Capitolo 11 – Premessa
La rivoluzione industriale è un elemento cruciale nella storia dell’uomo e per breve tempo coincise con la storia della sola Gran Bretagna; un’economia mondiale è stata costruita attorno a questo paese.
Il monopolio della patria inglese era dovuto per la maggior parte all’assenza di altri concorrenti; quando altri infatti si inserirono => fine del monopolio inglese, anche se il suo apparato di transazioni economiche mondiale rimase indispensabile per il resto del mondo per ancora molto tempo.
La rivoluzione industriale si caratterizza per 2 elementi principali:
- Radicale rottura rispetto al passato => svolta storica.
- Originalità e irripetibilità del fenomeno; dopo la rivoluzione industriale avverranno altri processi analoghi, che semplicemente aggiungeranno tecnologie più avanzate, disponibilità di capitale, etc.
Le colonne portanti della riv. Ind. sono le due rivoluzioni:
- La rivoluzione economica e tecnologica inglese.
- La rivoluzione francese del 1789.
La riv. Ind. inglese è quindi unica, anche rispetto ai paesi che l’adotteranno successivamente (i second corners), poiché in essa si identifica la prima affermazione del capitalismo. Se poi si considera che in GB la transizione feudalesimo-capitalismo è stata rapidissima => società inglese del tempo fortemente segnata dal fenomeno.
L’analisi di Marx => capitalismo è un sistema di classe (l’ultimo di una serie); in questo sistema le classi dominanti conservano la loro posizione sociale => mantenimento di certi rapporti di classe che permettono di estrarre il plus-lavoro dalle classi subalterne in forme specifiche.
Società schiavistica => schiavitù come base del sistema sociale1.
Società feudale => corvée come base.
Società capitalistica => lavoro salariato come base per l’estrazione del plus lavoro (quindi del sist. soc.).
Garantire il prelievo del plus-lavoro => classi egemoni:
- Controllano la sfera produttiva.
- Organizzano un’adeguata sovrastruttura statale; essa viene improntata in tutte le sue fondamentali istituzioni (magistratura, legislazione, etc.) al mantenimento dello status quo.
Marx ed Engels scrivono ne L’ideologia tedesca:
- In ogni epoca idee della classe dominante = idee dominanti.
- La classe che dispone così dei mezzi di produzione => assoggettamento delle idee di coloro cui mancano i mezzi della produzione intellettuale.
1 Corvée = lavoro prestato gratuitamente dal servo della gleba sul fondo signorile in cambio della possibilità di coltivare il terreno di un appezzamento assegnato dal signore.
Per essi le rivoluzioni sono:
- Lo spodestamento di certe classi e dei loro sistemi di estrazione del plus-valore.
- In favore di altre classi (e dei loro sistemi).
Le rivoluzioni portano quindi a sovvertire il modo d’essere dello stato e le sue istituzioni.
La riv. ind. => rivoluzione:
- Politica.
- Sociale.
- Tecnologica.
Tale rivoluzione ha spodestato l’aristocrazia terriera e i suoi valori in favore della borghesia industriale; quest’ultima si afferma nel momento in cui si verificano 2 condizioni:
- Concentrazione dei mezzi di produzione in mano ad una minoranza di capitalisti2.
- Libertà di circolazione/compravendita sul mercato della forza-lavoro.
Secondo Marx niente è capitale da principio; denaro, merce, mezzi di produzione e di sussistenza sono trasformati in capitale e questa trasformazione avviene solo in presenza di una condizione:
Il contatto tra:
- Proprietari di denaro/mezzi di produzione e di sussistenza; essi devono avere l’intenzione di valorizzare la somma dei propri valori con l’acquisto di forza-lavoro.
- Operai liberi, venditori della propria forza-lavoro (venditori di lavoro) dietro corrispettivo del salario.
Per far ciò era necessario abbattere le servitù feudali e gli impedimenti generati dalle corporazioni di mestiere.
Perché la rivoluzione industriale in Gran Bretagna?
Prima ragione
La Gran Bretagna fin dall’inizio del 1700 si presentava come uno stato unitario guidato da una monarchia costituzionalizzata => presenza di un agguerrito parlamento; il processo di monarchia costituzionale si realizzò con la gloriosa rivoluzione di Cromwell a metà del XVII secolo => nascita temporanea di uno stato repubblicano. Tra i suoi atti più importanti citiamo il Navigation Act; da esso fu tratto il principio che le navi straniere potevano trasportare in GB solo i prodotti della nazione di appartenenza => colpo alla supremazia marinara olandese; inoltre si costituì premessa per:
- Potenza marinara inglese.
