Estratto del documento

Impresa pagine 35-42

L’impresa è un’organizzazione stabile di persone e mezzi in cui vengono svolti processi di produzione di beni o servizi da scambiare con entità esterne, al fine della produzione di ricchezza.

Spiegazione

  • Organizzazione: insieme di parti tra loro interconnesse, in relazione e coordinate. Ogni impresa è un’organizzazione, ma non tutte le organizzazioni sono imprese, ad esempio una squadra di calcio, partito politico, …
  • Stabile: attitudine morfogenetica, che fa parte della sua natura, a rigenerarsi, ovvero teoricamente l’impresa ha le caratteristiche per durare all’infinito, non si lega necessariamente alle persone che l’ha fondata, in quanto ha all’interno meccanismi in grado di essere autonomi e indipendenti. La capacità di rigenerarsi permette di applicare la metafora di un sistema vitale.

Realtà imprese

  • Mortalità infantile: in Italia il 25% delle imprese muore entro i primi 2 anni di età, quelle che non riescono a superare i 5 anni sono quasi la metà. In realtà si tratta di imprese-non imprese in quanto non possiedono un progetto vero sottostante, oppure alcune di esse sono guidate da strategie try and see, d’imitazione.
  • Possibilità di fallimento del primo passaggio generazionale fino al 70%.
  • Imprese ultracentenarie, con almeno 100 anni di vita, in Italia. Oggi in Italia le imprese sono circa 4 milioni, quelle ultracentenarie sono del 0,015%. Due club di imprese:
    • Les Henokiens: club di origine francese ma presente anche in Italia. Il nome deriva da Henok, nome biblico. Sono imprese familiari, si tratta di un club molto esclusivo.
    • Unione imprese storiche italiane: molte imprese che facevano parte delle Les Henokiens fondarono il loro club.
  • Persone e mezzi: entrambi sono importanti, ma le persone lo sono di più in quanto sono entità uniche che non sono replicabili e dunque inimitabili. A parità di risorse disponibili, la competitività si regge maggiormente sulle persone.
  • Processi di produzione: parte da un input, materia prima, per arrivare alla realizzazione di un output, bene o servizio.

Prodotto

  • Finito: deriva dalla trasformazione di materie prime, ma può essere utilizzato per la realizzazione di un altro prodotto, oggetto di riutilizzo. Ad esempio il tessuto, il tacco.
  • Finale: pronto, disponibile immediatamente per il consumo del destinatario finale. Ad esempio la camicia, la scarpa. Tutti i prodotti finali sono prodotti finiti, ma non il contrario.

Strettamente legato alla differenza tra prodotto finito e finale, si possono distinguere:

  • Cliente: acquirenti di un prodotto di un'impresa.
  • Consumatore: chi acquista e consuma il prodotto finale.

Altra distinzione può essere:

  • B2B: processi produttivi che sono rivolti ad altre imprese come clienti, sigla di Business to business.
  • B2C: sigla Business to consumer.

Altra distinzione della produzione di un prodotto può essere:

  • Artigianale: realizzazione più accurata e personalizzata.
  • Industriale: realizzazione in serie.

Altra differenza, produzione:

  • Interna: il processo produttivo può essere realizzato interamente all'interno di un’impresa.
  • Esterna: una parte o quasi la totalità della produzione di un prodotto è affidato ad un soggetto esterno.
  • Beni: caratteristica di percezione attraverso i cinque sensi, tangibilità, che permette di distinguere beni e servizi. Il bene viene prodotto in un luogo e tempo diverso e distante rispetto a quello in cui viene consumato.
  • Servizi: caratteristica di essere intangibile, ma legato a forti elementi di materialità. Un altro elemento di distinzione è che il servizio viene consumato nello stesso momento in cui viene prodotto. Inoltre, il cliente è coinvolto in prima persona e talmente fondamentale che condiziona la qualità del servizio, prosumer: producer + consumer. Ad esempio consumazione al ristorante, taglio di capelli, lezione universitaria.
  • Scambio: lo scambio avviene quanto esiste una convenienza reciproca tra impresa e cliente. L’insieme dei clienti/acquirenti forma il mercato, per l’economia e gestione delle imprese.

Il mercato può essere:

  • Di primo livello: tutta la distribuzione commerciale, supermercati, librerie, …
  • Di secondo livello.

Fino a poco tempo fa tale distinzione non esisteva, perché il distributore era semplicemente un intermediario, ora invece il distributore ha assunto dimensioni sempre più grandi, GDO: grande distribuzione organizzata. Essa ha assunto poteri nei confronti dei produttori, non è più un semplice intermediario, ma ha un potere contrattuale forte.

