Estratto del documento

Economia e gestione delle imprese

2° anno Scienze motorie

Slide su e-learning + dispense

Prof: Vito – esame orale

Domande frequenti e importanti: flusso dei fondi, arrivare al BEP dall’equazione di bilancio.

Capitolo 1: Efficacia, efficienza e redditività delle imprese

Efficienza tecnica globale: è data dal rapporto di output/input dove per output si intendono i risultati ottenuti (prodotto), mentre per input si intende tutto ciò che viene messo in gioco per produrre e fare quindi l’attività.

Efficacia: ha due possibili significati:

  1. Non riguarda gli input utilizzati (quindi non riguarda i fattori produttivi) ma il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati, cioè quanto ho realmente raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato.
  2. Riguarda il grado di soddisfazione del consumatore, cioè quanto il cliente è soddisfatto del mio prodotto, molto soggettiva.

Capitolo 1.1: Classificazione delle imprese

Le aziende si possono classificare secondo la tipologia produttiva in:

  • Aziende produttrici di beni
  • Aziende erogatrici di servizi

Oppure, si possono classificare secondo il loro assetto proprietario in:

  • Pubbliche (non persegue scopi di lucro, il suo obiettivo principale è il pareggio di bilancio, ogni avanzo di bilancio deve essere per forza reinvestito in strutture o mezzi utili all’azienda mentre il disavanzo può essere pareggiato negli anni successivi oppure, in caso di gravi debiti, pagato grazie all’intervento dello Stato)
  • Private

Quindi i tipi di aziende possibili sono:

  • Impresa privata erogatrice di servizi
  • Impresa privata produttrice di beni
  • Impresa pubblica erogatrice di servizi
  • Impresa pubblica produttrice di beni

Capitolo 1.2: L’impresa privata

L’impresa privata è un’organizzazione economica (di persone e di beni) che, mediante l’impiego di un complesso differenziato di risorse (lavoro, impianti, materiali ecc.), svolge processi di acquisizione e di produzione di beni e servizi da scambiare (vendere) con soggetti esterni al fine di conseguire un reddito.

Attraverso la trasformazione delle risorse impiegate crea ricchezza che definiremo come valore. In pratica, impiega risorse di vario tipo per acquisire e produrre beni e servizi che poi verranno venduti a terzi in cambio di soldi.

Esistono anche aziende che acquistano prodotti già pronti e quindi fanno solo la vendita di essi (tipo i supermercati), evitando così il processo di produzione diretta.

I processi manageriali che governano l’impresa puntano al conseguimento del reddito in economicità cioè in modo efficace ed efficiente.

Capitolo 1.2.1: Finalità dell’impresa privata

La finalità principale dell’impresa privata è la creazione di valore (che ricordiamo, si realizza solamente in presenza di acquisti effettivi da parte dei consumatori/clienti) per l’imprenditore nel lungo periodo.

Cioè l’azienda deve essere in grado di guadagnare le risorse necessarie alla sopravvivenza dell’azienda (e ovviamente anche guadagnare un ricavo per sé e per gli altri soci).

Il profitto, come detto, va visto nel lungo periodo e non nel breve. Si può infatti essere in perdita in un esercizio ma recuperare in quello dopo e così via.

In breve, l’azienda privata deve produrre in modo da assicurare la sopravvivenza e la crescita dell’impresa.

Un’azienda privata sostiene costi e ricavi. I costi si sostengono in anticipo sotto forma di investimenti quindi sono sicuri. I ricavi invece, entrano in azienda solamente quando si verifica la vendita, cioè se non vendo il prodotto che ho realizzato non guadagno nulla, quindi non è sicuro.

Valore d’uso: è il valore attribuito a un bene in base a quanto esso ti facilita dei compiti o ti fa guadagnare, quasi sempre è superiore al valore di scambio (cioè il costo reale monetario) [Es: una macchina, per quanto possa essere vecchia e quindi di poco valore, se comunque ci permette di andare a lavoro, a scuola e fare altre faccende, per noi avrà un valore d’uso alto].

Valore di scambio: mero costo oggettivo del bene.

Anche un’azienda privata, può sanare i propri debiti negli esercizi successivi ed essere in perdita in alcuni esercizi. Anch’essa infatti, come detto, mira al profitto nel lungo periodo.

Per breve periodo si intende, convenzionalmente, un periodo di 12 mesi, cioè un esercizio commerciale. Per definizione è un periodo nel quale l’azienda non può variare la sua struttura e quindi avrà costi fissi costanti.