- Primato del commercio marittimo e di controllo dei mari; ciò a causa dello sviluppo straordinario delle compagnie mercantili (prima fra tutte la compagnia delle Indie).
Il colpo alle navi olandesi causò la riduzione del commercio inglese via navi olandesi dal 50% al 7% nel 1791.
La riv. Cromwelliana fu anche la base per:
- Laicizzazione dello stato.
- Accentuazione della mobilità sociale => valorizzazione della ricchezza rispetto al rango nobiliare => incentivazione di strategie matrimoniali tese a legare la ricca borghesia all’aristocrazia in difficoltà economica => laicizzazione dell’aristocrazia e suo tentativo di accostarsi alla borghesia impegnandosi anche in attività economiche.
Seconda ragione
Ricchezza finanziaria della GB rispetto ai suoi concorrenti europei; tale ricchezza era conseguenza dello sfruttamento dell’impero coloniale che le sue compagnie commerciali avevano valorizzato nel tempo.
L’accumulazione finanziaria si realizza attraverso il rastrellamento e la concentrazione della ricchezza già esistente (no creazione di ricchezza).
Es: commercializzazione dei prodotti coloniali.
Tale accumulazione si realizza nel ‘600 => aumento del costo della vita => inflazione da prezzi => danno all’aristocrazia che percepisce redditi fissi in denaro => crisi dell’aristocrazia.
Accumulazione finanziaria => riduzione del saggio d’interesse => riduzione del costo del denaro = costo più basso di tutta l’Europa nel 1700; elemento importante se l’accumulazione non fosse partita “dal basso”3 fondandosi sugli alti profitti e sulle prime imprese innovative => grande ricorso all’autofinanziamento.
Accumulazione capitalistica = processo di sviluppo industriale basato sulla crescita fisica della base industriale.
Es: industria che nasce e aumenta progressivamente dotazioni e capacità produttive; ciò con investimenti realizzati sia con mezzi propri che con finanziamenti esterni (caratterizzante soprattutto i second corners – ciò a causa della necessità di creare nuove industrie competitive rispetto a quelle inglesi).
Terza ragione
La disponibilità di materie prime cui la GB era fornita, soprattutto per ferro e carbon fossile; anche se la scintilla che accese la rivoluzione industriale scaturì dal settore tessile (le cui risorse in GB erano piuttosto scarse).
Molte altre sono le congetture sulla causa delle cause della riv. Industriale:
- Rivoluzione scientifica.
- Empirismo e pragmatismo della cultura inglese => conquiste economiche.
- Ridotta dimensione della popolazione, assieme ai salari più alti che si pagavano ad essa rispetto al continente => tecnologie risparmiatrici di lavoro (save labour) => maggior domanda di beni a largo consumo, standardizzabili.
- Il ruolo delle città inglesi e il forte progresso di urbanizzazione del ‘700. Londra nel 1725 possiede il 12,5% della popolazione della GB e nell’800 diviene il 25% considerando i centri più vicini (di almeno 5000 abitanti) => ruolo delle città sempre più fondamentale, a livello mercantile, caratterizzato da rapporti sempre più stretti con le campagne.
Diversa la situazione delle città europee; esse avevano per lo più il ruolo di capitali di piccoli regni (caso della Germania, Italia, etc.) => centri politici ed amministrativi caratterizzati da rapporti di sfruttamento nei confronti delle campagne (mediante imposte, balzelli, obblighi militari, etc.).
In conclusione, la riv. Ind. accade in GB per la congiunzione favorevole di molte circostanze e per un concatenamento di eventi tesi a rafforzarle.
2 Marx la definisce come: insieme delle attitudini fisiche/intellettuali che esistono nella personalità vivente di un uomo e che egli mette in movimento ogni volta che produce valori d’uso.
3 Queste basate sulle dimensioni ridotte e sul carattere familiare.
Accumumulazione originaria e recinzioni
Alla base della riv. Industriale abbiamo anche l’accumulazione originaria; essa è una categoria interpretativa elaborata da Marx che rappresenta un processo di trasformazione strutturale radicale dei rapporti economici-sociali che porta alla separazione tra produttore e mezzo di produzione*.
L’accumulazione originaria è in realtà l’interazione delle condizioni economiche, ma anche giuridiche, politiche e culturali che hanno condotto alla dissoluzione del modo di produzione feudale.
