Scelte relative alla creazione e alla guida dell’impresa
Oggetto di studio.
NB: l’impresa —> sistema che è sempre considerata nella sua globalità, specificità e interattività con l’ambiente nel quale nasce, si sviluppa e, talvolta, cessa di esistere —> <— - - realtà operativa, studi sul governo e sulla direzione d’impresa, scienze naturali, tecnologia, scienze sociali, altre conoscenze | aspetti tecnologici fondamentali.
Principi di governo, strumenti imprenditoriali, casi aziendali.
Ci sono tante conoscenze che incidono sulle decisioni che vengono rese all’interno dell’impresa, ex: studio della vita reale e delle altre imprese che hanno avuto successo —> fondamentali e da tenere da conto quando vengono fatte le decisioni.
Principi di governo —> utili per trovare le soluzioni, ex: BEP, analisi del bilancio…
Strumenti imprenditoriali —> studio di casi di aziende che hanno avuto successo e non e perché.
Casi aziendali.
L’attività economica
Il problema dell’attività economica è garantire massimizzazione della soddisfazione dei bisogni con l’utilizzo di fattori produttivi, che sono scarsi —> <— risorse, attività economica, bisogni.
—> sono illimitati perciò per definizione le risorse/FP sono scarsi.
Bisogni: perciò è importante valutare per quali bisogna impiegare certi fattori produttivi.
Economica —> scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi, L. Robbins.
Sistema economico —> rappresenta l’organizzazione dell’attività economica di una collettività ed è rappresentata da individui/imprese/mercati attraverso i quali i SE interagiscono per soddisfare i propri bisogni.
- Capitalistico —> le decisioni provengono da operatori di mercato in base all’analisi dei prezzi, valutazione dell’opportunità economica tuttavia esistono interventi di mitigazione provenienti dallo Stato, ex: mais in Messico.
- Socialista —> tutte le decisioni provengono dallo Stato e decide quali bisogna devono essere soddisfatti/come/chi, psicologo.
Scala dei bisogni di Abraham H. Maslow
- V. Bisogni di autorealizzazione.
- IV. Bisogni di stima.
- III. Bisogni di appartenenza.
- II. Bisogni di sicurezza, una volta soddisfatti sono sufficienti —> bisogni limitati.
- I. Bisogni fisiologici.
NB: importante sapere quali bisogni l’impresa deve soddisfare e allo stesso tipo di bisogno si può soddisfare in modo diverso, economista del ‘900.
Bisogni secondo John M. Keynes
- I. Bisogni assoluti: quelli sentiti a prescindere dalla situazione di altri soggetti.
- II. Bisogni relativi: quelli la cui soddisfazione è in qualche modo dipendente da un confronto con le condizioni di altri soggetti.
Professore/“guru del marketing”.
Bisogni secondo Philip Kotler
- I. Bisogno generico: sensazione d’insoddisfazione generale legata alla natura stessa dell’uomo.
- II. Desiderio: un modo particolarmente chiaro di esplicitare un bisogno, insoddisfatto ma sa cosa vuole.
- III. Domanda potenziale: un desiderio accompagnato da un potere o una volontà di acquisto, desiderio che può soddisfare ed è disposto a sottostare al potere d’acquisto/pagare il prezzo.
NB: importante capire se il servizio che offre è considerato come un desiderio che il consumatore è disposto a soddisfare.
John Cave Abbott e Theodore Levitt
- A. Bisogno generico: sensazione di mancanza provata rispetto ad una condizione di soddisfazione generale legata alla natura umana, Kotler.
- B. Bisogno derivato: la risposta tecnologica particolare, il bene e servizio, data al bisogno generico, ex: per andare all’università sono disponibili diversi mezzi di trasporti.
Le risorse
Le risorse possono essere definite come tutti quegli input indifferenziati acquisibili sul mercato che possono essere utilizzati come mezzi per la soddisfazione dei bisogni.
Dopo sarà la capacità dell’impresa e chi guida l’impresa di comprare i FP in base alla qualità e quantità per soddisfare i bisogni dei consumatori.
Perché un’impresa ha più successo di altre?
Perché come coordinarne il funzionamento/quali comprarli/come combinarli —> rende l’impresa più competitiva di altre.
Il ruolo dei FP in un’impresa è fondamentale, ex: Apple.
