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Economia dell’energia e gestione dei beni ambientali

Indice

Introduzione 4

Politiche internazionali per la sostenibilità e ruolo dell’impresa 11

L’introduzione del concetto di sviluppo sostenibile (anni ‘70 e ’80) 11

La definizione della Bruntland 13

Conferenza mondiale di Rio de Janeiro 1992 14

Il V Programma di azione della CE e gli anni ‘90 in Europa 15

Inizio del Nuovo Millennio e NU Global Compact 16

Il percorso verso Rio 2012 19

Agenda 2030 e il ruolo delle imprese 22

Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile 22

Gli importanti eventi del 2015 24

Agenda 2030 delle Nazioni Unite 24

La situazione in Italia letta attraverso il Rapporto ASVIS e la strategia nazionale 28

European new green 31

L’accordo di Parigi 33

Green economy e circular economy 38

La green economy 38

L’economia circolare 43

Sostenibilità e competitività 60

La multidimensionalità della sostenibilità 60

Come misurare gli effetti sulla competitività 62

Sostenibilità, responsabilità e impresa 64

I risultati di alcune ricerche empiriche 81

Innovazione, BAT ed eco-efficienza nei processi produttivi 85

1. Innovazione e sostenibilità 85

Politiche e innovazione: il caso dell’ozono 86

Le tecnologie pulite 89

La direttiva IPPC/IED: uno strumento per l’innovazione 90

Paradigmi e rivoluzioni industriali 4.0 92

Come stimolare i processi innovativi nelle imprese: il ruolo degli strumenti volontari 94

Il contesto: V Programma CEE d’azione per l’Ambiente (1992) 94

Gli strumenti volontari 97

Strumenti volontari e certificazione: una possibile classificazione 98

I sistemi di gestione: dalla qualità alla sostenibilità 99

La norma ISO 14001 101

Regolamento CE n° 1836/93 aggiornato con Regolamento CE n° 761/2001 e poi con il Regolamento CE n° 1221/2009 102

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Emas e ISO 14001 le principali differenze 104

I principali attori nel sistema ISO 107

Le principali novità della ISO 14001 - HLS 108

Strumenti volontari - politiche di prodotto 117

Il Greenwashing (gruppo SDG 8 contro) 117

I molteplici marchi ambientali 119

Il V Programma e l’ecolabel (EPD) 121

Il VI Programma di azione e il Life Cycle Thinking 126

Life Cycle Assessment (LCA) 126

Il VII Programma di azione e la PEF 133

Il made green in Italy 137

La gestione del ciclo integrato dei rifiuti delle acque in un’ottica di economia circolare 138

I rifiuti (definizione, gerarchia, end of waste) 138

Alcune sfide nell’ottica della circolarità 140

Evoluzione nella gestione degli RSU 140

La tariffa puntuale e il caso Ascit 144

I rifiuti speciali 147

Testimonianza ITELYUM 147

L’estensione dell’EPR: Il caso Ecopneus 148

L’acqua bene comune 149

Il Servizio Idrico Integrato 150

Digitalizzazione e innovazione Un’analisi del PNRR 154

Sfide e ruolo delle imprese per gli SDGs 12-14-15 174

Capitale naturale e servizi ecosistemici 174

Pagina 2

Pagina 3 22/02/2021

Introduzione

Nell’immagine viene rappresentato il concetto di sostenibilità, in cui la sostenibilità è come se fosse un tavolino tenuto in piedi da 3 principi ispiratori che sono: Equità intergenerazionale, i principi ispiratori della sostenibilità equilibrata, qualità, valorizzazione 3 capitali, 3 crisi, economica, sociale, miglioramento dell’ambiente, duratura, progresso vita, crescita e tutela della e equità infragenerazionale.

  1. La crescita economica equilibrata e duratura, in una prospettiva di lungo periodo.
  2. Progresso sociale e miglioramento della qualità della vita: si tratta della dimensione sociale, che apre le porte ad un tema legato al benessere collettivo.
  3. Tutela e valorizzazione dell’ambiente: il tema non è quello di tutelare l’ambiente in quanto tale, ma come produttore di valore e di risorse economiche.

Crescita economica equilibrata e duratura

Non si può parlare di sostenibilità senza pensare al lungo periodo: il fatto che i membri dei consigli di amministrazione, i sindaci e le varie personalità presenti nelle pubbliche amministrazioni abbiano un mandato temporalmente limitato rende alquanto difficile il fatto che introducano nella loro agenda questioni di carattere ambientale. Parliamo di crescita economica, anche se in termini più qualitativi che quantitativi.

