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Economia e gestione delle imprese

Sommario

1 Il “core” del sistema economico: l’azienda 3 1.1 Fini e confini aziendali 1.1.1 Il sistema aziendale 1.1.2 L’organizzazione aziendale 1.1.3 Il risultato netto di esercizio 1.1.4 Shareholder e stakeholder theories 1.1.5 Caso aziendale 1.2 L’attività aziendale 1.2.1 La nascita dell’azienda 1.2.2 Le 4 operazioni principali 1.2.3 Finanziamento e investimento 1.2.4 Trasformazione e vendita 1.2.5 I cicli della gestione 1.2.6 Caso aziendale 1.3 La corporate governance 1.3.1 Proprietà chiusa: impresa padronale 1.3.2 Proprietà aperta: impresa manageriale 1.3.3 Proprietà diffusa: public company 1.3.4 Proprietà ristretta: impresa consociativa 1.3.5 Caso aziendale 2 Orientamento strategico 13 2.1.1 Parentesi sugli articoli 2.2 Il concetto di strategia 2.2.1 Il concetto di strategia: vision e mission 2.2.2 Le componenti del pensiero strategico 2.2.3 Il modello di Abell 2.2.4 Caso aziendale 2.3 Il sistema competitivo 2.3.1 L’analisi PESTEL per i fattori ambientali 2.3.2 Il modello delle 5 forze 2.3.3 Caso aziendale 2.4 Analisi delle risorse aziendali 2.4.1 Caso aziendale 3 Le principali scelte strategiche 25 3.1 La strategia del vantaggio competitivo 3.1.1 Strategia di dominio dei costi 3.1.2 Strategia di differenziazione 3.1.3 La strategia di focalizzazione o “nicchia” 3.1.4 Le 4 zone dei vantaggi competitivi 1 3.1.5 Caso aziendale 3.2 Le strategie nel ciclo di vita 3.2.1 Il ruolo della tecnologia 3.2.2 Particolare tipologia di domanda 3.2.3 Barriera all’entrata 3.2.4 Introduzione e sviluppo 3.2.5 Maturità 3.2.6 I cambiamenti nella fase della maturità 3.2.7 Le due leve strategiche nella maturità 3.2.8 Fase di declino 3.2.9 Le strategie nella fase di declino 3.2.10 Caso aziendale 3.3 La comunicazione di impresa 3.3.1 Caso aziendale 3.3.2 Cos’è un brand? 3.4 Gestire l’innovazione 3.4.1 QFD 3.4.2 Project Management 3.4.3 Casi aziendali 4 L’organizzazione aziendale 4.1 L’organizzazione aziendale 1 4.1.1 Mutuo aggiustamento 4.1.2 Supervisione diretta 4.1.3 Standardizzazione 4.1.4 Le strutture organizzative 4.1.5 Caso aziendale 4.2 L’organizzazione aziendale 2 4.2.1 Caratteristiche personali e meccanismi operativi 4.2.2 Vocabolario organizzativo 4.2.3 Caso aziendale 4.3 Le reti di impresa 4.3.1 Caso aziendale

Il “core” del sistema economico: l’azienda

1.1 Fini e confini aziendali

1.1.1 Il sistema aziendale

Il sistema aziendale prevede degli input, rappresentati dal capitale, dalle risorse umane e dalle materie prime, per poi passare attraverso un processo di produzione e concludere con degli output, identificati dai servizi, che necessitano di una spiegazione, o dai prodotti, che necessitano di un magazzino.

Non sempre l’azienda realizza prodotti internamente, ma può anche farlo esternamente. Per esempio nel mondo esistono 9 aziende automotive, le quali costruiscono solamente il cuore del prodotto auto, ovvero il motore, e si limitano a fare assemblaggio. Tutti i componenti delle vetture vengono fatti invece esternamente. Le aziende perciò hanno un indotto, ovvero un fornitore, definito OEM (Original Equipement Manufact).

In base alla relazione tra l’azienda e il consumatore, esistono due tipi di consumatore:

  • 1. Consumatori finali, definiti consumer. B2C, Business to Consume. È il caso di ZARA e H&M, ovvero quando l’azienda arriva direttamente al consumatore finale. In questo modo si è più veloci ad arrivare alla grande distribuzione e si ha la possibilità di abbassare i prezzi.
  • 2. Aziende che vendono ad altre aziende. B2B, Business to Business. Questo è il caso della maggior parte delle aziende, come per esempio la Barilla o aziende di scarpe. Esse vendono sempre alla grande distribuzione o ai negozi, mantenendo comunque un forte interesse verso il consumatore finale, tanto da stabilire anche un prezzo per il pubblico. Un esempio può essere quello della Buten, azienda importante di scarpe; essa vende i propri prodotti a 500-600€ al negozio stabilendo poi un moltiplicatore che varia tra il 3 e il 3,5 per le donne e il 2,7 e il 3,1 per gli uomini stabilendo così il prezzo di vendita.