La differenza non è solo nella componentistica ma anche un insieme di fattori produttivi legati per esempio ai servizi che vengono offerti complementari al bene di acquisto, tempi di consegna, capacità di fare relazioni finali sul mercato, pubblicità…
Per massimizzare la soddisfazione dei bisogni il sistema economico deve fare in modo pure avendo i FP scarsi.
Efficacia —> livello di coerenza tra obiettivi che mi pongo e risultati raggiunti.
Efficienza —> rapporto risultati ottenuti e mezzi utilizzati.
Principi fondamentali perseguiti dai sistemi economici.
Nell’ambito capitalistico viene fatto in termini di allocazione di un FP.
Dalla vendita di FP —> riesco a ricavare il maggior prezzo di acquisto possibile, attribuirgli il maggior valore possibile.
Concetto introdotto da Adam Smith —> miglior modo, sistema dei prezzi nel mondo capitalistico, è quello che riesce meglio a perseguire entrambi i principi di efficacia ed efficienza.
Le imprese rappresentano lo strumento preferenziale per l’organizzazione dell’attività economica di una collettività.
L’impresa è l’elemento particolarmente rilevante che riesce meglio a perseguire questi principi.
Effetti positivi della divisione del lavoro
1. Effetti positivi della divisione del lavoro, A. Smith.
Divisione sociale —> in un sistema economico attraverso la suddivisione de compiti in termini verticali tra i lavoratori avrebbe portare ad un miglioramento ed un’efficienza migliore del lavoratore stesse riducendo il tempo di lavoro.
Quando è possibile?
Quando si sviluppa un mercato in cui io posso dedicarmi solo all’allevamento delle pecore e posso vendere la mia lana con ciò che offrono altri, scambio input/output.
Si comincia a concentrare su ambiti di attività ristretta e operare per svolgere meglio la mia attività e diventare sempre più efficiente.
Divisione organizzativa del lavoro —> scomposizione degli ambiti di attività non solo in termini verticali ma all’interno dell’organizzazione sociale del lavoro.
Si può suddividere il lavoro fra diversi lavoratori —> massimizzare il lavoro + efficienza.
Quando è possibile?
Le attività di più componenti devono essere coordinate da un organizzatore e deve essere svolto all’interno di un’organizzazione, l’impresa.
NB: ecco perché l’impresa è un modello favorevole e conveniente per sfruttare la divisione sia sociale che organizzativa del lavoro.
Due curve che meglio rappresentano il rapporto.
- Curva di economia di apprendimento: asse x —> quantità cumulata; asse y —> costo medio unitario; Q.tà cumulata - CMU + curva legata alla variabile tempo.
- Curva di economia di scala: asse x —> capacità produttiva installata; asse y —> costo medio unitario; cap. produttiva installata - CMU + curva legata agli impianti che possiede l’impresa.
NB: in Italia c’è un problema di produttività/efficienza delle imprese e del lavoro —> il sistema economico è basato su piccole aziende imprenditoriali e si va verso l’automazione dei sistemi industriali perciò la scarsa produttività del lavoro —> impossibilità di dare stipendi sufficientemente alti.
La divisione organizzativa del lavoro, A. Smith, spiegata attraverso l’esempio della fabbrica degli spilli.
- A. Se un solo lavoratore compie tutte le fasi —> 1 spillo al giorno.
- B. Se 10 operai con ciascuno una fase —> 48.000 spilli al giorno, maggiore produttività.
Azione combinatoria dei fattori produttivi
F PL azione combinatoria dei attori produttivi —> risorse —> azione combinatoria —> bisogni, selezione e combinazione.
Tutte le imprese sono incaricate di svolgere un’azione combinatoria delle risorse per la soddisfazione dei bisogni —> svolgimento di almeno una delle seguenti funzioni tecnico-economiche:
- I. Funzione di produzione di beni e servizi —> l’impresa acquisisce FP all’esterno e li trasforma in qualcosa di nuovo, bene tangibile/intangibile, ex: Fiat.
- II. Funzione di adattamento —> coincide con l’attività commerciale, ex: Amazon. L’impresa si occupa di adattare dei beni prodotti un un certo luogo alle esigenze di clienti provenienti in altre zone, nello spazio/tempo, in base alla qualità/quantità.