Latouche teorizza che l’unico modo per vivere nella situazione di scarsità di risorse in cui ci troviamo è rinunciare alla crescita: senza arrivare a teorizzare la decrescita. Bisogna comunque entrare nell’ordine di idee di prestare la massima attenzione ad evitare gli estremi del consumismo. Eppure, la crescita è insita in tutte le dinamiche economiche (l’impresa per prima si pone nella prospettiva di crescere): si tratta insomma di optare per una crescita qualitativa.

Un esempio di settore che è cresciuto in valore ma non in quantità prodotta/venduta è il settore vinicolo. Il valore complessivo in termini reali è quadruplicato. Il grande cambiamento nel settore vinicolo in Italia comincia dalla crisi del metanolo. Dobbiamo essere capaci, con tutti i prodotti che portiamo sul mercato o che acquistiamo, di consumare meno ma di maggior qualità. Anche gli sforzi in efficienza energetica altro non sono che il tentativo di ridurre i consumi (anche se questo rende più difficile il return on investment rispetto, ad esempio, agli anni ’80, dove gli investimenti energetici erano supportati da un aumento complessivo del consumo di energia).

Progresso sociale e miglioramento della qualità della vita

Bisogna stare meglio insieme, nelle varie dimensioni, ma i cittadini si sono molto disaffezionati da questo senso comune (rappresentazione del comportamento opportunistico del dilemma del prigioniero, ognuno pensa alla propria sfera non ci si pone nell’ottica del poter star meglio tutti insieme). Questa dimensione del benessere sociale è studiata in particolar modo dai sociologi: Putnam usa diversi indicatori di benessere e un indicatore tipico è proprio la partecipazione civica.

Il numero di cittadini che vanno a votare. Nel secondo dopoguerra votavamo praticamente tutti; oggi, in molte circostanze, vota meno della metà. Putnam commenterebbe che c’è stato un impoverimento della dimensione civica. Forse situazioni come la pandemia potrebbero far rinascere un senso di collettivismo “perso” in passato. Lo spirito di coesione può anche nascere dall’opposizione alle istituzioni: una coesione nel “dire no”. Lo vedremo quando parleremo di nucleare.

Tutela e valorizzazione dell’ambiente

La manutenzione dell’ambiente permette di ottenere di più dall’ambiente in un’ottica futura.

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Crisi e capitali

Queste 3 dimensioni sono frutto di 3 crisi:

  1. La crisi del 2008: crisi non congiunturale ma strutturale (forse dobbiamo cambiare modello)
  2. La crisi sociale post conflittualità anni ’70
  3. La crisi ambientale conseguente all’urbanizzazione di massa.

Sono anche però 3 capitali:

  1. Capitale economico: uso i proventi del capitale ma mantengo lo stock vedi i no trivelle: è uno degli argomenti fondanti le loro teorie ovvero sfruttiamo le risorse già utilizzate e lasciamo alle generazioni future le risorse non ancora utilizzate),
  2. Capitale naturale: stock di risorse che abbiamo oggi sul pianeta dobbiamo essere in grado di rigenerarlo e allo stesso tempo usarne i proventi, non finire lo stock)
  3. Capitale sociale: stock di capitale sociale cosa significa? Istruzione. È una componente chiave del capitale sociale oltre al Lavoro e alla Salute.

Avere un servizio sanitario nazionale universale è un servizio che lo Stato ci mette a disposizione ed è un grande punto di forza in questa dimensione.

Green Deal europeo

Arrivare a CO2 = 0 con tutte le dimensioni orientate a non rovinare il principio di decarbonizzazione.

Il Green Deal è un disegno di futuro coerente con questa logica, che delinea una serie di Green Deal Europeo transizioni che tratteremo in maniera più specifica.