Il concetto di scambio non è parte esclusiva della natura dell’impresa, ci sono anche altre organizzazioni che fanno scambi, ma non sono imprese.

  • Produzione di ricchezza: è una caratteristica esclusiva dell’impresa. Permette di identificare l’impresa come un’azienda di produzione, il cui obiettivo è l’eccedenza dei ricavi sui costi.

Tipi di impresa pp. 42-52

Le imprese sono variamente classificate in relazione ad una molteplicità di fattori. I criteri di distinzione possibili si basano su:

  1. Natura della proprietà.
  2. Tipo di prodotto.
  3. Dimensioni.
  4. Modalità del processo produttivo.
  5. Forma giuridica.
  6. Tipo di organizzazione.

1. Natura della proprietà

Secondo il criterio della natura della proprietà, la distinzione avviene per cambiamento del soggetto economico.

  • Privata, proprietà privata: la proprietà è di uno o più soggetti privati; il fine è il profitto.
  • Pubblica, proprietà pubblica: la proprietà è dello Stato o di altre strutture pubbliche; la finalità è la socialità, ma comunque esiste un vincolo di economicità, almeno il pareggio tra ricavi e costi. Ci sono bisogni, istruzione, sanità, …, che vengono soddisfatti attraverso i servizi pubblici, ma ciò non significa necessariamente che le imprese che forniscono tali servizi siano pubbliche, possono essere anche private. La distinzione tra impresa privata e pubblica non si basa sul tipo di prodotto offerto, ma sulla natura della proprietà.
  • Non profit o terzo settore: rientrano i soggetti giuridici collettivi privati che svolgono attività di utilità sociale volte ad accrescere la qualità della vita delle comunità nelle quali agiscono, forme di volontariato e donazioni. Si possono considerare delle imprese in quanto sono guidate da logiche competitive.

2. Tipo di prodotto e produzione

Secondo il criterio del tipo di prodotto, e produzione, l’impresa può essere:

  • Agricola, settore primario.
  • Manifatturiera, settore secondario.
  • Di servizi, settore terziario.

Distinzione tra terziarizzazione e deindustrializzazione, ovvero fenomeni in atto che stanno interessando l’Italia in particolare.

  • Terziarizzazione: cresce la quota dei servizi rispetto al totale del sistema economico.
  • Deindustrializzazione: la quota dei servizi cresce e quella dell’industria cala sia in valore relativo che assoluto.

Parlando di tipi di prodotto, bisogna distinguere anche tra:

  • Beni, i quali si possono distinguere in:
    • Di consumo: utilizzati direttamente dal consumatore finale.
      • Immediato: fornisce la sua utilità in un unico atto di consumo.
      • Durevole: fornisce la sua utilità in più atti di consumo.
    • Strumentali: produzione di un’altro bene.
      • A fecondità semplice: fornisce la sua utilità in un unico atto.
      • A fecondità ripetuta: fornisce la sua utilità in più atti.
  • Servizi:
    • Alle persone: ad esempio il parrucchiere.
    • Alle organizzazioni: ad esempio l’agenzia pubblicitaria.

3. Dimensioni

Secondo il criterio delle dimensioni, le imprese si distinguono in:

  • Piccole.
  • Medie.
  • Grandi.

In realtà questa distinzione si può basare su diverse variabili:

  • Variabili quantitative, le più semplici da applicare, ma presentano dei limiti, non confrontare imprese di settori diversi e fare attenzione al momento in cui vengono misurati …
    • Economiche: ad esempio fatturato e valore aggiunto.
    • Tecnico-produttive: ad esempio la capacità produttiva, potenziale produttivo, la produzione, ciò che effettivamente si produce, e il numero degli addetti, più facilmente applicabile.
    • Patrimoniali: ad esempio il patrimonio netto e il capitale investito.
  • Variabili qualitative, richiedono un’analisi più approfondita dell’impresa:
    • Tipo di organizzazione:
      • Familiari, spesso sono piccole imprese.
      • Non familiari/manageriali.
    • Potere di mercato: potere che ha un’impresa nei confronti delle altre imprese. Viene misurato da un indicatore chiamato quota di mercato, data dal rapporto tra il fatturato dell’impresa e il fatturato delle imprese concorrenti. Più tale indicatore è elevato, maggiore è la grandezza dell'impresa.

