Economia e gestione delle imprese 22/02/2021
Questa materia ha come oggetto di studio le decisioni imprenditoriali per la guida e la continuità dell’impresa, attraverso funzioni tecnico-economiche. Si guarda alle dinamiche evolutive delle imprese e ai processi strategici, oltre che alle condizioni per la nascita di un’impresa.
Impresa come strumento sociale
L'obiettivo principale è quello di approfondire le problematiche relative alla direzione di un’impresa in una prospettiva imprenditoriale, quindi in primo luogo pensare all’azienda come lo strumento fondamentale del tessuto sociale, in quanto strumento nato per soddisfare i bisogni umani migliorandone le condizioni di vita. Opera in un contesto ambientale che sta all’interno di quello economico, sociale, sanitario e incide su quello che posso/non posso fare, influenzando il miglioramento/peggioramento dei vantaggi competitivi.
Ogni variazione implica dei cambiamenti che l’impresa subisce (es. COVID); con questi cambiamenti si aprono delle opportunità/minacce per l’impresa. La nascita dell’impresa è il punto di partenza e da lì si deve capire e poi fare scelte che la facciamo continuare a esistere, lavorare e produrre. Non esiste un’impresa uguale alle altre, sono tutte diverse a livello umano, organizzazione ecc.
Non corrisponde a un ciclo di vita predeterminato come è quello delle persone, è necessario evolversi (soprattutto tecnologicamente per evitare l’obsolescenza).
Soddisfazione dei bisogni
La soddisfazione dei bisogni necessita lo svolgimento di un’attività economica; quella economica è la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi, è il modo in cui si devono usare le risorse per soddisfare dei bisogni. Le risorse sono per definizione scarse in natura mentre i bisogni sono infiniti poiché appena un bisogno viene soddisfatto se ne genera automaticamente un altro (risorse < bisogni).
Le risorse in questa fase possono essere definite come tutti quegli input indifferenziati acquisibili sul mercato che possono essere utilizzati come mezzi per la soddisfazione dei bisogni. Spesso le risorse devono essere combinate tra loro per la soddisfazione dei bisogni, non sempre è sufficiente prenderle singolarmente.
Esempio: ho sete, prendo l’acqua. Voglio imbiancare, l’acqua non soddisfa interamente il mio bisogno quindi la combino con altre risorse così da poter soddisfare il mio bisogno.
La scarsità
La scarsità dipende da due fattori:
- Dal fatto che esse sono destinate a bisogni che tendono a presentarsi in misura illimitata; infatti, una volta soddisfatto un bisogno, ne emerge sempre un altro o addirittura altri. Di conseguenza, pur essendo molte le risorse, a fronte di bisogni illimitati per soddisfare i quali vengono utilizzate, sono considerabili scarse.
- Dal fatto che la stessa risorsa non è destinata esclusivamente a soddisfare un solo tipo di bisogni, bensì è soggetta ad usi alternativi. Quindi, anche ammesso che possa essere sufficiente a soddisfare tutti i portatori di un unico tipo di bisogni, essa potrà essere utilizzata anche per soddisfarne altri e quindi sarà, in ogni caso, scarsa.
Bisogni secondo Maslow, Keynes e Kotler
Queste categorie di bisogni sono sequenziali, cioè si presentano quando è stata soddisfatta quella precedente; ci si rivolge al mercato per soddisfarli.
Altro tipo di approccio ai bisogni è quello di John Maynard Keynes (economista):
- Bisogni assoluti: quelli sentiti a prescindere dalla situazione di altri soggetti (es. ho freddo anche se agli altri può far caldo); facilmente limitati.
- Bisogni relativi: quelli la cui soddisfazione dipende in qualche modo da un confronto con le condizioni di altri soggetti, molto dipende dal carattere della persona (es. moda, telefono nuovo); sono infiniti e determinano la continua nascita di altri bisogni.
Altro approccio ai bisogni è quello di Philip Kotler (è più aziendalista ed infatti è interessato a ciò che le aziende possono fare più che al motivo per cui i bisogni nascono). La valutazione di bisogno che l’impresa adotta poiché è quella che le interessa.