Esempi: contadino che viene espropriato dalla terra o lavoratore dal telaio.
La base di questo processo riguarda la fine dell’autoconsumo e la sua trasformazione in domanda effettiva sul mercato => contadino privo di campo deve prestare il suo lavoro per un salario; ciò porta a una domanda di prodotti (beni salario) che prima era il contadino a produrre.
- Imprese agrarie capitalistiche acquistano beni strumentali-lavoro che investiranno nel processo produttivo => nuova domanda sul mercato.
Troviamo premessa indispensabile per la nascita del moderno capitalismo agrario nei tempi accelerati di:
- Superamento della costituzione agraria feudale.
- Formazione della proprietà individuale della terra.
NB: questi elementi costituiscono il presupposto per la nascita/diffusione del capitalismo.
L’accumulazione originaria determina quindi:
- Liberazione della forza lavoro assorbita nelle attività agricole a bassa produttività.
- Consente la formazione di un mercato del lavoro a basso costo** premessa di qualsiasi industrializzazione.
L’industrializzazione può seguire anche altre strade (caso della domanda stagnante relativa ai beni di consumo) => intervento dello stato => domanda posta in essere dagli obiettivi che lo stato vuole porre in essere; ciò spesso comporta l’attivazione/sviluppo per lo più dei comparti dell’industria pesante e della loro produzione di beni d’investimento.
Un’evoluzione di questo tipo comporta la leadership dei settori della siderurgia e dell’industria meccanica (a causa della loro essenzialità per gli investimenti strategici più importanti [ferrovie, cantieristica, etc.]).
La riv. Industriale inglese si basava sul modello produttivo del lavoro a domicilio; sviluppatosi nelle campagne e definito anche “manifattura rurale”. Tale modello venne spazzato via in pochi decenni => rapido sviluppo del sistema di fabbrica (factory system).
NB: questo solo in Inghilterra; in altri paesi ciò avviene molto più lentamente (Italia, Germania, etc.).
La manifattura rurale fu stroncata dalla ristrutturazione della costituzione agraria feudale => nuovo assetto fondiario e proprietario delle campagne inglesi; tale fenomeno viene chiamato “recinzioni” (enclosures).
Le recinzioni => passaggio dal sistema agrario feudale alla proprietà borghese indivisa della terra (750 ca.).
Le recinzioni si erano già poste in essere nel corso del ‘600 a causa dell’aumento del costo dei pascoli (dovuto al boom della manifattura laniera) => richiesta dai nobili al parlamento di leggi di recinzione (riforma fondiaria).
A metà del ‘700 i grandi proprietari si re-interessarono all’agricoltura come vera attività economica capace di fornire rendite profittevoli => nuove richieste al parlamento inglese.
Questo re-interessamento fu dovuto a uno stimolo esterno al sistema dovuto a:
- Crescita demografica europea.
- Aumento dei prezzi delle derrate agricole.
In Gran Bretagna, alla vigilia del processo delle recinzioni, vi era un’estesa proprietà nobiliare; essa era coltivata indirettamente da altri soggetti che ne avevano il possesso a vario titolo (affittuari, enfiteuti, etc.).
Piramide sociale rurale
Accanto alla proprietà nobiliare troviamo le “terre comuni” (common lands) = patrimonio fondiario indiviso costituito al tempo della servitù della gleba. Esse erano una parte delle terre che il signore feudale aveva ceduto gratuitamente ai servi, riuniti in comunità di villaggio, come corrispettivo del lavoro gratuito da essi prestato alle sue terre.
Le common lands erano scarsamente produttive (boschi, paludi, etc.); nonostante ciò erano importanti per il sostegno dei contadini (di qualsiasi genere, anche gli squatter [abusivi]), esse infatti permettevano loro di esercitare gli “usi civici” (pastura, legnatico, pesca, etc.).
Abbiamo poi la proprietà contadina degli yeomen; categoria sociale che aveva permesso a Cromwell la sua “gloriosa rivoluzione”.
Al vertice del mondo rurale troviamo i cottagers, gli operai agricoli cui si ricorreva per i momenti di punta del ciclo agrario; ad essi i nobili avevano concesso:
- Alcuni acri di terra arabile.
- L’autorizzazione a costruire un cottage su tale terra.
Questo sistema venne chiamato “dei campi aperti” (open fields). La terra era:
- Distribuita in strisce di varia dimensione.