Per medio periodo si intende, convenzionalmente, un periodo di circa 36 mesi. Per definizione invece, è un periodo nel quale l’azienda può cambiare la sua struttura e quindi avere costi fissi variabili.

Capitolo 1.3: Finalità dell’impresa pubblica

Questo tipo di azienda, come detto, non persegue scopi di lucro e punta principalmente al pareggio di bilancio. È un’azienda quindi che non crea valore e deve essere coerente con gli obiettivi di politica economica generale e con gli obiettivi di politica economica settoriale, cioè perseguire gli obiettivi prefissati per quel tipo di impresa (esempio: un’università ha come scopo statale quello di far aumentare il PIL formando laureati in grado di guadagnare molto e quindi che pagheranno anche più tasse).

Un’azienda pubblica ridistribuisce i propri redditi, cioè restituisce ai suoi utenti quanto preso sotto altra forma (esempio: un’università restituisce le tasse pagate sotto forma di corsi ecc.).

Un’azienda pubblica deve avere la capacità tendenziale di coprire i propri debiti senza ricorrere a sovvenzioni dello Stato.

Capitolo 1.4: Caratteristiche della produzione di beni

  • I beni possono essere trasportati e immagazzinati
  • La loro produzione può essere concentrata in stabilimenti distanti dai luoghi di consumo, cioè si può produrre in un Paese e vendere quel prodotto in un altro (succede quando, per esempio, si spostano le fabbriche in Paesi dove le tasse sono più basse per poi vendere quei prodotti in tutti i Paesi)
  • La produzione precede necessariamente il consumo, cioè un bene deve essere prima creato per essere utilizzato dal cliente
  • La qualità dei prodotti creati può essere testata mediante collaudi e test, cosa che può fare anche il cliente prima di acquistare il bene
  • La valutazione delle prestazioni della produzione industriale può avvenire mediante criteri di misurazione oggettivi (contabilità industriale, controllo di qualità, livello di servizio), tutti controlli oggettivi

Capitolo 1.5: Caratteristiche della produzione di servizi

  • I servizi non si possono immagazzinare (tranne casi eccezionali tipo l’e-learning che prevede l’immagazzinamento di lezioni) e questo fa variare la produzione in funzione della domanda, causando così notevoli problemi di dimensionamento della capacità produttiva in quanto questa deve essere in grado di affrontare i picchi di richieste del mercato, cosa che si può fare solo se si hanno tempi di produzione ottimizzati
  • Ci deve essere obbligatoriamente la presenza simultanea tra l’erogatore e il cliente, cioè il cliente usufruisce del servizio solamente se è presente l’erogatore e viceversa
  • Questa simultaneità impedisce il controllo di qualità anticipato del servizio, cioè posso valutare la qualità di un servizio solamente quando ne sto usufruendo (tipo posso valutare la qualità del servizio di trasporto solamente quando ho effettivamente preso il mezzo)
  • La valutazione è altamente soggettiva e non si basa su criteri oggettivi in quanto si adatta principalmente alle esigenze e alle richieste dei clienti e dell’ambiente

Capitolo 1.6: Il processo di trasformazione

Tutte le imprese, sia quelle che producono beni, sia quelle di servizi, svolgono al centro del loro percorso di creazione del valore, un’attività di trasformazione di risorse da input ad output con caratteristiche diverse e funzioni diverse da quelle possedute dall’input (cioè ogni azienda usa i propri fattori produttivi per creare prodotti e servizi che poi erogherà sul mercato in cambio di valore).

Capitolo 1.7: La funzione di produzione [Non fare]

Tutte le aziende, siano esse produttrici di beni o di servizi, svolgono un’attività di trasformazione di risorse che trasforma gli input in output.

Un’azienda quindi, per produrre i propri output, utilizza materie prime, semilavorati (materiali che hanno bisogno di ulteriori lavorazioni per poter entrare a far parte del prodotto finito) e componenti (entrano a far parte del prodotto finito e non hanno bisogno di ulteriori lavorazioni, per esempio i pneumatici nella produzione di un’automobile).

La funzione di produzione qui di seguito, è una relazione matematica astratta che lega la massima quantità di prodotto ottenuto dall’impresa alle quantità di materie prime e di altri fattori produttivi che entrano nel processo.