- Bisogno generico: sensazione di mancanza provata rispetto ad una condizione di soddisfazione generale legata alla natura umana (es. quanto starei bene ora al mare). Di per sé la sensazione di mancanza non si traduce in voglia di acquistare, quindi devi ragionare su come trasformarlo in desiderio e poi creare anche la volontà/potere d’acquisto.
- Desiderio: un modo particolarmente chiaro di esplicitare un bisogno. In questa situazione, il soggetto cerca di capire cosa comprare per soddisfare il suo desiderio, ma non è ancora l’azienda non sa per certo che questo desiderio porti il soggetto a comprare il prodotto/servizio che l’azienda offre.
- Domanda potenziale: un desiderio accompagnato da un potere o una volontà d’acquisto. Il soggetto oltre che al desiderio ha anche concretamente intenzione di acquistare il prodotto/servizio, è ciò a cui un’impresa è interessata poiché vi è la possibilità di scambio. L’azienda deve quindi far capire al soggetto che il suo è il migliore in modo che egli lo compri.
L’azienda è interessata sì a capire quale è la sensazione di mancanza che il cliente prova ma è soprattutto interessata a capire come generare la domanda potenziale, cioè deve realizzare un prodotto che generi un desiderio e poi una domanda potenziale con quindi conseguente probabile acquisto da parte del cliente del mio prodotto/servizio, deve capire quale strategie usare per soddisfare interamente il bisogno del cliente. Il cliente deve riconoscere che il mio (dell’impresa) prodotto è il migliore e deve essere anche disposto a comprarla, l’azienda mira a questo poiché lo scambio è fondamentale.
Video spot anni 80(Nel video sopra riportato, relativo ad un noto spot degli anni 80, è possibile ritrovare alcuni elementi della definizione di bisogno offerta da Kotler, che distingue tra "bisogno generico", "desiderio" e "domanda potenziale". In particolare, la "voglia di qualcosa di buono" espressa dalla protagonista del video rappresenta un bisogno generico, mentre l'individuazione di "quei Ferrero Rocher" da tenere a disposizione costituisce un vero e proprio desiderio chiaramente espresso. La domanda potenziale è, in questo caso, sottintesa, vista anche la condizione economica della signora.)
Bisogni secondo Abbott & Levitt
Altro metodo di approccio ai bisogni è quello di John Cave Abbott & Theodore Levitt esempio di utilizzo di diverse risposte tecnologiche.
Approccio ai bisogni di Abbott & LevittSistemi economici
Il modo in cui il sistema economico va ad agire sul funzionamento dell'economia e quindi quali regole, come si gestisce il funzionamento delle relazioni tra le persone che opera in quel sistema economico inciderà più o meno sul sistema dell’efficacia e dell’efficienza.
Due grandi sistemi economici
- Capitalistico
- L'allocazione delle risorse per la soddisfazione dei bisogni è basata sul sistema dei prezzi.
- Le risorse tenderanno ad essere utilizzate per realizzare dei prodotti che consentiranno a chi li realizza il massimo livello di creazione del valore.
- Al sistema capitalistico spesso vengono messi dei limiti su certi settori; es. in Messico quando qualche anno fa iniziarono ad usare il mais per produrre biocarburante cominciò ad esserci una scarsità di mais a uso alimentare, perché la stessa quantità di mais aveva un rendimento maggiore se usato per produrre biocarburante.
- La domanda decide che cosa produrre, quante persone sono disposte a comprare e quanto spendere per un certo bene o servizio, e le imprese penseranno come soddisfare questa domanda per creare valore; è quindi il mercato che decide sulla base di un sistema di prezzi.
- Socialistico
- Era lo stato a decidere cosa produrre e l'allocazione delle risorse per perseguire quel risultato.