- III. Funzione finanziaria —> oggetto della transazione: strumenti di finanziamento, “commercio di soldi”, ex: banche mettere a disposizione soldi con caratteristiche convenienti ai clienti. Scambio di disponibilità di denaro nel tempo.
NB: ci possono essere casi in cui le imprese possono svolgere una funzione e una piccola parte di un’altra, ex: il supermercato svolge anche piccole trasformazioni come il pane/piatti preparati, ma rimangono attività aggiuntive e parziali.
L’impresa individua tra i bisogni quale/i tra quelli intende soddisfare e come —> fa una selezione.
In tal modo si vanno ad acquisire FP e risorse specifiche che ci consentano di soddisfare davvero tali bisogni ad un prezzo che in consumatore considera accettabile.
Una volta avvenuto lo scambio —> transazione di moneta, beni/servizi ottengono un valore.
Una volta che l’impresa sceglie la determinata funzione tecnico-economica.
In base alla complessità del prodotto, il prodotto deve passare attraverso la filiera collettiva —> l’insieme di fasi di lavorazione necessarie a realizzare un bene/servizio destinato al consumatore finale.
NB: raramente un’impresa all’interno di una filiera si occupa di tutto.
Generalmente ogni impresa decide in quali fasi della filiera occuparsi.
Casi rari:
- Caso in cui l’impresa occupa tutta la filiera —> impresa totalmente integrata verticalmente, ex: venditori di frutta/verdura che possiede un terreno su cui coltiva.
- Caso in cui l’impresa si occupa di una sola fase della filiera —> impresa totalmente/deintegrata specializzata, + frequente del caso prima.
NB: i passaggi intermedi fra una fase intermedia ed un’altra possono essere considerati dei mercati anch’essi —> mercati dei beni intermedi.
Avranno a che fare con imprese che non consumano che fanno parte della catena della filiera.
NB: ultima fase intermedia fra due imprese —> mercato dei beni finali, ex: Coop/Barilla…
NB: l’impresa si può occupare anche di scegliere se ricoprire 2 o 3 fasi di lavorazione assumendo un precisa collocazione all’interno della filiera, ex: Barilla —> grado di integrazione verticale.
La globalizzazione favorisce il fatto che le imprese si occupino di fase della filiera più ristrette.
NB: può esistere che alcune imprese si occupino di fase della filiera non successive ma a valle e a monte, fasi distaccate tra di loro.
Ex: Apple, si occupa della selezione del FP e dei macchinari e poi di vendita ma non si occupa della costruzione e realizzazione del prodotto.
Il valore aggiunto proveniente da ogni fase < del valore finale del prodotto finale.
Ogni fase ha un valore diverso.
Le aziende per essere più competitive devono essere di grandi dimensioni.
Le relazioni di scambio e i pubblici dell’impresa
Le relazioni di scambio, finalizzare al reciproco trasferimento di utilità, pongono l’impresa in contatto con differenti controparti, ognuna della quali rappresenta un distinto e specifico centro portatore di interessi propri da perseguire.
Ci sono molti soggetti che fanno parte della produzione e dello scambio iniziale/finale del prodotto che svolgono un ruolo e che in cambio vogliano delle utilità.
Ex: personale —> si aspetta che ci sia un buon grado di sicurezza durante lo svolgimento della propria attività lavorativa/che cerchi le possibilità di carriera/soddisfazione personale/stima/contesti soddisfacenti.
Se l’impresa non soddisfa i bisogni richiesti da codesti —> inefficienza della struttura, sfiducia da parte dei fornitori/finanziatori che si rifiutano di offrire servizi.
L’impresa deve soddisfare i bisogni di molti soggetti/interlocutori con cui interagisce e quindi ragionare in modo sistematico, stakeholders.
- Concorrenza, rispetto regole della concorrenza.
- Clienti.
- Personale.
- Fornitori.
- Comunità finanziarie —> forniscono risorse finanziarie.
- Partner.
- Gruppi di pressione —> con cui l’impresa volontariamente non interagiscono con loro ma possono creare dei vincoli/restrizioni all’impresa, ex: animalisti, disagio creato dalle discoteche per i vicini.
- Stato e altre autorità politiche —> garantisce presenza di infrastrutture/servizi strumentali all’esercizio in cambio di tasse.
