli istituti tradizionali.

Gestione del rischio

Gestione del rischio derivante sia dalla gestione finanziaria che da quella speculativa. Alcune operazioni legate a quest’ambito sono: assicurazioni sul credito, oppure per operazioni di natura speculativa posso utilizzare i derivati finanziari → strumenti di copertura. Gli strumenti assicurativi consentono la negoziazione dei rischi “puri”, ovvero quelli che comportano perdite o danni e mai effetti positivi, si trasferisce il rischio ad un intermediario. I derivati sono contratti volti a tutelare gli operatori dal rischio connesso all’andamento futuro di grandezze finanziarie, come il cambio delle valute e i tassi d’interesse. Sono, in pratica, contratti a termine in cui le prestazioni sono differite rispetto al momento della stipula del contratto.

Funzione di trasmissione della politica monetaria

La moneta e il credito influenzano in modo notevole le decisioni di spesa e di risparmio e vanno ad impattare anche sul prodotto interno lordo e sul reddito nazionale lordo → inflazioni e prezzi → moneta e credito influenzano le politiche dell’economia reale. Questi processi sono governati dalla BCE, determinando un impatto sulla liquidità del sistema e sulle decisioni di finanziamento e spesa. Questa funzione poi è svolta dal sistema finanziario.

Intermediari finanziari

  • Società di leasing finanziario: il leasing è il contratto con cui il locatore concede al locatario il godimento del bene per un tempo determinato con facoltà per quest’ultimo di acquistare la proprietà del bene al termine del contratto a condizioni date.
  • Società di factoring: contratto di cessione, pro-soluto (rischio al cessionario) o pro-solvendo (rischio al cedente) di crediti commerciali per fini gestionali e incasso, con possibilità di erogare un prestito.
  • Credito al consumo: credito alle famiglie per scopi personali collegati al consumo di beni e servizi (la banca non ha il primato nel settore).
  • Banche svolgono l’attività bancaria = raccolta del risparmio tra il pubblico (sotto forma di fondo rimborsabile) ed esercizio del credito, è in grado di svolgere anche attività finanziaria, ovvero negoziazione di valori mobiliari (attività facoltativa). Nella teoria dell’intermediazione finanziaria l’esistenza delle banche è giustificata dalla loro superiore capacità e convenienza nello svolgere attività di selection e monitoring, ma la loro ragion d’essere non si esaurisce nello sfruttamento di economie di scala ma si individua anche una maggior capacità di diversificazione del portafoglio. Inoltre risolvono il problema della presenza di asimmetrie informative, la difficoltà nella valutazione del credito e la risposta a fenomeni di moral hazard, nati dal possesso di private information da parte del prenditore di fondi. È l’unico intermediario capace di organizzare un’offerta completa di servizi e prodotti finanziari, potendo abbracciare, in funzione delle scelte gestionali del manager, sia la tradizionale attività di raccolta del risparmio e concessione del credito (asset trasfromer) sia l’attività di investimento e gestione dei servizi di pagamento (asset broker).
  • Società finanziarie servizi di risparmio del credito o di investimento (fanno o una o l’altra attività).
  • SIM → società di intermediazione mobiliare, introdotte nel Gennaio del 1991 → istituisce le SIM, attribuendo alle banche la possibilità di svolgere anche l’attività finanziaria, ma le SIM possono negoziare i titoli per conto proprio o di terzi, gestione individuale di risparmio in un’ottica di massimizzazione del rendimento. Le leggi successive hanno dato maggiore aperture alle attività delle banche, che adesso possono fare le stesse attività delle SIM (queste ultime sono maggiormente specializzate).
  • SGR società di gestione del risparmio → possono essere gestioni individuali o collettive, quest’ultima si esplicita tramite un fondo comune dall’obbiettivo di massimizzazione del rendimento. Le tipologie di fondi gestiti sono:
    • Fondi comuni di investimento immobiliare: investimenti in beni immobiliari e partecipazioni in società immobiliari, possono essere anche “chiusi” se i partecipanti possono chiedere il rimborso delle quote solo a scadenze predeterminate.
    • Fondi comuni di investimento mobiliare aperti: dove i partecipanti hanno il diritto di chiedere il rimborso della quota, al valore di mercato, conformemente alle regole di funzionamento del fondo.
    • Fondi comuni di investimento chiusi, che investono in strumenti finanziari non quotati in misura superiore al 10% del patrimonio e in crediti.