4. Modalità del processo produttivo

Secondo il criterio della modalità del processo produttivo, si distinguono tipi di impresa:

  • Artigianale: l'organizzazione della produzione è per mestieri. Le imprese artigiane propongono al mercato un prodotto unico; di norma sono piccole e labour intensive, cioè con un'alta incidenza del costo del lavoro sui costi totali.
  • Industriale: l'organizzazione della produzione è per fasi specializzate costituite da operazioni standardizzate e ripetitive. Le imprese industriali possiedono di norma dimensioni medio-grandi con prodotti di serie e mostrano una struttura capital intensive, cioè con un peso elevato degli ammortamenti sul totale del costo della produzione.

5. Forma giuridica

Secondo il criterio della forma giuridica, si fa riferimento alla natura della responsabilità di chi avvia l’attività d’impresa nei confronti di terzi. Si distinguono tipi d’impresa:

  • Individuale: il soggetto giuridico, cioè il titolare di diritti e doveri, è una persona fisica. In questo caso, il titolare risponde con i propri beni delle eventuali perdite dell'impresa. Il soggetto giuridico e il soggetto economico corrispondono.
  • Società:
    • Di persone: di cui fanno parte la società semplice, le in nome collettivo e la società in accomandita semplice. È una società formata da più persone. In questi casi, si dice che l'autonomia patrimoniale della società è imperfetta, ovvero salvo per i soci accomandanti della società in accomandita, i soci rispondono dei beni dell'azienda qualora il patrimonio della società fosse insufficiente.
    • Di capitale: di cui fanno parte le società a responsabilità limitata, le società per azioni e la società in accomandita per azioni. Questi tipi di società godono di un'autonomia patrimoniale perfetta, ovvero delle obbligazioni sociali risponde solo il capitale della società, come persona giuridica, la quale è titolare dei diritti e dei doveri dell'impresa. Si ha una separazione tra patrimonio della società e patrimonio dell’imprenditore.
  • Cooperativa: sono una forma societaria con autonomia patrimoniale perfetta con una normativa a loro dedicata in virtù del prevalente scopo mutualistico a favore dei soci che le caratterizza. A prescindere dal numero di quote possedute, ogni individuo ha lo stesso peso nel momento in cui si prendono decisioni.

6. Tipo di organizzazione del processo produttivo

Secondo il criterio del tipo di organizzazione del processo produttivo, si distinguono imprese:

  • Integrata: impresa che svolge tutta la produzione al suo interno.
  • Organizzata a rete/decentrata: impresa che si avvale della collaborazione di altre imprese; vengono affidati esternamente parti o tutta la produzione.

Funzioni dell’impresa

L’impresa è dedicata alla produzione dello scambio e svolge una serie di funzioni nel sistema economico e nella società. Esso aggrega risorse per ottenere prodotti che si dirigono al mercato soddisfacendo i bisogni che lo compongono e che lo portano a generare una domanda da parte di potenziali clienti.

Le imprese sono organizzazioni interconnesse che hanno funzioni economiche e meta-economiche.

Funzioni economiche

  1. Produrre beni o servizi capaci di soddisfare un bisogno e per questa via generare uno scambio.

Lo scopo e ruolo fondamentale dell’impresa nella società è quello di soddisfare i bisogni umani attraverso la produzione di beni e servizi, in modo migliore rispetto a tutte le altre possibili modalità. Proprio per questa sua funzione, l’impresa è detta anche azienda di produzione. Le aziende di produzione sono aziende che soddisfano bisogni presenti nel mercato ottenendo attraverso lo scambio, le risorse che sostengono i processi aziendali.

Oltre alle aziende di produzione, vi sono anche:

  • Aziende composte/miste: aziende che si occupano di soddisfare bisogni pubblici con risorse generate internamente in parte provenienti dal prelievo fiscale e ad esse redistribuite; ad esempio le università e le aziende sanitarie.
  • Aziende di erogazione: aziende che si propongono di soddisfare i bisogni dei partecipanti all’azienda con risorse messe a disposizione dagli stessi o da altri a titolo di donazione; ad esempio la famiglia.
  1. Un’altra funzione economica è quella di distribuire ricchezza assicurando il dovuto corrispettivo a tutti coloro che operano nell’impresa. L’attività d’impresa deve consentire la remunerazione desiderata del capitale investito in relazione al rischio avvertito ed alle aspettative della proprietà.
  2. L'impresa deve produrre un valore capace di remunerare le risorse impiegate e comunque non inferiore alle stesse.