Q = f (C, L)

Con:

  • Q = Quantità di prodotto ottenuto
  • C = Quantità di capitale utilizzato [capitale proprio (CP), capitale di terzi (D), capitale circolante]
  • L = Quantità di lavoro utilizzato (lavoro salariato o imprenditoriale)
  • f = Legame funzionale tra Q, C ed L

Questa relazione vale in un determinato periodo di tempo di riferimento.

Capitolo 1.8: I fattori della produzione

I fattori della produzione si distinguono in:

  • Fattori di flusso (FFI), lo sono il lavoro (salariato cioè degli operai, o dell’imprenditore) e tutto quanto non è riutilizzabile nei cicli produttivi successivi (capitale corrente/di flusso usato per acquistare materiale, materie prime, prodotti finiti ecc.)
  • Fattori di fondo (FFo), lo sono le immobilizzazioni tecniche materiali (macchinari, industrie ecc.) e immateriali (brevetti, licenze, software ecc.)

Nei fattori di fondo, si devono considerare anche le immobilizzazioni finanziarie, cioè gli interessi sui debiti fatti verso terzi al fine di ottenere soldi per avviare l’attività o i cicli produttivi [Vedi dopo per dettagli].

Capitolo 1.8.1: Immobilizzazioni finanziarie

Come accennato nel capitolo precedente, nei fattori di fondo vanno considerate anche le immobilizzazioni finanziarie. Queste si registrano quando l’impresa fa dei debiti verso terzi, tipo quando chiede un finanziamento alla banca.

Questi finanziamenti ovviamente sono soggetti ad interessi (quasi sempre annui), e sono proprio questi interessi che vanno considerati come immobilizzazioni finanziarie, cioè sono dei costi sicuri e definiti che io avrò in virtù del finanziamento che ho fatto (in parole povere sono dei soldi che devo mettere da parte per pagare gli interessi del finanziamento).

Capitolo 1.9: Efficienza tecnica globale e specifica

Come detto in precedenza, l’efficienza tecnica globale (ETG) si calcola facendo il rapporto tra la quantità di output (esempio: i 10 paia di scarpe prodotti) / la quantità totale di input usata per produrre l’output cioè: → ETG = →

Questo rapporto però non si può fare in modo semplice in quanto al denominatore (input) c’è una somma di grandezze diverse tra loro e che si misurano in modo diverso (energia, lavoro, materie prime ecc.).

Bisogna quindi calcolare le efficienze tecniche specifiche (ETSx; x = grandezza considerata) di ogni grandezza presente al denominatore.

Esempio: calcoliamo l’efficienza tecnica specifica del lavoro.

  • ETSL = Quantità di output (cioè unità di prodotto realizzate) / quantità del lavoro (cioè le ore di lavoro impiegate per la produzione e quindi pagate ai lavoratori)

Calcolando tutte le ETS possiamo capire in cosa l’azienda è più efficiente e in cosa lo è meno.

Tornando al calcolo della ETG, per trovare il valore di essa, dobbiamo ridurre tutte le grandezze del denominatore al costo (o valore al costo), cioè considerare tutte le grandezze in termini di costo economico (in pratica si considera quanto mi costa materialmente ogni input che ho usato per produrre).

Si passa quindi da un’efficienza tecnica globale a una efficienza economica globale (EEG).

Capitolo 1.9.1: Efficienza economica globale (EEG) [Parte 1]

L’efficienza economica globale è il rapporto tra: EEG =

Dove:

  • Il valore totale degli output è il guadagno economico che ho ricavato dalla loro vendita (ovviamente lo si registra solo quando vendo materialmente i prodotti che ho realizzato)
  • I costi totali degli input sono quanto ho speso per ogni singolo input (tipo quanto ho dovuto pagare l’operaio che lo ha realizzato, quanto ho pagato di energia elettrica ecc.)

Alla luce di quanto detto quindi, possiamo affermare che le efficienze tecniche riguardano i processi produttivi (quindi parte tecnica), mentre quella economica riguarda la misura del funzionamento economico dell’impresa.

Capitolo 1.9.2: Stabilire il valore al costo delle immobilizzazioni tecniche

Come sappiamo, al denominatore del rapporto usato per calcolare la EEG, vanno inseriti i valori al costo (quanto mi sono costati materialmente) degli input usati.