    • Fondi comuni speculativi, non sottoposti a vincoli se non limitazioni al numero dei partecipanti e alla sottoscrizione iniziale (limite minimo 500.000).
  • SICAV società di investimento a capitale variabile → acquisiscono risorse sotto forme di capitale sociale per poi investirlo in strumenti che garantiscono un’elevata profittabilità, quindi se acquisto quote di una SICAV divento socio della società. Mentre nelle SGR quando acquisto delle quote del fondo io sono considerato investitore e non socio. Se un fondo comune è aperto significa che posso uscire in qualunque momento, se invece il fondo è chiuso per uscirne devo rispettare un regolamento precedentemente firmato e concordato.
  • Confidi = Consorzi di garanzia collettiva, a natura cooperativa o consortile che rilasciano garanzie collettive a fronte di finanziamenti erogati ad imprese socie o consorziate al fine di ridurre sia i costi di informazione sia i rischi di insolvenza.
  • Finanziarie di partecipazione, società di merchant banking e di venture capital → nella prima tipologia si interviene sul capitale proprio delle imprese del settore finanziario, per tutte le altre si interviene nel settore industriale. In quest’ultimo caso la società è detta venture capital nel momento in cui ha un alto potenziale di crescita e innovazione. Nel nostro paese questo tipo di investimento è abbastanza indietro per diverse motivazioni strutturali.
  • Fondi comuni di investimento che possono essere immobiliari o mobiliari.
  • Società assicurative contro la manifestazione di eventi negativi, si aprono su rami vita, previdenziali e danni. Previa raccolta di contributi chiamati premio, si impegnano a risarcire l’assicurato colpito dall’evento dannoso. I premi percepiti vengono investiti per ottenere un rendimento (titoli pubblici, di cui a maggioranza BTP e CCT). Queste compagnie si prestano ad una classificazione in base alla tipologia di rischio assunto per conto di terzi, si parla infatti di assicurazioni danni o vita.
  • Fondi pensione, ad oggi molto in voga, sono riconducibili a due tipologie: prestazioni di fondi negoziali, istituiti per singola azienda o gruppo di aziende, per categorie di lavoratori o comparto di riferimento, oppure fondi aperti che sono istituiti da banche, assicurazioni, SGR o SIM e non prevedono vincoli di appartenenza.
  • Sistema postale che nella maggior parte dei paesi europei rappresenta un rilevante canale di intermediazione in virtù della sempre maggior capillarità dei canali distributivi. La sua attività tipica è l’offerta di pagamento e di operazioni di raccolta fondi per alimentare le operazioni di finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti.
  • IMEL Istituti di Moneta Elettronica → ai quali, insieme alle banche, è riservata l’attività di emissione di moneta elettronica. Sono sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e non possono concedere credito ai clienti.
  • Istituti di pagamento → introdotti dal D.lgs n. 11/2011 come intermediari, congiuntamente alla banche e agli IMEL, e operano attraverso servizi di pagamento e concessione di crediti.

Infine bisogna ricordare la figura degli investitori istituzionali che investono il patrimonio di unità in avanzo. La qualifica di investitore istituzionale deriva dalla gestione finanziaria delle risorse raccolte: OICR → fondi comuni di investimento mobiliare aperto e chiuso, SICAV, fondi speculativi, fondi pensione, GPM Gestione patrimoniale in valori mobiliari e Compagnie di assicurazione.

Autorità di controllo e vigilanza

Le autorità di controllo nazionali operano secondo le regole e i codici sovranazionali, nel nostro caso Europei. È importante controllare il sistema finanziario perché la componente finanziaria è l’aspetto monetario dell’economia globale, la moneta circola secondo delle regole indirizzate al perseguimento di obiettivi monetari e finanziari. Serve una canalizzazione della liquidità per il raggiungimento di obbiettivi. Un altro fattore importante per garantire il controllo del sistema è la tutela del risparmiatore e del risparmio stesso. Inoltre è importante contenere le esternalità negative, date a effetti, impatti negativi che vanno impediti il più possibile, cercando di isolare effetti di operazioni borderline possibili in sistemi come quelli dei paradisi fiscali che potrebbero portare a shock di sistema. In ultimo il controllo è necessario perché c’è la possibilità per le autorità di accedere a canali privilegiati che portino a conoscenza di fattori decisivi prima che si possano verificare delle manifestazioni di shock di mercato e quindi crisi sistemiche.