Ovviamente più passaggi ci sono, più sale il prezzo del prodotto. Più il prodotto è di un valore o di un brand elevato, più è alto il moltiplicatore.

Si possono distinguere prontisti e programmati. I prontisti sono coloro che copiano la moda del momento; i programmati sono coloro che producono a periodi.

1.1.2 L’organizzazione aziendale

Il sistema dell’azienda è fortemente organizzato. L’abilità dell’impresa è fare tutto con meno risorse possibile: più si limitano le risorse più si può vendere ad un prezzo basso. Le aziende disorganizzate hanno infatti più risorse di quelle organizzate. Organizzazione, efficienza e come obiettivo la performance. L’obiettivo è la ricchezza durevole, che valga nel tempo, la longevità.

Concettualmente l’azienda è un sistema aperto in relazione con altri soggetti: fornitori, consegnano materie prime e semilavorati, e clienti, quelli che comprano oggetti finali, che siano servizi o prodotti. Non ci sono solo loro, ma anche il sistema sociale: azienda presente in un determinato comune; sistema governativo, si pagano tasse, dazi, energia elettrica. Dipendenti, imprenditore e direzione aziendale sono invece gli interni.

Tutto questo sistema aperto è definito stakeholder, ovvero portatori di interesse. Gli stakeholder sono tutti coloro che, a vario titolo, sono portatori di interessi - economici, sociali e ambientali - nei confronti dell'impresa. Gli stakeholder possono portare buone condizioni per la società. Quelli dei fornitori e dei clienti sono interessi espliciti, quelli dei comuni interessi lati.

La più grande preoccupazione delle aziende sono i clienti, ma alla pari della concorrenza. Si è sempre competitivi da questo punto di vista. Non sempre il valore corrisponde alla ricchezza. Tanto più si rende coerente valore e ricchezza, tanto più si trova convergenza nelle azioni: tanto studi, tanto prendi. A differenza degli stakeholder gli shareholder sono gli investitori.

Produttori e fornitori mettono in gioco materie prime o semilavorati. Poi ci sono gli intermediari, azionisti, proprietari dell’azienda, coloro che detengono le quote dell’azienda: società di persone e di capitali (azionisti) o shareholder, soggetti che detengono una quota. Infine si hanno i consumatori, che non sono altro che i clienti. È un processo, e ogni fase precedente attribuisce valore al prodotto finale.

1.1.3 Il risultato netto di esercizio

Ricavo - Costo materie prime

V.A.: Valore Aggiunto - Costo personale: lavoro servito per realizzare il prodotto o il servizio

M.O.L.: Margine Operativo Lordo. Definito anche E.B.I.T.D.A. - Ammortamento: comprende la durevolezza dei macchinari e il loro impatto economico. Annualmente si considera il prezzo dell’oggetto diviso il numero degli anni che può durare.

Risultato operativo -/+ Gestioni extra caratteristiche. Il segno positivo può essere dato da un acquisto immobiliare per un’azienda che vende scarpe, che poi rivende ad un prezzo maggiorato. Il segno meno è dato dalle imposte e dai tributi.

Risultato netto di esercizio. Fa riferimento ad un anno. Il risultato netto di esercizio è la vera ricchezza che l’azienda produce. La ricchezza deve estendersi nel tempo ed essere longeva. L’utile costituisce poi il cash flow.

1.1.4 Shareholder e stakeholder theories

L’interesse dello shareholder e dello stakeholder è delimitato dalla Shareholder theory e stakeholder theory. Uno stakeholder interno all’azienda è un lavoratore. Un’azienda produce effetti positivi per gli shareholder se ha una stakeholder strategy. Bisogna avere molte relazioni, avere gli interessi di terzi. Non è vero il contrario: la shareholder strategy non produce necessariamente effetti per gli stakeholder. Fondarsi solo sui flussi di cassa non è sempre così edificante.