Questo processo è relativamente semplice quando si considerano i fattori di flusso, mentre diventa più complesso quando dobbiamo considerare il valore al costo delle immobilizzazioni tecniche (fattori di fondo), cioè quanto mi sono costate in quel preciso ciclo produttivo ad esempio (infatti non posso considerare ogni volta e in ogni ciclo il costo totale dell’immobilizzazione, ma solamente quanto effettivamente mi è costata in quel momento considerato).

Per fare ciò si fa la ripartizione del suo costo totale nel singolo ciclo produttivo, cioè si trova la quota di utilità avuta in quel preciso ciclo (un po’ come succede con le quote di ammortamento).

Esempio: ho acquistato un’automobile per €20.000 e questa mi garantisce una durata di 200000 km; faccio un viaggio di 500 km quindi ho usato la macchina solamente per lo 0,0025% della sua utilità totale, pertanto per questo viaggio, il valore al costo della macchina sarà lo 0,0025% di €20.000 cioè €50, quindi questo sarà il valore al costo di questa immobilizzazione tecnica che andrò a scrivere al denominatore.

In breve, la formula usata per trovare questo valore, in questo caso specifico (ma ovviamente vale per tutti i tipi di immobilizzazioni tecniche, basta sostituire i valori) è:

  • Km-fatti/km-durata totale dell’auto = Risultato x costo totale dell’immobilizzazione

Capitolo 1.9.3: Efficienza economica globale (EEG) [Parte 2] ed equazione di bilancio

Una volta quindi stabilito come assegnare un valore al costo alle immobilizzazioni tecniche, torniamo al calcolo della EEG.

Abbiamo detto che la formula generale è: EEG =

In virtù di quanto detto in precedenza però, possiamo anche scriverla come: EEG (deve essere sempre > 1 se si vuole essere in positivo) = + + +

Con:

  • RV = Ricavi dalle vendite (se superiori ai costi ovviamente sarò in positivo), cioè quanto ho guadagnato vendendo i prodotti realizzati, fatturato nel ciclo considerato.
  • CLS = Costi lavoro salariato, cioè tutti gli stipendi che ho pagato ai vari lavoratori impegnati nella produzione, considera sia il lavoro diretto che quello indiretto, è un fattore di flusso
  • CMP = Costi di tutti i fattori flusso diversi dal lavoro del ciclo considerato, quindi il costo di materie prime, energia usata, semilavorati ecc.
  • Qa = Quote ammortamento dei fattori di fondo, sarebbe il valore al costo delle immobilizzazioni tecniche (stabilimenti, macchinari ecc.) spiegato nel capitolo precedente
  • iD = Interesse sul debito, cioè le immobilizzazioni finanziarie spiegate nel capitolo 1.8.1

Per capire quanto deve essere il valore di questa EEG per essere in positivo basta scrivere l’equazione di bilancio (fondamentale per l’esame) che è:

→ RV > CLS + CMP + Qa + iD

RV = CLS + CMP + Qa + iD + UL (utile lordo)

Questa equazione in breve afferma che i ricavi delle vendite devono essere maggiori di tutti i costi degli input, cioè deve essere uguale alla somma di tutti i costi (CLS, CMP, Qa e iD) più l’utile lordo (cioè il guadagno, ancora da tassare, che va all’imprenditore).

Questa equazione si può anche scrivere:

RV – CLS – CMP – Qa – iD = UL

L’equazione di bilancio è una visione molto semplificata del conto economico di un dato periodo.

Capitolo 1.9.4: Equazione di bilancio in forma scalare – Flusso dei fondi

L’equazione di bilancio scritta nel capitolo precedente, si può anche scrivere in forma scalare, procedura fatta per ottemperare alle normative UE in materia di bilancio.

Per scriverla in questo modo, la si scrive come flusso dei fondi:

Scrivendola in questo modo, si deduce chiaramente che i ricavi totali (RV) devono essere in grado di garantire all’impresa la copertura dei costi del lavoro salariato (CLS) e dei costi di tutti gli altri fattori di flusso (CMP).

Dalla differenza tra RV e CLS + CMP viene fuori il MLC, cioè il margine di lordo commerciale (indica quindi quanto i ricavi coprano i costi. Da questo MLC poi, vanno sottratte le quote di ammortamento delle immobilizzazioni tecniche (QA) e gli interessi sui debiti o immobilizzazioni finanziarie (iD). Da questa differe

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 76
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 1 Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e Gestione delle Imprese - 2° Anno Scienze Motorie Pag. 76
1 su 76
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MimmoScogna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Vito Giuseppe.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community