Ci sono una serie di transizioni:

Parte sinistra:

  • Decarbonizzazione salvo le compensazioni entro il 2050. Si pensi che Aeroporti di Roma ha avuto un 2020 tragico, dovendo trasportare 1/10 dei passeggeri. Due mesi fa ha collocato un green bond, cioè un titolo per cui si fa finanziare direttamente dal mkt, dapprima convincendo le banche che fanno il collocamento e poi il mercato sul fatto che fosse davvero una strategia green. Ci è riuscito, perché ha ricevuto domande di questo bond per 11,5 volte superiori a ciò che chiedeva e il tasso di interesse è di mercato. Adesso Aeroporti di Roma si sta preparando a un altro collocamento di un titolo con attenzione ai temi della decarbonizzazione.
  • Transizione energetica
  • Mobilitare l’industria per un’economia pulita e circolare
  • Costruire e strutturare sotto il profilo energetico delle risorse

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Parte di destra

  • Mobilità sostenibile e intelligente (elettrica, ad idrogeno, attraverso sistemi di mobilità collettiva)
  • Sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente (produrre meglio, miglior qualità anche per la salute del consumatore)
  • Ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità
  • Inquinamento zero

Le transizioni e le condizioni abilitanti

Le transizioni e le condizioni abilitanti Ricerca e innovazione Economia circolare Digitale Energetica Infrastrutture Capitale materiali umano e sociale immateriali Alimentare Cambiamento Finanza climatico.

Le transizioni (circolari, digitali, energetiche e alimentari) sono connesse alle condizioni abilitanti, che sono la finanza, il capitale umano e sociale, le infrastrutture materiali e immateriali, e la ricerca e l’innovazione. Quando parliamo di risorse finanziarie si devono comprendere non solo quelle che derivano dall’Europa, perché molti soldi europei in parte sono prestiti.

Agenda 2030

Agenda 2030

L’Agenda 2030 è un passo importantissimo per le Nazioni Unite, perché è la prima volta che l’agenda è costruita così bene, coinvolgendo i diversi attori, comprese le imprese che hanno partecipato alla costruzione di questo approccio. Possiamo leggere l’immagine in riferimento alle tre dimensioni della sostenibilità: sociale (1° riga), economica (2° riga) e ambientale (3° riga).

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Lo sviluppo sostenibile: l’impatto del Covid-19

Lo sviluppo sostenibile: l’impatto Covid 19 Fonte: Sustainable Development Report 2020 Sustainable Development Solutions Network (SDSN) and the Bertelsmann Stiftung 6

Sull’ambiente non ha fatto solo danni, ma ha mostrato che una strada green potrebbe essere fattibile in tempi più rapidi di quello che si poteva pensare.

Città hanno avuto una riduzione del 50% delle emissioni, con risultati incredibili in termini di inquinamento in tempi molto brevi.

Intervento in aula: poiché contemporaneamente al miglioramento della qualità dell’acqua e/o dell’aria si è registrato un peggioramento della condizione economica del singolo, come si sposa la transizione ecologica con lo sviluppo economico?

La risposta è duplice:

  1. L’occasione è nell’ottica command-control. La presidente della Commissione europea ha affermato la presenza di un vincolo al beneficio dei fondi europei stanziati per la ricostruzione economica post Covid, rappresentato dall’orientamento al rinnovabile.
  2. A ciò si aggiunga un importante impegno da parte della finanza ad introdurre, nelle proprie valutazioni di rischio, il sostenibile: un investimento non rinnovabile non è finanziato dalle banche in quanto più rischioso, non potendo godere dei fondi europei ed essendo esposto, nel lungo periodo, a possibili limiti e vincoli d’uso connessi ai danni climatici che questo comporta.

In quest’ottica, l’adesione al biologico è incentivata dal timore, in futuro, di non poter utilizzare un determinato fertilizzante, con un impatto negativo sulle proprie colture e, con un costo maggiore di quello che sarebbe sostenuto nel breve periodo per il biologico stesso.

Nonostante sia indubbio che la pandemia rappresenti una crisi, questa è occasione per una ripartenza in senso diverso. Quali diversità? Quelle transizioni che la stessa Commissione vuole accelerare: il rinnovabile è la strada principale per la transizione energetica e per questo è incentivata. Dobbiamo imparare a catturare e convertire la maggior parte a condizioni più sostenibili. Perché il consumatore predilige i prodotti biologici, meno competitivi sul prezzo e che riducono la loro capacità d’acquisto? La filiera corta e la possibilità di risalire i passaggi della catena distributiva potrebbe essere una valida risposta.

Questo accade anche nel settore dell’energia: una delle maggiori società del comparto è quella che, paradossalmente, promuove l’efficienza energetica: in tal modo questa non ha ristretto il proprio mercato, ma, ipotizzando la direzione futura dello stesso, ne ha anticipato le tendenze e allargato il proprio business. Le imprese, oggi, escono dai loro confini settoriali, espandendosi e spostandosi nelle direzioni indicate dalla prospettiva sostenibile.