La shareholder strategy porta a difendere i soli interessi degli azionisti. Il mercato non è Italia, ma è mondo, per questo definito world competition. Più utile faccio, più creo ricchezza. L’utile poi può essere reinvestito nell’azienda, o tra gli azionisti, con il cosiddetto dividendo. Fare le cose con il minor numero di risorse possibile. Più economiche e più efficienti sono, più creano differenziale tra costo e prezzo, e quindi ricchezza. Il valore dell’output deve essere maggiore dell’input. Uno shareholder è per definizione uno stakeholder, ovvero un portatore di interesse.

Non basta fare un bel piano, poi bisogna fare execution, con volontà e determinazione. Non basta la skill, la capacità, la competenza, ma bisogna sapere anche mettere in pratica ciò che si sa.

L’azienda si serve di relazioni, persone, risorse. Rendimento dell’investimento: investimento 100, rendimento 10 all’anno. TIR o VAN, valore annuale netto.

1.1.5 Caso aziendale

GHEPI: azienda che si occupa di produrre oggetti in plastica. Stampa per iniezione. Riesce a fare gli stampi per la tetrapak. Un business legato agli stampi e uno alla produzione. Una parte dell’azienda pensa ad una cosa, l’altra la produce. Spesso sono richieste più ore per la progettazione piuttosto che per la costruzione. I risultati migliori dell’azienda si sono ottenuti maggiormente quando si sono venduti stampi piuttosto che stampaggio. Di conseguenza si ha un aumento dello stampaggio.

1.2 L’attività aziendale

Quando un’azienda va in borsa viene fatta una prima valutazione. La prima quotazione è il prezzo, IPO: Initial Public Offering, con il quale l’azienda entra in borsa. Le Poste sono la banca più grande italiana a livello di distribuzione territoriale, tanto da avere 14 mila sportelli, portando con sé tantissimo attivo. L’Intesa San Paolo è la più grande banca privata italiana, e ha un utile inferiore a tre/quattro volte quello delle Poste.

Il fondo è l’insieme dei mezzi monetari che si detiene in un dato periodo per uno scopo determinato. Un gruppo di azionisti privati dà ad un gestore un capitale che decide di investire in altre aziende. I fondi venture sono aziende innovative ad alto rischio. Maggiore è il rischio, maggiori sono le possibilità di guadagno elevato, ma anche di perdita. I fondi private tech invece investono in aziende più tranquille con meno rischio e meno possibilità di guadagno. I risk free indicano il senza rischio, o almeno molto basso, in relazione all’emittente.

Nelle aziende non si lavora mai da soli, ma chi lavora da solo è isolato e viene allontanato. È essenziale collaborare, e in teamwork si produce e si agisce meglio.

1.2.1 La nascita dell’azienda

La nascita di un’azienda ha origine da un’idea imprenditoriale che deriva dall’individuazione di un bisogno da soddisfare.

Bisogno del mercato -> idea imprenditoriale <- opportunità economica -> azienda

Il first mover è colui che anticipa delle tendenze e delle situazioni, e per questo detiene un enorme vantaggio. Il business model è una formula. ZARA ha una formula di business innovativa. Ryanair non ha inventato il modo di volare, ma ha inventato un’altra tipologia: la frequenza. Il prezzo del biglietto non varia in base alla richiesta, bensì sul valore dell’interesse. Questa è una nuova formula di business. Non si genera un nuovo prodotto, ma qualcosa che esiste già viene riconfigurato: riconfigurazione del sistema.

  • 1. Fase di costruzione (tema del valore).
  • 2. Fase di funzionamento (efficienza organizzativa).
  • 3. Fase di cessazione.

Le start-up sono le aziende a più alto rischio di chiusura.

Ci sono operazioni, micro attività necessarie da svolgere, non tutte riguardanti il prodotto, ma diverse sono accessorie, come l’amministrazione, gestita dal direttore amministrativo. Queste attività sono coniugate da processi, che possono essere processi produttivi o processi amministrativi. Ci può essere un processo di marketing, che gestisce le vendite, ma anche un processo produttivo, che ha il compito di realizzare l’oggetto.

Il tema del processo nelle grandi aziende viene accantonato, ma assumono molta importanza le persone. Per questo per la rappresentazione si trova molto l’organigramma, una rappresentazione ad albero che descrive il personale dell’azienda in scala gerarchica, senza parlare di processi. Le persone stesse attuano i processi.