Al di là dei modelli (quello più diffuso è quello capitalistico) ma in generale bisogna massimizzare l’efficacia e l’efficienza. Nell'ambito del sistema economico le imprese rappresentano dei soggetti fondamentali, che sono in grado di conseguire efficacia e efficienza insieme per due aspetti:
- Le imprese sono organizzazioni complesse e quindi prevedono uno sforzo comune nel raggiungimento dell'obiettivo della creazione di valore.
- All'interno dell'impresa è possibile perseguire la divisione del lavoro (Smith).
Divisione sociale del lavoro
Divisione di tipo orizzontale, cioè soggetti/imprese diverse si impegnano a realizzare prodotti diversi e scambiano l’output del loro lavoro. Comporta maggiore efficienza perché ciascuna impresa riuscirà a svolgere l'attività sempre meglio sviluppando competenze, tecnologie per la realizzazione del prodotto (molto meglio che se ognuno lavora e quindi realizza tutti i suoi bisogni da solo). Favorisce il fatto che ciascuna persona/organizzazione si dedichi a campi più ristretti per operare in maniera più efficiente. Smith fa l'esempio di un uomo che vive in montagna dove gli scambi sono difficili (fa tutto da solo).
Divisione organizzativa del lavoro
Può avvenire solo all’interno delle imprese. Si articola il lavoro non nel suo complesso ma in attività più ristrette, si va ad articolare nell’ambito dell’attività scelta, si destina il lavoro delle persone a delle sottoattività (divisione ulteriore) per ottenere il miglioramento ulteriore dell'efficienza. Smith nel suo libro fa riferimento alla fabbrica degli spilli. Gestire in modo efficiente le risorse.
Funzioni tecnico-economiche
Le imprese rappresentano lo strumento principe per la risoluzione del problema dell’allocazione delle risorse per soddisfare i bisogni, tanto più in un sistema capitalistico in cui è il mercato che decide, e poi l’impresa è in grado di realizzarlo raggiungendo livelli molto alti di efficacia ed efficienza.
Soddisfazione dei bisogni
Soddisfare i bisogni è un “compito sociale” indubbiamente complesso, l’origine di tanta complessità è rintracciabile nel dinamismo che qualifica la relazione tra bisogni e risorse, tra questi non esiste una corrispondenza univoca tra bisogno e risorsa. La necessità di un’azione combinatoria delle risorse stesse affinché possano di fatto soddisfare uno specifico bisogno rende l’attività dell’impresa intrinsecamente complessa.
Economia di scala
Secondo le economie di scala si punta a scendere il più possibile nella curva per poter appunto raggiungere un sistema produttivo molto efficiente; questa curva funziona solo se l’impresa è capace poi anche di vendere i prodotti che realizza. Marchionne disse che nel futuro nell’industria automobilistica sarebbero sopravvissute solo imprese che fossero in grado realizzare 6 milioni di automobili l’anno, perché con una capacità produttiva più bassa, il costo di produzione sarebbe stato talmente alto che avrebbe portato sul mercato prodotti con prezzi molto più alti dei concorrenti; recentemente si è creato il gruppo STELLANTIS (nata dalla fusione tra i gruppi PSA e Fiat Chrysler Automobiles), una delle più grandi imprese automobilistiche.
Economia di apprendimento
La curva funziona in parallelo a quella delle economie di scala; più specializzo l’attività, più sfrutto le economie di apprendimento. Vale per qualsiasi persona.
Funzioni tecnico-economiche
Funzione di produzione di beni o servizi
La funzione di produzione descrive le attività di quelle imprese la cui azione combinatoria si concretizza nell’ottenimento di nuove risorse adatte a soddisfare i bisogni:
- Produzione di beni: risultato dello svolgimento di un’attività volta a modificare la natura chimico-fisica degli input e/o unirli tra loro.
- Produzione di servizi: il risultato non è riconducibile ad un “bene materiale”, ma è riconducibile ad un bene immateriale, oppure sia finalizzata alla cessione di un’attività che non implichi la proprietà di alcunché (trasporto, postale, ecc.).