Obiettivi delle autorità di controllo

  • Di politica monetaria → la moneta è cinghia di trasmissione del sistema finanziario.
  • Di regolamentazione e vigilanza → gli intermediari devono operare secondo regole ben definite, cercando di evitare impatti negativi sulle aspettative degli investitori.

Le autorità di controllo nazionali creditizie/del sistema finanziario nazionale → non è detto che non abbiano sovrapposizione nello svolgimento dei loro compiti pur avendo poteri regolamentari e ispettivi differenti → problematica del sistema di controllo, specificatamente per il sistema italiano. Non hanno potere sugli intermediari creditizi, se non in modo indiretto.

Principali autorità di vigilanza

Banca d’Italia → autorità creditizia con poteri. La Banca d’Italia rende operativo quello che viene deciso dal CICR, agendo come un suo braccio operativo, esercitando un potere di controllo sugli intermediari finanziari creditizi, tipicamente le banche, regolamentari, informativi e ispettivi; i cui obbiettivi sono finalizzati all’ottenimento di obbiettivi di stabilità e concorrenza leale. Questo comporta che la BI può richiedere informazioni in ogni momento; bilanci annuali come note infra annuali, inoltre il controllo passa anche attraverso una vigilanza con servizi di ispezione nelle banche. Avere istituzioni stabili porta ad un sistema anch’esso stabile, ed è proprio questo l’obbiettivo di quest’istituzione (stabilità di sistema).

CONSOB Commissione nazionale per le società e la borsa: controlla gli strumenti e le operazioni del funzionamento della borsa. Istituita come amministrazione di Stato è anche un’Autorità indipendente con personalità giuridica e autonomia organizzativa e funzionale → disciplina i propri comportamenti e il suo funzionamento e adempie ai compiti affidatile dallo Stato. Ha poteri di controllo sui prodotti finanziari, sugli intermediari e sui mercati. Sugli intermediari assicurativi ha poteri regolamentari (volti a disciplinare l’attività mobiliare → disciplina la prestazione dei servizi di investimento, tutta quell’attività che fa riferimento alla gestione del risparmio, offerta di pubblico acquisto e attività anti riciclaggio e anti terrorismo). Inoltre può avere poteri informativi, ispettivi di vigilanza e controllo. Rientrano nelle sue possibilità l’accertamento e la sanzione dei soggetti vigilati, direttamente o tramite proposta al MEF.

IVASS Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni → ha acquisito tutti i poteri del precedente ISVA, integrandosi con la BI per una maggior integrazione nella vigilanza assicurativa. L’obbiettivo che si pone è quello di controllare l’attività degli intermediari assicurativi per la tutela degli assicurati e degli aventi diritto, in nome di un’attività chiara e legittima, per un funzionamento stabile e competitivo del sistema assicurativo. È in grado di approvare l’attività assicurativa delle imprese, iscrivendole prima ad un albo ed in seguito ad un registro per gli intermediari assicurativi. Può effettuare controlli sull’intero processo produttivo dell’attività assicurativa e inoltre emana, là dove necessario, una normativa, sotto forma di circolari e regolamenti, disciplinando il mercato interno → obbiettivo: controllo.

COVIP Commissione di vigilanza su fondi pensione → esercita il controllo e la vigilanza sui Fondi pensione.

AGCM → Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, istituita nel 1990 con l’obbiettivo di regolamentare e controllare l’accesso al mercato, in nome della libertà d’impresa e di garantire la tutela del risparmio. È stata istituita nel 1990 con la legge 287. Vigila per evitare posizioni dominanti e situazioni che portino alla loro creazione, garantendo la parità concorrenziale e intervenendo sui conflitti di interesse, segnalando a Parlamento e Governo, per i quali svolge anche un ruolo consultivo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pisa.economia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e tecnica bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bruno Elena.
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