La nascita dell’impresa si basa su:

  • Principio di specializzazione: ogni soggetto si focalizza su un’attività specifica e si rivolge agli altri per ciò di cui ha bisogno. Tale principio è sempre più spinto e i bisogni stessi aumentano sempre di più.
  • Economia di scambio: con lo scambio acquisisce ciò che l’individuo non fa.

Funzioni meta-economiche

Oltre alle funzioni economiche, ci sono le cosiddette funzioni meta-economiche, ovvero che fuoriescono dall'ambito delle funzioni economiche.

Esse sono:

  1. Miglioramento della qualità della vita delle persone.
  2. Applicazione della scienza a fini produttivi: grazie alla scienza un’invenzione si è trasformata in innovazione.
  3. Trasmissione culturale: cultura in senso più ampio, ad esempio il Premio Rolex per le imprese.
  4. Ruolo solidaristico: l’impresa si fa anche carico bisogni della collettività che possono essere sganciati da ciò che produce; aiutare la comunità con il proprio sostegno.

La qualità di un intero sistema economico più o meno ampio e la sua efficienza, capacità di contenere i costi, derivano dalle prestazioni di ogni singola organizzazione, ma anche dalla capacità dell'organizzazione di interconnettersi.

Le funzioni rappresentano l’utilità dell’impresa nella società, ma la loro realizzazione dipende molto dai fini del soggetto che guida l’impresa.

Fini pp.104-111

Le finalità imprenditoriali sono le ragioni che muovono l'imprenditore nelle proprie scelte. È riferimento ad esse che l'impresa muoverà i suoi passi nel confronto competitivo sul mercato.

I fini segnano nel profondo la vita dell'impresa in quanto risultano dall'orientamento culturale di chi guida; normalmente sono espressi in forma qualitative e tracciano il senso del fare dell'impresa nel lungo periodo.

Vocabolario di base

  • Reddito: divario positivo tra il ricavo dei prodotti venduti ed il costo delle risorse impiegate.
    • Costo: rappresenta la quantificazione, il valore, dei fattori produttivi impiegati, ≠ prezzo.
    • Ricavo: rappresenta la quantificazione, il valore, dei prodotti ceduti, ≠ guadagno: entrata al netto dei costi.
  • Redditività: rapporto tra il reddito, flusso, e il capitale investito, fondo.
  • Profitto: quota del reddito che spetta all’imprenditore, è la sua “remunerazione”. Si dice il profitto è una grandezza:
    • Residuale: ciò che rimane all’imprenditore dopo aver remunerato tutti gli altri soggetti che lavorano nell’impresa.
    • Eventuale: potrebbe non restare nulla, oppure essere troppo elevato, sproporzionato.

È il corrispettivo che spetta all’imprenditore per una serie di prerogative:

  • Rischio a fronte dell’apporto di capitale.
  • Creatività e capacità innovativa: è colui che ha l’idea.
  • Organizzazione dei fattori produttivi: si fa carico di tutta l’organizzazione, ad esempio macchinari, …

Le principali teorie riguardanti le finalità imprenditoriali sono:

  • Massimo profitto.
  • Massimo profitto condizionato.
  • Creazione e diffusione di valore economico.
  • Sopravvivenza dell’impresa.
  • Sviluppo dimensionale dell’impresa.
  • Desiderio di autonomia.
  • Leadership competitiva: emergere tra i competitors, riuscire ad acquisire una quota di mercato superiore rispetto alle altre imprese dello stesso settore, potere di mercato.
  • Prestigio sociale: desiderio di consenso, legittimazione da parte della società.
  • Sopravvivenza dell’organismo aziendale: in assenza di questa condizione di base nessuna delle altre finalità potrà essere perseguita. L'imprenditore nelle sue scelte aspira prima di tutto al conseguimento di questa condizione innestando su di essa le altre finalità.

Uno studioso italiano, Sergio Sciarelli, ha sviluppato la teoria delle 3P o del successo sociale.

  1. Profitto.
  2. Potere → leadership competitiva.
  3. Prestigio → prestigio sociale.

L'imprenditore, una volta soddisfatti i bisogni di base, va alla ricerca di altro. Dopo un po’ il profitto non basta più.

Condizioni per la redditività

Le condizioni per la redditività sono

Anteprima
Vedrai una selezione di 19 pagine su 87
Economia e gestione delle imprese Pag. 1 Economia e gestione delle imprese Pag. 2
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 6
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 11
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 16
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 21
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 26
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 31
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 36
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 41
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 46
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 51
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 56
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 61
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 66
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 71
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 76
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 81
Anteprima di 19 pagg. su 87.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e gestione delle imprese Pag. 86
1 su 87
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daisy2002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Giaretta Elena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community