1.2.2 Le 4 operazioni principali

Sono 4 le operazioni principali. Per partire è necessario disporre di cash, di mezzi monetari per pagare materie prime e dipendenti. Poi si va verso il fattore produttivo. Nelle aziende esistono luoghi dove si raccolgono oggetti: uno con le materie prime e i semilavorati, e uno con i prodotti finiti. Sono necessarie anche attrezzature e impianti (immobilizzazioni) (la quota di ammortamento è quella parte di attrezzatura che io utilizzo durante l’anno) che si comprano con i mezzi monetari iniziali. Il fondo ammortamento ricorda da quanti anni io sto ammortizzando il bene.

Valore di immobilizzazione netto: valore nominale – fondo di ammortamento. È il valore dello stato patrimoniale. A dx ci sono le fonti di capitale.

Conto corrente 50 40 Debito 10 A sx gli impieghi

A breve banca 50

Investimento Mutuo bancario 1.000 (immobilizzazione) 1.000

A destra si trovano le fonti di capitale, mentre a sinistra gli impieghi. Un buon ritorno dell’investimento è entro i 10 anni, ancora meglio tra i 7 e gli 8. Questa è una macroregola. Finanziare a lungo termine per impieghi che rilasciano utilità a lungo termine.

1.2.3 Finanziamento e investimento

  • 1. Autofinanziamento. Diventa un utile aziendale, un autofinanziamento aziendale nel momento in cui lo lascio in azienda non considerandolo parte del dividendo. L’azienda ha prodotto ricchezza ma l’azionista la lascia per investire ulteriormente.

Costi Ricavi

Perdita

Ricavi 1.00 – Costi 1.200 = R.E. – 200

Nel caso ci fosse un utile aziendale se lo lascio in azienda non fa parte dei dividendi. L’utile è la componente che aumenta il patrimonio dell’azionista.

Impieghi Fonti

Costi Ricavi Conto Corrente 50.000

Capitale lordo Capitale Sociale

Utile (Capitale Netto

Totale investimento Utile

  • 2. Finanziamenti di capitale di rischio.
  • 3. Finanziamenti di capitale di credito. TAN (Tasso Annuo Nominale) è una quota pura di interesse. TAEG è il costo di gestione, una quota istruttoria che serve per pagare l’analisi per verificare la disponibilità di risarcimento. L’interesse viene formalizzato nel momento in cui vengono presentati i soldi.

L’investimento è l’acquisizione dei fattori produttivi specifici, e il modo in cui vengono utilizzati i soldi.

1.2.4 Trasformazione e vendita

La trasformazione sono le operazioni attraverso le quali vengono combinati i fattori produttivi. La trasformazione non va necessariamente intesa come lavorazione fisico-tecnica dei fattori produttivi, ma come tutte le operazioni che aggiungono valore agli input o che ne permettono la produzione o la commercializzazione.

La vendita sono le operazioni con cui l’azienda entra in contatto diretto con la propria clientela.

1.2.5 I cicli della gestione

La gestione aziendale si sviluppa in tempistiche differenti a seconda del ciclo gestionale preso in considerazione.

  • 1. Ciclo tecnico. Processo di trasformazione.
  • 2. Ciclo economico. Costi e ricavi.
  • 3. Ciclo finanziario. Crediti e debiti.
  • 4. Ciclo monetario. Uscite e entrate.

Solo nel momento delle vendite si può parlare di effettivo ricavo. Tutto quello che facciamo deve avere un riscontro contabile.

1.2.6 Caso aziendale

Alea Fashion Industries. La storia di Alea Fashion Industries inizia nel 1952 a Savignano sul Rubicone dove si trova la sede principale. AFI è un’azienda di abbigliamento con focus sulla camiceria che opera sui mercati internazionali con approccio multibrand e considera l’UE il proprio mercato domestico.

Vision: AFI attraverso un team unito e dinamico mira alla generazione di valore aggiunto attraverso creatività e innovazione di processi e prodotti. I 3 brand e i relativi prodotti hanno un differente posizionamento sul mercato ed un diverso target sia di rivenditori che di consumatori finali.

Oltre all’unità produttiva di Savignano l’azienda può contare su due poli in Romania e Repubblica Moldava attraverso i quali confeziona camiceria sia maschile che femminile. Complessivamente la struttura organizzativa conta 1.500 addetti nell’indotto, dislocati in 6 diversi poli produttivi.

1.3 La corporate governance

Come si comporta l’azienda?

  • Quali sono i suoi obiettivi;
  • Quali i criteri che guidano le scelte e le decisioni.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federico ® di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Di Marco Paolo.
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