- Coltivata con metodi primitivi.
- Ed aveva una resa piuttosto ridotta (4-5 volte le sementi).
La coltivazione era individuale ma, dopo la raccolta, tali terre si aprivano indivise a tutti i proprietari che avessero voluto farvi pascolare il loro bestiame => denominazione open fields.
Tale assetto fondiario appare molto limitato; esso infatti consiste nella rotazione agraria triennale obbligatoria (cereale, cereale minore, riposo [maggese]).
Integrazione ad esso era costituita dall’industria domestica e dal lavoro a domicilio.
Una conseguenza importante derivante da tali circostanze fu il grande senso di indipendenza e comunanza => grande coesione nella società patriarcale inglese. Tale società fu spazzata via dalle enclosures e portò all’espulsione della forza lavoro => nascita del mercato del lavoro a basso costo.
L’obiettivo dei grandi proprietari nel richiedere la legge di recinzione era quello di riunire le loro sparse proprietà in un’unica estensione => tentativo di avanzare diritti sulle common fields persi ormai da tempo; ciò portò a:
- Riunione delle common/open fields.
- Espulsione dalle terre di tutti i possessori privi di titolo di proprietà/possesso non dimostrabili.
- Permute svantaggiose a danno dei piccoli proprietari (terre peggiori/meno produttive, etc.).
- Obbligo a vendere la nuova proprietà per i piccoli proprietari a causa dei costi di recinzione troppo elevati per loro*.
*Si sospetta che gli yeomen urbanizzatisi siano divenuti i piccoli imprenditori che hanno dato vita alla rivoluzione industriale.
Dopo il 1760 il processo di recinzione si accelerò moltissimo: si passò da 300.000 acri del 1710 a 7.000.000 tra il 1770-1840 => passaggio da assetto basato sul possesso della terra ad un sistema fondato sulla grande proprietà (grandi affittuari capitalistici fruitori del lavoro salariato). Questi eventi portarono inevitabilmente al verificarsi della rivoluzione agraria.
La rivoluzione agraria
Le basse rese dell’agricoltura precapitalistica risiedevano nell’eccessivo impoverimento del suolo causato dalla coltivazione dei cereali => esaurimento dell’azoto contenuto nel terreno => scarse rese.
La soluzione fu trovata mediante le foraggere; questi erbai/prati permettono di fissare l’azoto atmosferico nel terreno. Ciò affiancato ad un’adeguata rotazione agraria (al tempo della rivoluzione agraria si utilizzava la rotazione quadriennale4).
Segue poi il circolo virtuoso, a causa dell’applicazione dei moderni principi di agronomia diffusi nella valle padana e perfezionati in Olanda.
NB: le rotazioni che fanno ampio uso delle foraggere => maggior carico di bestiame per unità di superficie, il che implica:
- Maggiore fornitura di concime naturale.
- Forza motrice per arature più profonde => maggiore produttività del terreno.
Altra caratteristica della rivoluzione agraria inglese è la rapida diffusione della figura dell’affittuario capitalistico, ossia di un imprenditore agricolo che prende in affitto la terra da un grande proprietario per lunghi periodi di tempo (di solito 9 anni rinnovabili) e al quale la legislazione inglese riconosce il pagamento delle “migliorie agrarie”5.
In Italia questo diritto non viene riconosciuto => affitti di breve durata e clausole gravose in termini di salvaguardia della fertilità dei suoli. Di fatto gli affittuari mettevano in atto pratiche agrarie che miravano a ottenere un rendimento immediato dai terreni, senza preoccuparsi della loro produttività futura.
I personaggi storicamente più rilevanti della riv. Agraria furono:
- Jetro Tull (1674-1741) sperimentò e diffuse le moderne pratiche agronomiche; egli raccomandò erpicatura, lavori profondi, lunghe rotazioni, abolizioni dei rovinosi maggesi e richiamava l’importanza dei foraggi invernali e delle piante con radici tuberose. Inventò perfino una seminatrice e una zappatrice meccanica a trazione animale.
- Lord Townshend dopo essersi ritirato dalla vita
4 Il terreno viene diviso in 4 parti e su ognuna di esse si fanno ruotare le diverse colture (nel corso di un anno).
5 Tutela legale che consente all’imprenditore di effettuare investimenti fondiari intesi a migliorare la produttività dei terreni affittati senza vincoli della proprietà; tale elemento si pone alla base del forte sviluppo dell’agricoltura inglese del tempo.
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