Funzione di adattamento
(Nel tempo, nello spazio, nella quantità e nella qualità) l’attività commerciale consiste nella selezione di una serie di beni/servizi da distribuire, e nella distribuzione di questi ai clienti. L’adattamento nello spazio e nel tempo rende disponibili i prodotti nei luoghi e nel momento in cui si manifesta il bisogno da parte dell’utenza. Fa un’operazione di mediazione e non di trasformazione. Adatta dei beni nel tempo e nello spazio, nella qualità e nella quantità e li rende disponibili in altri luoghi, quelli in cui vi è la domanda (infatti quantità, qualità sono basate proprio su ciò che i clienti richiedono).
Esempio: le banane vengono prodotte solo in alcune parti del mondo, ma le troviamo disponibili in qualsiasi supermercato/fruttivendolo. C’è anche chi fa entrambi.
Funzione finanziaria
Consiste nell’attività di produzione e anche di distribuzione il cui oggetto è il denaro (è l’oggetto di scambio). Esempio: le banche le quali mettono a disposizione di persone/famiglie il denaro qualora venga richiesto, e per ogni prestito oltre alla restituzione mette in atto un interesse e un costo di commissioni che rappresenta la remunerazione per lo svolgimento dell’attività, o magari fornisce opzioni di investimento.
Funzione finanziariaSi selezionano e si combinano in maniera più innovativa possibile le risorse e attraverso la funzione tecnico-economica prescelta si cerca di offrire sul mercato il prodotto che la domanda richiede, e a seconda dell’efficacia di questi prodotti a soddisfare il bisogno si genera una domanda più o meno ampia che conduce poi allo scambio (la remunerazione per le imprese). Funziona solo se l’impresa nel tempo è capace di creare valore cioè incassare più di quanto ha speso. L’impresa non è solo rivolta al cliente finale ma è anche rivolta ai (principalmente) diretti interlocutori dell’impresa cioè coloro che acquistano direttamente dall’impresa. Diverse imprese hanno mercati differenti, molte operano su mercati intermedi.
Esempio: business to business, cioè imprese che vendono ad altre imprese che usano il bene/servizio che “io” realizzo come risorsa esterna rispetto all'offerta del proprio prodotto/servizio.
Relazioni di scambi e i pubblici dell'impresa
Le relazioni di scambio, finalizzate al reciproco trasferimento di utilità, pongono l’impresa in contatto con differenti controparti (clienti, fornitori, personale, banche, istituzioni, ecc.), ognuna delle quali rappresenta un distinto e specifico centro portatore di interessi ed esigenze nei confronti dell’impresa. Se l’interesse degli stakeholder svanisce/diminuisce, crea dei problemi all’azienda.
Definizione di impresa
L’impresa può essere definita, in via generale, come un complesso organizzato di risorse che però esiste grazie alla volontà creatrice di uno o più soggetti e finalizzato al soddisfacimento dei bisogni di una collettività, sempre garantendo la persecuzione della creazione del valore.
Presupposti necessari per la nascita dell'impresa
L’impresa non è un fenomeno spontaneo, nasce solo se qualcuno vuole che nasca.
Gli interessi motivanti del soggetto promotore
La volontà creatrice (chi può e perché): si fa riferimento a chi è o chi sono i soggetti che vogliono far nascere l’impresa. Ci si deve domandare chi è che vuole dar vita all’impresa e perché.
Promotore (quello che la fa nascere) ≠ proprietario (è chi la possiede attualmente). Logica aziendale: esempio carsharing (un’impresa fa nascere un’altra impresa).
Interessi lucrativi di tipo economico-finanziario
Guadagnare.
Interessi tecnico-economici
Non mirano in prima battuta all'interesse economico, ma mirano a far sì che i soggetti siano interessati a ciò che l’impresa produce (beni/servizi); interesse nella produzione di qualità.
Interessi economico-sociali
Attengono a tutto il mondo del non-profit, che nascono per soddisfare bisogni generali e trova soddisfazione nella capacità di soddisfare questi bisogni senza che vi sia entrata di ricchezza; l'impresa deve essere però stabile al suo interno anche finanziariamente così da riuscire a mantenere il proprio equilibrio.
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