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L’Agenda 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile

L’impegno delle aziende

L’Agenda 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile Nell’indagine condotta dallo UNGC (2018), le aziende hanno dichiarato l’adesione ai 10 Principi costituisca l’approccio vincente per contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

66% delle aziende evidenzia come di prediligere gli obiettivi: 8: lavoro dignitoso e crescita economica; 3: Buona salute e Benessere; 5: Parità di Genere.

80% delle aziende dichiara di implementare azioni, progetti, programmi, a supporto degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Cosa stanno facendo le imprese per l’agenda 2030? CARREFOUR - MILANO

10.000 imprese si stanno impegnando nel mondo rispetto ai 17 obiettivi. Quello su cui si impegnano di più è l’8: crescita economico e lavori dignitosi.

L’indagine risalente all’inizio del 2019 sui dati del 2018 mette in luce però che al secondo posto ci sono gli obiettivi 3,4 e 5, ovvero salute, educazione e gender equality.

Abbiamo visto quindi un impegno delle imprese più avanzate nella dimensione economica, sociale, ma la dimensione ambientale è quella che registra l’impegno minore.

Il 14, la vita sott’acqua; il 15, la vita sulla terra; si salva il 12, produzione e consumo sostenibile; e il 6, l’acqua, mostra livelli non soddisfacenti.

Questa è la ragione per cui, anche nell’attività di gruppo orientata allo sviluppo sostenibile, bisognerà indagare le ragioni di una scarsa adesione alle logiche del sostenibile e quali le condizioni per superare questo limite. Le aziende devono essere attori protagonisti del cambiamento. Ingaggiare il private sector è fondamentale per garantire la transizione poiché la capacità economica di talune imprese internazionali, tale da superare quella di Stati di piccole medie dimensioni e poiché la prospettiva dell’Agenda 2030 genera opportunità immense.

L’Agenda 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile medie dimensioni e poiché la prospettiva dell’Agenda 2030 genera opportunità immense.

La prospettiva dell’agenda 2030 genera delle opportunità economiche immense, tra cui, al primo Per il settore privato, il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, potrebbe creare valore fino a 12 mila di miliardi di dollari posto, il settore dei sistemi di mobilità, soprattutto nelle megalopoli che hanno bisogno di soluzioni integrate.

Secondo posto: Principali ambiti di opportunità Valore potenziale al 2030 – in miliardi di dollari nuove soluzioni per la salute, innovazioni in questo campo (sostenibilità sociale). Terzo e quarto: energia (efficienza energetica > rinnovabili). Poi c’è l’edilizia affordable, cioè Alimentare accessibile a tutti. Produzione Città circolare è al sesto posto. Salute e Benessere Energia e Materiali © Supporting business to help deliver sustainable development (UNGC)

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Decarbonizzazione

Accordo di Parigi, 2015 entro il 2030 bisogna arrivare a una riduzione di circa un terzo delle emissioni di CO2 e entro il 2050 decarbonizzazione. Da lì è stato definito un quadro internazionale in cui oggi rientrano anche USA che ha degli impegni importantissimi, tra cui tot soldi all’anno ai PVS per favorire il loro programma di decarbonizzazione. Bisogna però tradurre gli intenti in azioni.

Imprese vogliono raggiungere la decarbonizzazione all’interno della loro catena del valore. I tre punti principali dell’Accordo di Parigi richiedono ai Paesi che lo sottoscrivono:

  1. Di raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il più presto possibile, facendo in modo che vi sia un equilibrio tra le emissioni e gli assorbimenti di gas serra dal 2050 in poi e mantenere quindi l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C e di sforzarsi al massimo per avvicinarsi a 1,5°C;
  2. Di analizzare i risultati raggiunti ogni cinque anni;
  3. Di finanziare con 100 miliardi di dollari all’anno da qui al 2020 azioni per il clima a beneficio dei Paesi in Via di Sviluppo, con l’impegno a continuare tale finanziamento anche dopo il 2020.

L’accordo è entrato in vigore quando almeno 55 paesi responsabili collettivamente di almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra lo hanno ratificato (4 novembre 2016).

Esempio: i Prof. stamattina erano in una call con una importantissima azienda del settore agroalimentare, un’azienda che ha tra i marchi più importanti delle acque minerali (San Pellegrino). L’acqua minerale si es

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emma.r8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'energia e gestione dei beni ambientali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Frey Marco.
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