Impresa —> complesso organizzato di risorse costituito dalla volontà creatrice di uno o più soggetti, non nasce spontaneamente, e finalizzato al soddisfacimento dei bisogni di una collettività.
Non per forza i loro interessi —> un’impresa può produrre beni che lei stessa non sfrutterà mai ma serve principalmente per creare valore e mirare allo scambio monetario.
Presupposti necessari per la nascita dell’impresa
Elementi di base:
- A. Volontà creatrice.
- B. Utenza portatrice di domanda, collettività da soddisfare sufficientemente ampia.
- C. Risorse disponibili o acquisibili.
+ elementi concreti:
- A. Patrimonio genetico, idea imprenditoria su come creare valore e capitale di rischio.
- B. Generazione di un sistema di capacità, capitale di debito-macchinari/sistemi necessari per la produzione/dotarsi di un sistema formativo/apparato di persone…
NB: anche se solo uno di questi elementi mancasse impedirebbe l’avvio dell’attività economica.
Gli interessi motivanti del soggetto promotore
1. La natura del soggetto promotore —> chi è il promotore?
2. Natura degli interessi —> perché vuole dar vita all’impresa? Cosa vuole ottenere attraverso la realizzazione dell’impresa?
- Persone fisiche o persone giuridiche —> logica individuale.
- Imprese —> logica aziendale.
- Imprese che danno vita ad altre imprese.
- Enti pubblici —> logica statale/SpA.
- Lo Stato/Provincia/Regione possono possedere delle aziende e di conseguenza hanno un potere gestionale.
2. a. Interessi lucrativi di tipo economico-finanziario —> attraverso l’impresa si vuole creare un lucro/ricchezza, il proprietario non è necessariamente interessato a ciò che fa ma più a quanta ricchezza riesce a produrre.
Lucro: remunerazione diretta —> divisione utili; remunerazione indiretta —> attraverso azioni/quote.
b. Interessi tecnico-economici —> vede nell’impresa l’opportunità di soddisfare i propri interessi ma non solo legati al lucro ma anche al prodotto/servizio che mette a disposizione.
Il lucro si concretizza non nella ricchezza monetaria ma connessa all’impresa.
Riduzione del rischio economico d’impresa + lucro prodotto.
c. Interessi economico-sociale —> serie di soggetti che non voglio perseguire interessi propri ma generali di una categoria di altre persone, nessun interesse nel lucro, ex: non-profit.
Sociale no lucro.
Interessi economico-finanziari
Tutti i soggetti possono partecipare all’impresa ma questa volontà può essere articolata in modo diversa a seconda del soggetto.
Individuale —> rendimento economico, nel breve termine/medio-lungo termine, ex: investimenti in azioni.
NB: non sempre legato solo esclusivamente al rendimento economico se non lo raggiunge il fondatore può sempre rimanere all’interno dell’azienda pur di rimanere nell’azienda.
Aziendale —> rendimento economico + investimento di risorse eccedenti + controllo del rischio, opportunità interessante per il futuro, ex: Farmacie.
Pubblica amministrazione —> rendimento economico anche se apparentemente non necessario ma talvolta lo può fare.
Obiettivo: ricerca del rendimento e utilizzarlo per finanziare altre attività caratterizzanti per la pubblica amministrazione.
Interessi tecnico-economici
Individuale —> autoconsumo + mutualismo e cooperazione, ex: Coop / cooperative edilizie.
Aziendale —> controllo di risorse strategiche + sinergie + relazioni di mercato + cooperazione, ex: Farmacie.
Pubblica amministrazione —> controllo di attività strategiche, interventi di politica industriale, ex: Eni —> quotata in Borsa e tutti gli azionisti perseguono interessi propri, shareholders, Ministero dell’Economia e Finanza, Cassa Depositi…
Interessi economico-sociali
Individuale —> status personale + filantropismo.
Aziendale —> immagine aziendale, imprese profit che finanziamo aziende no-profit, per sviluppare.
Pubblica amministrazione —> interventi di politica sociale, livello dei prezzi, sviluppo sociale.
Trova nella forma dell’impresa uno strumento più efficiente per inseguire obiettivi rilevanti sotto il
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Esercitazioni economia e gestione delle imprese, economia e gestione delle imprese
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Economia aziendale
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Economia e gestione delle imprese